Sanzioni per uso riscaldamenti

Posted on : 21-09-2022 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Cosa rischia chi accende i termosifoni negli orari non consentiti o supera i limiti di gradi del riscaldamento previsti dalla normativa?

Cosa rischia un condominio o il proprietario di un appartamento che non rispetta le regole nazionali sul contenimento dei consumi del gas, sui giorni e sugli orari di accensione dei termosifoni e sui limiti alla temperatura? Le sanzioni per l’uso dei riscaldamenti in modo non conforme alla normativa sono previste dal Testo unico dell’edilizia del 2001 (il Dpr 380/01) e dal decreto ministeriale 37/2008. 

Si tratta di pene che preesistono alla recente crisi del gas che ha portato, come a tutti noto, un grave inasprimento dei prezzi con conseguente adozione, da parte del Governo, di un piano di misure drastiche volte ad evitare sprechi e a risparmiare sulla spesa delle bollette. 

Vediamo dunque cosa rischia chi non rispetta le norme sull’accensione e spegnimento dei riscaldamenti nonché sui gradi massimi consentiti. 

Le regole sui consumi del riscaldamento 

Il Testo unico dell’edilizia regolamenta i consumi di energia termica ed elettrica ammessa per gli edifici in base alla loro destinazione d’uso e alla zona climatica di appartenenza. 

Pertanto, il proprietario o l’inquilino (a seconda di chi materialmente utilizza l’immobile) sono tenuti ad adottare le misure necessarie per contenere il dispendio energetico durante l’esercizio degli impianti e, parallelamente, predisporre tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria previste dalle prescrizioni contenute nella vigente normativa Uni o Cei (compresa la revisione della caldaia almeno una volta all’anno). 

I Comuni con più di quarantamila abitanti e le province si occupano di effettuare i controlli e verificare, con cadenza almeno biennale, l’osservanza delle norme relative al rendimento di combustione, anche avvalendosi di organismi esterni provvisti di specifiche competenze tecniche, con onere a carico degli utenti.

Il titolare dell’impianto deve affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria a imprese abilitate e adotti le dovute misure di sicurezza, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e degli interventi di conservazione messi in atto dall’impresa installatrice. 

Inoltre è obbligato anche a conservare la documentazione tecnico-amministrativa e il libretto d’uso che, in caso di trasferimento dell’immobile, deve consegnare all’avente causa.

Le sanzioni per chi viola le regole sui riscaldamenti

In caso di violazioni, subentrano le sanzioni amministrative previste dall’articolo 132 del Testo Unico dell’edilizia, ossia:

  • il pagamento non inferiore a euro 516 e non superiore a euro 2.582 nei confronti del proprietario o dell’amministratore condominiale o del terzo responsabile che non ottemperino agli obblighi di contenimento dei consumi o che non gestiscano gli impianti secondo le norme tecniche Uni o Cei;
  • il pagamento non inferiore a 5.164 e non superiore a 51.645 euro per l’inosservanza della disposizione che impone, ai sensi dell’articolo 19 della legge 10/1991, la nomina del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia;
  • il pagamento di una somma pari al 50% della parcella professionale nei confronti del collaudatore che, nella certificazione delle opere e del collaudo, non applichi le disposizioni previste dal capo quinto, parte seconda, del decreto 380/2001.

Il decreto Cingolani

Per far fronte alla crisi energetica derivante dalla guerra tra Russia e Ucraina, il piano del Ministero della Transizione Ecologica Cingolani prevede misure di contenimento dei consumi. Tanto per le utenze autonome quanto per quelle centralizzate, il periodo di attività si ridurrà di quindici giorni e i termosifoni rimarranno accesi un’ora in meno al giorno.

Le temperature scalano da 20 a 19 gradi nelle abitazioni e negli edifici pubblici e da 18 a 17 nelle attività industriali. 

I controlli avverranno a campione e coinvolgeranno condomini e attività commerciali. Si escludono controlli all’interno delle singole abitazioni. 

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