Risarcimento danni causati da animali randagi

Posted on : 11-06-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Randagismo: chi risponde dei danni? Chi è tenuto a pagare il risarcimento per i danni provocati dalla presenza di animali randagi? Paga l’Asl o il comune?

Mentre sei alla guida della tua vettura, un cane randagio ti taglia la strada e tu, per evitarlo, compi una brusca sterzata e vai ad impattare contro un palo della luce. In un caso come quello appena esposto, chi è responsabile del sinistro? A chi potrai chiedere il risarcimento danni causati da animali randagi? Lo stesso dicasi se un animale randagio ti aggredisce mentre stai passeggiando per strada. Cosa accade in questa ipotesi? Chi puoi citare in giudizio? Se stai cercando risposte a queste domande, sei nel posto giusto: nei prossimi paragrafi ti parlerò del risarcimento dei danni provocati dal randagismo.

Randagismo: chi se ne occupa?

Per capire a chi chiedere il risarcimento dei danni causati da animali randagi bisogna innanzitutto comprendere chi è tenuto a prevenire e combattere il randagismo. Ebbene, devi sapere che la lotta al randagismo è una prerogativa dell’azienda sanitaria locale e, nello specifico, della sua area sanitaria veterinaria.

In buona sostanza, quindi, il randagismo è un problema devoluto alla competenza dell’Asl veterinaria, la quale deve intervenire attraverso le proprie unità operative veterinarie. Nello specifico,  all’Asl spetta la prevenzione del randagismo e il controllo delle popolazioni canina e felina, così come prevista dalla legge statale [1] e dalle singole leggi regionali.

Animali randagi: è responsabile il comune?

In realtà, l’Asl veterinaria è sì deputata a combattere il fenomeno del randagismo, ma in tale compito è coadiuvata dai singoli enti territoriali: mi riferisco ai Comuni, ai quali spetta l’obbligo di segnalare all’Asl veterinaria competente la presenza di animali randagi.

Il Comune, inoltre, è tenuto a porre in essere tutte le misure idonee a scongiurare pericoli da parte di animali randagi: l’ente territoriale deve ad esempio provvedere alla recinzione delle strade per evitarne l’invasione da parte di animali (ove la competenza non spetti ad altro ente territoriale oppure all’ente privato gestore della strada) e occuparsi, altresì, di porre in essere ogni altra misura idonea a prevenire e combattere il randagismo.

Danni da animali randagi: chi è responsabile?

In sintesi, in caso di danni causati da animali randagi, chi è tenuto a pagare il risarcimento? L’Asl, il comune oppure entrambi? Non c’è una risposta univoca, in quanto dipende dalla ripartizioni di competenze previste dalla legge regionali.

A proposito di un episodio di randagismo che aveva causato un sinistro stradale in Campania, la Corte di Cassazione ha stabilito che la legge regionale [2] che regola la fattispecie espressamente stabilisce (come d’altronde fanno quasi tutte le altre leggi regionali) che la responsabilità in materia di prevenzione del randagismo spetta nei rispettivi ambiti di competenza alla Regione, ai Comuni e alle Asl [3].

Secondo la Suprema Corte, questo richiamo di responsabilità fa risultare come evidente che i compiti di prevenzione e controllo dei cani vaganti spettano anche ai comuni, tenuti anch’essi, insieme agli altri soggetti pubblici indicati dalla legge, ad adottare concrete iniziative e assumere provvedimenti volti ad evitare che animali randagi possano arrecare danno alle persone nel territorio di competenza.

In sintesi, dunque, anche se l’accalappiamento dei cani spetta concretamente alle Asl, i comuni sono comunque responsabili di ciò che accade sul proprio territorio.

Danno da randagismo: cosa fare?

Se hai subito un danno a causa della presenza di animali randagi in strada, puoi chiedere il risarcimento dei danni citando in causa tanto l’Asl territorialmente competente quanto il comune. Concretamente, però, dovrai dimostrare che il danno subito sia derivante per esclusiva colpa dell’animale randagio: dovrai quindi provare che hai fatto tutto il possibile per evitare il pregiudizio poi patito, e che non hai concorso in alcuna maniera a provocarlo.

Il comune e l’Asl citati in giudizio dovranno poi dimostrare di essere esenti da responsabilità, ma è da escludere che entrambe possano farla franca: ad esempio, se il Comune dimostra di aver segnalato all’Asl la presenza sul territorio di un branco di cani randagi ma l’azienda sanitaria non si è preoccupata di intervenire, allora sarà solamente l’Asl a dover rispondere.

Alla stessa maniera, se il danno è stato provocato dalla comparsa improvvisa su strada di un animale randagio e il tratto di strada in questione era stato incautamente lasciato privo di recinzioni dal comune, questo potrà essere tenuto a pagare il risarcimento.

Il giudizio promosso per ottenere il risarcimento dei danni causati da animali randagi ben potrebbe terminare, quindi, con una dichiarazione di responsabilità solidale sia del comune che dell’Asl.

Danni causati da animali randagi: onere della prova

Ricorda che spetta al danneggiato provare sia il comportamento colposo imputabile alla pubblica amministrazione convenuta per il risarcimento dei danni cagionati da animali randagi, sia la riconducibilità di tale evento dannoso  al mancato adempimento dei propri obblighi: in altre parole, non basta essere morsi da un cane randagio oppure sbandare con la propria auto a causa della presenza di animali senza padrone sulla carreggiata perché si possa ottenere il risarcimento.

In sintesi, non è sufficiente che la normativa regionale abbia assegnato al Comune il compito di controllare o gestire il fenomeno del randagismo, provvedendo anche alla cattura o alla custodia degli animali randagi; occorre invece dimostrare concretamente l’inadempimento, ad esempio provando che la strada era priva di recinzioni oppure che la presenza di animali randagi era stata segnalata da tempo.