Lanciare sigarette dalla finestra: cosa si rischia?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Scatta il reato di getto di cose pericolose per chi lancia mozziconi di sigarette o di sigari dal balcone o dalla finestra del proprio appartamento. Non è vero che tutto è consentito dal balcone di casa: se anche si tratta di una appendice della propria abitazione – e, in quanto tale, rientra nella proprietà individuale – sono forse di più le cose che non si possono fare che quelle possibili all’interno di tale spazio. Ne abbiamo già parlato in Cosa si può fare dal balcone di casa?. Ebbene, tra i divieti non vi rientra certo quello di fumare, ma di sicuro quello di buttare mozziconi. In particolare cosa rischia chi lancia sigarette dalla finestra o dal balcone, incurante del traffico sottostante e del passeggio dei pedoni? A chiarirlo è il codice penale [1]. Una norma prevede il reato di «getto di cose pericolose» tutte le volte in cui si getta ......

 

Perché l’Isis non fa attentati in Italia?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed, Politica

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La mafia e la ’ndrangheta proteggono il territorio? Piuttosto il contrario: sono pronte a fare affari con i jihadisti. Ma nello stesso tempo non sono disposte a rischiare tutto per isolati fanatici. Dopo la strage di Barcellona, l’ennesima a firma Isis, tornano le minacce all’Italia. Il nostro Paese è «il prossimo», fanno sapere i portavoce del terrore sul canale Telegram usato dai jihadisti. Non è la prima volta che l’Italia viene indicata come obiettivo strategico, teatro di possibili attentati. Già ad aprile 2016 sulla rete circolavano messaggi contro Roma e Venezia. Minacce rimaste sempre – e fortunatamente – nel vuoto. Ai proclami non sono mai seguiti i fatti. Anche il Ministero degli interni non sembra particolarmente preoccupato e invita alla cautela: non c’è alcun pericolo concreto e l’allerta è ferma al livello 2, inferiore soltanto a quella che scatta in caso di attacco. Ma perché l’Isis non fa attentati in Italia? ......

 

Se il reddito del marito cresce, il mantenimento aumenta?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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La disparità di reddito tra i due ex coniugi non è più elemento a cui ancorare la quantificazione del mantenimento che, invece, è rivolto a garantire solo l’autosufficienza economica. Una delle conseguenze delle nuove regole sull’assegno di divorzio, dettate dalla Cassazione lo scorso 10 maggio, è che anche in presenza di un reddito alto dichiarato dal marito, l’ex moglie non si arricchisce. Scopo infatti del sussidio mensile non è più quello di eliminare le differenze di reddito tra i due ex coniugi e di garantire a quello più debole «lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio» ma solo di consentire a quest’ultimo l’autosufficienza economica. Autosufficienza che, quindi, può essere raggiunta anche con un reddito minimo. Risultato: se il reddito del marito cresce, il mantenimento non aumenta, non almeno in via automatica. Ma procediamo con ordine. La Cassazione [1] ha chiuso l’era del matrimonio come sistemazione definitiva e dell’assegno come ......

 

Come cedere le ferie a un collega di lavoro

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Ferie e riposi solidali: è possibile la cessione a titolo gratuito delle ferie maturate solo per consentire al collega di assistere figli minori invalidi. Una delle più interessanti novità in materia di lavoro, introdotte dal Job Act, è la cessione delle ferie maturate (cosiddette «ferie solidali»). La legge [1] stabilisce che i lavoratori possono cedere, a titolo gratuito, le proprie ferie maturate ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire loro di assistere i figli minori che necessitano di cure costanti per le particolari condizioni di salute. La stessa possibilità viene estesa anche ai riposi. La misura, le condizioni e le modalità della cessione sono stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro. Poiché la norma delegata parla di “contratti collettivi”, la contrattazione potrà essere sia quella nazionale che quella di prossimità. Si tratta di un’opzione che in ......

 

Mantenimento: autosufficienza e indipendenza economica del coniuge

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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La funzione dell’assegno di divorzio non è più quella di garantire lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio ma l’autosufficienza e l’indipendenza economica. Con la sentenza della Cassazione del maggio 2017 che ha riscritto le regole sull’assegno di divorzio, la misura del mantenimento non viene più determinata in modo da garantire all’ex coniuge un tenore di vita similare a quello che aveva quando ancora era sposato; la funzione dell’assegno è invece consentire quella che viene detta «autosufficienza», ossia l’indipendenza economica [1]. Ma cosa si intende con questi termini? Cerchiamo di capirlo qui di seguito. Leggi anche Per essere mantenuti dall’ex marito quanto bisogna guadagnare? Alla luce della sentenza della Cassazione acquista un rilievo fondamentale la determinazione dei parametri che indicano l’indipendenza o l’autosufficienza economica dell’ex coniuge che richiede il mantenimento così come delle prove della sua capacità di raggiungere tali situazioni. In altri termini, chi chiede l’assegno di divorzio deve ......

 

Ferie: il dipendente deve rispondere al telefono?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Durante le fere il dipendente non deve garantire la reperibilità: il richiamo al lavoro non è lecito. Quando si sta per partire per le ferie ci si promette sempre di «buttare il cellulare in mare», in modo da non essere raggiungibili da nessuno, soprattutto dal datore di lavoro che potrebbe, con una telefonata improvvisa, rovinare un pomeriggio o l’intero programma. Ma se anche il simbolico lancio dello smartphone non viene compiuto, il lavoratore in ferie è tenuto a rispondere al telefono? In altri termini, il dipendente deve garantire la reperibilità? Se squilla il telefono durante le ferie Immaginiamo un dipendente al suo primo giorno di ferie: è già in auto, pronto per imboccare l’autostrada che lo porterà alla casa vacanze. Proprio all’avvio del motore, squilla il telefonino: il display rivela che si tratta del datore di lavoro. Una soffiata, avuta da un collega qualche ora prima, gli ha anticipato che l’azienda ha bisogno ......

 

La lavoratrice con un bambino appena nato può essere licenziata?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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La semplice esternalizzazione di una delle funzioni dell’azienda non consente il licenziamento della lavoratrice con un bambino più piccolo di un anno. Esiste un periodo protetto durante il quale i genitori di un bambino piccolo non possono essere licenziati dall’azienda se non per particolari ragioni. In particolare, è nullo il licenziamento se intimato: alla lavoratrice madre dall’inizio della gravidanza e sino al compimento di un anno di età del bambino. L’inizio della gestazione si presume avvenuto 300 giorni prima della data presunta del parto indicata nel certificato di gravidanza; al padre lavoratore che fruisce del congedo di paternità, per la durata del congedo stesso e fino al compimento di un anno di età del bambino. Esistono però dei casi in cui è possibile il licenziamento della lavoratrice con un bambino appena nato. Uno di questi è la cessione completa del ramo d’azienda a cui la stessa dipendente è preposta (per tutti gli altri casi ......

 

Firma: va messo prima il nome o il cognome?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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La firma comprende nome e cognome; l’ordine richiede generalmente prima il nome e poi il cognome, salvo diversamente stabilito. Ti sarà sicuramente capitato di presentare un’istanza o un documento ufficiale in cui dover riportare le tue generalità e, in quell’occasione, di chiederti se debba essere indicato prima il nome o il cognome. Di solito, quando si tratta di modelli prestampati, sono questi stessi a indicare, in corrispondenza dei relativi spazi bianchi, cosa scrivere. In questo caso, il dichiarante non avrà difficoltà a stabilire se va messo prima il nome o il cognome. Ma cosa succede quando si è di fronte a un’istanza in carta semplice, ove non vi è un fac simile già precompilato? E nel momento in cui si appone la firma, questa può essere libera oppure c’è un ordine da rispettare tra nome e cognome? Cosa prevede la legge a riguardo? Altro dubbio amletico: si può invertire cognome e ......

 

Infiltrazioni di acqua: responsabile l’affittuario o il locatore?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Se cade acqua nell’appartamento di sotto, sia l’inquilino che il padrone di casa possono essere chiamati a risarcire il danneggiato. Chi paga i danni causati dalle infiltrazioni di acqua sotto se i guasti riguardano un appartamento in affitto: il padrone di casa o l’affittuario? Ad affrontare il problema è stata, di recente, la Cassazione [1]. E la risposta, a sorpresa, potrebbe spiazzare più di un lettore. Si potrebbe infatti pensare, da un lato, che la rottura dei tubi o della caldaia sia una spesa di straordinaria amministrazione, che compete alla locatore. Dall’altro lato è anche vero che l’inquilino, vivendo nell’appartamento, è il solo in grado di accorgersi se qualcosa non va e ad agire tempestivamente se il vicino fa rilevare delle chiazze di umidità. Secondo la Corte, in caso di infiltrazioni di acqua, è responsabile sia l’affittuario che il locatore qualora nessuno dei due riesca a dimostrare che la colpa esclusiva ......

 

Pignoramento immobiliare di Agenzia Entrate Riscossione: l’asta entro quanto tempo?

Pubblicato il: 20-08-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Una nota in un vostro articolo sui pignoramenti immobiliari effettuati da Equitalia diceva che il pignoramento, una volta eseguito, perde efficacia se dalla sua esecuzione sono trascorsi 200 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto per la vendita del bene. Qual è la norma di riferimento? Come si interviene per eliminare l’iscrizione di ipoteca se sono trascorsi i 200 giorni? L’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 stabilisce che: – il pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi duecento giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto; – se il pignoramento è stato trascritto in pubblico registro mobiliare o immobiliare, il concessionario (cioè Equitalia), in ogni caso di estinzione del procedimento (compreso il caso di estinzione che deriva dal decorso di più di duecento giorni dall’esecuzione del pignoramento senza che sia stato effettuato il primo incanto), richiede entro dieci giorni al conservatore la cancellazione ......