L’ecocardiografia fetale: se e quando farla

Pubblicato il: 10-01-2019 | Categoria : Attualità e Società, feed, Salute e Benessere | 7 views | FONTE ORIGINALE

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La diagnosi precoce di una cardiopatia congenita rappresenta una conquista fondamentale perché permette di gestire al meglio il momento del parto e aumenta la possibilità di sopravvivenza del nascituro. Le malformazioni congenite possono essere molteplici e interessare i vari apparati, le più frequenti sono le cardiopatie congenite che sono causa del 25% delle morti perinatali e rappresentano la metà dei casi di morte in età infantile per malformazioni congenite. Le madri con fattori di rischio presentano una frequenza maggiore, pertanto risulta fondamentale poter effettuare una diagnosi in utero in modo da indirizzare il parto in strutture che possano assistere e trattare immediatamente il bambino cardiopatico. L’ecocardiografia fetale: se e quando farla? Prima di parlare dell’esame che permette di diagnosticare una malformazione cardiaca, vediamo quali sono le cardiopatie congenite. Cardiopatie congenite Le cardiopatie congenite sono patologie cardiache conseguenti ad alterazioni nello sviluppo del cuore durante la vita fetale. Il cuore inizia a svilupparsi dal 18° giorno di vita intrauterina e si può percepire il battito cardiaco a partire dalla 6° settimana. Le malformazioni cardiache congenite possono essere classificate in base ai sintomi presenti alla nascita o al tipo di alterazione anatomica. Le forme più frequente sono: il difetto interventricolare, la persistenza del dotto di Botallo, ...

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