Vibrazioni in condominio

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Le vibrazioni che ti disturbano causando danni alle tue cose possono essere eliminate e chi le produce può essere costretto anche a risarcire il danno. Nella società moderna sembra che tutti possano fare tutto. Si può vedere un film al massimo volume senza preoccuparsi di chi abita accanto o si può decidere di aprire un locale serale in una zona residenziale della città e non rendersi conto di causare un disturbo a tutti quelli che abitano intorno. Ma si può anche caricare il portapacchi dell’automobile oltre il limite consentito senza curarsi del rumore, percepibile anche a molta distanza, che si causa mentre si sfreccia a centotrenta chilometri orari. In realtà nessuna di queste cose è consentita, ma i controlli e le reazioni delle pubbliche amministrazioni sono spesso inconsistenti. Allora si ricorre spesso alla ”autodifesa”. Si bussa ripetutamente sui muri che ci separano dai vicini o si lanciano secchi d’acqua sui ragazzi ......

 

Contestazione disciplinare: quali requisiti?

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Se un dipendente non rispetta gli obblighi che derivano dal contratto di lavoro, il datore di lavoro ha il potere di contestare al dipendente i fatti che rappresentano una violazione dei propri doveri. La legge e la giurisprudenza fissano delle regole che l’azienda deve seguire. Quando firmano il contratto di lavoro, l’azienda ed il lavoratore si assumo doveri reciproci ed acquisiscono diritti reciproci. Il lavoratore, in particolare, deve rispettare tutta una serie di obblighi che derivano dal contratto individuale di lavoro, dal contratto collettivo di lavoro applicato al rapporto di lavoro e dalla legge. Se il dipendente non fa il suo dovere il datore di lavoro può sanzionarlo per questo. Ma prima di emettere la sanzione deve seguire un procedimento che inizia con la contestazione disciplinare: quali requisiti deve avere questo documento? Lo scopriamo in questo articolo. Quali sono i doveri del dipendente? Come in un qualsiasi contratto anche nel contratto di lavoro i ......

 

Quanto costa licenziare?

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Licenziare un dipendente non è una cosa semplice. Innanzitutto, nel nostro Paese, il licenziamento deve basarsi su un giustificato motivo. Inoltre licenziare ha un costo. Sia perché occorre pagare una sorta di contributo all’Inps, sia perché il dipendente potrebbe fare causa e ottenere un risarcimento. Il licenziamento è, sicuramente, una decisione sofferta per ogni azienda. Licenziare un dipendente, infatti, significa privarlo del lavoro, ossia l’attività umana con cui ognuno di noi garantisce a sé e alla propria famiglia un reddito e una dignità. Licenziare un dipendente è anche un rischio e può costare caro al datore di lavoro. Ecco perché ogni azienda prima di procedere ad un licenziamento si chiede quanto costa licenziare? Che cos’è il licenziamento? Il licenziamento consiste nella decisione del datore di lavoro di porre fine al rapporto di lavoro con un determinato dipendente. La conseguenza del licenziamento è che il rapporto di lavoro cessa e le parti del rapporto non ......

 

Abbandono del posto di lavoro per malore

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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I diritti del dipendente privato e pubblico quando si sente male durante l’orario di lavoro. Quando è legittimo il licenziamento e quando no. Sei andato, come ogni giorno, al lavoro e ti sei messo subito a fare le tue cose. La giornata trascorre normalmente: sbrighi i vari impegni, una battuta con il collega, una riunione, qualche telefonata. Ad un certo punto avverti che non ti senti tanto bene. Ti gira la testa improvvisamente, ti mancano le forze. Noti un forte dolore nel torace. Ti siedi ma non ti passa, anzi: vorresti che qualcuno ti portasse al pronto soccorso più vicino perché stai per svenire. Il problema è che non fai in tempo ad avvisare il capo: hai solo qualche collega intorno che ha già chiamato un’ambulanza. Devi lasciare l’ufficio avvisando solo i colleghi. Si tratta, dunque, di abbandono del posto di lavoro per malore. Rischi per questo il licenziamento? E, in ......

 

Sito internet dello studio professionale: le cinque regole

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Caratteristiche di un buon sito web: trovare clienti richiede il rispetto di alcune semplici regole che non impongono conoscenze informatiche. Avere un buon sito internet è una chance in più per il professionista di farsi conoscere e di intercettare la clientela. Di solito però chi è molto impegnato nel proprio lavoro ha poco tempo per dedicarsi al blog. Così la vetrina sul web finisce per essere abbandonata e per deludere le aspettative. Si finisce per dare la colpa a internet e alla concorrenza agguerrita ma, in realtà, l’errore grave è del professionsta che non ha saputo utilizzare uno strumento potentissimo. Esistono poche e semplici regole per avere un sito professionale e ben indicizzato: regole che non richiedono né conoscenze informatiche né l’ausilio di tecnici. Fermo restando che prevale chi ha più tempo da dedicare al proprio blog o ha una organizzazione dello studio tale da poter delegare la cura dello spazio ......

 

Licenziamento in base alla anzianità di servizio

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Licenziamenti collettivi e individuali: i criteri di scelta basati sulla prossimità alla pensione sono legittimi. Se c’è crisi in azienda il datore di lavoro è libero di licenziare chi vuole, ma se intende mandare a casa almeno 5 dipendenti nell’arco di 120 giorni deve prima trovare un’intesa coi sindacati sui criteri di scelta del personale in esubero. Questa procedura (chiamata «licenziamento collettivo») termina con un accordo nel quale si privilegiano i licenziamenti di chi è più vicino alla pensione o ha un minor numero di familiari a carico. Di recente la Cassazione ha ritenuto applicabile gli stessi principi anche ai licenziamenti individuali (quelli cioè “sporadici”) nel caso in cui vi siano più dipendenti che svolgono le stesse mansioni e siano tra loro intercambiabili. Sempre la Suprema Corte è intervenuta di recente sull’argomento stabilendo che è licenziabile chi è vicino alla pensione anche se l’area aziendale non è in crisi [1]. Il ......

 

Crescita economica e sostenibilità evolutiva

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : feed

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Prof. Sergio Benedetto Sabetta ...

 

Maternità: come si calcola l’indennità

Pubblicato il: 09-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Come calcolare l’indennità di maternità a carico dell’Inps e l’integrazione a carico dell’azienda: retribuzione media giornaliera, giornate coperte. I periodi di assenza per maternità fanno parte dei cosiddetti periodi tutelati: si tratta di periodi durante i quali il dipendente, nonostante il rapporto di lavoro sia sospeso perché non può svolgere la prestazione lavorativa, ha comunque diritto alla retribuzione perché la causa della sua assenza è meritevole di tutela secondo la legge [1]. Per quanto riguarda la maternità, ad essere indennizzato integralmente è il periodo di congedo obbligatorio, ossia, nella generalità dei casi, quel periodo che va dai 2 mesi prima del parto ai 3 mesi dopo il parto (da un mese prima del parto ai 4 mesi successivi in caso di flessibilità; il congedo, in ipotesi specifiche, può anche essere esteso a tutta la gravidanza, e prolungato sino ai 7 mesi dopo il parto). Il periodo di congedo parentale, o maternità ......

 

Con quali criteri il giudice quantifica l’assegno di mantenimento?

Pubblicato il: 08-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Assegno di divorzio: il tenore di vita matrimoniale non è il solo criterio che determina l’assegno di mantenimento. La recente sentenza della Cassazione non tutela chi vuole approfittarsi della posizione economica dell’altro coniuge. Quali cambiamenti ci sono stati sull’assegno di divorzio? La nuova giurisprudenza della Cassazione stabilisce con quali criteri il giudice quantifica l’assegno di mantenimento con l’intento di evitare che un coniuge si approfitti dell’altro. La Cassazione afferma che il tenore di vita tenuto durante il matrimonio non sempre determina il valore dell’assegno. Allo stesso tempo ribadisce che l’apporto dato dal coniuge alla famiglia va adeguatamente valorizzato anche in relazione alle rinunce fatte per il bene della famiglia. La legge sul divorzio, infatti, prevede diversi criteri per determinare l’assegno di divorzio e, secondo la Cassazione, questi criteri sono tutti ugualmente rilevanti. Pertanto quando il giudice quantifica l’assegno di mantenimento deve analizzare la situazione cocnreta nel suo complesso tenendo presente tutti i criteri previsti ......

 

Filmare una persona è reato?

Pubblicato il: 08-10-2018 | In : Attualità e Società, feed

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Si può riprendere una persona senza il suo consenso? Si può filmare la gente che partecipa ad un evento pubblico? Come tutelare la privacy? Qual è il migliore amico dell’uomo? Da qualche anno a questa parte, il fedele cane è stato rimpiazzato dal meno fedele smartphone: non ci muoviamo senza il cellulare; dimenticheremmo piuttosto nostra moglie, ma non l’insostituibile, ultra tecnologico e avveniristico smartphone di ultima generazione. Con esso puoi fare di tutto: trovare una strada con il navigatore, se ti sei smarrito; fotografare un episodio buffo a cui hai assistito; fare un filmato in alta definizione da conservare oppure da diffondere in rete. Ma sei proprio sicuro che tutto ciò ti sia consentito? Non dimenticare che, se è vero che vivi nell’era dell’impero digitale, è altrettanto vero che le leggi a tutela della privacy si susseguono incessantemente: avrai sicuramente sentito parlare del Gdpr e di tutte le sue (presunte) implicazioni. Quello ......