La modalità notturna arriva su tutti i browser, ecco come funziona

Posted on : 16-01-2020 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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Dark Mode

Preferite navigare in modalità notturna (o scura)? Anche se è stato accertato che non è poi così grandioso come si dice per la salute degli utenti, rimane comunque una scelta preferita per limitare i danni dalle numerose ore d’uso fatte nell’oscurità. Man mano sta diventando una funzione integrata in tanti sistemi operativi mobile e non, ed in tantissime app. E’ di pochi giorni, infatti, di facebook e del suo adeguamento a questo tema Dark Mode per la sua interfaccia desktop. Adesso a seguire, anche i Browser hanno inserito questa modalità.

Modalità notturna nei browser: come funziona

Precisiamo subito una cosa: la modalità notturna non può essere integrata in una maniera automatica in tutti i siti che visitiamo. La buona notizia però è che se il sito è predisposto ad “apparire” più scuro, lo farà automaticamente se rileva che il Browser è impostato in quella modalità.

Dove è possibile trovare la modalità notturna

E’ possibile trovare la modalità notturna in questi Browser, a partire dalle versioni descritte:

  • – Firefox a partire dalla versione 67
  • – Chrome a partire dalla versione 76
  • – Safari per Mobile ha questa funzione integrata in iOS 13
  • – Safari per Desk (iMac) ha questa funzione integrata a partire dalla versione 12.1
  • – Edge al momento non supporta ancora questa funzione, ma lo sarà presto

Ma dunque, dove sono tutti questi siti che hanno la modalità notturna automatica? Come detto, al momento non sono presenti molti siti che supportano questa funzione. Se è per questo, è molto raro trovare un sito che ce l’ha automatica. Alcuni hanno già incluso un metodo per la visualizzazione notturna, ma è ancora manuale e va abilitata all’interno delle impostazioni.

Questa modifica è molto più importante visto che non deve interagire con le preferenze dell’utente, piuttosto deve funzionare come un codice unico che s’interfaccia velocemente con le impostazioni locali del Browser.

In poche parole, questa funzione è dedicata espressivamente a rendere il tutto a zero rischi per la privacy. Bisogna solo avere un po’ di pazienza nel frattempo che verrà implementata ovunque.

I programmi essenziali da installare in un nuovo MAC

Posted on : 16-01-2020 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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Mac - MacOs

Avete appena comprato un iMac o un Macbook? Per prima cosa, congratulazioni: non sono in molti ad avere un prodotto del genere, anche per il costo che ha. Ma proprio per questo non tanti hanno le idee chiare su cosa vada installato, visto che i programmi più famosi per Windows non sempre hanno un equivalente per MacOS.

Nuovo MAC, i programmi da installare

Vediamo perciò insieme quali sono i programmi più utili da installare una volta che abbiamo iniziato ad usare il nostro prodotto made in Apple.

Alfred

un immancabile programma particolarmente indicato per la produttività. Permette di personalizzare azioni, regolarizzare alcune attività che devono essere fatte ogni giorno, e così via. Normalmente è gratuito, ma per sbloccare tutte le funzioni disponibili bisogna pagare.

Link ad Alfred.

MPV

Anche se esiste anche per MACOS il famosissimo Player per Windows VLC, per il MAC vi consigliamo di provare MPV. Si tratta d’un player che riproduce una vasta gamma di file ed utilizza un accelerazione video aggiuntiva, attraverso la GPU del vostro Mac.

Link ad Mpv

Amphetamine

Se vi da fastidio che il vostro Mac vada in sospensione da solo, ma non volete eliminare del tutto questa funzione, potete usare un programma che semplicemente blocca l’iMac dall’andare in questo blocco. Amphetamine è molto semplice: abilitatelo e il Mac non si spegnerà più.

Link a Amphetamine

BetterTouchTool

Particolarmente indicato per i Macbook con il Touch Bar, questo programma permette di personalizzare un sacco di funzioni relative al vostro Mac. E’ possibile aggiungere azioni personalizzate un po’ per tutto, sia come scorciatoia dalla tastiera che anche dal Touchpad stesso.

Link a BetterTouchTool

Dropzone

Utilissimo se “uplodate” sempre un sacco di file ogni giorno. Questo programma mette a disposizione diversi servizi che potete memorizzare nel vostro Mac. Quando sentite necessario mandare un file a quel servizio, semplicemente trascinatelo sulla sua icona. Molto efficiente!

Link a Dropzone

The Unarchiver

Una sorta di chiave universale per tutti tipi di archivi presenti sulla rete, permette di aprire anche file RAR. Indispensabile per la navigazione d’ogni giorno.

Link a The Unarchiver

02871657881: attenzione a questo numero

Posted on : 15-01-2020 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia, Telefonia

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call center spam

Torniamo a parlare di numerazioni telefoniche poco raccomandabili e che potrebbero portarvi a perdere dei soldi. E’ il caso del numero di telefono 02871657881. A chi fa riferimento questo numero? Cosa vuole? Cerchiamo di scoprirlo.

02871657881: Vuoi svoltare la tua vita grazie al trading?

Chi ha risposto alla telefonata dal numero in questione s’è sentito dire da una voce registrata: “Vuoi svoltare la tua vita grazie al trading?” e poi “Se vuoi sapere come svoltare la tua vita grazie al trading, premi 1”.

Precisiamo subito una cosa: il rispondere a questo numero di telefono non comporta nessun tipo di addebito sul vostro numero di telefono. E’ il dopo, semmai, a portare dei problemi.

Si perchè se si da seguito alla telefonata seguendo le linee guida della voce registrata potreste si abbonarvi a qualche servizio a pagamento. Chi si lascia convincere dalle parole di fare soldi facili etc viene invitato a registrarsi su un conto online per depositare una quota iniziale.

La quota versata, sempre secondo la voce registrata e grazie al trading, verrà presto moltiplicata. _In realtà amici lettori non è mai cosi proprio come ci viene raccontato. Gli eventuali fondi depositati sul conto messo a disposizione non finanziano nessuna attività di trading. Al contrario, finiscono direttamente nelle tasche del truffatore che ha architettato la truffa.

Questo tipo di truffa è già da parecchio tempo in circolazione, anche se prima i truffatori utilizzavano delle numerazioni estere e per l’utente era più facile comprendere che si trattasse di una truffa. Adesso le chiamate provengono da un prefisso “02” che sappiamo essere di Milano, e ciò potrebbe indurre gli ignari utenti a dare seguito alla chiamata.

Fate attenzione amici, nessuno vi regala nulla.

 

L’uso del cellulare può causare tumori alla testa, lo dice Corte d’Appello di Torino

Posted on : 14-01-2020 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia, Telefonia

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radiazioni

Torniamo a parlare di un argomento molto discusso e chiacchierato amici lettori, vale a dire se l’uso dei cellulari e smartphone può causare tumori alla testa e ad altre parti del nostro corpo.

L’uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa

Secondo la Corte d’Appello di Torino si. La corte, infatti, ha confermato la sentenza di primo grado emessa nel 2017, sul caso sollevato da un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico. Il Tribunale di Ivrea aveva condannato l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale a Roberto Romeo, 57 anni, dipendente di una grande azienda, cui era stato diagnosticato il tumore dopo che per 15 anni aveva usato il cellulare per più di tre ore al giorno.

Invece in estate un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea non aveva dato conferme all’aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare.

Gli avvocati Stefano Bertone e Renato Ambrosio commentano cosi la sentenza della corte:

Una sentenza storica, come lo era stata quella di Ivrea, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore e l’uso del cellulare. La nostra è una battaglia di sensibilizzazione. Manca informazione, eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini. Basta usare il cellulare 30 minuti al giorno per otto anni per essere a rischio“.

Tumore da telefonino, parla il dipendente Telecom Roberto Romeo: “Tutto è cominciato con un orecchio tappato”

Il diretto interessato della vicenda, Roberto Romeo, commenta cosi:

“Servirebbe un’etichetta sui rischi per la salute. Sulle scatole dei cellulari bisognerebbe scrivere: ‘Se non usato correttamente, nuoce gravemente alla salute’. Ecco cosa servirebbe. La sentenza di oggi contribuisce all’informazione sul tema e la questione riguarda anche i bambini, che sempre più utilizzano i cellulari. Lo Stato non sta informando, anzi”.

“Ero obbligato ad utilizzare sempre il cellulare per parlare con i collaboratori e per organizzare il lavoro – racconta l’uomo -. Per 15 anni ho fatto innumerevoli telefonate anche di venti e trenta minuti, a casa, in macchina. Poi ho iniziato ad avere la continua sensazione di orecchie tappate, di disturbi all’udito. E nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Ora non sento più nulla dall’orecchio destro perché mi è stato asportato il nervo acustico“.

Che ne pensate di questa vicenda?

Netflix potrebbe bloccare la condivisione delle password, ecco perchè

Posted on : 14-01-2020 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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netflix

Condividere le password dei servizi, soprattutto quelli di streaming come ad esempio Netflix, è oramai pratica molto diffusa tra gli utenti. Ciò ovviamente porta i colossi dello streaming a perdere delle entrate economiche notevoli. A quanto pare, però, la condivisione delle password su netflix è un fenomeno destinato a smettere molto presto.

Condivisione Password, fenomeno in crescita tra gli utenti di netflix ed altre piattaforme

In un report prodotto da Parks Associates, società che si occupa di ricerche di mercato, è stato stimato che i servizi di streaming hanno perso (a causa del fenomeno di condivisione delle password tra utenti) oltre 9 miliardi di dollari nel 2019, cifra destinata a salire a 12,5 miliardi da qui al 2024.

Sempre parlando di numeri, in un rapporto del 2019 sembra che la sola azienda Netflix abbia perso a causa del password sharing circa 135 milioni di dollari al mese ovvero 1,62 miliardi di dollari in un anno. Ovviamente, questa cifra è teorica, perché molti di quelli che condividono la password, probabilmente non sottoscriverebbero un nuovo abbonamento.

Netflix potrebbe bloccare la condivisione delle password

In quel di Netflix conoscono bene il “problema”, problema fino ad oggi tollerato anche se nelle linee guida c’è esplicitamente scritto che le password si possono condividere solo all’interno dello “stesso” nucleo familiare.

Le ingenti perdite economiche che sta subendo il colosso dello streaming potrebbe indurlo su una linea dura verso gli utenti. Se, come detto, finora Netflix ha chiuso un occhio, vista la crescente concorrenza delle diverse piattaforme streaming (Amazon ed altre piattaforme), è probabile che debba mettere mano per limitare la cosa.

Attualmente, a seconda del piano tariffario, Netflix impone limiti sugli stream simultanei da un singolo account, ma non ha limiti specifici per l’accesso degli account tra i dispositivi.

Stando a delle indiscrezioni che circolano in questi giorni Netflix avrebbe intenzione di studiare un metodo per impedire la condivisione password, come, per esempio, misure tecnologiche che limitano il numero di dispositivi che possono essere utilizzati contemporaneamente attraverso un singolo account.

Già a novembre 2019, uno dei boss di Netflix, Greg Peters, aveva dichiarato che stavano pensando a dei modi “amichevoli” che spingano gli utenti a non condividere la password.

Windows 7, fine del supporto di Microsoft – 14 gennaio 2020: cosa succederà?

Posted on : 13-01-2020 | By : admin | In : feed, Informatica, Tecnologia

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windows logo

Il 14 gennaio 2020 Microsoft rilascerà gli ultimi aggiornamenti ufficiali per Windows 7 – dopodiché il sistema operativo non sarà più seguito negli aggiornamenti dal colosso americano. Cosa significa questo per gli utenti? Certamente la fine di un’era di quello che è stato uno dei sistemi operativi più famosi (e aggiungerei anche più stabili) di Microsoft.

Fine del supporto di Microsoft a Windows 7: cosa succederà?

La data di fine supporto di un sistema operativo porta con sé implicazioni dirette sulla disponibilità di nuove funzionalità e patch. Per un sistema operativo come Windows 7, che già da tempo Microsoft non aggiorna con nuove funzionalità, l’interruzione del supporto significa non rendere più disponibili gli aggiornamenti di sicurezza.

E questo il problema fondamentale di tutta la giostra amici lettori. Si perché utilizzare un sistema operativo senza aggiornamenti di sicurezza è rischioso. Il “danno” più grosso sicuramente lo riceveranno gli uffici e gli enti pubblici, quasi tutti ancora con Windows7 installato sui loro PC.

C’è da dire, però, che Microsoft ha dato tantissimo tempo agli utenti per mettersi in regola con il “fine vita” di Windows 7. Ricordate la possibilità, per gli utenti in possesso di una regolare licenza, di passare gratis a Windows 10?

Fine del supporto di Windows 7: cosa fare

Stando ad una statistica di dicembre 2019, Windows 7 resta il 2° sistema operativo più usato dagli utenti con una percentuale pari al 26%. Pensate che al momento il “leader” è Windows 10 con il 54,6% ma il “sorpasso” su Windows 7 si è registrato solo tra novembre e dicembre 2018 (fonte: NetmarketShare, Netapplications).

Cosa fare dopo il 14 gennaio?

La prima cosa da fare è NON ANDARE IN PANICO. Prima di tutto non è escluso che Microsoft possa intervenire ancora sul sistema operativo proprietario, visto che comunque ha ancora una grossa quota di mercato.

Ciò è già successo nel 2017 nel caso di sistemi operativi non più supportati come Windows XP, Windows Server 2003 e Windows Vista per “tappare” la vulnerabilità che ha permesso la diffusione del malware WannaCry.

Altra buona notizia ci viene data da Google. Il suo browser Chrome continuerà a supportare i sistemi Windows 7 fino al 15 luglio 2021. Ciò significa che ancora per un anno e mezzo Chrome per Windows 7 riceverà tutti gli aggiornamenti, offrendo agli utenti uno strumento sicuro per navigare sul web.

E sappiamo che i virus per lo più “entrano” nei nostri PC proprio dai Browser e dalle falle che gli hacker trovano in essi.

Quindi, cosa fare? Cosa consigliamo?

Il consiglio di chiccheinformatiche è quello di fare un backup intero del vostro sistema operativo Windows 7, ma non a mano file per file. Consigliamo di effettuare un’immagine del sistema, in modo tale da portarsi dietro tutto, sia configurazione di sistema sia dati.

Di tool che permettono di fare immagini di sistema ce ne sono veramente tanti, ma noi consigliamo quello che ha Windows 7 integrato. Magari i meno esperti di questo sistema operativo non lo sapranno neppure, ma c’è un sistema di backup integrato anche in Win7.

Per attivarlo seguite questa semplice guida:

  1. Clic su Start
  2. Pannello di controllo
  3. Sistema e protezione, fare clic su Esegui backup del computer
  4. Verrà visualizzato il Centro backup e ripristino.
  5. Fare clic su Crea un’immagine di sistema
  6. Vi verrà chiesta una collocazione del file generato da Windows (Windows ricerca i dispositivi di backup disponibili, ad esempio un disco rigido, un masterizzatore DVD oppure un’unità di rete)

Aggiornamento da Windows 7 a Windows 10

Una volta fatta la procedura di salvataggio dei vostri dati, potrete utilizzare l‘Assistente aggiornamento Windows 10 per aggiornare il PC a Windows 10 anche a costo zero senza neppure la necessità di introdurre manualmente alcun Product Key.

Si, avete letto bene. Microsoft, sebbene l’offerta di aggiornamento gratuito a Windows 10 l’abbia terminata parecchio tempo fa, da ancora la possibilità di passare alla più recente versione del sistema operativo a costo zero tramite il programma Insider.

Se avete bisogno di aiuto come sempre siamo a disposizione.