Quali pagamenti è meglio non fare in contanti?

Pubblicato il: 07-12-2017 | Categoria : Attualità e Società, feed | 15 views | FONTE ORIGINALE

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Come evitare problemi, fiscali e non, quando si usa il denaro contante: ecco quando è meglio pagare con bonifico, assegno, carta di credito o bancomat. L’Italia è il fanalino di coda dell’Europa nell’uso dei pagamenti elettronici o con strumenti tracciabili. Utilizziamo la carta di credito o il bancomat in media 30 volte all’anno a fronte di una media europea di 86 volte. In vetta c’è la Danimarca con 243 utilizzi nei 365 giorni dell’anno, in coda la Bulgaria con solo 6 volte. Ma cosa c’è di male a pagare in contanti? Si paga cash il giornale, il caffè, la spesa al supermercato e finanche la parcella del professionista. Ma ci sono determinate spese che è meglio non fare in contanti. I rischi per chi non adotta alcune basilari regole di prudenza sono di vario tipo e spaziano dalle ragioni di carattere fiscale a quelle legate alla tutela dei consumatori. Di tanto si è occupata, peraltro, una sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio emessa di recente [1]. È proprio da questa pronuncia che vogliamo trarre lo spunto per spiegare quali pagamenti è meglio non fare in contanti. Elettrodomestici e prodotti tecnologici Partiamo da un tipo di acquisti che facciamo tutti: gli elettrodomestici e ...

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