Un cittadino comune può arrestare un delinquente?

Pubblicato il: 05-11-2017 | Categoria : Senza categoria | 7 views | FONTE ORIGINALE

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Se un delinquente è colto mentre sta commettendo un reato procedibile d’ufficio può essere arrestato anche da un comune cittadino.

In caso di reati perseguibili d’ufficio e per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza, ogni persona è autorizzata a procedere all’arresto del malvivente e a consegnare, senza ritardo, alla polizia giudiziaria l’arrestato e gli oggetti costituenti il corpo del reato. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire se e quando un cittadino comune può arrestare un delinquente.

L’arresto in flagranza

Quando un reato viene accertato nel momento stesso in cui è commesso, nel senso che l’autore è sorpreso nell’atto di commetterlo o immediatamente dopo (con cose o tracce dalle quali appare evidente che egli abbia commesso il reato poco prima), ci troviamo in flagranza di reato. La flagranza può essere:

  • propria quando il reo, subito dopo aver commesso il reato, è inseguito dalla polizia o da altri soggetti;
  • impropria o quasi flagranza, quando il reo viene trovato con il corpo del reato o con cose o tracce dalle quali appaia evidente che egli abbia commesso il reato poco prima [1].

In caso di flagranza di un reato per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo ad anni cinque e nel massimo ad anni venti, gli ufficiali e agenti della polizia giudiziaria sono obbligati a procedere all’arresto immediato [2].

L’arresto obbligatorio in flagranza, oltre che nell’ipotesi di reati puniti con la pena suindicata, va eseguito anche qualora un soggetto stia compiendo determinati tipi di reati. In particolare:

  • delitti contro la personalità dello stato, per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni;
  • delitto di devastazione e saccheggio [3];
  • delitti contro l’incolumità pubblica per i quali è stabilita la pena della reclusione non inferiore nel minimo a tre anni o nel massimo a dieci anni;
  • delitto di riduzione in schiavitù, delitto di prostituzione minorile, delitto di pornografia minorile previsto e delitto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile [4];
  • delitto di violenza sessuale e delitto di violenza sessuale di gruppo [5];
  • delitto di atti sessuali con minorenne [6];
  • delitto di furto aggravato [7];
  • delitti di furto in appartamento [8];
  • delitto di rapina e di estorsione [9];
  • delitto di ricettazione, nell’ipotesi aggravata [10];
  • delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse e di esplosivi, di armi clandestine nonchè di più armi comuni da sparo;
  • delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope [11];
  • delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a quattro anni o nel massimo a dieci anni;
  • delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete [12];
  • delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso [13];
  • delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi e di atti persecutori [14];
  • delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere prevista [15].

Dunque, per intenderci, se un ufficiale di polizia giudiziaria assiste per caso ad una rapina, deve (senza discrezione) procedere immediatamente all’arresto del colpevole.

Diverso è il caso dell’arresto facoltativo [16] che si applica quando il soggetto viene colto in flagranza di reati dolosi per i quali è prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero non inferiore nel massimo a cinque anni ed, a prescindere dall’entità della pena, per i delitti di:

  • peculato mediante profitto dell’errore altrui [17];
  • corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio [18];
  • violenza o minaccia a un pubblico ufficiale [19];
  • commercio e somministrazione di medicinali guasti e di sostanze alimentari nocive [20];
  • corruzione di minorenni [21];
  • lesione personale [22];
  • violazione di domicilio [23];
  • furto [24];
  • danneggiamento aggravato [25];
  • truffa [26];
  • appropriazione indebita [27];
  • offerta, cessione o detenzione di materiale pornografico [28];
  • alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti [29];
  • fabbricazione, detenzione o uso di documento di identificazione falso [30];
  • falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri [31];
  • fraudolente alterazioni per impedire l’identificazione o l’accertamento di qualità personali [32].

A titolo esemplificativo, se un agente assiste ad una truffa può valutare se procedere o meno all’arresto tenendo conto della gravità del fatto (la misura deve essere adeguata) e della pericolosità del soggetto che deve essere desunta dalla sua personalità e dalle circostanze in cui si è verificato il fatto – reato.

 

Il cittadino comune e l’arresto

Nei casi di arresto obbligatorio in flagranza, se si tratta di reati perseguibili d’ufficio, chiunque è autorizzato a procedere all’arresto in flagranza [33] con l’obbligo consequenziale di consegnare, senza ritardo, l’arrestato e gli oggetti costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria, la quale dovrà redigere il verbale della consegna di cui rilascerà copia all’interessato.

Si tratta, ovviamente, di una facoltà (e non di un dovere) riconosciuta al semplice cittadino che, però, non può trattenere il soggetto che ha arrestato oltre il tempo strettamente necessario per la consegna agli organi di polizia.

 

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