Reato di molestie: quali prove?

Pubblicato il: 23-11-2021 | Categoria : Attualità e Società, feed | 17 views | FONTE ORIGINALE

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Condannato per telefonate e citofonate che infastidiscono il destinatario: bastano le semplici dichiarazioni della vittima senza tabulati telefonici? Telefonate e citofonate a ripetizione possono dar fastidio, come immaginabile, ma, soprattutto, possono costare una condanna per molestie. Come dimostrarle in un eventuale processo instaurato a seguito della denuncia della vittima? Una recente sentenza della Cassazione [1] si occupa appunto di definire questo tema delicato: quali prove fornire del reato di molestie?  Molto spesso, il reato in questione è realizzato in assenza di testimoni. Si pensi alle citofonate ripetute e moleste nel cuore della notte o ai tentativi di pedinamento lungo una strada. Ma potrebbe essere anche il caso di chi, ricevendo più volte degli squilli sul cellulare, non riesca a ottenere i tabulati telefonici. Comportamenti questi che se procurano uno stato di ansia o di timore rientrano addirittura nello stalking, come dimostra una pronuncia ancora più recente della Suprema Corte [2].  Cosa fare allora se la vittima è senza prove e non ha come dimostrare le molestie ai propri danni o gli atti persecutori? La questione, nel processo penale, si risolve solo in un modo: con l’audizione della vittima stessa. Quest’ultima, infatti, può essere testimone del crimine commesso ai suoi danni e il giudice ...

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