Una diffida può interrompere la prescrizione?

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Una diffida in cui si dichiara che sono in corso accertamenti medico-legali sui responsabili del danno e in cui si richiede il risarcimento ai soggetti che, in quel momento, appaiono i possibili responsabili può interrompere la prescrizione? Per rispondere alla domanda, è necessario fare riferimento alle regole relative ai casi e alle modalità di interruzione del decorso della prescrizione da parte del soggetto del titolare del diritto [1]. La prescrizione può essere interrotta dall’atto con cui il titolare del diritto inizia un giudizio ordinario di cognizione o un giudizio conservativo o esecutivo. La prescrizione può, inoltre, essere interrotta anche da qualsiasi altro atto che valga a costituire in mora il debitore [2] oppure dalla notifica di una domanda diretta a promuovere un procedimento arbitrale, qualora la controversia sia devoluta alla cognizione di un arbitro per effetto di una clausola compromissoria o di un compromesso. L’atto di costituzione in mora non richiede, in linea ......

 

Che fare se non mi pagano l’affitto?

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Ho dato in locazione tramite agenzia il mio appartamento a una signora che, dopo un po’, non mi ha più pagato il canone. Dice che lo farà ma ne dubito. Che fare? In caso di mancato pagamento dei canoni di locazione il lettore ha, principalmente, due possibilità: può chiedere che un giudice intimi lo sfratto, al fine di risolvere il contratto ed ottenere nuovamente la disponibilità dell’immobile; può presentare un ricorso per decreto ingiuntivo, chiedendo che venga intimato alla signora il pagamento di quanto gli deve. In entrambi i casi sarà necessaria l’assistenza di un legale. Visti i timori del lettore, la soluzione migliore sia quella di risolvere il contratto e cercare un inquilino che possa garantirgli con più sicurezza il pagamento del canone. A tal fine, si consiglia di procedere subito con l’azione tesa allo sfratto, poiché nel caso di locazione ad uso abitativo come quello nel caso di specie, dovrà attendere parecchi mesi prima ......

 

La legittimazione ad agire del condomino

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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La legittimazione a rappresentare in causa il condominio dell’amministratore e del singolo condomino. I singoli condòmini sono legittimati ad intervenire ed a proporre impugnazioni nelle liti nelle quali l’amministratore stia in giudizio per il condominio. Nei casi di tali interventi ed impugnazioni, la rappresentanza dell’amministratore del condominio si restringe a quei condòmini non costituitisi nel giudizio [1]. La peculiare natura del condominio comporta comunque che l’iniziativa giudiziaria di quest’ultimo a tutela di un diritto comune dei condòmini non priva i medesimi del potere di agire personalmente a difesa di quel diritto nell’esercizio di una forma di rappresentanza reciproca atta ad attribuire a ciascuno una legittimazione sostituiva scaturente dal fatto che ogni singolo condomino non può tutelare il proprio diritto senza necessariamente e contemporaneamente difendere i diritti degli altri condòmini. Il condomino che interviene è parte originale Pertanto, il condomino che interviene personalmente nel processo promosso dall’amministratore per far valere diritti della collettività condominiale ......

 

Posso usare il congedo retribuito per motivi personali?

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Ho richiesto di assentarmi dal lavoro per motivi personali con il congedo straordinario per assistenza. Devo restare per forza in casa per tutto il periodo del congedo o posso assentarmi? Al fine di poter rispondere al quesito è bene richiamare la normativa vigente in materia di congedi straordinari retribuiti [1]. La legge prevede il diritto al congedo straordinario in favore di genitori di persone disabili al fine di assistere i figli colpiti da patologie. Lo stesso diritto viene riconosciuto ai lavoratori conviventi con fratelli o sorelle affetti da handicap grave purché entrambi i genitori siano scomparsi. Attualmente i soggetti che possono fruire dei permessi e del congedo straordinario sono nell’ordine: il coniuge della persona affetta da grave handicap; nel caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, il diritto a fruire del congedo spetta al padre o alla madre, anche adottivi, del portatore di handicap; nel caso di decesso, mancanza ......

 

Condominio in causa: la sostituzione dell’amministratore

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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La rappresentanza attiva e passiva dell’amministratore di condominio: cosa succede al giudizio in caso di sostituzione dell’amministratore con uno nuovo. L’amministratore può agire in giudizio e proporre impugnazioni, nell’ambito delle attribuzioni conferitegli dall’articolo 1130 c.c., anche senza apposita autorizzazione, e tale potere perdura anche nel caso di cessazione dalla carica, fino alla sostituzione; la cessazione del rapporto di rappresentanza per sostituzione dell’amministratore diviene rilevante durante il corso del giudizio in quanto l’evento sia notificato alle altre parti dal procuratore costituito. In mancanza di tale notifica, tale qualità si presume, se non ritualmente contestata dalla controparte, nel qual caso occorre produrre tempestivamente in giudizio la relativa prova [1]. L’amministratore apparente Ai sensi dell’articolo 1131 c.c., il terzo che vuol far valere in giudizio un diritto nei confronti del condominio ha l’onere di chiamare in giudizio colui che ne ha la rappresentanza sostanziale secondo la delibera dell’assemblea dei condòmini e, pertanto, non può tener conto ......

 

Contributi: se il datore non li versa non aumenta la pensione?

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Mia madre ha firmato una conciliazione monocratica su proposta del datore di lavoro che non le ha versato i contributi. È vero che finchè il datore non versa non ha diritto a nessun aumento pensionistico? Di norma, in caso di raggiungimento di un accordo in sede di conciliazione monocratica, la Direzione Territoriale del lavoro deve trasmettere gli atti all’Inps affinché quest’ultimo verifichi l’effettivo pagamento da parte del datore di lavoro degli oneri contributivi. In altri termini, per legge dovrebbe esserci un collegamento tra la Direzione Territoriale del lavoro e l’Inps, che quindi dovrebbe provvedere autonomamente al recupero dei contributi che risultino dovuti. Ciononostante, si consiglia alla lettrice di fare inviare a sua madre comunque una missiva all’Istituto previdenziale, nella quale fare presente all’Inps che dalla conciliazione sottoscritta (della quale sarebbe opportuno allegare copia) emerge la debenza di alcuni contributi previdenziali, invitando l’Istituto a provvedere al loro recupero e ammonendolo che, qualora ......

 

Spese processuali: si sospendono col ricorso in Cassazione?

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Sono stato condannato alle spese processuali. Quelle del 1° grado le ho pagate subito dopo la sentenza appellata perché provvisoriamente esecutive; quelle d’appello possono essere sospese se faccio ricorso in Cassazione? Purtroppo no, il semplice ricorso in Cassazione non sospende l’esecuzione della sentenza [1]. La legge prevede, altresì, la possibilità che la sospensione venga espressamente richiesta allo stesso giudice che ha emanato la sentenza, ma il presupposto per accordare detta sospensione dell’efficacia è la presenza di un danno grave ed irreparabile. Da quanto riferito dal lettore, però, non si è in grado di dirgli se detto presupposto sussiste nel caso di specie. Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Dini ...

 

Come impugnare una delibera dell’assemblea di condominio

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Riunioni di condominio: come si contestano le decisioni dell’assemblea nulle e annullabili; la mediazione e il ricorso in tribunale.  Le deliberazioni prese dall’assemblea sono obbligatorie per tutti i condòmini. Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino dissenziente, astenuto o assente può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti. È quanto prevede il nuovo secondo comma dell’articolo 1137 c.c., come modificato  dalla  legge  di  riforma  del  condominio  (L.  220/2012),  che  riconosce espressamente la possibilità di impugnare le delibere assembleari ai condòmini assenti, dissenzienti o astenuti, mentre in precedenza la legge prevedeva espressamente tale facoltà solo in favore dei condòmini dissenzienti. È prevista, inoltre, una duplice decorrenza dei termini per impugnare, a seconda che il condòmino abbia partecipato o meno all’assemblea che ha ......

 

Condominio: il dissenso dalla lite

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Il condominio dissenziente rispetto a una causa può evitare la propria responsabilità per le conseguenze delle liti. L’articolo 1132 c.c. disciplina il dissenso dei condomini rispetto alle liti, prevedendo che qualora l’assemblea dei condòmini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all’amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L’atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione. In primo luogo, è opportuno precisare che, comunque, se l’esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente. L’atto di dissenso non necessita di forma solenne ma va notificato a mezzo ufficiale  giudiziario. Vi si ritiene equipollente il dissenso comunicato a mezzo raccomandata ......

 

Se sulla casa c’è usufrutto chi paga il condominio?

Pubblicato il: 24-06-2017 | In : Attualità e Società, feed

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Ripartizione delle spese condominiali tra nudo proprietario e usufruttuario.  La riforma del condominio (L. 220/2012), nel modificare l’articolo 67 disp. att. c.c., ha chiarito anche la posizione dell’usufruttuario in merito  al pagamento delle spese condominiali. La norma in esame, infatti, dopo aver chiarito che l’usufruttuario esercita il diritto di voto negli affari che attengono all’ordinaria amministrazione ed al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni (nelle altre deliberazioni, invece, il diritto di voto spetta al nudo proprietario) prevede espressamente una responsabilità solidale del nudo proprietario e dell’usufruttuario per il pagamento dei contributi dovuti all’amministrazione condominiale. Tale nuova disciplina prevista dall’articolo 67 disp. att. c.c., inoltre, nel disporre la solidarietà tra usufruttuario e nudo proprietario, non distingue tra spese ordinarie (che a norma dell’articolo 1004 c.c. competono all’usufruttuario) e spese straordinarie (che a norma dell’articolo 1005 c.c. spettano al nudo proprietario). Ciò significa che la ripartizione (tra usufruttuario e nudo proprietario) ......