Flat tax: tutto rinviato al 2020

Posted on : 15-09-2018 | By : admin | In : Attualità e Società, feed, Politica

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A godere di una riduzione Irpef saranno solo i contribuenti con partita Iva che guadagnano più di 50mila euro.

Lavoratori dipendenti e pensionati potranno ancora osservare la flat tax con il binocolo. Per sperare di veder mantenute le promesse elettorali di riduzione dell’Irpef dovranno infatti aspettare il 2020. Per ora la riforma fiscale riguarderà solo imprese e professionisti ossia tutti i titolari di partita Iva. Ad avvantaggiarsi di un sostanziale abbattimento delle aliquote sarà infatti solo chi guadagna di più (e non meno) di 50mila euro in un anno. Perché? La sbandierata flat tax non è altro, almeno per ora, che un innalzamento della soglia per entrare nel cosiddetto “regime forfettario”. Regime che – già presente nel nostro Paese da diversi anni – prevede una aliquota fissa per chi ha un reddito che non superi determinate soglie. Quindi per ora la Flat tax è rinviata. Altri due anni per poterne parlare. Ma cerchiamo di capire meglio quali sono i punti ai quali sta lavorando il Governo.

Le bozze alla prossima legge di bilancio, quella «del cambiamento» come era stata battezzata in campagna elettorale, presentano pochi, specifici interventi ma che guardano solo alle imprese. È quanto risulta dalle notizie pubblicate questa mattina dal Sole24Ore, il quotidiano di Confindustria. «Sulla base degli ultimi dossier – si legge nelle pagine oggi in edicola – il grosso dell’intervento per le famiglie, a partire dalla riforma dell’Irpef, verrebbe rimandato al 2020. A confermarlo è l’esito delle ultime riunioni, anche politiche che, complice la frenata della produzione industriale e le difficoltà patite dal mercato del lavoro, hanno fatto tornare in pista gli sgravi sulle assunzioni stabili». 

A godere del taglio dell’Irpef sarà solo chi guadagna più di 50mila euro in un anno.

Pesano ancora le proiezioni pubblicate da alcune istituzioni secondo cui il decreto dignità, con la stretta sui contratti a termine e l’imposizione delle causali, potrebbe comportare un aumento dei licenziamenti. A far scattare l’allarme peraltro sono state le ultime rilevazioni di Inps e Istat. A giugno si è verificato il primo saldo negativo dei rapporti fissi (-6.790 contratti) e a luglio sono stati registrati 44mila occupati stabili in meno sul mese (-122mila sull’anno). Così, per favorire le assunzioni si sta pensando di scontare ai datori di lavoro che assumeranno nel 2019 il costo dei contributi: uno sgravio di 8.060 euro per 12 mesi finanziato con i fondi Ue. Resterebbe quindi in vigore solo la decontribuzione “light” per gli under 35. La misura allo studio a via Veneto è collocata all’interno dell’operazione taglio del cuneo, la cui portata dipende dalle risorse che saranno effettivamente disponibili al momento della stesura definitiva della manovra autunnale.  

Quanto alla Flat tax rinviata, il governo deve comunque far quadrare i conti. E così è costretto a rinviare l’appuntamento per una riduzione generalizzata dell’Irpef al 2020. Molto dipenderà dalla collocazione dell’asticella del deficit. Per ora, si estende solo il regime forfettario fino a 100mila euro quando in precedenza riguardava solo chi non superava 50mila euro all’anno. In buona sostanza ad avvantaggiarsi della riduzione Irpef sarà chi ha una forbice di reddito tra 50 e 100mila euro. L’aliquota per questi soggetti sarà così scaglionata: 5%per le start up, 15% per ricavi fino a 65mila euro e 20% fino a 100mila euro di fatturato. Leggi anche Ecco perché la flat tax non aiuta i poveri.