Fornitura elettrica: prescrizione e scadenza delle bollette

Pubblicato il: 04-05-2019 | Categoria : Senza categoria | 202 views | FONTE ORIGINALE

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Ci capita di ricevere delle bollette per l’addebito di energia elettrica relative a consumi effettuati diversi anni prima. Vorremmo sapere qual è il termine di prescrizione per gli addebiti dell’energia elettrica per gli utenti “aziende”.

Alla luce del quesito posto dalla società lettrice è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

La prescrizione della fornitura elettrica

Una recente disposizione legislativa [1] ha stabilito che la prescrizione del corrispettivo dovuto dall’utente consumatore per la fornitura elettrica è pari a due anni.

Si tratta di una regola che però, sempre per la predetta legge, è applicabile soltanto a partire da un determinato momento.

Infatti, secondo specifica disposizione, la prescrizione del corrispettivo dovuto sarà biennale, ma soltanto in relazione alle fatture emesse successivamente al 01 marzo 2018 [2].

Inoltre, la stessa legge appena citata, ha precisato che questo termine prescrizionale più breve, è applicabile soltanto ai rapporti con:

– gli utenti domestici;

– i professionisti;

– le microimprese, cosi come definite da una raccomandazione della Commissione delle Comunità Europee [3];

Pertanto, per le fatture emesse antecedentemente alla predetta data, così come per i soggetti non rientranti in quelli indicati dalla predetta legge, bisogna fare riferimento alla prescrizione che era normalmente prevista in questi casi, prima dell’entrata in vigore della richiamata normativa e cioè quella quinquennale.

Infatti, la prestazione fornita dal servizio elettrico (piuttosto che da quello idrico, ecc) è di natura periodica e, pertanto rientra in quei crediti che, per dettato di legge, si prescrivono ogni cinque anni [4].

CASO CONCRETO

In materia di prescrizione, la legge indicata in premessa ha distinto due periodi temporali:

– il primo, antecedente al marzo del 2018, dove la bolletta elettrica e le somme in essa contemplate, si prescrivono dopo cinque anni (se ad esempio, l’utente ha ricevuto la bolletta, contenente il classico esoso conguaglio, il 10 febbraio del 2018, sarebbero prescritti tutti i corrispettivi dovuti per il periodo antecedente al 10 febbraio 2013);

– il secondo, successivo al marzo del 2018, dove la bolletta elettrica e le somme in essa contemplate, si prescrivono dopo due anni (se ad esempio, l’utente dovesse ricevere la bolletta il 10 aprile del 2022, sarebbero prescritti tutti i corrispettivi dovuti per il periodo antecedente al 10 aprile 2020). Tuttavia, la legge stessa ha escluso dall’applicabilità di questa prescrizione più breve tutte le forniture elettriche riguardanti le aziende/imprese, ad eccezione di quelle definite quali microimprese, secondo quanto precisato dalla raccomandazione della Commissione delle Comunità Europee già citata in nota [4]. Ebbene, in particolare, secondo la detta raccomandazione, sono microimprese quelle che occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.

Pertanto, solo se l’azienda lettrice non dovesse rientrare nella definizione appena indicata, la prescrizione applicabile ai consumi elettrici fatturati nelle sue bollette sarebbe sempre quinquennale, indipendentemente dal periodo di scadenza delle fatture emesse dal venditore.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

 

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