Smart working: quando è lecito il controllo del datore?

Pubblicato il: 20-11-2021 | Categoria : Attualità e Società, feed | 26 views | FONTE ORIGINALE

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L’azienda può «entrare» nel pc messo a disposizione del dipendente o nel suo account di posta elettronica per sapere se e quanto lavora? Finché c’è il capo accanto, nessuno alza la testa (o quasi). Ma se si lavora da casa, dove nessuno vede quante volte e per quanto tempo uno si stacca dal computer per bere il caffè o per fumare la sigaretta, a che ora si inizia e a che ora si finisce, o ci si fida del dipendente o la gestione del personale può diventare complicata. Va anche detto che spesso si pone il problema opposto: il lavoratore deve essere sempre e comunque a disposizione, deve rispondere a messaggi di posta elettronica o via WhatsApp piuttosto che a una telefonata a qualsiasi ora, escludendo il giorno festivo, via (e non sempre). Al dipendente basterebbe non farlo quando ha finito il suo orario di lavoro. L’azienda, invece, come può verificare cosa fa durante il giorno chi svolge la propria attività in smart working? Quando è lecito il controllo del datore e quali strumenti può utilizzare a tale scopo? Bisogna tenere conto che, da quando è scoppiata la pandemia di Covid, il ricorso al lavoro agile (impropriamente chiamato smart working, ma ormai ...

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