Cosa rischia chi parla male del datore di lavoro?

Pubblicato il: 23-11-2021 | Categoria : Attualità e Società, feed | 18 views | FONTE ORIGINALE

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Offese nei confronti dell’azienda: quando costano il licenziamento.  Parlare male di una persona con un’altra, alle sue spalle, non è né reato, né illecito civile. Non si può configurare, da un lato, la diffamazione, reato che richiede la presenza di almeno due persone ad ascoltare la frase offensiva. Non si può, dall’altro, configurare neanche l’ingiuria che invece scatta solo quando ci si rivolge direttamente in faccia alla vittima.  Ma cosa rischia chi parla male del datore di lavoro? Qui entrano in gioco logiche differenti: la tutela della dignità dell’azienda, il rapporto di fedeltà e obbedienza, il rispetto che, se anche non deve per forza essere ossequioso e servile, è comunque attuazione dell’obbligo di buona fede e correttezza nei rapporti di lavoro.  A spiegare cosa rischia chi parla male del datore di lavoro è stata più volte la giurisprudenza. Cosa rischia chi parla male dell’azienda: le conversazioni denigratorie Proprio di recente, la Cassazione [1] ha confermato il licenziamento disciplinare per conversazioni denigratorie nei confronti del capo.  Nel caso di specie una lavoratrice, confidandosi con la responsabile di una società del gruppo, si era abbandonata a epiteti offensivi nei confronti del legale rappresentante della società datrice di lavoro, con allusioni a condizioni patologiche dello stesso attinenti a dati ...

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