Violazione privacy e risarcimento del danno

Pubblicato il: 13-10-2021 | Categoria : Attualità e Società, feed | 28 views | FONTE ORIGINALE

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Il danneggiato leso nella propria sfera di riservatezza deve comunque dimostrare un danno concreto, attuale e grave, anche attraverso presunzioni.  A volte, la violazione della privacy è un reato. Ma quand’anche ciò non fosse, essa costituisce un illecito civile a fronte del quale è dovuto il risarcimento del danno. Sul punto però è bene fare un chiarimento: il semplice fatto di aver subìto una intrusione nella propria sfera intima non dà automaticamente diritto ad un indennizzo. La vittima deve infatti essere in grado di dimostrare una lesione effettiva ed attuale, non solo ideologica o potenziale. Non sempre, dunque, a una violazione della privacy corrisponde un risarcimento del danno. E questo è stato affermato, più volte, dalla Cassazione [1]. Per comprendere la posizione della giurisprudenza dobbiamo partire da alcune precisazioni preliminari. Quando il risarcimento del danno? Il presupposto di ogni risarcimento è il danno. Senza danno non c’è risarcimento.  Il semplice fatto di aver subìto un illecito non dà diritto ad ottenere il risarcimento se non c’è stato un pregiudizio concreto. In tribunale non si va per “questioni di principio”. Al rigore di questa regola sono previsti due temperamenti affinché ciò non possa ritorcersi contro la vittima. Il primo: il danno può essere dimostrato anche tramite presunzioni, ...

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