Il diritto del dipendente di rifiutarsi di lavorare: cosa sapere

Pubblicato il: 25-01-2023 | Categoria : Attualità e Società, feed | 12 views | FONTE ORIGINALE

0

Quando il lavoratore può rifiutarsi di lavorare senza il rischio di essere licenziato per giusta causa.  Tra i doveri del dipendente vi è quello di essere fedele al datore di lavoro e di rispettare le direttive da questi ricevute. L’eventuale rifiuto alle mansioni è considerato un atto di insubordinazione che giustifica un licenziamento per giusta causa (ossia in tronco). Ciò potrebbe avvenire anche quando l’ordine di servizio appare illegittimo: in tal caso, infatti, il lavoratore ha prima l’onere di rivolgersi al giudice affinché annulli il provvedimento del datore, dovendo nel frattempo adempiervi. Ciò nonostante la Cassazione [1] ha spesso sancito che esiste, in via residuale, un diritto del dipendente di rifiutarsi di lavorare, ma esso può essere esercitato solo in casi estremi ed eccezionali. Ecco cosa sapere a riguardo, tenendo conto delle indicazioni offerte dalla stessa giurisprudenza. Insubordinazione: cos’è? L’insubordinazione è un comportamento che consiste nel disobbedire a un ordine legittimo impartito dal proprio datore di lavoro o da un superiore gerarchico. Se un dipendente commette insubordinazione in modo reiterato o in maniera grave, può essere licenziato per giusta causa. Come chiarito dalla giurisprudenza, il dipendente che non esegue le prestazioni richieste dal datore di lavoro senza addurre una valida ragione, commette una vera e ...

Continua a leggere!

 

Vota l'articolo!

 

 

Articoli correlati


 

Write a comment