Differenza tra permessi e ferie

Posted on : 21-02-2018 | By : admin | In : Attualità e Società, feed, Lavoro

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Sono sempre momenti in cui puoi assentarti da lavoro senza perdere la retribuzione, ma non sono la stessa cosa. Vediamo perché

Il diritto al riposo è uno dei pilastri della nostra Costituzione e dello Statuto dei lavoratori. Non si può lavorare ininterrottamente tutto l’anno. E non c’è solo il riposo settimanale (di solito la domenica) in gioco. Tutti i lavoratori (almeno quelli che oggi possono permettersi di urlare al mondo che hanno un contratto) hanno diritto a un certo numero di ferie e di permessi. È così da contratto. Nessuno può metterci il becco. Ovviamente da tutte queste tutele sono largamente esclusi partite Iva, lavoratori autonomi e freelance di ogni sorta, chiamati spesso a lavorare senza sosta e senza alcuni dei capisaldi tipici dei contratti collettivi di categoria. Mettiamo il caso che ti abbiano appena assunto in un’azienda con un contratto a tempo indeterminato e vuoi avere ben chiara la differenza tra permessi e ferie. Se, prima di chiedere chiarimenti al tuo nuovo capo, ti va di leggere questo articolo, proviamo a spiegartelo.

Cosa sono le ferie?

Non siamo robot e l’eccessivo lavoro sicuramente non rende più produttivi, ma solo più schiavi. Le conquiste del diritto al lavoro hanno così reso il diritto al periodo di riposo (ferie e riposo settimanale) un qualcosa di irrinunciabile. Il diritto alle ferie è protetto dalla nostra Costituzione [1] e dalla legge [2]. Nessuno può rinunciarci.

Cosa sono in termini pratici le ferie? Sono quei giorni di riposo presenti in tutti i contratti di lavoro, che consentono al lavoratore di assentarsi dal luogo di lavoro per riposarsi fisicamente e psicologicamente e ricaricare le batterie, prima di rientrare in azienda.

Il numero di giorni di ferie concessi ai propri dipendenti non può scendere sotto i 26 giorni (durata minima di legge). Deve essere un periodo di tempo:

  • per quanto possibile continuativo (più giorni consecutivi)
  • concesso anche in base a specifiche esigenze dell’azienda, oltre che del dipendente.
  • Ogni contratto collettivo di categoria poi stabilisce il numero di giorni concessi come ferie (senza la possibilità di andare sotto i 26 giorni)
  • Inoltre le ferie maturano, cioè crescono di mese in mese.

Cosa sono i permessi?

Ma le ferie e il giorno di riposo non sono le uniche vie per respirare un po’ di aria pura e di libertà fuori dai locali aziendali. Ci sono anche i permessi: brevi periodi di assenza da lavoro, stabiliti in ore, che i dipendenti hanno, a seconda del contratto di categoria a cui appartengono (metalmeccanici, commercio, ecc). Grazie ai permessi è possibile assentarsi da lavoro senza che la propria retribuzione venga minimamente intaccata.

Sarebbero in pratica i cosiddetti Rol (riduzione orario di lavoro). Anche i permessi maturano mese dopo mese, sempre in base al proprio ccnl (contratto collettivo nazionale di lavoro) e anche in base a quanti dipendenti ha l’azienda.

Tra i permessi che conosciamo, possiamo elencare:

  • I normali Rol
  • I permessi per le mamme lavoratrici
  • I permessi in base alla 104
  • I permessi per il congedo parentale
  • Ci sono anche tipologie di permesso non retribuito

Si possono richiedere per fare una visita medica, per accompagnare il bambino dal pediatra e per qualsiasi altra esigenza ti richieda un lasso di tempo relativamente breve di assenza dal tuo posto di lavoro.

Differenza tra permessi e ferie

Vediamo ora al nodo cruciale. Anche se in entrambi i casi ci troviamo davanti a periodi di astensione da lavoro retribuita, ci sono comunque differenze marcate tra permessi e ferie: su come si chiedono, sulla maturazione, sull’obbligatorietà o meno e sulla durata. Analizziamole più in dettaglio, anticipando che una delle differenze madri è che: le ferie sono gruppi di giorni consecutivi di assenza retribuita da lavoro, mentre i permessi sono gruppi di ore (brevi assenze) di astensione, sempre retribuita, da lavoro.

Come maturano permessi e ferie?

Un’altra differenza tra permessi e ferie riguarda l’ammontare (quante ferie e quanti permessi). E in secondo luogo, la loro maturazione: cioè la loro riproduzione e crescita man mano che aumentano i mesi di lavoro.

Ferie

Abbiamo detto che ogni lavoratore ha diritto a un minimo di 26 giorni di ferie all’anno (quattro settimane, ma sono esclusi dal conteggio i giorni di riposo). Questa ovviamente è la durata minima stabilita per legge [3], ma per sapere quante ferie effettivamente si possiedono in un anno, ogni lavoratore deve andare a spulciare il contratto collettivo nazionale della categoria a cui appartiene (il ccnl). La durata minima potrebbe infatti anche essere aumentata con maggiori giorni di ferie concessi.

La durata minima di 26 giorni vale ovviamente per chi riesce a svolgere indisturbato un intero anno di lavoro. In caso contrario, si deve andare a guardare il rateo di ferie maturato. Di norma infatti la maturazione delle ferie avviene in modo proporzionale alle mensilità lavorate: ogni mese lavorato corrisponde a un rateo di ferie pari a un dodicesimo del totale annuo spettante.

Facciamo un esempio: sei un impiegato commerciale e hai 26 giorni di ferie l’anno. Per ogni mese lavorato ti spetteranno 2, 166 giornate di ferie (26/12). Sono più di due giorni al mese…un bel gruzzoletto!

Non dimentichiamoci poi che ci sono assenze dal lavoro che non interrompono il ciclo della maturazione. Le ferie continuano a riprodursi e maturare anche durante queste assenze: malattie o infortunio (entro il periodo di comporto), maternità obbligatorio, permessi retribuiti, partecipazione ai seggi.

Permessi

Come maturiamo invece i permessi? Diciamo che in questo caso la differenza tra permessi e ferie sta più nel loro ammontare che non nel modo in cui maturano. Innanzitutto, per sapere quanti permessi abbiamo in un anno, dobbiamo verificare:

  • Il Ccnl (contratto collettivo nazionale) della nostra categoria (terziario, commercio, ecc). Ogni Ccnl prevede un certo numero di Rol (riduzione orario di lavoro) retribuiti.
  • l’anzianità di servizio
  • Il numero di lavoratori presenti in azienda, di norma:

da 0 a 15 dipendenti – 88 ore di permessi (tra Rol e permessi per ex festività)

da 15 dipendenti in su – 104 ore di permessi (tra Rol e permessi per ex festività)

Per ogni mese di lavoro ci sono quindi dalle 7 alle 8 ore di permesso retribuito, che chiunque può sfruttare. E come facciamo a calcolare il numero di permessi maturati ogni mese? È sufficiente dividere il totale delle ore di permesso previsto dal proprio contratto per 12 (maturano nella proporzione di un dodicesimo per il totale di permessi spettante, proprio come le ferie).

Facciamo un esempio: il tuo contratto prevede 90 ore di permesso l’anno. Ciò significa che maturerai ogni mese 7,5 ore di permessi retribuiti.

Permessi e ferie: sono obbligatori?

Una domanda che sentiamo o facciamo spesso è appunto: “sono obbligato a utilizzare i giorni/ore di ferie e permessi?”.

Ferie

Lo dice anche la nostra Costituzione: le ferie sono un diritto irrinunciabile di ogni lavoratore. Come tale il dipendente non può rinunciarci e il datore non può non concederle (neanche dietro retribuzione). Si possono eventualmente accumulare per un certo periodo, si possono frazionare. Ma vanno comunque fatte. A meno che tu non abbia un contratto a termine (o le tue dimissioni siano imminenti) e per questo avrai diritto a farti pagare i giorni ferie non goduti.

In pratica le ferie devono essere chieste e utilizzate.

Permessi

E i permessi? Anche questi vanno chiesti per legge? I permessi no. Diciamo che sono un tuo diritto da contratto, li hai lì accantonati e in maturazione, ma puoi anche non chiederli. Se però non lo fai questi decadono alla scadenza del 30 giugno dell’anno successivo. Ecco una grande differenza tra permessi e ferie.

In pratica, i permessi possono (non devono) essere chiesti e utilizzati.

Permessi e ferie non goduti possono essere pagati?

Sembra assurdo, ma moltissimi di noi accumulano ferie e permessi in modo forsennato. E ad un certo punto il capo ci chiama e ci chiede di muoverci a smaltire. Ma vale per entrambi?

Ferie

Per le ferie sicuramente sì. Quando si accumulano poi vanno smaltite. Questo perché le ferie non godute non possono per legge essere pagate. Non è prevista la loro retribuzione in busta paga. In gergo tecnico si dice che non possono essere monetizzate. Le sole eccezioni, per le quali è comunque prevista un’indennità da ferie non godute riguardano:

  • La risoluzione del contratto di lavoro (quando si chiude il rapporto è possibile chiedere il pagamento dei giorni di ferie non goduti
  • L’invio del dipendente all’estero (con rinegoziazione del contratto)
  • Periodi di ferie extra rispetto alla durata minima delle quattro settimane di legge
  • Ferie non godute per esigenze aziendali (e non godibili in altro momento)

Permessi

E i permessi non goduti invece vanno pagati? A differenza delle ferie, le ore di permesso accumulate possono essere pagate (sempre nel gergo tecnico, possono essere monetizzati). In questo caso saranno quindi erogati in busta paga, di norma entro i primi sei mesi (entro il 30 giugno) dell’anno successivo.

Permessi e ferie: come verificarli? 

Non vuoi perdere il conto del monte giorni di ferie e permessi che accumuli? Li puoi controllare autonomamente leggendo la tua busta paga. È sufficiente far scorrere gli occhi in basso, dove è scritto l’importo dello stipendio netto. Nelle caselline lì sotto è riportato il numero di permessi e ferie goduti e quelli ancora a disposizione (ore a credito).