Sequestro di pc, tablet e smartphone: quando è sproporzionato?

Pubblicato il: 23-09-2022 | Categoria : Attualità e Società, feed | 18 views | FONTE ORIGINALE

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Per quanto tempo l’Autorità giudiziaria può legittimamente trattenere i dispositivi sequestrati per compiere accertamenti sui reati ipotizzati? Al giorno d’oggi l’accertamento dei reati passa sempre più attraverso gli strumenti informatici: la prova degli illeciti, e dei veri e propri crimini compiuti, può trovarsi nella contabilità tenuta sul server aziendale, sui filmati memorizzati sul cellulare, nelle chat di WhatsApp, sui dispositivi di registrazione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, nelle foto conservate sul computer o su un disco esterno. Gli inquirenti lo sanno bene e ormai è regola, durante le perquisizioni, sequestrare tutti i dispositivi che si trovano nella disponibilità delle persone sottoposte a indagini. Ma ci sono pur sempre dei limiti di legge da rispettare: l’acquisizione non può essere indiscriminata e non deve neppure protrarsi per un tempo eccessivo. Perciò, visto il dilagare di questa prassi investigativa, da qualche tempo la giurisprudenza si è posta questa domanda: quando il sequestro di pc, tablet e smartphone è sproporzionato? La risposta è arrivata con una nuova sentenza della Cassazione che esamineremo. Intanto è bene dire subito che in questa delicata materia vale un principio generale: le esigenze investigative di ricerca della prova devono sempre bilanciarsi con il diritto dell’indagato a rientrare in possesso nel ...

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