Collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)

Pubblicato il: 10-02-2019 | Categoria : Attualità e Società, feed | 23 views | FONTE ORIGINALE

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Ci sono dei casi in cui l’azienda ha bisogno di una forma di collaborazione che si pone a cavallo tra il lavoro subordinato ed il lavoro autonomo. Diversi anni fa abbiamo iniziato a sentir parlare spesso di co.co.co. Poi siamo passati alla stagione dei co.co.pro. Cosa si intende con questi acronimi? Bisogna partire dal presupposto che quando un’azienda ha bisogno di una certa professionalità si chiede, dopo aver individuato la risorsa, con quale contratto assumerla. La scelta del contratto con cui avviare la collaborazione con una certa persona non dipende solo da ragionamenti legati al risparmio, in termini di costo aziendale della risorsa. In verità la scelta del contratto deve, o almeno dovrebbe, essere connessa alle modalità concrete con cui quella collaborazione si andrà a realizzare. Le parti, infatti, non possono dare al rapporto di collaborazione il nome che ritengono in quanto, nel nostro ordinamento, le parti non sono libere di qualificare il rapporto di lavoro, essendoci il cosiddetto principio di indisponibilità delle forme contrattuali. Se la collaborazione avrà le caratteristiche del lavoro subordinato, l’azienda dovrà assumere la risorsa come dipendente. Se, al contrario, la risorsa avrà margini di autonomia nel realizzare la prestazione potremmo essere in presenza di un rapporto ...

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