Mobbing: sentenze contro il datore di lavoro

Pubblicato il: 12-07-2018 | Categoria : Attualità e Società, feed | 16 views | FONTE ORIGINALE

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Se non è mobbing, il giudice può condannare il datore di lavoro al risarcimento del danno nei confronti del dipendente per straining o per il singolo atto illecito. Se fai una causa di mobbing contro l’azienda non è facile vincere. Questo perché, ai fini del mobbing, bisogna dimostrare non un singolo comportamento illecito tenuto dal datore di lavoro ma una serie di condotte tutte rivolte a un medesimo fine: quello di umiliare, vessare, isolare e mortificare il dipendente. Insomma ci deve essere un intento uguale e unitario per tutte le ipotesi: la persecuzione. In più c’è da dimostrare che, da tale situazione, il lavoratore ha subìto un danno. Se i comportamenti illeciti dovessero risultare isolati ed episodici non saremmo più nell’ambito del mobbing. Ma non per questo si perde la causa. Difatti, secondo alcune recenti sentenze della Cassazione [1], anche quando dovesse essere rigettata la domanda di mobbing, il giudice potrebbe ugualmente qualificare la condotta del datore come illecita e sanzionarlo con il risarcimento del danno. In che modo? Lo scopriremo in questo articolo dedicato appunto al mobbing e alle sentenze contro il datore di lavoro. Mobbing: cos’è? Prima di proseguire nella lettura del seguente articolo ti consiglio di leggere Quando c’è mobbing ...

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