Circus beatclub – Brescia: 16/11 Don Joe @ Rehab, 17/11 Friday holy day (voice Faber), 18/11 …

Posted on : 16-11-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Giovedì 16 novembre 2017 al Circus beatclub di Brescia in console arriva Don Joe (nella foto), uno dei dj hip hop italiani più importanti, l'anima musicale dei celebri Club Dogo

18/11 Gabry Ponte fa ballare Nikita #Costez Show Club – Telgate (BG)

Posted on : 16-11-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Gabry Ponte, uno dei pochi veri top dj italiani, il 18 novembre 2017 fa ballare il Nikita #Costez di Telgate (BG). E' un evento davvero importante, visto che Gabry Ponte è una vera star del mixer. 

Italia fuori dai Mondiali: e chi ha fatto l’abbonamento tv?

Posted on : 15-11-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed, Sport

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Rai, Mediaset e Sky attendevano lo spareggio. Ora che gli azzurri sono fuori, chi trasmetterà i Mondiali? Chi ha comprato l’abbonamento, se lo tiene.

Chi se ne intende di calcio sa che la regola numero 1 è quella di non fidarsi mai del destino. Regola che il tifoso ignora sempre, convinto che la sua squadra del cuore sarà protagonista in qualsiasi torneo.

Dell’amarezza dei tifosi azzurri dopo che l’Italia è rimasta fuori dal Mondiale di Russia 2018 se n’è parlato fin troppo e da ogni punto di vista. Tranne che da quello del consumatore convinto che la Nazionale di Ventura non avrebbe mancato quell’appuntamento ed ha accettato l’offerta del mega-televisore o dell’operatore di pay-tv per vedere in alta definizione Buffon e compagnia alla rincorsa del quinto titolo iridato.

Ma dopo le lacrime di Buffon, l’esclusione dell’Italia dal Mondiale, l’esonero di Ventura ed il polverone sulla Federcalcio, ha qualche diritto chi ha acquistato il televisore o l’abbonamento tv convinto dalla pubblicità che lo invitava a seguire la Nazionale azzurra in Russia? Può restituire l’apparecchio o stracciare il contratto con l’operatore di pay-tv?

Spiace dire che alla delusione di non vedere l’Italia ai Mondiali si aggiunge quella di doversi tenere quello che è stato acquistato.

In nessun contratto di vendita si troverà una clausola in cui si dice che se l’Italia non partecipasse ai Mondiali l’offerta per il megatelevisore ad alta definizione o per l’abbonamento alla pay-tv per seguire le partite di Russia 2018 sarebbe annullata e, quindi, c’è il diritto di recesso. Tant’è vero che, per legge, i diritti sulla Nazionale italiana ce li ha la Rai, che ha sempre garantito la trasmissione in chiaro delle partite degli azzurri. Altro discorso è che ai tifosi piacciano le telecronache o i servizi dei privati e che, quindi, vogliano acquistare un abbonamento per seguire le partite in modo diverso da come le propone la tv di Stato. O che, convinti del successo dell’Italia contro la Svezia, abbiano deciso di comprare in offerta un 50 pollici per vedere le gare con gli amici e contare perfino i peli della barba di De Rossi ad alta definizione.

I diritti tv dei Mondiali ancora da assegnare

Il vero problema è che nulla è stato ancora deciso su chi trasmetterà in esclusiva i Mondiali di Russia in Italia, proprio a causa di uno spareggio inaspettato. La cosa più assurda (forse mica tanto) è che alcuni network si sono fatti avanti, ma nessuno ha voluto concludere l’affare fino ad avere la certezza della qualificazione degli azzurri. Ora che quell’amara certezza c’è, e con il conseguente polverone attorno alla Federcalcio, tutti attendono di rinegoziare i termini economici dei diritti televisivi in Italia. La Rai era interessata, Mediaset e Sky avevano avanzato la loro offerta, ma tutto era vincolato allo spareggio tra gli azzurri e la Svezia.

In sostanza: se la Rai si prende i diritti, chi si è portato avanti acquistando un abbonamento alla pay-tv (Mediaset Premium o Sky) convinto di vedere l’Italia all’evento sportivo più importante del 2018, rischia di poter guardare il Mondiale in chiaro e di aver preso una cantonata. E di non avere diritto a vedersi restituito un bel niente.

Quali lavoratori possono continuare a pensionarsi a 66 anni?

Posted on : 15-11-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Addetti ai lavori gravosi e nuove categorie di lavoratori: chi continuerà a beneficiare della pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi.

Nessun aumento dell’età pensionabile per gli addetti ai lavori gravosi, assieme ad altre quattro categorie di lavoratori: gli operai agricoli, i lavoratori marittimi, i pescatori e i lavoratori siderurgici. Il beneficio potrebbe poi essere esteso ad ulteriori categorie di dipendenti, tra i quali gli addetti alle forze di polizia e di vigilanza e gli invalidi; si parla anche di un’estensione del blocco dell’età pensionabile ad alcune categorie di lavoratori autonomi.

Secondo la nuova proposta del Governo in merito al blocco dell’età pensionabile, per queste categorie di beneficiari ci sarà uno stop agli incrementi legati alla speranza di vita: in pratica, per i lavoratori rientranti nell’agevolazione l’età per la pensione di vecchiaia resterà ferma a 66 anni e 7 mesi.

Facciamo allora un breve punto della situazione e vediamo quali lavoratori potranno beneficiare del blocco dell’età pensionabile e quali sono i benefici previsti per loro.

Blocco età pensionabile, per quali lavoratori?

Nulla cambia, invece, in merito al blocco, sino al 2026, dei requisiti per la pensione agevolata degli addetti ai lavori usuranti.

L’età pensionabile non aumenterà per gli addetti ai lavori gravosi, o faticosi e pesanti. Si tratta di coloro che hanno prestato un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A queste categorie di lavoratori si potrebbero aggiungere ulteriori quattro categorie:

  • gli operai agricoli;
  • i lavoratori marittimi;
  • gli operai degli impianti siderurgici;
  • i pescatori.

Potrebbero poi aggiungersi gli addetti alla vigilanza, i lavoratori invalidi e gli addetti alle forze di polizia, assieme ad ulteriori categorie di lavoratori autonomi.

Blocco età pensionabile, quali requisiti?

Il beneficio dello stop agli aumenti dell’età pensionabile sarà riconosciuto a condizione che il lavoratore abbia prestato una delle attività menzionate per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa prima del pensionamento, e che possieda almeno 30 anni di contributi.

18/11 Sven Väth fa ballare il Bolgia di Bergamo

Posted on : 15-11-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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La quindicesima stagione del Bolgia di Bergamo si arricchisce di un altro evento importante. Anzi, si tratta di un evento che per una volta può essere definito imperdibile. 

15/11 Socialize, 16/11 Casa Smaila’s, 18/11 La Musica è servita @ Cost Milano

Posted on : 15-11-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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La settimana di divertimento del Cost, ristorante con musica che da tempo fa divertire la zona di Corso Como, a Milano, inizia mercoledì 15 novembre 2017. 

Addio monete da 1 e 2 centesimi di euro

Posted on : 14-11-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Gli scontrini saranno arrotondati per eccesso o difetto ai 5 centesimi più vicini a seconda che il prezzo sia più prossimo allo 0 o al 10.

Due grosse novità in arrivo dal 1° gennaio per quanto riguarda i pagamenti al consumo: arrivano le sanzioni per bar, ristoranti, negozi e studi professionali che non si doteranno di strumenti per consentire il pagamento con carte di credito o bancomat. Dall’altro lato, tra poco meno di due mesi, escono di scena le monetine da 1 e 2 centesimi. Quali sono gli effetti per il consumatore? Queste due novità potrebbero comportare un aumento dei prezzi. Vediamo perché.

Pagamenti anche con carte di credito o bancomat

Diventa effettivo l’obbligo per i commercianti, artigiani e professionisti di dotarsi di Pos (Point of Sale) e consentire il pagamento tramite carte di credito e bancomat. Chi non si adeguerà subirà una sanzione di 30 euro (sembra questa al momento la linea prescelta dal Governo che dovrebbe inserire la norma nella legge di bilancio). Solo un legittimo impedimento, come la mancanza di linea, potrà giustificare la richiesta di contanti. L’acquirente potrà quindi esigere di pagare con carta anche per importi minimi: così anche la colazione al bar o la ricarica telefonica.

L’obbligo del Pos esiste già da diverso tempo, ma la normativa iniziale non aveva previsto alcuna sanzione in attesa che a farlo fosse un decreto ministeriale. Per ora, il consumatore mantiene ugualmente il diritto a pagare con carta di credito o di debito; ma se il negoziante non è dotato della strumentazione, il cliente privo di contanti – che non può per questo rifiutarsi di pagare – ha diritto a saldare il conto in un successivo momento, senza dover corrispondere interessi.

Secondo le rappresentanze sindacali dei commercianti l’arrivo dei Pos comporterà un aumento dei prezzi poiché le commissioni, che le banche scaricano sull’utilizzatore del point of sale, verranno scaricati sui consumatori finali. Per questo il Governo sta pensando a incentivi e detrazioni per neutralizzare tale effetto che, ad oggi, sembra inevitabile.

Addio centesimi

Finalmente i tagli da uno e due centesimi di euro escono di scena. Ad oggi i negozianti non hanno mai potuto rifiutare un pagamento con le sole monetine in quanto la legge stabilisce che le transazioni devono avvenire con moneta avente corso legale (e di certo i centesimi sono legalmente in circolazione). Tuttavia dal 1° gennaio 2018 entrerà in vigore una nuova normativa che prevede la sospensione del conio delle monete da uno e due centesimi di euro. Quelle in circolazione, comunque, continueranno a essere tranquillamente utilizzate nei pagamenti: quindi se hai ancora il portafogli pieno di centesimi ci sarà tutto il tempo per spenderli. Ma cosa comporta sui prezzi questa novità? L’importo finale degli scontrini (non i singoli prezzi dei prodotti) dal 2018 sarà arrotondato per eccesso o per difetto ai 5 centesimi più vicini: per esempio, se lo scontrino riporta 5,52 euro, in contanti si pagheranno 5,50 euro; se lo scontrino riporta 5,54 euro l’arrotondamento sarà a 5,55 euro. Non è previsto, invece, alcun arrotondamento per i pagamenti con carta o con altre modalità digitali (ad esempio Satispay). Anche con l’introduzione degli arrotondamenti, si potranno utilizzare le monetine da uno e due centesimi, purché ovviamente raggiungano i 5 centesimi.

Aumento età pensionabile, che cosa cambia

Posted on : 14-11-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Cambiano i futuri aumenti dell’età pensionabile e dei requisiti per la pensione legati all’aspettativa di vita media.

L’età pensionabile, fermo restando l’aumento a 67 anni previsto per il 2019, dal 2021 potrebbe aumentare ancora, oppure bloccarsi, ma sulla base di parametri diversi da quelli previsti sinora: è quanto previsto da una nuova proposta del Governo, che modifica profondamente il calcolo dei requisiti per la pensione connessi alla speranza di vita.

In particolare, a partire dal 2021, l’aspettativa di vita dovrebbe essere calcolata considerando la media del biennio immediatamente precedente, confrontata con la media del biennio ancora anteriore; per il 2021, ad esempio, l’aspettativa di vita dovrebbe essere calcolata sulla base della media del biennio 2018-2019, confrontata con la media del biennio 2016-2017: l’eventuale aumento determinerebbe un incremento dei requisiti per la pensione legati all’aspettativa di vita sul biennio 2021-2022.

Nel caso invece in cui si riscontri una diminuzione della speranza di vita media, il decremento dovrebbe essere scomputato nella verifica per il biennio successivo: non ci sarebbe quindi un calo dell’età pensionabile, ma solo un congelamento dei requisiti. L’adeguamento dell’età di pensionamento alla speranza di vita, in ogni caso, continuerebbe a essere verificato ogni due anni.

Adeguamento dei requisiti per la pensione

Qual è, invece, la situazione attuale? Ad oggi si applica ancora quanto disposto dalla riforma delle pensioni 2010 [1], poi confermato dalla legge Fornero [2]: la normativa prevede, in particolare, degli adeguamenti periodici alla speranza di vita, che dal 2019 saranno biennali. Gli adeguamenti previsti nelle apposite tabelle potrebbero essere però disattesi, sia nel caso in cui la speranza di vita media riscontrata sia maggiore rispetto alle proiezioni, sia nel caso in cui invece si registrino decrementi nell’aspettativa di vita media: in quest’ultima ipotesi, però, i requisiti previsti per la pensione non possono mai diminuire, ma vengono soltanto bloccati per un biennio.

Aumento età per la pensione di vecchiaia

Per ottenere la pensione di vecchiaia è necessario possedere un determinato requisito anagrafico, l’età pensionabile appunto, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini); l’assegno di pensione, inoltre, non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (cioè a circa 672 euro) se si rientra tra coloro che sono assoggettati al calcolo integralmente contributivo.

Vediamo, di seguito, le previsioni dell’aumento dell’età pensionabile:

  • 2017: per ottenere la pensione di vecchiaia sono necessari 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
  • 2018: il requisito diventa 66 anni e 7 mesi per tutti;
  • 2019: 66 anni e 11 mesi: si tratta del requisito originariamente previsto dalle tabelle Sacconi- Fornero, che però, in base agli incrementi della speranza di vita effettivamente registrati, sarà elevato a 67 anni;
  • 2020: 67 anni ;
  • 2021: 67 anni e 3 mesi;
  • 2022: 67 e 3 mesi;
  • 2023: 67 e 6 mesi;
  • 2024: 67 e 6mesi;
  • 2025: 67 e 9 mesi;
  • 2026: 67 e 9 mesi;
  • 2027: 68 anni;
  • 2028: 68 anni;
  • 2029: 68 e 2 mesi;
  • 2030: 68 e 2 mese;

I requisiti, successivamente a tale data, aumenteranno sempre di 2 mesi ogni biennio, ma potrebbero variare nel caso in cui si rilevino incrementi o decrementi della speranza di vita diversi da quelli previsti originariamente.

Chi ha diritto al calcolo interamente contributivo del trattamento, ha diritto alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi e senza soglie di accesso, ma con i seguenti requisiti di età:

  • nel triennio 2016-2018, 70 anni e 7 mesi;
  • nel 2019-2020, 70 anni e 11 mesi: si tratta del requisito originariamente previsto dalle tabelle Fornero, che però, i base agli incrementi riscontrati, sarà elevato a 71 anni;
  • nel 2021-2022, 71 anni e 3 mesi.

I requisiti continueranno, poi, ad aumentare di 3 mesi ogni biennio, e di 2 mesi ogni biennio dal 2029, salvo variazioni di rilievo nella speranza di vita media.

Aumento requisiti pensione anticipata

La pensione anticipata, introdotta a partire dal 2012 dalla legge Fornero [1] al posto della pensione di anzianità, è un trattamento che può essere raggiunto con un determinato numero di anni di contributi, a prescindere dall’età. Un limite di età esiste per la sola pensione anticipata contributiva (alla quale può accedere a 63 anni e 7 mesi di età solo chi è assoggettato al calcolo contributivo della pensione).

Il requisito contributivo previsto per la pensione anticipata ordinaria è più basso per i lavoratori precoci (cioè che possiedono almeno 12 mesi di contributi da lavoro accreditati prima del  19° anno di età) che appartengono a determinate categorie tutelate: questi lavoratori possono pensionarsi con 41 anni di contributi.

I requisiti previsti per fruire dell’ordinaria pensione anticipata, sino al 31 dicembre 2018, sono:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Il requisito successivamente aumenterà di 5 mesi nel 2019, cioè a 43 anni e 3 mesi per gli uomini ed a 42 anni e 3 mesi per le donne. Gli incrementi, successivamente, saranno pari a quelli previsti per la pensione di vecchiaia, ossia 3 mesi ogni biennio, salvo variazioni nel caso in cui si rilevino incrementi o decrementi della speranza di vita diversi da quelli previsti originariamente.

Salento d’estate, parte ufficialmente da LecceArredo il progetto televisivo firmato DiTutto

Posted on : 14-11-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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LECCE. Dal 7 al 10 Dicembre DiTUTTO sarà presente con uno stand dedicato al programma TV "Salento d'estate" presso la manifestazione Fieristica LecceArredo per presentare ufficialmente il progetto televisivo in tutte le sue peculiarità.

14/11 Gabry Venus @ Fidelio Milano @ The Club

Posted on : 14-11-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Il 14 novembre '17 continua la Historia di Fidelio Milano, storico martedì notte oggi al The Club, un party arrivato ormai al suo 18esimo anno di storia, un traguardo unico. Martedì 14 novembre Fidelio incontra Muchacha Hip-Hop Reggaeton party ed ospita in console il dj romano Gabry Venus. Il sound mescola quindi house & reggaeton, è perfetto per scatenarsi con ogni groove. In console c'è anche lo staff resident di Fidelio Milano, ovvero Stefano Pain, Semi Trabelsi & Ale Bucci, alla voce Johanna Martes Vidal & Pietro Civera.