Pensione con 5 anni di contributi, come fare

Pubblicato il: 07-12-2017 | Categoria : Di tutto un pò! | 8 views | FONTE ORIGINALE

0

In quale modo è possibile pensionarsi con soli 5 anni di contributi?

Hai da poco compiuto l’età pensionabile (66 anni e 7 mesi sino al 2018, 67 anni dal 2019) ma non arrivi a 20 anni di contributi? Purtroppo non puoi ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria, per la quale sono necessari 20 anni di contributi (15 soltanto se rientri tra i destinatari di alcune deroghe “sopravvissute” alla legge Fornero). Puoi, però, ottenere la pensione di vecchiaia contributiva se possiedi almeno 5 anni di contributi, al raggiungimento di 70 anni e 7 mesi di età (71 anni dal 2019).

Per ottenere questa pensione, però, devi essere assoggettato al calcolo integralmente contributivo della prestazione; se non fai parte di questa categoria, cioè quella dei cosiddetti “contributivi puri”, esistono comunque dei modi per rientrarvi. Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, come fare per ottenere la pensione con 5 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi, chi ne ha diritto

Come appena esposto, hanno diritto alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi, o pensione di vecchiaia contributiva, tutti i lavoratori la cui prestazione deve essere calcolata col sistema interamente contributivo.

Sono assoggettati a questo sistema di calcolo coloro che:

  • non possiedono contributi versati prima del 1° gennaio 1996;
  • possiedono contributi soltanto nella gestione separata o hanno optato per il computo della contribuzione in questa gestione;
  • hanno optato per il sistema di calcolo contributivo.

In buona sostanza, se non possiedi nemmeno un contributo accreditato alla data del 31 dicembre 1995, oppure se i tuoi contributi risultano versati soltanto alla gestione separata dell’Inps, hai pieno diritto alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.

Ma che cosa può fare chi ha dei contributi accreditati prima del 31 dicembre 1995 e, quindi, non rientra nella categoria dei cosiddetti “contributivi puri”?

Computo nella gestione separata

Se possiedi dei contributi accreditati alla data del 31 dicembre 1995, puoi optare per il computo nella gestione separata. Grazie alla facoltà di computo, infatti, è possibile versare tutta la contribuzione posseduta in diverse gestioni previdenziali, escluse le casse dei liberi professionisti, nella gestione separata. La pensione, nella gestione separata, viene calcolata con il sistema integralmente contributivo, ma viene data la possibilità di accedere ad alcune pensioni agevolate, come la pensione anticipata a 63 anni di età e la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.

Attenzione, però: chi possiede soltanto 5 anni di contributi non può accedere al computo nella gestione separata. Per beneficiare di questa facoltà, difatti, bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • almeno 15 anni di contributi complessivi;
  • almeno 5 anni di contributi versati successivamente al 1 gennaio 1996;
  • almeno un contributo ma non più di 18 anni di contributi versati alla data del 31 dicembre 1995.

Opzione contributiva per ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi

Pertanto, per chi possiede i requisiti appena esposti è più conveniente avvalersi dell’opzione contributiva ( per la quale i requisiti previsti sono gli stessi del computo nella gestione separata), che consente di pensionarsi con 15 anni di contributi ricalcolando l’intero trattamento con il sistema contributivo. L’età pensionabile, però, resta quella valida per la pensione di vecchiaia ordinaria, quindi 66 anni e 7 mesi sino al 31 dicembre 2018 e 67 anni di età dal 2019.

Sistema di calcolo contributivo della pensione

Il sistema di calcolo contributivo, solitamente, risulta maggiormente penalizzante rispetto al sistema di calcolo retributivo. Mentre quest’ultimo, difatti, si basa sulle ultime annualità di stipendio o di retribuzione, il sistema di calcolo contributivo si basa sui contributi effettivamente versati. Non esiste una penalizzazione fissa, in quanto la differenza tra calcolo contributivo e retributivo dipende dalla carriera del lavoratore.  Mediamente si registra una penalizzazione che oscilla dal 25% al 30%, ma non mancano i casi in cui la penalizzazione arrivi al 50% e, al contrario, i casi in cui il sistema retributivo risulti meno favorevole del contributivo, ad esempio quando a fine carriera le retribuzioni o gli stipendi risultano notevolmente più bassi.

 

Vota l'articolo!

 

 

Articoli correlati


    None Found

 

Write a comment