Cassonetto spazzatura pieno o incendiato: spetta un risarcimento?

Posted on : 22-09-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Quando il servizio di gestione e raccolta dei rifiuti nei cassonetti della spazzatura non viene gestito in modo corretto, il cittadino può fare causa al Comune.

Vivi al primo piano e il tuo appartamento affaccia proprio davanti ad alcuni cassonetti della spazzatura. Al di là del fatto che ogni volta che c’è un disservizio nella raccolta dei rifiuti e si accumulano i sacchetti dell’immondizia, non puoi affacciarti dalla finestra e sei costretto a tenere chiuse le finestre per non fare entrare odori; al di là che sotto casa è un via vai continuo di gatti e cani alla ricerca di rifiuti di cibo e tutto questo svaluta enormemente il valore commerciale del tuo appartamento; a tutto ciò si aggiunge anche il fatto che, di tanto in tanto, qualche vandalo (o qualche vicino seccato da tutta quella immondizia), brucia il cassonetto della spazzatura. Ed allora, per tre o quattro giorni, sei costretto a barricarti a casa, a non aprire i vetri, a non stendere i panni fuori dal balcone, a non poter, insomma, vivere liberamente nel tuo appartamento così come invece la costituzione ti consente. Ebbene, in casi del genere, puoi chiedere il risarcimento del danno? A chi lo devi chiedere? A rispondere è stata una recente e interessante sentenza della Cassazione [1].

La prima questione che affronta la pronuncia in oggetto è quella della competenza. A quale giudice bisogna rivolgersi? E sul punto la Suprema Corte affida la giurisdizione al Tar, ossia al Tribunale Amministrativo Regionale. È a quest’ultimo che il cittadino deve rivolgersi tutte le volte in cui lamenta danni dalla gestione dell’attività e dall’organizzazione del servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Tale competenza esclusiva del giudice amministrativo deriva da una legge del 2008 che non è mai stata modificata [2]. Il punto, ad ogni buon conto, era già stato precisato dalle Sezioni Unite della stessa Cassazione [3] qualche anno fa. Le sezioni Unite hanno, infatti, avevano detto che «le controversie concernenti l’organizzazione del servizio pubblico di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani – ivi comprese quelle aventi ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti all’omessa adozione dei provvedimenti necessari a prevenire o impedire l’abbandono di rifiuti sulle strade, ovvero a rimuoverne gli effetti – appartenevano alla giurisdizione del giudice amministrativo.

La seconda questione che affronta la sentenza è a chi fare causa se il cassonetto della spazzatura è sempre pieno o viene incendiato? Se i sacchetti dell’immondizia trasbordano dal contenitore e vengono ormai abbandonati a ridotto della strada, fin quasi dentro il pianerottolo del tuo palazzo, contro chi te la puoi prendere? Anche su questo non ci sono dubbi: è il Comune a doverne rispondere.

Il terzo e ultimo punto, ma a questo punto anche il più banale, è se il Comune sia o meno responsabile per i danni procurati ai privati cittadini dalla cattiva gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. E anche in questo la Cassazione dà ragione al privato. Il Comune è custode. Il cittadino danneggiato deve prima segnalare la pericolosità potenziale dovuta al posizionamento dei cassonetti mai svuotati o incendiati. Quindi l’ente locale è responsabile dei danni derivanti dal cassonetto come cosa in sua custodia.