Aggiornamenti Android Oreo? I produttori sembrano fregarsene

Posted on : 23-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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android 8 O - Android Oreo

Android Oreo: il peggior Android di tutti i tempi per quanto riguarda gli aggiornamenti

Gli aggiornamenti sono, senza dubbio, il più grande problema che ha Google con Android. Le funzioni più recenti del sistema operativo, si sa, portano con se tante nuove funzionalità che gli utenti desiderano, il problema è che per avere l’aggiornamento possono passare mesi e mesi visto che molto dipende dalla capacità dei produttori di smartphone di “adattarsi” al sistema operativo.

Addirittura per far si che occupi la quota maggioritaria del mercato(questo significa che quasi tutte le aziende rendono disponibili gli aggiornamenti del più recente sistema operativo sui loro dispositivi) può passare addirittura 1 anno.

L’analisi sugli aggiornamenti di Android O

In questi giorni fa molto parlare di se, soprattutto nei portali specializzati Android degli Stati Uniti, una sorta “pagella” relativa agli aggiornamenti di Android effettuata da computerworld, i cui risultati sono stati definiti “patetici” dai siti del settore.

Sono passati 6mesi da quando Android Oreo è arrivato sul mercato, ma, nonostante ciò, gli aggiornamenti ad Oreo da parte dei principali produttori, anche quelli che hanno promesso aggiornamenti rapidi , non sono ancora stati rilasciati.

ComputerWorld ha dato un’occhiata più da vicino a chi ha pubblicato gli aggiornamenti e quanto tempo ha impiegato per farlo. Ed i risultati sono stati definiti molto “tristi”.

La classifica di Computer World

Al primo posto, ed era scontato il risultato, c’è Google con il suo Pixel, a cui è stata assegnata una “A”. Logicamente Google produce sia il dispositivo (che il sistema operativo) e quindi l’aggiornamento ad Oreo è stato praticamente instantaneo!

Al second posto, invece, troviamo OnePlus. Il produttore cinese ha impiegato 91 giorni per aggiornare OnePlus 3 e 3T e 138 giorni per aggiornare OnePlus 5. A questo produttore è stato assegnato come voto una “D”.

Molto peggio hanno fatto tutti gli altri produttori di smartphone presi in esame dalla rivista. Parliamo di HTC, Motorola, LG e Samsung, che hanno ricevuto una “F”.

Nello specifico:

  • HTC ha provveduto ad aggiornare HTC U11 dopo 99 giorni e non ci sono notizie relative ai dispositivi “precedenti” che pure andrebbero aggiornati.
  • La motorola, invece, ha provveduto ad aggiornare il suo Moto Z2 Force ad Oreo dopo 124 giorni e per Moto Z non ci sono novità.
  • LG e Samsung hanno testato la beta ma di fatto sono ancora a 0, sempre secondo computer world.

I dati di Computerworldsono riferiti al mercato USA ma ovviamente possono essere presi in considerazione anche per il mercato europeo, visto che la situazione è praticamente la stessa(se non ancora peggio).

Android One potrebbe essere una soluzione, visto che ridurrebbe costi e tempi di sviluppo, ma per il momento sono pochi i produttori che si sono avventurati in questa direzione.

Eccovi l’articolo completo di Computer World dove vengono assegnati punteggi e pagelle.

Samsung Galaxy S9, S9+ potrebbe costare quasi 1000 € in Europa

Posted on : 23-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia, Telefonia

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samsung galaxy s9

Rumors ed indiscrezioni sul nuovo prodotto di punta di Samsung si fanno sempre più incessanti, visto che tra qualche giorno il dispositivo Galaxy S9 verrà presentato al mondo(ricordiamo che il prodotto sarà presentato il 25 febbraio 2018 in anteprima al MWC di Barcellona).

Dopo le primissime immagini pubblicate su twitter ecco una nuova indiscrezione, stavolta sul prezzo del dispositivo.

Samsung Galaxy S9: 1000 euro?

Si, avete letto bene. Il prodotto di punta di Samsung potrebbe arrivare a costare quanto il rivale iPhone X. Secondo gli ultimi rumors relativi al prezzo, riportati dall’affidabile Eveleaks, infatti, si parla di circa 899 euro per la versione base, e circa 999 euro pe la versione Plus.

Quello che Eveleaks non precisa, tuttavia, quali sono le nazioni europee in cui tali prezzi verranno praticati.

Sembra certo, quindi, che Galaxy S9 e Galaxy S9 Plus arriveranno sul mercato con prezzi superiori rispetto a quelli della precedente generazione di top gamma Samsung (ci riferiamo al Galaxy S8).

Oltre all’indicazione sul prezzo, la fonte conferma le colorazioni disponibili (quanto meno in Norvegia) comprendenti la Midnight Black, la Coral Blue e la Lilac Purple.

Caratteristiche Galaxy S9

Ricordiamo che tra le nuove funzionalità che porterà in dotazione il nuovo modello di punta Samsung troviamo gli altoparlanti stereo, il riconoscimento facciale migliorato che combina uno scanner dell’iride con sblocco frontale e una fotocamera posteriore con apertura variabile di f/1.5 – f/2.4.

Oltre a questo display da 5,8 (versione normale) e 6,2 pollici(versione plus) QHD+ Super AMOLED 18,5:9.

Sul fronte del SoC i due modelli top di gamma sono dotati, in base al mercato di arrivo, del Qualcomm Snapdragon 845 (USA, Cina e Giappone) o del Samsung Exynos 9810 (mercato internazionale, Italia compresa).

Non ci resta che aspettare 2 giorni e sapremo tutto.

Gli annunci automatici di AdSense

Posted on : 22-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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adsense

Presentazione dei nuovi annunci automatici AdSense

Se desiderate incrementare le vostre potenziali entrate e risparmiare tempo, Google ha messo a punto una soluzione che fa per voi. Il Team di AdSense, infatti, ha aggiunto le capacità del machine learning agli annunci automatici AdSense: un nuovo modo di posizionare gli annunci automaticamente sul vostro sito.

Gli annunci automatici bilanciano le entrate e l’esperienza utente mostrando ai visitatori l’annuncio giusto al momento giusto.

Potrete utilizzare gli annunci automatici indipendentemente o insieme ai vostri annunci Google esistenti. Google esegue la scansione delle pagine del vostro sito, individua potenziali posizionamenti per gli annunci e pubblica i nuovi annunci quando hanno un rendimento soddisfacente e offrono un’esperienza utente positiva.

Funzionamento annunci automatici AdSense

Gli annunci automatici AdSense utilizzano lo stesso codice degli annunci a livello di pagina. Non è quindi necessario ricodificare le pagine. È sufficiente visitare la pagina Annunci automatici e scegliere i formati che preferite mostrare sulle vostre pagine.

Ricordate di codificare eventuali nuove pagine in cui pubblicare gli annunci automatici.

Gli annunci automatici:

  • Sono semplici da utilizzare: con gli annunci automatici devi inserire lo stesso snippet di codice dell’annuncio su ciascuna pagina una sola volta. Google si occuperà di tutto il resto.
  • Fanno le scelte giuste per conto tuo: AdSense pubblicherà gli annunci automatici solo quando è più probabile che abbiano un rendimento soddisfacente e assicurino un’esperienza utente positiva.
  • Consentono di incrementare le tue entrate complessive: gli annunci automatici funzionano in modo indipendente o con i tuoi annunci Google esistenti. Se il tuo sito dispone di più posizionamenti potenziali per la monetizzazione, gli annunci automatici li rileveranno.

Se volete provare questa nuova funzionalità Google recatevi sul vostro account AdSense, fate click sulla voce “Annunci” e tra le varie opzioni troverete anche quella relativa agli Annunci Automatici:

annunci automatici Google adsense

Che ne pensate? Utilizzerete questa nuova funzionalità di Google?

Nelle bolletta-luce dal prossimo aprile, ci saranno VERAMENTE dalle 30 alle 35€ in più | Bufala o realtà?

Posted on : 22-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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enel

Spopola su Whatsapp l’ennesima bufala(poi vi dimostreremo che non lo è proprio al 100%), stavolta riguardante l’energia elettrica, si parla di un aumento sulla prossima bolletta di aprile di circa 30/35 euro. Cerchiamo di capirne di più del messaggio e di tutto il resto.

La bufala su Whatsapp

Circola in queste ore e come al solito sta facendo il pieno di condivisioni e di invii una bufala secondo cui a partire da Aprile 2018 ci saranno dei rincari nella bolletta dell’energia elettrica. L’obiettivo è quello di scatenare il panico, viralizzando una notizia che, di per sé, non farebbe certamente parlare così tanto.

Ecco il messaggio:

Buonasera mi è appena arrivato questo SMS su WhatsApp:❌ FATE GIRARE! ❌ Nelle bolletta-luce dal prossimo aprile, ci saranno VERAMENTE dalle 30 alle 35€ in più (fonte ALTROCONSUMO Associazione Consumatori) per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi (gente che non paga) NON DOBBIAMO PAGARE IN ATTESA DI DECISIONI DEL T.A.R …Io non le pago (ho già tolto la domiciliazione bancaria e pagherò la somma CHE MI SPETTA con un bollettino postale scritto a mano con l’importo decurtato della cifra che non mi spetta come da contratto) MA FUNZIONERÀ SOLO SE LO FAREMO IN TANTI. mi sembra il caso di collaborare con chi sta organizzato questa civile e giusta protesta… Che ne dici? 😉 ❌❌❌❌❌

Qualcosa di vero c’è

Diciamo che si tratta di una bufala fino ad un certo punto, qualcosa di vero c’è. Ci riferiamo ad un provvedimento che dovrebbe arrivare a breve con il quale andremo a pagare noi “regolari” (quelli che non hanno mai avuto problemi di pagamento con la bolletta elettrica) circa il 20% del debito accumulato da coloro che invece regolari non sono.

Il messaggio fa leva sulla questione sollevata qualche giorno fa dal noto giornale Il Sole 24 Ore. Il giornale ha parlato nel suo articolo di una stima attorno al miliardo di euro relativa all’insoluto totale delle bollette elettriche non pagate dai morosi, morosi intesi come quelli che evadono la fattura della corrente.

Al posto loro ne pagheranno una parte tutti gli altri consumatori elettrici, quelli che saldano con regolarità il conto della luce.

L’Aumento della bolletta ci sarà

Un aumento pertanto ci sarà, ma la bufala 35 euro Enel nasce dal fatto che ad oggi nessun provvedimento sia stato ufficializzato. Insomma, ancora presto per indignarci.

Il messaggio che sta circolando su Whatsapp è stato definito una bufala semplicemente perchè nulla è stato deciso sul da farsi, tanto che Altroconsumo, che viene tirata in ballo nel messaggio, ha comunicato in questo report che ancora non si conosce la cifra reale del danno economico procurato, e che per almeno un anno non saranno previsti aumenti sulla fornitura.

Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni.

Su Twitter alcune immagini del Samsung Galaxy S9, sarà lui?

Posted on : 22-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia, Telefonia

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samsung galaxy s9

Due immagini apparse su Twitter, in queste ore, sembrerebbero appartenere al nuovo prodotto TOP di gamma della Samsung, il Galaxy S9, dispositivo che, come sappiamo, verrà presentato al pubblico all’MWC 2018 di barcellona.

Samsung Galaxy S9: le foto su twitter

Siamo a pochi giorni dal lancio ufficiale del Samsung Galaxy S9 e S9 Plus al Mobile World Congress 2018. Con il passare delle ore si fanno sempre più attendibili le immagini che trapelano nel web.

Eccovi il tweet pubblicato dall’account SamsungMobile.news:

A differenza delle immagini trapelate in questi giorni queste sembrano ritrarre una versione funzionante del telefono. L’adesivo sul retro indica che potrebbe essere una sorta di prototipo o versione ingegneristica, ma sembra comunque essere il vero Galaxy S9, non ci sarebbero più tanti dubbi.

Se a primo impatto con la foto vi state chiedendo perché somiglia cosi tanto al Samsung Galaxy S8 avete ragione, perchè lo è. Il design del Galaxy S9 potrebbe non essere molto differente da quello già ammirato sull’attuale Galaxy S8.

Le differenze più evidenti, infatti, dovrebbero essere concentrate nella parte posteriore del dispositivo con il riposizionamento del sensore per le impronte digitali sotto la fotocamera posteriore e la presenza di una dual camera su Galaxy S9 Plus.

Potrebbe essere scambiato tranquillamente per un S8, almeno a primo impatto e se lo si guarda velocemente, avete ragione 🙂

Naturalmente, la più grande differenza tra l’S8 e l’S9 sarà relativa alla presenza dell’hardware “interno”, non apprezzabile da una foto. Ci riferiamo, in particolare, al Qualcomm Snapdragon 845. L’S9 sarà il primo telefono ad arrivare sul mercato con l’ultimo e più grande chipset per smartphone che promette velocità più elevate e una migliore durata della batteria.

Donald Trump sceglie WordPress per il sito della casa bianca

Posted on : 22-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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wordpress

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ed il suo staff, hanno deciso di effettuare un restyling del sito della casa bianca scegliedo WordPress al posto del precedente motore CMS Drypal scelto da Obama durante gli anni della sua legislatura.

Da Drupal a WordPress

Nell’ottobre 2009, per la realizzazione del sito della casa bianca whitehouse.gov l’allora presidente Obama (ed il suo staff ovviamente) scelsero di aggiornare il sito puntando su un motore open source, il quel caso la scelta ricadde su Drupal CMS, che proprio in quel periodo stava ricevendo molte attenzioni e si pensava potesse essere lo “standard CMS” per il futuro dei siti web.

Ma ecco la decisione dello staff del nuovo Presidente degli Stati Uniti di passare a WordPress.

Whitehouse.gov: Nessun annuncio ufficiale

Prima di tutto non c’è stato nessun annuncio e messaggio da parte dello staff tecnico della casa bianca, una modifica “silente” che ha fatto passare del tempo prima che qualche sito americano s’accorgesse che qualcosa fosse cambiato.

Sebbene, come detto, non sia stato fatto alcun annuncio relativo al sito web whitehouse.gov, è bastato dare una semplice occhiata al codice HTML del portale per avere prove sufficienti dell’utilizzo di WordPress. Ad esempio, qualora non lo sapeste, i siti WordPress utilizzano convenzioni di denominazione di file e directory con il prefisso “wp”, che è facile svocare nel codice sorgente della pagina.

Un’altra cosa particolarità che abbiamo notato, sempre sul sito, è stata quella relativa al template. Ovviamente (e mi sembrava anche scontato a dire il vero) il tema è chiamato “WhiteHouse” e attualmente utilizza la versione 45, un riferimento a Donald Trump come 45° presidente? Sicuramente!

WordPress, il motivo della scelta

Motivi economici, sarebbe questa la principale motivazione del passaggio del sito della casa bianca (whitehouse.gov) da Drupal a WordPress. Secondo un rapporto del Washington Examiner, il passaggio a WordPress si basa sul risparmio dei costi. Il CMS WordPress avrebbe permesso ai contribuenti statunitensi di risparmiare circa 3 milioni di dollari l’anno.

Passando da Drupal a WordPress, la Casa Bianca si è unita alla già vasta comunità di organizzazioni che si affidano a WordPress. WordPress è una delle tecnologie CMS più diffuse nel web ad oggi, visto che alimenta il 25%-30% di tutti i siti web mondiali, secondo alcune stime.

Cos’è WordPress

WordPress è un progetto open source guidato da una community di “volontari”. Il codice è liberamente disponibile a chiunque e ci sono molte aziende che forniscono servizi WordPress per supportare la distribuzione.

Tra le aziende che supportano WordPress c’è Automattic, guidata dal fondatore di WordPress Matt Mullenweg. Quest’azienda gestisce anche il sito WordPress.com. C’è anche una connessione del governo degli Stati Uniti con WordPress(seppur marginale e oserei dire casuale), uno degli sviluppatori principali della piattaforma, Andrew Nacin, lavora per il servizio digitale statunitense.

Lo sviluppatore, ad esplicita domanda su twitter, dice di non essere stato coinvolto nel progetto.

Ecco quanto dichiarato su twitter:

Non ero coinvolto in questo progetto. Lavoro su servizi digitali rivolti al pubblico, come ad esempio prestazioni sanitarie o richieste di cittadinanza di immigrati.

Apple sta per lanciare due nuovi iPad nel 2018

Posted on : 21-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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Apple ha registrato due nuovi dispositivi nel database della Commissione eurasiatica all’inizio di questa settimana, come scoperto da Consomac . Gli obblighi legali richiedono che i dispositivi che utilizzano la crittografia siano registrati prima del rilascio.

In passato lo stesso archivio ci ha permesso di scoprire con largo anticipo i nuovi modelli di MacBook , iPhone 7 e AirPods per cui il report è molto attendibile.

Due nuovi iPad da Apple

I codici dei due dispositivi Apple prendono il nome in codice A1954 e A1893 e fanno riferimento a tablet con su iOS 11. In passato tra l’iscrizione in questo registro e la commercializzazione dei prodotti Apple sono passate “solo” 2 settimane.

Se Apple dovesse rispettare gli stessi tempi significa che i due nuovi iPad 2018 potrebbero essere lanciati a breve, secondo alcuni già a marzo oppure aprile 2018.

Tempistiche così ristrette, però, portano ad una considerazione d’obbligo: difficilmente si tratterà di nuovi iPad Pro con Face ID. E’ più probabile, invecem che si tratti di modelli o configurazioni diverse di iPad economici di nuova generazione.

apple due nuovi ipad

Consomac suggerisce che molto probabilmente Apple terrà un evento di presentazione a marzo 2018.

Secondo una recente notizia di Digitimes, Apple potrebbe proporre due nuovi modelli rispettivamente da 280 e 329 dollari.

Staremo a vedere se la notizia risulterà fondata o meno, continuate a seguirci.

Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove | Bufala

Posted on : 21-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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inps pensioni

Siamo in piena campagna elettorale e le bufale caratterizzeranno molto queste settimane, ne siamo certi. In queste ore ne circola una riguardante la pensione di reversibilità e sul fatto che questa in un recente decreto del governo sia scomparsa. Ma si tratta solo di una bufala.

Cos’è la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è la quota parte della pensione complessiva che spetta ad uno dei due coniugi al sopraggiungere della morte dell’altro. Ed in queste ore, tramite alcuni portali, viene messa in discussione. Cerchiamo di capire se c’è qualcosa di vero o si tratta solo di una bufala.

Addio alla pensione di reversibilità: bufala

La fake news ha questo titolo: “Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove”.

Anna Giacobbe, candidata PD al senato, spiega:

Non è vero. Fate attenzione, si fa passare come una notizia attuale, comprese le dichiarazioni del segretario del sindacato dei pensionati, una questione di anni fa, del tutto superata.

E neppure allora qualcuno pensava di dire ‘addio alle pensioni di reversibilità’: si era aperta una discussione, generata da una relazione tecnica a un disegno di legge, sul fatto che la reversibilità fosse un trattamento assistenziale e non previdenziale.

Ci fu allora un chiarimento, molto netto: i contributi che si versano alle casse di previdenza comprendono anche la copertura delle pensioni ai superstiti, e quindi di pensioni e non di assistenza si tratta. E la questione è stata chiusa.

Ovviamente, come spesso accade con le bufale, moltissime persona si sono fatte “fregare” dal titolo senza approfondire se la notizia fosse falsa o meno e c’è stato il solito pieno di condivisioni.

Prima di condividere delle notizie è bene accertarsi prima se queste siano vere o bufale, come in questo caso.

Google abbandona il supporto per il meta tag news_keywords di Google News

Posted on : 21-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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Google news

meta tag keywords, in ambito seo, sono oramai obsoleti già da tempo. Tanto tempo fa erano dei parametri fondamentali in quel di Google per stabilire la valutazione della pertinenza di un contenuto web rispetto a determinate parole chiave.

Poi Google non li ha più presi in considerazione visto che s’è dedicata ad altri aspetti per determinare l’autorevolezza di un pezzo e delle sue parole chiave.

Il meta tag keywords in Google News

Un parziale dietro-front google lo faceva nel 2012 con l’introduzione del meta tag meta name=”news_keywords” usato nell’ambito di Google News per facilitare il lavoro del motore di ricerca nella classificazione degli argomenti legati alle news(il parametro era utile a tutti gli editori presenti in Gnews).

Il tag news_keywords di Google News è Obsoleto

La notizia che segnaliamo oggi è che Google ha smesso di supportare anche questo meta tag, già da mesi secondo gli esperti di searchengineland.com.

Dal famoso sito si legge:

Google non ha annunciato questo cambiamento, quindi gli editori, come noi di Search Engine Land, hanno continuato ad usarlo normalmente. L’utilizzo del tag meta keywords relativo alle notizie non è più supportato da Google, o meglio, Google lo ignora nello stesso modo in cui ignora l’altro tag meta keywords.

Eccovi a prova di ciò una conversazione twitter tra Joost de Valk, fondatore del famosissimo plugin per wordpress che s’occupa di Seo (Yoast Seo), e John Mueller, Google Webmaster Trends Analyst presso Google.

A precisa domanda su come mai questo meta tag fosse scomparso dalla documentazione l’analista Google ha risposto senza mezzi termini che dal momento in cui è stato rimosso dalla documentazione questo parametro non viene più preso in considerazione da google, si può continuare ad usarlo ma per Google News è totalmente indifferente.

Se siete degli editori di Google News ed usate questo parametro per i vostri contenuti potete tranquillamente smettere di usarlo in futuro.

Modem Libero: con la liberalizzazione possibili risparmi oltre il 50%

Posted on : 21-02-2018 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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internet adsl check

In Italia non è sempre possibile per i consumatori scegliere liberamente il modem da utilizzare a casa, per connettersi da linea fissa e sfruttare l’abbonamento ADSL o Fibra acquistato. I vari operatori telefonici infatti, in alcuni casi, impongono agli utenti finali l’acquisto dei propri servizi in abbinamento a un modem Wi-Fi.

Da alcuni utenti questo potrebbe essere visto come un vero e proprio abuso contrattuale che costringe a navigare tramite l’apparecchio fornito dal gestore, su cui l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) intenzionata a intervenire, ha appena avviato una consultazione pubblica.

In un nuovo studio, SosTariffe.it ha stimato l’attuale spesa media totale per il modem obbligatorio e quanto si risparmierebbe se ciascun utente finale potesse usare un modem di proprietà. L’indagine ha analizzato i diversi costi previsti oggi per abbonamenti con router obbligatorio, opzionale o gratuito.

Le offerte con modem gratuito incluso sono le più diffuse

Il caso più diffuso è quello della tariffa che include un modem gratis. Per fortuna la maggior parte delle offerte veicolate dai provider (57%) offre il dispositivo in regalo ai propri clienti al momento della sottoscrizione di un abbonamento internet. In genere il valore medio degli apparecchi ricevuti in omaggio con queste tariffe è di 87,25 euro.

Quando viceversa il provider impone l’acquisto obbligatorio del router compreso nel pacchetto sottoscritto, in media questo viene venduto a 114 euro (di sol ito rateizzato in 12, 24 o 48 mesi e incluso in bolletta).

Se scegliessimo di acquistarlo in soluzione separata, lo pagheremmo 56,50 euro. Ciò significa che acquistandolo a parte, in autonomia, risparmieremmo in percentuale il 50,4%, ossia 57,50 euro. Tra le attuali offerte sul mercato, le tariffe che impongono l’acquisto obbligatorio del modem sono solo il 35% del totale.

Un esiguo 9% delle offerte infine, prevede l’acquisto opzionale del modem. In questi casi il consumatore è libero di acquistare il router fornito dal la compagnia o meno. Se approfitta dell’occasione fornita dal provider, spenderà in media 147,60 euro. In caso contrario l’apparecchio gli costerà 64,50 euro, con un risparmio di 83,10 euro, pari al 56,3%.

La net neutrality, diritto riconosciuto dall’Ue

Ciascun utente ha diritto ad accedere al web in base al principio di neutralità della rete, la cosiddetta net neutrality, sancita dal Regolamento europeo n. 2120 del 2015.

Che cosa significa? Come si legge nel testo: “Gli utenti finali dovrebbero avere il diritto di accedere a informazioni e contenuti e di diffonderli senza discriminazioni, tramite il loro servizio di accesso a internet. […] I fornitori di tali servizi dovrebbero trattare tutto il traffico allo stesso modo, senza restrizioni o interferenze”.

Pertanto gli utenti non dovrebbero essere mai costretti ad accettare il modem del provider cui si abbonano, ma viceversa dovrebbero godere di piena libertà di scelta dell’apparecchio da usare per connettersi, come specificato nel punto 5 dello stesso regolamento “I fornitori di serviz i di accesso a Internet non dovrebbero imporre restrizioni all’utilizzo di apparecchiature terminali che collegano alla rete”.

Il regolamento è vincolante per tutti i paesi UE, Italia compresa, ma a oggi non riceve ancora attuazione concreta nel nostro Paese. Pertanto l’Agcom, il Garante delle comunicazioni, ha avviato una consultazione pubblica di trenta giorni, in cui raccogliere pareri sull’argomento, online sul proprio sito dallo scorso 6 febbraio. Al termine del periodo previsto, l’Authority dovrebbe emanare un provvedimento teso ad adeguare il Belpaese ai principi europei di neutralità della rete.

In attesa dell’auspicata riforma, per individuare le offerte Internet per la casa dotate di modem gratuito è possibile utilizzare lo strumento di pan>comparazione delle tariffe ADSL e fibra ottica con modem incluso di SosTariffe.it che permette di confrontare tutte le proposte delle principali compagnie attive in Italia: https://www.sostariffe.it/confronto-offerte-adsl/