Quali sono i doveri di una moglie

Pubblicato il: 07-06-2017 | Categoria : Attualità e Società, Di tutto un pò!, feed | 15 views | FONTE ORIGINALE

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I coniugi hanno pari diritti e doveri innanzi alla legge: pertanto anche la moglie ha l’obbligo di contribuire, in proporzione alle proprie possibilità economiche e di lavoro (professionale o casalingo), alle esigenze della famiglia.

Chiedersi quali sono i doveri di una moglie equivale a sapere quali sono i doveri di un marito atteso che tanto la Costituzione [1] quanto il codice civile [2] stabiliscono che entrambi i coniugi sono uguali innanzi alla legge e, pertanto, hanno pari diritti e doveri. Questo sulla carta. A conti fatti, invece, la giurisprudenza ha posto delle eccezioni a tale principio, garantendo in favore della donna alcuni diritti che agli uomini sono negati. È innanzitutto il diritto al parto anonimo: la madre può mantenere segreta la propria identità nei confronti del figlio fino alla propria morte, mentre al padre non è consentito sottrarsi al dovere di riconoscere la prole (leggi: Figli, il padre non può rimanere anonimo, la madre sì). È anche il caso della tanto discussa «maternal preferece» secondo cui, dopo la separazione e il divorzio, i figli in età ancora scolare devono essere preferibilmente “affidati” alla madre e non al padre (il termine più corretto è “collocati”). Sul fronte dei doveri, invece, moglie e marito sono pressoché uguali e gli obblighi che competono all’uomo sono trasponibili sulla donna. Ma in che modo e fino a che limite? In termini pratici quali sono i doveri di una moglie? Tenteremo di scoprirlo in questa rapida scheda.

I doveri del matrimonio

Il codice civile [2] detta la norma di riferimento in materia di doveri dei coniugi. La violazione di tali obblighi può comportare delle conseguenze sul piano civile (l’addebito in caso di separazione e, nei casi più gravi il risarcimento del danno) o sul piano penale (il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare scatta in capo a chi nega la dovuta assistenza materiale al coniuge). Vediamo dunque quali sono i doveri dei coniugi che scattano dopo le nozze:

  • dovere di fedeltà,
  • dovere all’assistenza morale e materiale,
  • dovere alla collaborazione nell’interesse della famiglia,
  • obbligo di coabitazione,
  • obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia in proporzione alle proprie capacità economiche e di lavoro (professionale o casalingo).

Analizziamo singolarmente tali punti.

Il dovere della moglie di essere fedele

La violazione dell’obbligo di fedeltà è forse la causa più ricorrente di separazione. Si tratta di un semplice illecito civile la cui unica conseguenza è l’addebito nella separazione. Questo significa che la donna che ha una relazione extraconiugale non può più chiedere l’assegno di mantenimento anche se il marito ha un reddito più elevato del suo. A rilevare è tanto il tradimento occasionale quanto quello stabile e ripetuto, sia quello fisico che quello platonico ed epistolare (si pensi a uno scambio di email o a una chat su Facebook) purché questo faccia ritenere una relazione sentimentale tra la moglie e un altro uomo. In buona sostanza per tradire non c’è bisogno di consumare un rapporto carnale.

Attenzione però: il tradimento non rileva come causa di addebito se la crisi della coppia è già conclamata e trova causa in ragioni pregresse. Per cui, una relazione ormai alla deriva, dove i coniugi non hanno più relazioni sessuali o affettive, non può dirsi incrinata dal tradimento della moglie, che piuttosto è una conseguenza della situazione venutasi a creare. Di tanto, però, bisognerà fornire prova.

Il dovere della moglie di assistere il marito

Il matrimonio comporta l’assistenza sia morale che materiale. «Assistenza morale» significa obbligo della donna di comprensione, sostegno al marito nei momenti di difficoltà, rapporti affettivi e sessuali. La donna non può astenersi dal fare l’amore con il marito adducendo sempre la tradizionale scusa del “mal di testa”; solo valide ragioni possono escludere l’assenza di congiunzione carnale che rientra nei doveri del matrimonio.

«Assistenza materiale» significa obbligo di assistere il marito laddove abbia specifiche esigenze personali, come ad esempio nel caso in cui sia malato. La moglie non potrebbe sottrarsi al proprio dovere di aiutare l’uomo divenuto invalido oppure ormai vecchio.

Se la coppia si separa o divorzia e la moglie ha un reddito più elevato del marito è lei che deve mantenere l’uomo qualora questi non sia autosufficiente e in grado di camminare con le proprie gambe.

Il dovere della moglie di contribuire ai bisogni della famiglia

Come il marito (leggi Quali sono i doveri di un marito), anche la moglie deve partecipare alle spese necessarie alla famiglia e ai figli in base alle proprie capacità economiche o lavorative. Se entrambi i coniugi hanno deciso concordemente che la donna rinunci al lavoro per dedicarsi alla cura, l’obbligo di contribuzione si riversa nella cura del ménage domestico; in termini pratici significa che l’attività di casalinga ha pari dignità e valore di quella lavorativa in senso stretto, consentendo al marito di concentrarsi sulla carriera. La donna non può però scaricare sul marito tutto il lavoro e, nel frattempo, dedicarsi allo shopping o alla cura dei propri hobby. La donna che non lavora e tuttavia lascia la casa alla mercé della polvere o, magari, pretendere una domestica viola il dovere di assistenza e contribuzione.

Il dovere della moglie di rispettare la libertà e la privacy del marito

Quando si pensa ad atti violenti contro il coniuge si ha sempre davanti l’immagine del marito manesco e prepotente. In realtà, la violenza domestica può essere realizzata anche dalla moglie: si pensi alla donna che grida in continuazione, che sbatte piatti a terra o, peggio, in direzione del marito per colpirlo; che inveisce, insulta e umilia l’uomo in pubblico o in privato; che parla male del marito alle amiche o alla propria madre. Sono storie che, sebbene non si raccontano, sono purtroppo assai ricorrenti. La donna dunque non può manifestare atteggiamenti violenti contro il marito, diversamente ne risponde penalmente ed, eventualmente, può essere tenuta al risarcimento del danno.

La moglie ha il dovere di rispettare la privacy del marito, di non frugare tra i suoi oggetti personali se nascosti in un posto riservato, di non appropriarsi del suo cellulare o, peggio, strapparglielo dalle mani per cercare indizi di un eventuale tradimento. Neanche se ciò risponde all’esigenza di tutelare i propri diritti in tribunale.

La moglie non può fare della casa familiare quella della propria madre se il marito non vuole; così è costretta a dire addio all’ospitalità della nonna non avendo potere decisionale autonomo in assenza di accordo con il coniuge.

Il dovere della moglie di coabitazione

Così come il marito anche la moglie deve rimanere nella casa coniugale non potendo, alla prima lite, abbandonare il tetto domestico e andare a stare dai genitori. Questo comportamento può essere causa di addebito. Il dovere di coabitazione permane fino a quando non c’è separazione; ci si può allontanare solo per gravi motivi (ad esempio se il marito è manesco).

Allo stesso modo la moglie non può cambiare le chiavi della serratura per non far più entrare il marito se è in corso una separazione e il giudice non ha ancora deciso a chi va la casa.

 

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