I poteri istruttori del giudice del lavoro

Pubblicato il: 23-11-2021 | Categoria : Attualità e Società, feed | 19 views | FONTE ORIGINALE

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La possibilità del giudice, nel rito del lavoro, di supplire all’onere della prova in capo alle parti non deve spingersi oltre i limiti indicati dalla giurisprudenza. Ai sensi dell’articolo 421 del codice di procedura civile, nell’ambito del processo del lavoro, il giudice può disporre d’ufficio, in qualsiasi momento, l’ammissione di ogni mezzo di prova, anche fuori dei limiti stabiliti dal codice civile (ad eccezione del giuramento decisorio), nonché la richiesta di informazioni e osservazioni, sia scritte che orali, alle associazioni sindacali. Si tratta di una deroga al «principio dispositivo», in virtù del quale l’onere della prova spetta solo alle parti. E ciò per via della particolare rilevanza degli interessi contrapposti nel processo del lavoro, quello del lavoratore da un lato e quello del datore all’altro. Pertanto, similmente a quanto avviene nel processo penale, l’esigenza della «ricerca della verità», a prescindere dall’iniziativa delle parti, giustifica l’assegnazione al giudice di un ampio potere istruttorio d’ufficio. La giurisprudenza ha più volte spiegato come si atteggiano i poteri istruttori del giudice del lavoro evidenziandone l’estensione e i limiti. Ecco alcune delle pronunce più importanti. Parte decaduta dalla prova: i poteri del giudice Il potere istruttorio d’ufficio non può essere esercitato quando una parte è decaduta dalla relativa prova. Il ...

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