Raccolta differenziata dei rifiuti: di chi è la responsabilità?

Posted on : 12-07-2018 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

0

Chi paga la multa se il bidone della spazzatura contiene oggetti diversi da quelli indicati nel regolamento comunale sulla raccolta differenziata? 

La violazione delle regole sulla raccolta differenziata dei rifiuti può porre problemi per quanto attiene alla responsabilità in caso di violazione del regolamento comunale. Chi non rispetta la ripartizione della spazzatura e i giorni di prelievo secondo le istruzioni ricevute dall’amministrazione può subire una contravvenzione. Non siamo quindi nell’ambito penale, quello cioè dei reati, ma delle sanzioni amministrative (c’è chi, anche se impropriamente, le chiama “multe”). Tuttavia, dal punto di vista giuridico, la questione pone più di un interrogativo. Ad esempio: a chi va inflitta la multa? Al condominio, come ente a sé stante, o al singolo condòmino che ha commesso l’infrazione? E, in quest’ultimo caso, a quale membro della famiglia? Esistono sul punto tre sentenze che affermano principi differenti e tra loro in parte antitetici. Ma procediamo con ordine e vediamo di chi è la responsabilità per la raccolta differenziata dei rifiuti.

Raccolta differenziata: responsabilità del condòmino

La prima sentenza è quella del tribunale di Torino, emessa il 1 marzo del 2018 [1]. Secondo il giudice piemontese, la responsabilità per il mancato rispetto delle regole sulla raccolta differenziata è del singolo condomino. Non può quindi essere addossata al condomìnio in quanto, in materia amministrativa, vige la stessa regola del penale: la responsabilità è “personale”, ossia della persona fisica e non può essere scaricata su un gruppo di soggetti. Ciò, del resto, trova conferma nella stessa legge [2] secondo cui «Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione», cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. Il Comune quindi, prima d’irrogare la sanzione, deve procedere all’individuazione del responsabile della violazione amministrativa che, nel caso del condominio, può anche non essere il proprietario del singolo appartamento, ma magari l’inquilino o il comodatario. Di solito l’accertamento avviene con l’apertura delle buste della spazzatura, la lettura dei documenti, bollette e la raccolta di qualsiasi altra informazione utile a risalire al responsabile.

Secondo la sentenza del tribunale di Torino, dunque, la responsabilità non può essere addossata sul condominio a cui non spetta verificare e controllare ciò che i singoli condomini ripongono all’interno dei bidoni per la raccolta differenziata. 

Raccolta differenziata: responsabilità del condominio

Alla sentenza appena citata fa però da contraltare quella del tribunale di Milano [3] la quale, invece, pone la responsabilità per la non corretta raccolta differenziata sia sul condominio che sul proprietario. Si parla cioè di una responsabilità solidale. 

La pronuncia si può invocare solo in quelle città ove il Comune consegna i bidoni dell’immondizia differenziata al condomìnio ed è quest’ultimo ad esserne l’unico proprietario (non il singolo condòmino). In particolare, secondo i vari regolamenti degli enti locali, i condomini sono tenuti a gestire e custodire i contenitori per la spazzatura e alla loro manutenzione, compreso il lavaggio. Spetta all’amministratore comunicare ai condòmini le regole da rispettare in materia di vigilanza, conservazione e utilizzo dei contenitori, stabilire dove posizionare i bidoni, definire a quale distanza è necessario posizionarli rispetto a porte e finestre.

La ragione di tale interpretazione – sostiene il tribunale lombardo – sta sempre nella legge [4], quella sulla responsabilità per gli illeciti amministrativi, ove si dispone che 

«Il proprietario della cosa che servì o fu destinata a commettere la violazione o, in sua vece, l’usufruttuario o, se trattasi di bene immobile, il titolare di un diritto personale di godimento, è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della somma da questo dovuta se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà». Dunque, essendo il proprietario dei bidoni il condominio, è quest’ultimo che ha il rapporto nei confronti del Comune per quanto attiene alla raccolta differenziata ed anche il condominio quindi a dover garantire il rispetto, da parte di tutti, delle regole sui rifiuti. C’è comunque da dire che, nel caso di specie, era stato impossibile identificare con esattezza il trasgressore. 

Il condominio, in assenza di una sentenza di condanna del responsabile, non potrebbe poi autonomamente addossare su quest’ultimo il costo della multa. E ciò perché la Cassazione [5] ha detto che anche i danni causati dal singolo vanno ripartiti per millesimi («l’assemblea non può imputarne il costo a chi ritiene responsabile, ma deve ripartire la spesa secondo gli ordinari criteri previsti dalla legge o dall’accordo tra le parti fintanto che, eventualmente, non intervenga una sentenza di condanna»).

Raccolta differenziata: chi deve pagare la multa in famiglia?

Di solito, in caso di violazione delle regole sulla raccolta differenziata, la contravvenzione viene inviata al titolare dell’appartamento, colui cioè che paga la tassa sui rifiuti. Ciò sulla base della presunzione che sia questi il soggetto responsabile e tenuto al controllo dei bidoni e del loro contenuto. Tuttavia, a detta del tribunale di Napoli [6], tale ragionamento è sbagliato e ingiusto perché si finisce per attribuire a un soggetto una responsabilità oggettiva per le condotte eventualmente commesse da altri appartenenti al proprio nucleo familiare. E siccome – così come abbiamo precisato in apertura – per le sanzioni amministrative vale, come per quelle penali, il principio di responsabilità personale, il capo famiglia non può fare da parafulmine per gli illeciti di tutti gli altri conviventi. Ne consegue che, se il Comune non riesce a identificare con esattezza la persona che ha violato il regolamento sulla differenziata, la multa è illegittima. La motivazione è la seguente: la multa disposta al cittadino non deve solo indicare gli estremi dell’illecito, ma anche identificare, con precisione, il soggetto colpevole. Secondo la sentenza del tribunale partenopeo «la responsabilità non può essere attribuita al nucleo familiare, né tantomeno al capo famiglia se la condotta illecita l’ha commessa un altro convivente”; infatti, la legge è chiara: “risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l’azione».