Indicazioni stradali: distanze dalle costruzioni

Posted on : 25-09-2021 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Il Comune ha installato un palo con tabelle toponomastiche proprio davanti alla finestra di casa mia. È legale?

Non c’è una norma nazionale che individui la distanza minima delle tabelle toponomastiche dalle abitazioni. Questa è in genere stabilita dal regolamento comunale, il quale definisce le regole per il posizionamento. Proviamo tuttavia a cercare la risposta al quesito all’interno della legge italiana e, nello specifico, nel Codice della strada e nel suo regolamento d’esecuzione.

L’art. 39 del Codice della strada enumera, tra i segnali stradali verticali, anche quelli di indicazione; questi hanno la funzione di fornire agli utenti della strada informazioni necessarie o utili per la guida e per la individuazione di località, itinerari, servizi ed impianti. Tra di essi rientrano infatti anche i segnali di identificazione strade, i segnali di itinerario, di località e centro abitato, nonché i segnali di nome strada. Possiamo dunque far rientrare le tabelle toponomastiche all’interno di questa categoria.

Il Codice della strada rinvia al suo Regolamento di esecuzione l’individuazione delle modalità di impiego e di apposizione di detti segnali.

Secondo l’art. 81, comma secondo, del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495): «I segnali da ubicare sul lato della sede stradale (segnali laterali) devono avere il bordo verticale interno a distanza non inferiore a 0,30 m e non superiore a 1,00 m dal ciglio del marciapiede o dal bordo esterno della banchina. Distanze inferiori, purché il segnale non sporga sulla carreggiata, sono ammesse in caso di limitazione di spazio. I sostegni verticali dei segnali devono essere collocati a distanza non inferiore a 0,50 m dal ciglio del marciapiede o dal bordo esterno della banchina; in presenza di barriere i sostegni possono essere ubicati all’esterno e a ridosso delle barriere medesime, purché non si determinino sporgenze rispetto alle stesse».

Secondo l’art. 133, «Il segnale NOME-STRADA indica il nome di strade, vie, piazze, viali e di qualsiasi altra tipologia viaria e deve essere collocato nei centri abitati su entrambi i lati di tutte le strade in corrispondenza delle intersezioni. 2. Nelle zone centrali della città il segnale nome-strada può essere sostituito dalle targhe toponomastiche di tipo tradizionale. 3. I segnali nome-strada hanno le dimensioni e le caratteristiche di cui alla tabella II.15 e cornice di colore blu. 4. Il segnale nome-strada può essere applicato:

  1. a) al di sopra delle lanterne semaforiche, con lo sbalzo tutto sopra il marciapiede, e comunque rivolto dalla parte esterna alla carreggiata. L’altezza del bordo inferiore del segnale deve essere compresa tra 3,00 e 3,50 m circa dal piano stradale;
  2. b) nelle piazze, viali alberati, ecc. su supporti posti presso il bordo del marciapiede. Ogni supporto può comprendere i segnali delle due strade in angolo, disposti secondo l’angolo formato dalle due strade, e sfalsati in altezza;
  3. c) ove esistano pali o sostegni della pubblica illuminazione o di altro tipo, il segnale può essere applicato ad essi;
  4. d) in altri casi, ove le circostanze lo consiglino, con attacchi a muro;
  5. e) nei casi b), c) e d) l’altezza dei segnali è compresa tra 2,50 e 3,00 m, salvo casi di impossibilità materiale […]».

Come si evince da questo breve quadro normativo, nessuna disposizione nazionale individua la distanza precisa dei segnali dalle abitazioni. Ciononostante, dalle norme appena richiamate si desumono alcuni principi:

  • i sostegni verticali dei segnali devono essere collocati a distanza non inferiore a 0,50 m dal ciglio del marciapiede;
  • nelle piazze, viali alberati, ecc. su supporti posti presso il bordo del marciapiede.

Orbene, poiché l’art. 133 del regolamento d’esecuzione del Codice della strada parla di segnali nome-strada posti presso il bordo del marciapiede, è ragionevole ritenere che questa segnaletica debba essere collocata nell’immediata prossimità della strada e non delle abitazioni.

Nel caso esposto, pur non potendosi desumere dalla foto allegata a quale distanza sia stato installato il segnale, è evidente che la tabella copra una parte della veduta offerta dalla finestra. Non va dimenticato che il proprietario di un’abitazione possiede un vero e proprio diritto di veduta, cioè il diritto d di affacciarsi e godere della vista o comunque, nel caso di edifici confinanti, di affacciarsi sul fondo del vicino senza incontrare, prima d’una certa distanza, ostacoli di sorta.

Secondo l’art. 907 del Codice civile, «Quando si è acquistato il diritto di avere vedute dirette verso il fondo vicino, il proprietario di questo non può fabbricare a distanza minore di tre metri». Questa norma, pur non potendosi applicare al caso concreto, testimonia comunque l’importanza del diritto di veduta.

A sommesso parere dello scrivente, la tabella comunale, così come installata, è illegittima in quanto posta a distanza troppo ravvicinata rispetto all’abitazione, implicando altresì una lesione del proprio diritto di veduta. Pertanto, sarà possibile rivolgersi presso l’ufficio comunale competente (magari con diffida di un legale) per chiedere la rimozione della tabella e l’installazione in altro luogo più consono.

Prima di fare ciò, sarebbe opportuno prendere visione del regolamento del Comune di appartenenza. Tuttavia, è possibile che anche all’interno di tale corpo normativo non sia rinvenibile alcuna disposizione riguardante le istanze minime e, comunque, è davvero difficile immaginare un regolamento che autorizzi un’installazione così ravvicinata. Ad ogni modo, resterebbe comunque la lesione del diritto di veduta.

In conclusione, l’installazione della tabella è illegittima.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva

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Intercettazioni: sono legali per giustificare un Tso?

Posted on : 25-09-2021 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Penso che mi stiano spiando per giustificare un trattamento sanitario obbligatorio nei miei confronti. Posso agire in qualche modo contro queste persone e presumo anche contro il giudice corrotto che permette tutto questo?

Per rispondere al quesito è bene vedere cosa dice la legge a proposito delle intercettazioni e del trattamento sanitario obbligatorio.

Secondo l’ordinamento giuridico italiano, esistono tre tipi di intercettazioni:

  • l’intercettazione telefonica, che consiste nel captare la conversazione che avviene a distanza tra due persone, per mezzo del telefono o di strumento analogo;
  • l’intercettazione ambientale, che consiste nel sentire tutto ciò che viene detto all’interno di un determinato luogo (l’abitacolo di un’auto, la camera di una casa, ecc.);
  • l’intercettazione telematica, che consiste nel captare le conversazioni che ci si scambia tramite Internet e altri mezzi informatici (si pensi alle chiamate tramite Skype, ecc.). Spesso, questo tipo di intercettazione avviene mediante l’installazione di trojan, cioè di virus che si nascondono nel pc.

Poiché l’intercettazione viola il diritto costituzionale alla segretezza delle comunicazioni, la polizia può procedere con questo mezzo di ricerca della prova solo se autorizzata dal giudice, e soltanto in presenza di determinati reati (spaccio, pedopornografia, ecc.).

Per la precisione, le intercettazioni sono legali solamente quando:

  • richieste dal magistrato del pubblico ministero;
  • autorizzate dal giudice;
  • effettuate dalla polizia giudiziaria, con la propria strumentazione.

L’autorizzazione è concessa dal giudice quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini.

Il decreto del pubblico ministero che dispone l’intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni. Tale durata non può superare i quindici giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi di quindici giorni, qualora permangano i presupposti.

Solo eccezionalmente, nei casi di estrema urgenza e gravità, il pm può ordinare alla polizia di procedere a intercettazione senza l’autorizzazione del giudice. In questa evenienza, però, il permesso del giudice non è escluso, ma solo posticipato: entro ventiquattro ore bisognerà trasmettere il decreto del pm al giudice, il quale ha 48 ore di tempo per convalidare le operazioni.

Nel solo caso di intercettazione ambientale (cioè, intercettazione di comunicazioni tra persone presenti nello stesso ambiente) all’interno di un domicilio privato (la propria casa, il proprio ufficio, ecc.), è possibile procedere solo se vi è fondato motivo di ritenere che in quel luogo si stia svolgendo l’attività criminosa.

Secondo la legge, i risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti.

Per sapere se si è oggetto di indagini, è possibile fare un’istanza direttamente alla Procura della Repubblica territorialmente competente. E infatti, non sempre l’indagato è avvisato delle investigazioni in corso. L’informazione di garanzia, così come la richiesta di eleggere domicilio, viene notificata solamente quando occorre compiere un atto di indagine per il quale è necessaria la presenza dell’indagato: l’interrogatorio, la perquisizione, l’ispezione personale, ecc. Qualora tali atti non siano necessari, l’indagato verrebbe a conoscenza delle indagini solamente alla loro conclusione, con la notifica (sempre necessaria) dell’avviso di conclusione delle indagini.

Quindi, per sapere se si è indagati, occorre recarsi in procura e depositare un’apposita istanza (cosiddetta istanza ex art. 335 cod. proc. pen.) con la quale si chiede di avere conoscenza delle eventuali iscrizioni a proprio carico nel registro delle notizie di reato (il famoso registro degli indagati). In questo modo, si potrà sapere, autonomamente oppure delegando a fare ciò un avvocato, se ci sono delle indagini in corso, magari che legittimano un’intercettazione.

Poiché, però, come ricordato in precedenza, le intercettazioni della polizia sono legali solo in presenza di gravi crimini e solo per brevi periodi di tempo, se sono in atto delle intercettazioni è possibile che esse siano illecite. Le intercettazioni effettuate al di fuori dei limiti sopra indicati integrano il reato di interferenze illecite nella vita privata, punito dall’art. 615-bis del Codice penale con la reclusione da sei mesi a quattro anni, aumentata da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.

Per sapere se si è intercettati è possibile affidarsi a qualche esperto del settore. Ad esempio, un tecnico potrebbe individuare la presenza di microspie o di trojan all’interno dei propri dispositivi (smartphone, pc, tablet, ecc.).

Passiamo ora al trattamento sanitario obbligatorio. La legge (n. 180/1978 del 13.05.1978 – cosiddetta Legge Basaglia – e n. 833/1978 del 23.12.1978.) prevede alcune rare ipotesi in cui la persona malata deve sottostare anche contro la sua volontà alle cure mediche. Si tratta di malattie psichiatriche alla cui presenza l’ordinamento risponde con il ricovero forzato presso appositi reparti. Tale reazione è giustificata dalla pericolosità del soggetto malato, il quale rappresenta una minaccia per la propria e per l’altrui incolumità.

È chiaro che intanto si potrà parlare di trattamento obbligatorio in quanto il soggetto si rifiuti di essere curato; il malato che accetti le cure non andrà incontro, ovviamente, al trattamento in oggetto. La legge non parla di patologie specifiche: il disturbo può derivare da eccesso di sostanze stupefacenti, da problemi congeniti, da ubriachezza, ecc.; ciò che interessa all’ordinamento non è la malattia ma la conseguenza della stessa.

Il trattamento sanitario obbligatorio è disposto dal sindaco, nella sua qualità di autorità sanitaria, del Comune di residenza del malato o del Comune ove egli si trovi anche solo momentaneamente.

Il sindaco provvede con ordinanza motivata sulla base di tre presupposti:

  • la persona si trova in uno stato tale da necessitare di urgenti interventi medici;
  • le cure proposte siano state rifiutate;
  • non sia possibile adottare misure di diverso tipo.

I certificati che comprovino lo stato di salute del malato devono provenire da medici non necessariamente psichiatri. Ciò vuol dire che il Tso potrà essere disposto anche sulla base di una diagnosi (certificata) del medico di famiglia successivamente confermata da altro medico dell’Asl. Il sindaco ha 48 ore per ordinare il Tso facendo accompagnare la persona dai vigili e dai sanitari presso un reparto psichiatrico di diagnosi e cura. Se il malato rifiuta il ricovero, potrà essere trasportato nel luogo di cura anche con la forza.

Disposto il Tso, il sindaco deve inviare l’ordinanza al giudice tutelare entro 48 ore dal ricovero forzoso per la convalida; il giudice deve convalidare il provvedimento entro le 48 ore successive. In assenza di convalida, il Tso decade automaticamente. Il giudice tutelare può però anche non convalidare il provvedimento annullandolo.

Il Trattamento sanitario obbligatorio ha una durata di sette giorni, prorogabile solo su richiesta espressa dello psichiatra competente del reparto ove è stata ricoverata la persona. In assenza di tale comunicazione, la cessazione del trattamento viene comunicata al sindaco e, poi, al giudice. Qualora il trattamento venga prolungato, il sindaco firma una nuova ordinanza e la trasmette al giudice per la convalida, ripetendosi l’iter della prima convalida.

Il malato può fare ricorso al sindaco avverso l’ordinanza con cui è stato disposto il trattamento obbligatorio; il Primo cittadino è tenuto a rispondere entro dieci giorni. Ma non è l’unico legittimato: la legge infatti dice espressamente che chiunque può presentare ricorso. Se l’esito è negativo, il paziente può presentare la richiesta di revoca direttamente al tribunale, chiedendo contemporaneamente la sospensione immediata del Tso e delegando, per rappresentarlo in giudizio davanti al tribunale, una sua persona di fiducia (non necessariamente un avvocato).

Come detto, il malato è sottoposto al trattamento contro la sua volontà; tuttavia, ciò non toglie che egli abbia il diritto di essere informato sulle terapie a cui è costretto e di scegliere, eventualmente, tra una serie di proposte alternative. Il Tso non giustifica necessariamente la contenzione; mai comunque la violenza fisica. Qualora venga usata la coercizione, questa dovrebbe essere applicata solo in via eccezionale e per un periodo di tempo non superiore alla somministrazione della terapia. La legge infatti afferma esplicitamente che «la tutela fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e libertà della persona». Alla stessa maniera, il paziente può ricevere visite e comunicare con chi desidera. La costrizione, quindi, deve essere strettamente necessaria e funzionale comunque alla somministrazione delle cure. Scaduto il Tso, il paziente è libero di andare via, oppure di proseguire volontariamente, se ritiene di dover continuare a ricevere cure mediche.

Tirando le fila di quanto detto sinora, a sommesso parere dello scrivente non è possibile utilizzare le intercettazioni/registrazioni per favorire un Tso. Ciò perché, come ampiamente visto in precedenza, le intercettazioni possono essere autorizzate solo in specifici casi e solo per indagare su determinati crimini. Non è dunque possibile usare le conversazioni così ottenute per giustificare un Tso.

Anche qualora fossero in atto intercettazioni illegali (ad esempio, non disposte dall’autorità giudiziaria), queste sarebbero assolutamente inutilizzabili e illecite. Anche se giungessero al sindaco (il quale, come visto, è il soggetto incaricato di disporre il Trattamento sanitario), questi non potrebbe usarle e, anzi, in qualità di pubblico ufficiale, dovrebbe denunciare il fatto che ci siano state delle operazioni illecite.

In sintesi, è da escludere radicalmente che il Tso sia possibile sulla base di intercettazioni, riprese o registrazioni. Ciò perché non è questa la procedura da seguire. Inoltre, anche qualora il sindaco disponesse un Tso sulla base di intercettazioni, il giudice tutelare chiamato alla convalida si accorgerebbe della presenza di questo materiale del tutto inidoneo a giustificare il trattamento sanitario.

Come visto in precedenza, contro le intercettazioni illegali ci si può tutelare sporgendo querela presso le autorità competenti per il reato di interferenze illecite. Prima di fare ciò, però, è preferibile raccogliere quante più prove è possibile. Il consiglio è di affidarsi a un tecnico esperto di informatica e di apparecchiature elettroniche che possa controllare effettivamente la presenza di questi dispositivi spia nella Sua abitazione e negli altri luoghi in cui si svolge la Sua vita.

Le tecniche di intercettazione più usuali sono quelle già elencate. Quando l’intercettazione è telefonica, viene messo sotto controllo l’apparecchio telefonico. È quindi possibile far visionare da un tecnico il proprio cellulare per capire se è stato manomesso.

Se l’intercettazione è informatica, e quindi capta le conversazioni fatte tramite Internet (Skype, WhatsApp, ecc.), è possibile avvalersi di trojan, cioè di virus. Anche in questo caso, bisogna affidare il pc o lo smartphone a un tecnico, il quale saprà rinvenire delle anomalie.

Infine, l’intercettazione ambientale (ad esempio, in casa o in auto) avviene tramite microspie, le cosiddette “cimici”, anch’esse rintracciabili se l’ambiente viene setacciato in modo accurato.

Solo dopo aver avuto prova delle illecite interferenze nella Sua vita privata sarebbe opportuno sporgere querela.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva

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Carta d’identità: come ottenerla senza dimora?

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Una persona senza fissa dimora può ottenere la carta d’identità? In che modo?

Anche chi non ha una residenza, cioè chi è senza fissa dimora, ha il diritto di ottenere la carta d’identità e gli altri documenti per i quali la residenza anagrafica costituisce una condizione necessaria. La richiesta di iscrizione anagrafica, difatti, secondo quanto chiarito dal ministero dell’Interno (Circ. n. 8/1995), costituisce un diritto soggettivo del cittadino e non può essere vincolata ad alcuna condizione.

Chi non ha residenza in quanto privo di fissa dimora ha diritto di essere iscritto all’anagrafe della popolazione residente presso il Comune in cui dichiara di avere il proprio domicilio o, in alternativa, presso il Comune di nascita.

Il suddetto diritto è espressamente riconosciuto dalla legge e, in particolare, dall’art. 2 della L. 4 dicembre 1954, n. 1228, secondo cui: «La persona che non ha fissa dimora si considera residente nel comune dove ha stabilito il proprio domicilio.  La persona stessa, al momento della richiesta di iscrizione, è tenuta a fornire all’ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza del domicilio, si considera residente nel comune di nascita».

Per chi ha, invece, una dimora pur non avendo la residenza, vale quanto previsto dall’art. 3 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza ai sensi del quale «il sindaco è tenuto a rilasciare alle persone aventi nel comune la loro residenza o la loro dimora una carta d’identità conforme al modello stabilito dal Ministero dell’interno».

E ancora, il decreto ministeriale che disciplina le modalità di emissione della carta d’identità elettronica, statuisce all’art. 4 «La richiesta di rilascio della CIE è presentata dal cittadino (o dai genitori o tutori in caso di minore) presso l’ufficio anagrafico del Comune di residenza o di dimora, ai sensi dell’articolo 3 del regio decreto 18 giugno 1931, n.  773».

Alla luce di quanto precede, posto che l’interessato non ha allo stato una fissa dimora, l’unico modo per ottenere l’emissione della carta d’identità è quello di stabilire un domicilio. Questo può essere l’abitazione di un parente, il bar dove ci si reca tutte le mattine, un ufficio postale nel quale si ha la casella personale. Come domicilio va bene anche un via fittizia. L’importante è che presso l’indirizzo indicato il soggetto possa essere rintracciabile

L’interessato dovrebbe poi recarsi presso gli uffici dell’anagrafe del Comune, per compilare il modulo di dichiarazione di residenza, nel quale deve indicare di essere senza fissa dimora, specificando il domicilio al quale inviare la posta e le comunicazioni ufficiali.

Nel caso di specie, è consigliabile comunicare al Comune che il soggetto è incapace di deambulare e non può essere trasportato; così facendo, dovrebbero essere i funzionari del Comune a recarsi presso di lui. Ancora meglio sarebbe se fosse l’ospedale, una volta individuato il Comune ove stabilire il domicilio, a contattare direttamente l’ente locale.

Nel compilare la dichiarazione di residenza, occorre sostituire la dicitura «dichiara di avere trasferito la propria dimora abituale al seguente indirizzo» con la seguente dicitura: «dichiara di avere stabilito il proprio domicilio al seguente indirizzo».

Occorre poi allegare:

  • l’assenso delle eventuali persone coinvolte con l’indirizzo di domicilio dichiarato (ad esempio, nel caso in cui si sia indicato come domicilio la casa di un parente);
  • documenti utili a dimostrare il domicilio nel territorio (ad esempio, se è indicato come domicilio l’ufficio postale in cui possiedi una casella personale devi allegare il relativo contratto stipulato con Poste Italiane);
  • se non si possiede alcuna documentazione, nella sezione «Allega i seguenti documenti» bisogna descrivere la situazione personale e le relazioni esistenti con il territorio comunale.

Una volta iscritto all’anagrafe come persona senza fissa dimora, è possibile richiedere la carta d’identità come qualsiasi residente. Si tratta di un diritto innegabile. La richiesta al Comune va fatta presentando:

  • 3 foto in formato tessera;
  • il modulo di richiesta (reperibile presso gli sportelli del Comune o scaricabile dal suo sito web);
  • un valido documento di riconoscimento. In assenza, è necessaria la presenza di due testimoni muniti di documento di identità valido; in mancanza di testimoni, la carta d’identità è consegnata dai vigili urbani presso il domicilio indicato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva

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Donazione: quali condizioni possono essere inserite?

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Vorrei comprare un immobile e donarlo a mia figlia. Cosa posso fare per impedirle che in futuro possa cederlo o compiere su di esso altri atti che ritengo inopportuni?

La donazione è un contratto irrevocabile, salvo le ipotesi di ingratitudine e di sopravvenienza di figli. Ai sensi dell’art. 801 del Codice civile, la revoca della donazione per ingratitudine ricorre quando il donatario si macchia di taluni fatti molto gravi nei confronti del donante.

Nello specifico, la revoca per ingratitudine può essere proposta solamente quando il donatario:

  • ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante oppure il coniuge, un discendente o un ascendente del medesimo, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità (ad esempio, la legittima difesa o lo stato di necessità);
  • ha commesso, in danno di una delle suddette persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;
  • ha calunniato il donante oppure il coniuge, un discendente o un ascendente del medesimo, per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata formalmente calunniosa in giudizio penale;
  • ha testimoniato contro le medesime persone imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei suoi confronti, falsa in giudizio penale;
  • si è reso colpevole d’ingiuria grave verso il donante;
  • ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al suo patrimonio;
  • gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti, pur essendone obbligato per legge.

La seconda ipotesi di revoca della donazione è quella per sopravvenienza di figli: secondo la legge (art. 803 cod. civ.), le donazioni fatte da chi non aveva o ignorava di avere figli o discendenti al tempo della donazione, possono essere revocate per la sopravvenienza o l’esistenza di un figlio o discendente del donante.

Possono inoltre essere revocate per il riconoscimento di un figlio, salvo che si provi che al tempo della donazione il donante aveva notizia dell’esistenza del figlio. La revocazione può essere domandata anche se il figlio del donante era già concepito al tempo della donazione.

Al di là di queste due ipotesi, non è possibile tornare sui propri passi e revocare la donazione. Una volta donato, il bene è nella completa disponibilità del donatario, il quale può farne ciò che vuole. È pur vero che per il donatario sarà più difficile rivendere l’immobile avuto in donazione. Difatti, un atto donato è soggetto alla possibile impugnazione da parte degli eredi eventualmente pregiudicati nelle loro quote di legittima; tale azione può essere esercitata entro 10 anni e può andare a colpire anche eventuali acquirenti del bene. Ecco perché, difficilmente, la banca finanzia l’acquisto di una casa proveniente da una donazione a meno che non ci sia la rinuncia degli altri eredi all’azione di lesione di legittima.

Nell’atto di donazione è tuttavia possibile inserire alcune condizioni. Di seguito le principali, che potranno essere concordate con il notaio in base alle concrete esigenze:

  • condizione sospensiva: ad esempio, condizionare l’efficacia della donazione al fatto che il donatario raggiunga un certo risultato (la laurea, ecc.);
  • condizione risolutiva: ad esempio, disporre che la donazione venga meno se il donatario non raggiunga un risultato (consegua la laurea, diventi avvocato, ecc.);
  • termine iniziale (ad esempio, la donazione di una rendita a far tempo da una certa data) o un termine finale (ad esempio, la donazione di una rendita fino a una certa data);
  • onere, originando con ciò un obbligo in capo al donatario stesso (cosiddetta donazione modale). Ad esempio, secondo la Cassazione (sent. n. 9330 del 26 aprile 2011), è pienamente valida la donazione in cui il donante trasferisce il diritto di proprietà su un immobile con l’onere per il donatario di servire e prestare assistenza al donante per tutta la vita di quest’ultimo, provvedendo altresì alle spese funerarie nonché alla sepoltura, con espressa previsione che l’inadempimento anche di una sola delle citate obbligazioni avrebbe comportato la risoluzione di diritto della donazione;
  • riserva di usufrutto: in questo caso, chi dona riserva a proprio vantaggio il diritto di usufrutto sui beni donati, con la conseguenza che spetta al donante il diritto di utilizzare il bene donato e di percepirne i frutti (anche locandolo) per tutta la durata della sua vita. Inoltre, il donante può anche riservare tale diritto, dopo di lui, a vantaggio di un’altra persona;
  • riserva di disporre di cose determinate. Con tale clausola il donante può decidere di disporre di qualche oggetto compreso nella donazione (si determinerà in tal caso una risoluzione parziale della donazione con conseguente sottrazione di parte del bene al donatario).
  • riversibilità: con l’apposizione di tale clausola, il donante può stabilire che le cose donate ritornino a lui nel caso di premorienza del solo donatario o del donatario e dei suoi discendenti.

Nel caso di specie, una soluzione potrebbe essere la donazione di usufrutto, lasciando la nuda proprietà in capo ai donanti/genitori. Così facendo, la casa non potrebbe essere venduta senza il consenso dei nudi proprietari.

In caso di nuda proprietà e usufrutto, tutte le imposte sugli immobili per legge sono a carico dell’usufruttuario, mentre il nudo proprietario non deve dichiarare il possesso degli immobili stessi. Quindi, poiché l’Imu non è dovuta sulla prima casa, dopo la donazione della casa ai figli che ci abitano e sono residenti, questi ultimi non pagheranno l’Imu perché per loro sarà la prima casa. Così facendo, dunque, si preserverebbero i vantaggi fiscali.

L’usufruttuario non può vendere l’immobile, ma ciò non significa che non sia libero di compiere altre azioni sul bene, ovvero cedere il proprio diritto di usufrutto che resterà attivo per tutta la vita del primo usufruttuario. Inoltre, chi vanta un usufrutto può concedere in locazione a terzi l’immobile ricevuto oppure costituire un’ipoteca sull’usufrutto stesso (ma non sulla casa).

Inoltre, va tenuto presente che vendere una casa su cui grava un usufrutto è molto difficile, in quanto il nuovo proprietario dovrebbe accettare la sola nuda proprietà.

In alternativa alla donazione di usufrutto, si può prendere in considerazione l’ipotesi di apporre alla donazione dell’immobile una condizione risolutiva, cioè prevedere un evento futuro e incerto (il conseguimento di un risultato o il concretizzarsi di una particolare circostanza) al verificarsi del quale la donazione si risolverà, con cancellazione retroattiva dei suoi effetti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva

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Autocertificazione condanne penali: come funziona?

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Dovrei fare una domanda di lavoro dove mi chiedono se ho ricevuto condanne penali. Dieci anni fa, ho avuto una condanna con sospensione condizionale della pena. Ho letto che grazie alla Riforma Orlando del casellario giudiziale potrei non indicarla. Ho paura di commettere un reato di dichiarazione mendace. Cosa devo fare? Il reato è estinto?

L’art. 167 del Codice penale prevede l’estinzione del reato qualora il condannato che ha beneficiato della sospensione condizionale, nel termine stabilito dalla legge (cioè cinque anni se si tratta di delitti e due anni se si tratta di contravvenzioni), non commette altro delitto o contravvenzione.

L’estinzione del reato comporta la non esecuzione delle pene, ma non l’estinzione degli effetti penali della condanna, di cui si tiene dunque conto ai fini della recidiva (a differenza di quanto avverrebbe, invece, con la riabilitazione).

L’estinzione non opera automaticamente: occorre proporre istanza al giudice dell’esecuzione il quale, valutate le condizioni di legge (mancata commissione di reati nel quinquennio dalla condanna), stabilisce se il reato è estinto o meno.

In questo senso, anche la giurisprudenza (Consiglio di Stato, sez. V, 12 dicembre 2018, n. 7025), secondo cui «quanto all’estinzione del reato (che consente di non dichiarare l’emanazione del relativo provvedimento di condanna), essa sotto il profilo giuridico non è automatica per il mero decorso del tempo, ma deve essere formalizzata in una pronuncia espressa del giudice dell’esecuzione penale, che è l’unico soggetto al quale l’ordinamento attribuisce il compito di verificare la sussistenza dei presupposti e delle condizioni per la relativa declaratoria, con la conseguenza che, fino a quando non intervenga tale provvedimento giurisdizionale, non può legittimamente parlarsi di “reato estinto” e il concorrente non è esonerato dalla dichiarazione dell’intervenuta condanna».

Allo stato, dunque, se nessuna istanza è stata proposta al giudice, il reato non è estinto.

Per quanto riguarda la dichiarazione sostitutiva del proprio certificato penale, la riforma Orlando ha previsto che alcune ipotesi non debbano più essere indicate dal privato. Tra queste vi sono anche le condanne per reati estinti a norma dell’articolo 167, primo comma, del codice penale (art. 24, comma 1, lett. b), d.P.R. n. 313/2002). Dunque, se nel caso di specie si è beneficiato della sospensione condizionale ma non si è ottenuta ancora l’estinzione, la condanna andrà riportata.

Per la precisione, l’art. 28, comma ottavo, d.P.R. n. 313/2002, a seguito della riforma Orlando stabilisce che: «L’interessato che, a norma degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rende dichiarazioni sostitutive relative all’esistenza nel casellario giudiziale di iscrizioni a suo carico, non è tenuto a indicare la presenza di quelle di cui al comma 7, nonché di cui all’articolo 24, comma 1».

Orbene, tra le iscrizioni che non vanno indicate, il comma settimo si riferisce, tra le altre, «alle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda e alle condanne per reati estinti a norma dell’articolo 167, primo comma, del codice penale».

Tra le condanne che non vanno riportate ai sensi dell’art. 24, comma 1, c’è di nuovo il richiamo «alle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda e alle condanne per reati estinti a norma dell’articolo 167, primo comma, del codice penale», ma anche a quelle per cui è stata ottenuta la riabilitazione, alle condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato penale (ai sensi dell’art. 175 c.p.), ovvero ancora alle condanne a seguito di patteggiamento, quando la pena irrogata non superi i due anni di pena detentiva soli o congiunti a pena pecuniaria, a prescindere dalla successiva estinzione.

Ricapitolando: se la condanna alla reclusione con pena sospesa ha beneficiato della riabilitazione, della non menzione nel certificato penale ovvero è frutto di sentenza di patteggiamento (non superiore ai due anni, anche non estinta), tale condanna potrà non essere inserita nella dichiarazione sostitutiva.

Al contrario, se trattasi di mera condanna sospesa, non ancora estinta, allora si sarà obbligati a dichiararla, in quanto la legge si riferisce solo all’estinzione a seguito della sospensione condizionale, ai sensi dell’art. 167 c.p.

Per completezza, non avendo precisi riferimenti in merito alla condanna oggetto del quesito, si riporta di seguito l’intero primo comma dell’art. 24, d.P.R. n. 313/2002, in cui sono elencate tutte le condanne che il privato non deve inserire nella propria dichiarazione sostitutiva:

«Nel certificato sono riportate le iscrizioni esistenti nel casellario giudiziale ad eccezione di quelle relative:

  1. a) alle condanne delle quali è stato ordinato che non si faccia menzione nel certificato a norma dell’articolo 175, del codice penale, purché il beneficio non sia stato revocato;
  2. b) alle condanne per contravvenzioni punibili con la sola ammenda e alle condanne per reati estinti a norma dell’articolo 167, primo comma, del codice penale;
  3. c) alle condanne per i reati per i quali si è verificata la causa speciale di estinzione prevista dall’articolo 556 del codice penale;
  4. d) alle condanne in relazione alle quali è stata definitivamente applicata l’amnistia e a quelle per le quali è stata dichiarata la riabilitazione, senza che questa sia stata in seguito revocata;
  5. e) ai provvedimenti previsti dall’articolo 445, del codice di procedura penale, quando la pena irrogata non superi i due anni di pena detentiva soli o congiunti a pena pecuniaria, e ai decreti penali;
  6. f) alle condanne per fatti che la legge ha cessato di considerare come reati, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata;

f-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non punibilità ai sensi dell’articolo 131-bis del codice penale, quando la relativa iscrizione non è stata eliminata;

  1. g) ai provvedimenti riguardanti misure di sicurezza conseguenti a sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere, quando le misure sono state revocate;
  2. h) ai provvedimenti che riguardano l’applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale semplice o con divieto o obbligo di soggiorno;
  3. i) ai provvedimenti giudiziari emessi dal giudice di pace;
  4. l) ai provvedimenti giudiziari relativi ai reati di competenza del giudice di pace emessi da un giudice diverso, limitatamente alle iscrizioni concernenti questi reati;
  5. m) ai provvedimenti di interdizione, di inabilitazione e relativi all’amministrazione di sostegno, quando esse sono state revocate;
    • m-bis) ai provvedimenti che ai sensi dell’articolo 464-quater del codice di procedura penale dispongono la sospensione del procedimento con messa alla prova;
    • m-ter) alle sentenze che ai sensi dell’articolo 464-septies del codice di procedura penale dichiarano estinto il reato per esito positivo della messa alla prova».

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva

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Figuring Out

Posted on : 25-09-2021 | By : admin | In : feed, Internet e Siti Web, Tecnologia

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Tips For Looking for The Best Career Counselors

Every person needs to have a successful career in their lives and they should always ensure they make the right decisions. When people go to school, they need to work in a specific career and they should have all the required qualities to achieve their dreams. To avoid making mistakes in career choices, there are career counselors who guide students and graduates to have successful careers. Careers may be challenging to choose without the right knowledge of various aspects but career counselors have all the needed qualifications to advise students and other people. Good career counselors are essential for successful students and when people choose the right career counselors. Before joining colleges and high schools, it is recommended to get professional coaching from career counselors because they help in various ways. Career counselors help students and professionals to use their time wisely. Time management is essential in workplaces and education institutions and students who use time perfectly succeed in their careers.

Career counselors also help students to choose the right courses based on their dreams. There are a variety of courses in colleges and without professional guidance, students can make mistakes hence affecting their careers. Due to this, there are many career counselors in the industry who can be approached to offer career guidance. People should research adequately career counselors who operate in their areas and compare the quality of services they provide. The best career counselors are known in the areas they operate and people should get referrals from their families and friends. The internet plays a vital role in finding good career counselors because people can search for them and get much information without traveling to their offices. Before choosing career counselors, there are various factors that should be considered to avoid choosing career counselors who do not have the needed qualifications to coach students and other people. One of the factors to consider when looking for career counselors is experience. People should choose career counselors who have many years in the industry because they have much exposure to a variety of career aspects. Professionals should avoid career counselors who are new in the industry because they do not have all the required qualifications. In many cases, the experience of career counselors and the quality of coaching goes hand in hand with years of practice.

Another factor to consider when looking for career counselors is the location of their offices. Career counseling requires several counseling sessions and people should choose counselors who are located in areas that are easily accessible. Distant career counselors are not recommended because people pay much money on transport to get sessions but sometimes, they may be the best in the market. In the current days, there are career counselors who offer online career counseling and people can access sessions from their homes and offices. It is also recommended to consider the cost charged by career counselors to choose what you can afford. Good career counselors are not cheap and people should always go for reasonable prices.

Why People Think Are A Good Idea

Why People Think Are A Good Idea

News For This Month:

Posted on : 25-09-2021 | By : admin | In : feed, Internet e Siti Web, Tecnologia

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Tips For Choosing a Screw Manufacturer

Finding a leader in screw technology will be helpful since they come up with innovative solutions to make sure you perform as expected. You need to look for a manufacturer that specializes in different custom container handling equipment. Finding the right manufacturer may take some time and you have to go through different products they create for several industries. Some of the products to expect from the manufacturer include combiners and dividers, orienters, air rinser systems and timing screw drive units. Ordering a manufacturer that has been around for a long time is better since you get information about their operations.

Do your best to find a manufacturer that is recognized in the region for offering quality products. When investing in timing screws consider someone that has the best prices for the products. Looking for a manufacturer that has positive reviews when it comes to the timing screws and drive systems will be helpful. look at the website to identify where the company is located and whether they are certified.

One-on-one conversations with the manufacturer are needed so you can come up with a clear schedule of how the product will be produced and delivered. Working with the right manufacturer gives you peace of mind since you know they will meet your expectations. Look through several screw manufacturers to identify if they have positive testimonials from several clients.

Looking for the right timing screw manufacturer will take some time but ask for suggestions from close friends and affiliates. It will be helpful to look for a timing screw manufacturer that has the technology so you can handle all your container handling systems. the manufacturer should be clear regarding the production process and whether quality tests are done on their products. Looking at all product videos helps you identify the process followed to determine whether the manufacturer understands the steps needed.

Communicate with the engineers to know how long it will take for the timing screws to be created and consider their designs they come up with. Relying on manufacturers that have been around for a long time means they will be more efficient. Ask for estimates from different manufacturers in the industry to see whether the timing screws are within your budget. It would be helpful to look for a company that has easy-to-use systems with optional installation and maintenance services.

Consider a manufacturer that uses the latest technology since it ensures all the products are delivered on time. go through their website to check out different designs they have created for their timing screws. People prefer working with manufacturers with excellent customer support so they get to identify more about the products they are interested in. The best technology will help you get unmatched levels of production line efficiency.

Some of the screws to expect from the company include a single transfer inverting dwell and accelerating screws. The company will have to check different requirements to decide whether the screws can be customized to your needs and application. Asking for an estimate from different manufacturers allows you to draw comparisons of different companies you are interested in. Flexibility is one of the things to look at when working with a manufacturer.

Doing The Right Way

Study: My Understanding of

What I Can Teach You About

Posted on : 25-09-2021 | By : admin | In : feed, Internet e Siti Web, Tecnologia

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Great Tips on How to Find the Best Brokers in Cabin Rentals

Finding waterfront cabin rental is never a joke as some of us are not sure who to trust. On the other hand, the process can be time-consuming and we are never sure if we will get to meet our goals. If you therefore wish to sell or buy rental properties for sale, the best thing to do is to have a broker helping out. Such a move is recommended as these experts can help you in a number of ways. Considering this, they can help in valuation of the property and such ensures that you will find a buyer fast as you will be selling at the right place. Buyers also save money working with these brokers as they pay for what they should.

When you want to deal with a broker in waterfront cabin rental, you must ensure you find the best. Such is necessary as you want to enjoy some of the mentioned benefits in this article. To find the best, you have to review some elements in this line. Continue here to discover how you can find the best brokers in waterfront cabin rental.

For a start, find a local broker in waterfront cabin rental. There is no doubt that you are looking for rental properties for sale in a given area. As a result, you want to ensure you are working with a broker who understands the region. Such is necessary as you want to know more about the properties you are buying and the neighborhood. A local broker can help in this case as they are not new to the region. On the other hand, you can trust them as they are used to selling properties in the area.

Secondly, settle for reputable and experienced brokers. For you to be the best in real estate industry, your experience plays an important role. We also want an assurance that things will work when we are using the services of these brokers. As a result, ensure that the broker you choose in this line has been dealing in this service for the longest time as such makes working with them easier. You also have to check if they have a reputation in this line as such increases your chances of finding what you need.

Thirdly, consider their terms of engagement. When it comes to dealing with these brokers, we must acknowledge that there are terms in place. Such terms affect how they function and how you deal with them. As a result, you want to find out as much as you can about them and how they operate. Going online to read their terms of engagement can help as you know about what to expect from them.

In conclusion, see if the broker you choose has the best reviews. Since these brokers have experience working with other buyers and sellers, we expect that they have reviews in this line. Checking such helps as we are sure about the broker we are hiring.

What Research About Can Teach You

Getting To The Point –

5 Lessons Learned:

Posted on : 25-09-2021 | By : admin | In : feed, Internet e Siti Web, Tecnologia

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Essential Things to Know About Spiritual Retreats

People are aligned to different religions and beliefs in the community. Most of the people get to follow religions that they are introduced to during their primary socialization while others may choose on their own. Christianity is one of the common religions in the world and people who are aligned to Christianity believe in a supreme creature known as God. People who believe in the Christian faith have specific days of worship where members gather together to worship. Christians get to gather in places of worship that are known as churches and there are a lot of churches that people get to visit. The roman catholic church is popular in the Christian religion and there are many catholic members all around the world. Like any other church, the catholic church promotes peace, love, and unity among the community and they get to have a lot of programs that they run aligned to them. The catholic church has programs that help people to grow and become useful members of the community. Many of the popular programs run by the catholic church are anti-abortion campaigns, drug campaigns, and the promotion of education in society.

For the catholic church to ensure the success of their programs, they need to ensure that they have well-trained members that will help them to educate and spread their campaigns. Also, the Christian religion has a lot of events that people get to attend and they are always marked every time by the Christians. There are a lot of spiritual programs that people should learn and they should organize them in places that get to promote spirituality and their beliefs. There are places that Christians can get to organize their spiritual programs and Christians should consider using them as they offer a safe space for them. Also, it is important for people to know that different programs are marked to target a certain group of people in the community. This is because there are women’s programs that are based on different reasons. Also, there are spiritual programs that are targeted at the young population, the old, and other groups of the community. To promote spiritualism, it is vital for people to consider having spiritual retreats for their members as they help to promote socialization and the free interaction of embers. This promotes learning and also the belief and faith among the Christians.

It is important for churches planning for spiritual retreats for their members to ensure that they have an appropriate strategy to execute their retreats. People can find online the different spiritual retreats programs offered in the market for them to consider. It is essential to ensure that the spiritual retreats align with your programs and events and they get to educate on the different beliefs that your church has. There are many spiritual retreats in the modern community and their benefits have been seen in the growth of spiritualism among many members of the community. Spiritual retreats should be promoted and every church should ensure that they consider these retreats.

Questions About You Must Know the Answers To

The Beginner’s Guide to

Why People Think Are A Good Idea

Posted on : 25-09-2021 | By : admin | In : feed, Internet e Siti Web, Tecnologia

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Importance of Employing a Water damage experts

Looking for a water damage expert can be a bit hard since they are so many in the industry. In the recent days, it has been made very easy for you to get to these professionals. this is because, you can always decide to use referrals when looking for them. You can ask people around you to recommend you to one of the well-known water damage experts. You can also look at some aspects if at all you want to make the wise choice of appointing the best water damage experts. Never forget to look into some of their past. You need to also ensure that you consider looking into the availability of their services. Looking at where these experts are being also wise. Another item that one is required to never ignore are the reviews to their damage repair services.

By appointing the best general experts, you cut several costs. We are aware that there are several damages that tend to take place during a damage repair when people are not keen. You are to appoint the experts if at all you do not want to be responsible of the costs. Professionals always ensure to pay for any damages that they cause during the whole process. This is possible since these experts deliver services that are insured. The best damage repair experts offer services that have warranties. Professionals understand that they can at times handle their work wrongly. This is why they agree to deliver free repair services once they are through and damages take place within a certain time.

It is right that you go ahead and get the best water damage experts when you have an interest of the project to be completed fast. Professionals once appointed, they work within the time you request of them. Professionals are always at a position to work within the time you request since they have the experience. They are aware of the steps that need to be followed for them to be at a position to complete the work quick. Most other times, the water damage experts work as a team. They assist each other and this simplifies everything for them and most importantly to work within the time you set for them.

By appointing the water damage experts, you will always have access to quality repair products. These experts have in the industry serving their clients for long. They have been able to identify some of the best products that require to be used in every water damage repair project. As their client, they get to refer you to the best products for you to enjoy the durability of their work. These experts also assist you with the quotes. They assist with the quotes to give you the chance of preparing yourself financially. They get to also charge affordably. Once you decide to get these experts, you will never feel exploited. Instead, you will always feel that you have minimized on costs. This is with the reason, these professionals come prepared with their own work tools. You will not be expected to purchase any equipment.

– My Most Valuable Tips

: 10 Mistakes that Most People Make