Disoccupazione cococo senza limiti

Pubblicato il: 20-05-2017 | Categoria : Senza categoria | 199 views | FONTE ORIGINALE

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Il Jobs Act proroga oltre il 2017 la disoccupazione per i lavoratori parasubordinati.

Disoccupazione per tutti i parasubordinati, anche dopo il 2017: è questa una delle principali novità del Jobs Act dei lavoratori autonomi, che stabilizza senza limiti la Discoll, cioè l’indennità di disoccupazione dei cococo. Questa misura, dunque, non sarà più sperimentale, ma a carattere permanente. Vengono alleggeriti, tra l’altro, i requisiti per poterne fruire: non sarà più richiesto, in particolare, che il lavoratore possieda, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione pari almeno ad un mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo valido per l’accredito di un mese di contributi. Inoltre, la norma ammette alla fruizione dell’indennità anche gli assegnisti e coloro che svolgono un  dottorato di ricerca, per gli eventi di disoccupazione dal 1° luglio 2017.

Aumenta, però, per rendere sostenibile l’ampliamento della misura, l’aliquota dovuta alla Gestione separata Inps dei co.co.co, con inclusione anche gli amministratori e i sindaci non ammessi all’indennità.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona la Discoll, alla luce delle ultime novità, e come si può richiedere.

Discoll: a chi spetta

Possono beneficiare della Discoll, come anticipato, i lavoratori parasubordinati iscritti alle Gestione separata dell’Inps in modo esclusivo. Si tratta dei cosiddetti cococo o collaboratori, che versano l’aliquota complessiva del 32,72% all’Inps: ora, a seguito dell’estensione dell’indennità, l’aliquota sarà pari al 33,23%.

Non hanno diritto a percepire la disoccupazione, invece, coloro che non risultano iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, come i pensionati e gli iscritti ad altre casse: questi, difatti, non versano l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, ma hanno un’aliquota pari al 24%.

L’accesso alla Discoll non è precluso, invece, ai lavoratori pubblici, agli assegnisti e ai dottorandi: i cococo impiegati presso le pubbliche amministrazioni, dunque, in quanto non esclusi dalla normativa, possono pienamente beneficiare della disoccupazione per i parasubordinati.

Discoll: requisiti

Per beneficiare della Discoll è necessario possedere lo stato di disoccupazione; in particolare, si è in possesso dello stato di disoccupazione se:

  • il collaboratore è privo d’impiego;
  • il collaboratore ha reso la Did, dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro ed alla partecipazione alle misure di politica attiva: la Did può essere resa all’Inps, anche in via telematica, assieme alla domanda Discoll, o presso un centro per l’impiego, o, ancora, tramite il portale Anpal.

Sono compatibili con la Discoll l’impiego subordinato inferiore o pari a 5 giorni (in questo caso l’indennità è sospesa e riprende a decorrere terminato il rapporto) e l’attività lavorativa autonoma o parasubordinata entro il rispetto di precise soglie di reddito.

In particolare, i limiti sono:

  • possesso di un reddito sino a 000 euro per il nuovo lavoro parasubordinato (in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito);
  • possesso di un reddito sino a 800 euro per la nuova attività di lavoro autonomo (anche in questo caso l’indennità è ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito).

La Discoll è riconosciuta ai lavoratori che soddisfano congiuntamente i seguenti requisiti:

  • siano, come appena esposto, in stato di disoccupazione al momento della presentazione della domanda;
  • possano fare valere almeno tre mesi di contributi nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente la cessazione della collaborazione sino alla cessazione stessa (accredito contributivo di tre mensilità).

Inoltre, il requisito contributivo di tre mesi viene riferito all’anno solare(dal 1° gennaio al 31 dicembre) precedente al termine del rapporto: si tratta di una stabilizzazione di quanto già previsto per il 2016.

È stato invece eliminato, come anticipato, il vecchio requisito che richiedeva che il lavoratore possedesse, nell’anno solare di cessazione della collaborazione, un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno ad un mese, che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione (circa 648 euro, per il 2017).

Se i contributi risultano dovuti dal committente e non versati, il cococo non ha diritto alla disoccupazione, in quanto, non essendo dipendente, non opera il principio di automaticità della prestazione (che opera solo per l’indennità di maternità, relativamente ai collaboratori).

Dis-coll: quanto spetta

Per calcolare la Dis-Coll, è necessario prima determinare il reddito medio mensile del lavoratore: esso è pari all’imponibile previdenziale relativo all’anno in corso ed all’anno precedente, diviso per il numero di mesi di contributi, o loro frazione.

Una volta ottenuto l’imponibile Dis-Coll, si potrà quantificare l’indennità, pari al 75% dell’imponibile, sino ad un massimo di 1.195 euro; oltre tale soglia, l’indennità andrà determinata incrementando l’imponibile del 25% della differenza tra quest’ultimo e la retribuzione media, sino ad un massimo di 1.300 euro.

 

Dis-coll: quanto dura

La Dis-coll ha una durata pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno solare precedente la fine del rapporto di collaborazione e il termine del rapporto stesso, sino a un massimo di 6 mesi.

Ai soli fini della durata non sono contati i periodi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione. Se la prestazione è ricevuta solo parzialmente, in occasione della presentazione di una nuova domanda di Discoll non saranno computati, per quanto riguarda il calcolo della durata, un numero di mesi di contribuzione pari al doppio dei mesi di prestazione fruiti.

 

Discoll: come inviare la domanda

La domanda per ottenere la Discoll può essere inviata online, utilizzando i servizi Inps per il cittadino, tramite contact center Inps Inail, oppure tramite patronato.

Per inviare la domanda online, si deve:

  • innanzitutto, possedere il codice Pin personale per accedere al sito dell’Inps o l’identità unica digitale Spid;
  • bisogna poi entrare, con le credenziali, nella sezione del portale dell’Inps “Servizi per il cittadino”, all’interno della sezione Servizi Online;
  • a questo punto, si deve scegliere la sezione “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  • a questo punto, si deve cliccare sulla voce Dis-coll;
  • si deve poi compilare il form di domanda Dis-coll, raggiungibile tramite il percorso “Dis-coll, Invio domanda”;
  • terminata la compilazione del form, si può scegliere se inviare subito la domanda, o salvarla e tornare a modificarla in un secondo momento; se si sceglie di inviarla subito, non potrai più cambiarla.

Se non si possiede il codice Pin per i servizi dell’Inps, si può inviare la domanda Discoll avvalendosi di un qualsiasi patronato. In questo caso, si deve compilare il modello cartaceo di domanda Discoll, codice SR 154, scaricabile anche dal sito dell’Inps, sezione modulistica, ed il mandato al patronato.

 

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