Sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore: ultime sentenze

Pubblicato il: 23-11-2021 | Categoria : Attualità e Società, feed | 11 views | FONTE ORIGINALE

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Infermità parziale permanente; ricollocazione del lavoratore in ambito aziendale; obbligo di repêchage; assegnazione del dipendente a mansioni diverse e di pari livello; impossibilità di reimpiego e onere della prova del datore di lavoro. Licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore: illegittimità Nell’ipotesi di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore e in presenza dei presupposti di applicabilità dell’art. 3, comma 3-bis, del d.lgs. n. 216 del 2003, il datore di lavoro ha l’onere di provare la sussistenza delle giustificazioni del recesso, ai sensi dell’art. 5 della l. n. 604 del 1966, dimostrando non solo il sopravvenuto stato di inidoneità del lavoratore e l’impossibilità di adibirlo a mansioni, eventualmente anche inferiori, compatibili con il suo stato di salute, ma anche l’impossibilità di adottare accomodamenti organizzativi ragionevoli, con la possibilità di assolvere tale ultimo onere mediante la deduzione del compimento di atti o operazioni strumentali all’avveramento dell’accomodamento ragionevole, che assumano il rango di fatti secondari presuntivi, idonei a indurre nel giudice il convincimento che il datore di lavoro abbia compiuto uno sforzo diligente ed esigibile per trovare una soluzione organizzativa appropriata in grado di scongiurare il licenziamento, avuto riguardo a ogni circostanza rilevante nel caso concreto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito ...

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