Se arriva la finanza e l’avvocato non è in studio

Pubblicato il: 13-09-2017 | Categoria : Attualità e Società, feed | 8 views | FONTE ORIGINALE

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La presenza del titolare dello studio è necessaria solo per gli esercenti arti o professioni, ma al suo posto è possibile lasciare un delegato. Che cosa può fare la Guardia di Finanza se vuole eseguire una verifica all’interno dello studio legale e tuttavia, in quel momento, l’avvocato non è presente? La segretaria o il collaboratore sono ugualmente tenuti a far entrare i verificatori per eseguire ispezioni e indagini? La risposta al quesito è stata fornita da una recente sentenza della Cassazione [1], la quale, seppur affrontando l’opposto caso di un accesso a un’azienda, ha trovato l’occasione per chiarire come stanno le cose anche per gli studi professionali. Immaginiamo così che, al suono del citofono di un noto studio, risponda un praticante: «Finanza. Aprite per piacere!» si sente intimare. Il giovane, ancora inesperto dei diritti e dello Statuto del contribuente (leggi Ispezione della Guardia di Finanza: che fare?), apre il portone. Ma una volta che gli intendenti hanno raggiunto il piano, il collaboratore dice loro – ancora davanti alla porta – che l’avvocato non è in studio. Chiede pertanto di «ripassare». Gli agenti della Finanza non hanno un mandato che li autorizzi ad entrare ugualmente e a perquisire i locali per verificare se, ...

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