Ecco le Tracce di Italiano relative all’esame di maturità 2018

Posted on : 20-06-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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esame di maturità italiano

Tracce prova scritta di Italiano, esame di maturità 2018

Tgcom24 ha pubblicato i testi delle tracce della prima prova della maturità. Per la tipologia A, il testo da analizzare è “Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani. La prima stesura avvenne a Santa Marinella (Roma), all’Hotel Le Najadi. Il romanzo fu pubblicato nel 1962 dalla Giulio Einaudi Editore.

Ispirato alla storia vera di Silvio Magrini, presidente della comunità ebraica di Ferrara dal 1930, e della sua famiglia, il libro racconta “gli orrori della persecuzione fascista e razzista, la crudeltà della storia, l’incantesimo dell’infanzia e la felicità del sogno“.

I quattro argomenti per il saggio breve o per l’articolo di giornale, previsti dalla tipologia B, sono:

  • i diversi volti della solitudine nell’arte e nella letteratura (Ambito artistico-letterario)
  • la creatività (Ambito socio-economico)
  • masse e propaganda (Ambito storico-politico)
  • il dibattito bioetico sulla clonazione (Ambito tecnico-scientifico).

Per quanto riguarda invece il tema storico, i maturandi hanno a che fare con la cooperazione internazionale e in special modo De Gasperi e Moro. Infine, per l’ultima tipologia, il tema di ordine generale è il principio dell’uguaglianza formale e sostanziale nella Costituzione.​

Qualche dato statistico sull’esame di maturità

Stando a quanto fornito dal ministero dell’Istruzione, il tasso di ammissione all’esame è stato del 96,1%. La prova scritta di italiano ha avuto inizio alle ore 8:30. La seconda prova è in calendario giovedì 21 giugno, sempre dalle ore 8:30. La terza prova, predisposta da ciascuna commissione, si terrà lunedì 25 giugno.

YouTube Music in Italia, i costi

Posted on : 19-06-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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YouTube Music

Arriva in italia YouTube Music, vediamo i cosi

Il servizio di streaming musicale di Google, YouTube Music, sbarca anche in Italia, dopo essere già partito negli stati uniti a Maggio 2018. Arriva in due versioni, quella base e quella Premium. In entrambi i casi è prevista la possibilità di ascolto in background, ma la versione Premium, rispetto a quella BASE, è priva di inserzioni pubblicitarie e da anche un’altra possibilità: scaricare i brani “in locale” per poterli ascoltare in un secondo momento in modalità “offline”.

Scopriamo tutte le caratteristiche di questo nuovo servizio di Google e ovviamente tutti i prezzi previsti per usufruire del servizio.

YouTube Music, versione base e Premium

Come detto, youtube music arriva in italia in due versioni: la base e la premium. Entrambi i servizi sono già disponibili, ma mentre YouTube Music è gratuito, la versione Premium prevede tre mesi di prova gratuita, per poi passare a un costo mensile di 9,99 euro.

Google ha previsto anche un “piano famiglia” del prodotto, questo piano costa un pò di più ma supporta fino 6 account familiari(ovviamente ci sono anche dei limiti di età per utilizzare il prodotto). In questo caso, dopo il primo mese gratuito il costo è di 14,99 euro al mese.

Google fa sul serio

Con l’arrivo di questo servizio Google punta a sfidare i colossi già presenti sul mercato. Parliamo, ad esempio, del prodotto Amazon (Amazon Prime Music) ma anche di Deezer( servizio musicale del lettore multimediale Blogmusik SA in grado di offrire lo streaming on demand di circa 43 milioni di brani) e, soprattutto, Spotify.

Tutte e due le versioni di youTube Music, ovviamente, sono fruibili da App. YouTube Music, infatti, è soprattutto una app, per Android ed iOS, oltre che, ovviamente, un servizio web.

Grazie a quest’app avrete la possibilità di consultare (e scaricare):

  • video musicali
  • album ufficiali
  • singoli
  • remix
  • performance dal vivo
  • cover
  • e tanto altro

Nella schermata Home i contenuti sono dinamici, e si adattano ai vostri ascolti precedenti, alla vostra posizione ed a quello che state facendo, con suggerimenti intelligenti e sempre freschi.

In questo momento il servizio non ha ancora preso forma ma si tratta veramente di pazientare pochissimo, ore per lo più dato che l’annuncio sul blog ufficiale di Google Italia parla chiaro, e non lascia spazio a dubbi.

Ecco il video di presentazione ufficiale di YouTube Music:

Music & Colors – Il mondo della notte visto dal fotografo milanese Bruno Garreffa in mostra …

Posted on : 18-06-2018 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Il fotografo milanese Bruno Garreffa segue da più di 10 anni il mondo della notte in Italia e all'estero. In tanti anni di lavoro ha avuto l'onore di essere sui palchi con Dj internazionali del calibro di David Guetta, Hardwell, Martin Garrix e Bob Sinclar.

22/6 Andrea Damante fa scatenare il #Costez -Telgate (BG)

Posted on : 18-06-2018 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Andrea Damante è uno dei personaggi più in vista dell'entertainment italiano. L'evento è già molto atteso. Basta cercare un attimo su Google per essere semplicemente sopraffatti dalla quantità di articoli e gossip dedicati a Damante. Infatti, è notissimo per le sue apparizioni in tv e non solo (Tronista ad Uomini e Donne, ha tra gli altri partecipato come 'tentatore' a Temptation Island, etc). 

taocomputer chiude, motivo e alternative

Posted on : 18-06-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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smartphone android

Dopo Stockisti chiuso anche Taocomputer: evasione di 2,5 milioni per il sito triestino

Dopo aver segnalato, qualche tempo, fa la chiusura del famosissimo sito gli stockisti oggi vi segnaliamo la chiusura di un altro sito simile a questo, stiamo parlando di taocomputer. Anche lui chiude i battenti, almeno per ora, per un motivo molto simile al più noto portale.

Taocomputer chiude

Il messaggio che si vede se si prova ad aprire il sito taocomputer è piuttosto eloquente e non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Accedendo al sito, infatti, si legge: “Sito sottoposto a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria“.

Il provvedimento arriva a seguito delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza con cui si è scoperta un’evasione dell’IVA, da parte della società di cui fa parte anche il noto portale, pari a 2,5 milioni di euro.

Stando a quanto trapelato lo schema societario scoperto dalle Fiamme Gialle per oltre quattro anni ha permesso ai tre di non versare l’Iva allo Stato e di vendere prodotti informatici a prezzi molto competitivi. Dal 2013 in poi, i tre avrebbero spostato su soggetti nullatenenti le imposte dovute, pari a oltre 2,5 milioni di euro, applicando ai prodotti prezzi di vendita molto vantaggiosi, con vere e proprie forme di concorrenza sleale.

Gli ordini verranno evasi

Secondo quanto fa sapere l’azienda su facebook il negozio fisico ed il magazzino non sono stati interessati dal sequestro da parte del gruppo della GdF di Trieste. Il personale sarebbe al lavoro per dar corso a tutti gli ordini effettuati dai clienti fino a quando il sito era in attività.

Come comunicare con Taocomputer

Se avete la necessità di comunicare con l’azienda potete farlo attraverso la pagina fcebook oppure tramite il numero messo a disposizione: 350- 0101950 dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00, tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

Da non sottovalutare anche l’aspetto garanzia dei prodotti che come nel “caso Stockisti” potrebbe sfumare sui prodotti di importazione.

Attendiamo chiarimenti anche in merito a ciò. Come sempre se avete domande non esitate a contattarci.

Le alternative a Taocomputer.eu

Ci sono delle alternative al sito Taocomputer.eu? Ne abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo riguardante le alternative Gli Stockisti.

Cartelle di pagamento e riscossione: ultime novità

Posted on : 18-06-2018 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Debiti con Agenzia Entrate Riscossione e pignoramenti: le ultime novità legislative e le sentenze più importanti.

La procedura di recupero dei crediti esattoriali – ossia di imposte e sanzioni dovute allo Stato, alle pubbliche amministrazioni e agli enti locali – meglio nota come riscossione esattoriale, che inizia con la notifica della cartella di pagamento da parte dell’Agente della riscossione e culmina con le procedure di fermo amministrativo, ipoteca e pignoramento, ha subito negli anni numerose modifiche. Le più corpose sono sicuramente quelle varate tra il 2012 e il 2013, prima con la norma che ha introdotto gli scaglioni di reddito per i pignoramenti [1] e dopo con il famoso Decreto del Fare del Governo Letta [2] che ha introdotto, tra le altre cose, il cosiddetto divieto di pignoramento della prima casa (in realtà non si tratta della “prima” casa, ma dell’ “unica” casa di residenza, adibita a civile abitazione). Da ultimo ricordiamo la trasformazione dell’esattore da una società per azioni (Equitalia S.p.A.) ad un ente pubblico qual è Agenzia Entrate Riscossione. Tanto fermento legislativo a volte si risolve in una tutela del debitore, altre volte in una facilitazione nel recupero dei crediti erariali, riscuotibili sempre con molta difficoltà. Politica e scelte elettorali influenzano questa materia. In questo articolo abbiamo perciò voluto fornire una panoramica di quelle che sono le ultime novità su cartelle di pagamento e riscossione in modo da consentire di orientarsi sui cambiamenti del settore e di restare aggiornarti in modo costante. Non dovrai quindi trovare altri link su Google: potrai mettere questa pagina tra le preferite del tuo browser in modo da richiamarla, di tanto in tanto, e scoprire cosa di nuovo è successo in materia di soldi e risparmi.

L’istanza di rateazione non impedisce l’impugnazione per prescrizione

La Cassazione ha chiarito che presentare una istanza per dilazione del pagamento delle cartelle notificate non impedisce di ricorrere successivamente al giudice, contro le stesse cartelle, per far valere la prescienze. Questa possibilità è preclusa però se si chiede la dilazione di cartelle mai notificate e di cui si è avuto conoscenza solo grazie all’estratto di ruolo; in tale ipotesi, infatti, la rateazione costituisce ammissione del debito (leggi Chiedere la dilazione: quali conseguenze). Quindi per le cartelle mai notificate non resta altra strada che eccepire il difetto di notifica, ma una volta proposta la rateazione non è possibile contestarne la prescrizione.

Blocco dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione

La legge di Bilancio 2018 [3] ha abbassato la soglia oltre la quale scatta il blocco dei pagamenti dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione in presenza di un debito del cittadino nei confronti dell’Agente della Riscossione. La precedente soglia era di 10mila euro, ma dal 1° marzo 2018 passa a 5mila euro. Il blocco, inoltre, non durerà più 30 giorni ma 60. Cerchiamo di comprendere meglio in cosa consistono le modifiche.

Come funziona il blocco dei pagamenti della P.A. per cartelle non pagate

Ogni volta che la pubblica amministrazione è debitrice di un cittadino privato o di un’azienda e deve eseguire nei confronti di questi un pagamento, se detto pagamento è superiore a 5mila euro (prima dell’1.03.2018 la soglia era 10mila euro) deve inoltrare all’Agente della Riscossione (Agenzia Entrate Riscossione) una richiesta di autorizzazione. Ciò al fine di verificare che il beneficiario non sia, a sua volta, debitore dell’erario, ossia non abbia delle cartelle di pagamento o avvisi di presa in carico insoluti per un ammontare pari almeno allo stesso importo (5mila euro) [4].

L’esattore deve rispondere alla richiesta della P.A. entro 5 giorni da tale comunicazione.

Se risultano insoluti superiori a 5mila euro, il pagamento nei confronti del privato viene temporaneamente bloccato (fino all’ammontare del debito) per 60 giorni (prima dell’1.03.2018, erano 30 giorni) e la circostanza viene segnalata all’Esattore in modo da dare a quest’ultimo la possibilità di procedere alla riscossione tramite un pignoramento presso terzi, ossia delle somme stesse bloccate. Se invece, scaduti i 60 giorni il pignoramento non viene eseguito, la P.A. esegue il pagamento a favore del privato [5].

Se il pagamento è relativo a stipendi, salari o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego comprese quelle dovute a causa di licenziamento, il blocco è nei limiti di un quinto.

Non si considerano inadempimenti, i debiti per i quali è stata ottenuta la rateazione o la sospensione della riscossione.

Se l’Agente della riscossione risponde alla richiesta comunicando che non risultano inadempimenti, o non fornisce risposta nel termine previsto, l’amministrazione effettua il pagamento dovuto.

Applicano la disciplina in parola i seguenti enti:

  • Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato;
  • Enti locali;
  • Università statali;
  • istituti di istruzione statali;
  • Camere di commercio;
  • aziende e le amministrazioni statali ad ordinamento autonomo;
  • aziende del Servizio Sanitario Nazionale;
  • Agenzie per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni;
  • Istituti autonomi Case Popolari;
  • Agenzie Fiscali.

Se il contribuente ha presentato ricorso contro l’atto impositivo e/o richiesto ed ottenuto un provvedimento di sospensiva prima dell’esecuzione del pagamento, la P.A. deve eseguire i pagamenti dei crediti al beneficiario, salva la restituzione delle somme da parte del medesimo in caso di successiva sentenza a lui sfavorevole.

Se la sospensiva interviene dopo il pagamento delle somme da parte del contribuente all’AdR, questi è tenuto alla restituzione di quanto percepito, salvo recupero successivo in caso di rigetto del ricorso e contestuale revoca della sospensione.

Split payment e calcolo della soglia

La soglia di 5mila euro per la verifica preventiva sui pagamenti, come modificata dall’ultima legge di Bilancio, deve essere intesa come riferita all’importo complessivo da pagare al netto delle ritenute effettuate.

Per i soggetti pubblici ammessi al regime della scissione dei pagamenti (split payment) non vale la regola secondo cui, per i pagamenti di prestazioni e cessioni soggette ad Iva, la soglia di 5mila euro per la verifica va considerata al lordo dell’Iva. In quei casi, come nelle ipotesi di acquisti in regime di reverse charge, la verifica dovrà essere fatta sull’imponibile.

Le novità introdotte con la legge di bilancio 2018

Con la legge di bilancio 2018 si è voluto ampliare l’utilizzo di tale strumento ritenuto molto efficace nella riscossione dei crediti esattoriali. Pertanto la soglia a partire dalla quale avviene il blocco dei pagamenti è stata portata da 10mila euro a 5mila. Per cui, anche per debiti più bassi, la P.A. sospenderà i versamenti in favore dei privati in attesa che questi saldino il conto.

È stato inoltre concesso più tempo all’Esattore per procedere al pignoramento: non più 30 giorni ma 60, durante i quali il pagamento viene bloccato.

L’applicazione delle nuove regole è collegata al momento di emissione dell’ordinativo di pagamento da parte del soggetto pubblico e non della sua esecuzione dell’istituto cassiere/tesoriere. Quindi, gli ordinativi di pagamento emessi dal 1° marzo dovranno tenere conto del limite ridotto e rientreranno nella sospensiva dei 60 giorni, invece dei 30 giorni. Se il soggetto pubblico riceve comunicazione da parte di Entrate-Riscossione, entro i cinque giorni feriali successivi alla verifica della presenza di un inadempimento a carico del beneficiario blocca il pagamento per consentire la notifica dell’atto di pignoramento. In questo caso, il blocco resterà per 60 giorni dalla comunicazione se l’ordinativo di pagamento a cui si riferisce è stato emesso a partire dal 1° marzo 2018, ma anche per ordinativi emessi precedentemente se i trenta giorni non sono ancora decorsi alla medesima data del 1° marzo.

Pignoramento della casa più facile

Con una modifica approvata l’anno scorso il Governo ha reso più facile il pignoramento della casa per chi ha cartelle di pagamento insolute. Ecco in cosa consiste la riforma.

Attualmente il pignoramento della casa è vietato se questa è l’unica, adibita a civile abitazione, vi è fissata la residenza del contribuente e non è di lusso. In tutti gli altri casi, è possibile il pignoramento solo se:

  • il debito complessivo è pari o superiore a 120mila euro (l’ipoteca però scatta già a partire da 20mila euro);
  • il valore di tutti gli immobili posseduti dal contribuente, al netto delle passività ipotecarie, è superiore a 120mila euro.

La modifica appena introdotta riguarda il secondo punto. In precedenza la norma prendeva a riferimento solo il valore dell’immobile da pignorare, che doveva essere almeno pari a 120mila euro. Oggi invece si considera la somma di tutti gli immobili di proprietà del debitore: se tale cifra supera 120mila euro, l’esattore può procedere al pignoramento. Questo significa che l’esecuzione forzata è stata agevolata.