Contratto con cedolare secca: qual è l’aliquota da pagare sul canone?

Pubblicato il: 14-09-2018 | Categoria : Attualità e Società, feed | 8 views | FONTE ORIGINALE

0

Ho stipulato nel dicembre 2016 presso un notaio un contratto di rent-to-buy con cedolare secca per un alloggio sul quale scadeva a dicembre 2016 un contratto di locazione con canone concordato 4+4 di 500 euro mensili. L’aliquota da pagare sul nuovo canone di 240 euro mensili è il 10% (canone concordato) o 21% (canone libero) ? Essendo il nuovo canone minore del precedente concordato ed essendo l’alloggio sito in comune ad alta densità abitativa, è giusto considerare l’aliquota minore? L’Agenzia delle Entrate (con circolare n. 4/E del 19 febbraio 2015) ha chiarito quale sia il regime fiscale applicabile al cosiddetto “rent to buy” che è stato introdotto in Italia dall’articolo 23 del decreto legge n. 133 del 2014. Per quello che riguarda le imposte dirette dovute dal proprietario/concedente privato (non soggetto Iva) sul contratto iniziale, cioè su quello di locazione, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che se l’immobile ha un uso abitativo: – per la parte del canone che viene imputata a corrispettivo del godimento dell’immobile è possibile optare per il regime della cedolare secca previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo n. 23 del 2001 con aliquota al 21%, se il contratto di locazione è un contratto ordinario, con aliquota al 10% se il contratto ...

Continua a leggere!

 

Vota l'articolo!

 

 

Articoli correlati


 

Write a comment