Copywriting

Posted on : 19-10-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo, Tempo libero

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Copywriting. Cos’è?

Guida al copywriting 2018.

L’arte del vendere con le parole, propria di un copywriter professionista.

Vuoi scoprire come il copywriting può aiutare la tua attività?
Visita il portfolio di copy writer professionista.
Se poi quello di cui hai bisogno è qualcuno che migliori i testi del tuo sito in ottica motori di ricerca, quello che ti serve è un seo copywriter.

Copywriting, online copywriting o seo copywriting?

Ogni volta che ci imbattiamo in un testo – sia che ci troviamo su un sito sia davanti a un manifesto – scritto per “venderci qualcosa”anche se questa intenzione non è poi così esplicita, dobbiamo considerare che lì dietro c’è un copywriter. Un professionista della parola.

I suoi campi d’azione possono essere diversi, anche se come vedremo si tratta di specializzazioni dello stesso ambito:

  • copywriting, genericamente indica lo scrivere per vendere e riguarda anche tutti gli ambiti analogici e i media classici (tv, stampa, radio, affissioni…)
  • copywriting online, restring il campo a quella che è la scrittura per il web, quindi siti, blog, banner, landing page ma anche email marketing e social network
  • seo copywriting, invece considera l’effetto che il testo ha sui motori di ricerca, come le parole aiutano un sito nella sua ottimizzazione e lo fanno salire tra i risultati (serp)

Vista la crescente importanza dei motori di ricerca e come questi permettano di avere visite sul proprio sito da potenziali clienti interessati ai prodotti o servizi offerti, il seo copywriting è l’ambito più redditizio e anche quello in cui è più difficile trovare professionisti all’altezza. Un copywriter quindi che sia anche seo copywriter è un professionista prezioso.

seo copy writing

Copywriter di cosa si occupa.

Il termine “copywriter” fu coniato nel XIX secolo, nell’ambito delle redazioni giornalistiche e indicava precisamente chi si occupava della stesura di testi a fini pubblicitari. Oggi esistono diverse tipologie di Copywriter che variano a seconda della relativa specializzazione.

Come avviene la stesura di un testo.

Esistono diversi metodi per scrivere un articolo pubblicitario, innanzitutto bisogna eseguire una ricerca approfondita delle parole chiave maggiormente interessanti per quel dominio. Poi, s’inizia a scrivere il testo inserendo quante più parole chiave possibile. Queste, come detto prima, consentono all’articolo e di conseguenza al sito stesso di collocarsi in graduatoria nei motori di ricerca, portando molto traffico.

Come riconoscere un buon professionista e come scegliere il migliore copywriter?

miglior copywriting italiano

Per capire se la persona a cui dobbiamo affidare la creazione di testi sia in grado di fornirci un lavoro certosino, bisogna innanzitutto analizzare dei testi già scritti dal medesimo. Ciò permette di capire se il modo di scrivere è quello che cerchiamo o meno. Inoltre, in questo modo si ha la certezza che il copywriter in questione sia in grado di fornirci un servizio completo. Ovviamente non bisogna analizzare solo la qualità del testo in sé, ma bisogna anche analizzare il posizionamento dei diversi articoli nella SERP.

Trucchi di copywriting: la suddivisione del testo in paragrafi.

La suddivisione del testo in paragrafi è di fondamentale importanza nel copywriting, questo consente all’utente finale di poter leggere senza alcuna fatica il testo, riuscendo a capire chiaramente il messaggio o l’informazione che gli si vuole dare. Oltre alla suddivisione per paragrafi ci sono moltissimi altri piccoli particolari da curare, come la punteggiatura e i grassetti che mettono subito in risalto le parole più importanti, che solitamente sono le parole chiave. Queste spesso sono il nome di un prodotto oppure ciò che ci gira attorno, ma non sono.

Come avviene la ricerca delle parole chiave?

online copy

Le parole chiave sono il metodo più rapido e veloce per ottimizzare un articolo e consentirgli di salire in graduatoria. Per ricercare le medesime esistono moltissimi programmi che analizzando un’ URL estrapolano il maggior numero di Keyword così da permettere al copywriter di scrivere un articolo ben strutturato con un buon numero di parole chiave. La ricerca delle parole chiave si basa anche sullo studio dei principali competitor, così da avere un database di parole chiave vario, che si possa adattare al meglio per la stesura di articoli o materiale editoriale in genere.

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Legittimo il prelievo per contributo di solidarietà sulle pensioni degli ex dipendenti della Camera dei deputati

Posted on : 19-10-2017 | By : admin | In : feed

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Corte costituzionale, sentenza 26 settembre - 12 ottobre 2017 n. 213 (Giovanni DamiI

MAYDAY – Il rubinetto con allarme 

Posted on : 19-10-2017 | By : admin | In : feed

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MAYDAY – Il rubinetto con allarme MAYDAY – Il rubinetto con allarme antoniolupi  Ironico nel suo sembrare altro, divertente per la modalità smart di funzionamento, accattivante nel dare un tocco di colore ad ogni spazio doccia, invitante perché se è vero che nell’immaginario collettivo è un pulsante di emergenza da utilizzare solo in caso di estrema necessità, quante volte […]

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#Costez: 20/10 NZ Dj, Mapez @ Hotel Costez – Cazzago (BS), 21/10 Vida Loca @ Nikita – Costez …

Posted on : 18-10-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Secondo appuntamento della stagione 2017-18 all'Hotel Costez di Cazzago (BS). E' il decimo anno per Hotel Costez, una traguardo decisamente importante. Come sempre ingresso libero, consumazione facoltativa e grande divertimento con la musica di Nicola Zilioli ovvero NZ e l'energia di Mapez al microfono. Il divertimento inizia alle 22 e 30 e finisce a tarda notte. Tra i partner di Hotel Costez per la nuova stagione ci sono Perosino Abbigliamento Cazzago s/m, Solo Per Te Centro Estetico Cologne, Apelungo, Ring Cafe' Bs. 

Cost Milano: 18/10 Socialize, 19/10 Casa Smaila, 20/10 D.Wine, 21/10 La Musica è servita

Posted on : 18-10-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Il programma del divertimento di Cost Disco Restaurant Milano da mercoledì 18 a sabato 21 ottobre 2017 è decisamente fitto. 

Noir Club & Restaurant: 20/10 Vida Loca, 31/10 Dia de los Muertos, 9/11 13esimo Compleanno …

Posted on : 18-10-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Prima del compleanno di Noir Club & Restaurant, in programma per il 9 novembre (l'evento è Live The Now, in collaborazione con Moet & Chandon Champagne), nel top club di Lissone (MB), uno degli epicentri del divertimento in Brianza e non solo, si balla comunque forte, dal giovedì al sabato. Ecco alcuni dei party più attesi in programma nelle prossime settimane.

Made Club Como: 20/10 Cenando & Ballando, 21/10 ThinkLess Fluo Party

Posted on : 18-10-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Un altro weekend di grandi appuntamenti prende vita al Made Club. Nella discoteca più importante di Como, da sempre simbolo di un divertimento all'insegna della qualità e dello stile, venerdì 20 ottobre si riparte da un classico, Cenando & Ballando.

Un ultimo brano e un ultimo concerto a fine 2017 per ELIO E LE STORIE TESE.

Posted on : 18-10-2017 | By : admin | In : feed, Musica e Spettacolo

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Venerdì 20 ottobre esce l’ULTIMO SINGOLO “Licantropo vegano” in radio e disponibile in 45 giri! Il 19 dicembre il CONCERTO D’ADDIO al Forum di Assago - Milano

Pensione anticipata disoccupati, che cosa cambia

Posted on : 18-10-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Potranno essere ammessi alla pensione anticipata precoci anche i disoccupati che sono stati reimpiegati per brevi periodi.

Tra le categorie di lavoratori precoci che hanno diritto a ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, o pensione anticipata precoci o quota 41, vi sono anche i disoccupati.

Non tutti i disoccupati, però, possono ottenere questo beneficio. Se il disoccupato, ad esempio, dopo essere stato licenziato dall’azienda, ha lavorato anche per un solo giorno, perde il diritto alla pensione anticipata precoci. Non importa con quale forma contrattuale sia stato reimpiegato: lavoro occasionale, voucher, libretto famiglia, lavoro stagionale o contratto a termine, secondo l’Inps [1] è sufficiente un solo giorno di rioccupazione per perdere la pensione anticipata quota 41.

Non ha rilevanza, a tal fine, nemmeno il perfezionamento dei i requisiti richiesti ai disoccupati per la pensione anticipata precoci, cioè:

  • in primo luogo, far parte della categoria dei lavoratori precoci, coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età;
  • possedere almeno 41 anni di contributi;
  • trovarsi in stato di disoccupazione;
  • aver perso il lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione;
  • aver terminato di fruire il sussidio di disoccupazione da almeno 3 mesi.

Pertanto, il lavoratore precoce disoccupato che ha lavorato anche per un solo giorno non ha diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, ma potrà pensionarsi soltanto con 42 anni e 10mesi di contributi, se uomo, o 41 anni e 10mesi di contribuzione, se donna.

Questa disposizione, però, contrasta con lo scopo della pensione anticipata precoci, che è quello di offrire un aiuto a diverse categorie di lavoratori svantaggiati al termine della carriera, tra i quali i disoccupati: disoccupati che, per poter andare avanti, sono spesso costretti ad accettare qualsiasi lavoro, per quanto breve. Ma lo svolgimento di un lavoretto certamente non implica che il disoccupato non abbia più bisogno di assistenza.

È allora intervenuto, a questo proposito, il ministero del Lavoro, con una nuova nota [2], nella quale chiede all’Inps di non respingere le domande di pensione anticipata quota 41 dei disoccupati, se il loro periodo di rioccupazione è durato meno di 6 mesi.

L’Inps, che nel frattempo ha già terminato le operazioni di verifica delle domande di riconoscimento dei requisiti per la pensione anticipata precoci, con un comunicato stampa [3] ha informato che riesaminerà le domande respinte.

Quali disoccupati possono essere riammessi alla pensione anticipata precoci

Saranno dunque riammessi alla pensione anticipata coloro che hanno avuto periodi di rioccupazione temporanei, per esempio con voucher, non superiori ai 6 mesi.

Se il disoccupato, poi, risulta aver inviato anche una domanda di pensione in salvaguardia, come esodato, l’Inps chiederà all’interessato di scegliere tra i due benefici prima di procedere in automatico al rigetto della domanda di pensione anticipata precoci.

Potranno anche essere recuperati casi di lavoratori impegnati in attività faticose o rischiose  ancora in fase di accertamento da parte dell’Inail. In buona sostanza, con le nuove indicazioni si vuole rimediare all’eccessiva chiusura nell’accoglimento delle domande di pensione anticipata quota 41 che risulta allo stato attuale.

Pensione disoccupata precoci per i lavoratori a termine

Nella manovra 2018, poi, sono presenti due importanti interventi che amplieranno la categoria dei lavoratori precoci disoccupati aventi diritto alla pensione anticipata quota 41. Si tratta di:

  • coloro che sono in stato di disoccupazione a seguito della scadenza del contratto a termine;
  • coloro che non hanno ricevuto il sussidio di disoccupazione nonostante ne avessero diritto (ad esempio per l’inoltro tardivo della domanda).

Chi ha diritto alla pensione anticipata precoci

Oltre alla categoria dei disoccupati, possono ottenere la pensione anticipata precoci con almeno 41 anni di contributi i lavoratori in possesso di almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età, che appartengono a una delle seguenti categorie:

  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • invalidi, cioè lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori faticosi e pesanti che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa e addetti ai lavori usuranti.

Domande di pensione anticipata precoci

Per chi matura i requisiti nel 2017, c’era tempo sino al 15 luglio scorso per presentare la domanda di certificazione dei requisiti per la pensione anticipata. È possibile inviare una domanda tardiva sino al 30 novembre 2017, ma le domande tardive saranno prese in considerazione solo se risulteranno risorse residue.

Per chi matura i requisiti nel 2018, la domanda può essere inviata sino al 1° marzo 2018.

Ernia discale: quale invalidità?

Posted on : 18-10-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Riconoscimento dell’invalidità e possibilità di collocarsi in malattia per ernia del disco: quando è possibile?

Ho due ernie discali L4-L5 ed L5-S1: non posso stare molto in piedi e non molto seduto; se faccio richiesta di invalidità che percentuale ho?

Si parla di ernia del disco quando si verifica un danno a uno dei dischi intervertebrali: semplificando al massimo, i dischi intervertebrali sono dei dischi morbidi riempiti di una sostanza gelatinosa (nucleo polposo), su cui appoggiano le vertebre; con l’invecchiamento i dischi degenerano o si rompono.

La loro rottura o degenerazione causa la perdita della loro capacità di ammortizzazione e  la comparsa di mal di schiena, talvolta molto forti, che non consentono di stare a lungo nella stessa posizione.

Questo può essere un problema, ad esempio, per chi è costretto, per lavoro, a stare molte ore seduto davanti al pc, oppure per chi è costretto a stare ore in piedi, ad esempio un banconiere.

Ci si chiede, allora, se chi soffre di ernia discale abbia diritto ad assentarsi per malattia e al riconoscimento di una percentuale d’invalidità.

Assenza per malattia per ernia discale

Se il lavoratore ha difficoltà a svolgere la sua attività per via dell’ernia del disco, la prima cosa che deve fare è recarsi dal proprio medico curante.

Questi, dopo una visita, sarà in grado di stabilire se la gravità dei dolori alla schiena è tale da essere incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa e ad assegnare i dovuti giorni di riposo. A tal proposito, deve trasmettere telematicamente all’Inps il certificato di malattia e fornire il numero di protocollo al lavoratore, che quest’ultimo deve inviare al datore di lavoro.

Assenza per malattia per curare l’ernia discale

Il lavoratore che soffre di ernia discale e deve sottoporsi a terapie può assentarsi per malattia, non solo nel caso in cui debba subire un intervento chirurgico, ma anche se deve effettuare un trattamento non chirurgico in regime di day hospital, o se le tempistiche delle cure o il luogo in cui devono essere effettuate sono tali da renderle incompatibili con l’orario di lavoro.

Perché le assenze siano indennizzabili come malattia, difatti, deve essere riconosciuta, in concreto, la presenza di uno stato di effettiva incapacità lavorativa; in particolare, secondo l’Inps, è verificato il requisito della temporanea incapacità lavorativa del dipendente quando:

  • la permanenza nel luogo di cura si protrae per tutta la giornata lavorativa;
  • le tempistiche necessarie per rientrare dal luogo di cura non consentono la presenza in azienda del lavoratore;
  • la prestazione a cui il dipendente si sottopone è considerata dal medico incompatibile con l’attività svolta.

Perché l’assenza sia indennizzata come malattia occorre che la struttura o il centro medico producano un’apposita certificazione, da inviare on line all’Inps; se non è possibile la trasmissione telematica del certificato, è necessario che il personale sanitario rilasci un certificato, redatto su carta intestata, che indichi:

  • i dati del dipendente;
  • la data di rilascio;
  • l’inizio e il termine del ricovero;
  • la firma del medico e la descrizione della diagnosi.

Il documento deve essere inviato all’Inps entro due giorni dal rilascio.

In ogni caso devono essere indicati i dati del datore di lavoro, l’indirizzo di reperibilità ed un eventuale recapito per controlli.

Assenze per cicli di cura ricorrenti dell’ernia discale

Se il trattamento dell’ernia discale richiede cicli di cura ricorrenti, cioè terapie ambulatoriali alle quali l’interessato si deve sottoporre periodicamente, può essere, anche in questo caso, assimilato alla malattia.

Il medico può certificare separatamente ogni ciclo di cura, oppure rilasciare un unico documento, che provi la necessità di prestazioni ricorrenti: in quest’ipotesi, il trattamento successivo viene qualificato come ricaduta del precedente, proprio come la ricaduta della malattia.

Il certificato medico, in queste situazioni, deve essere inviato all’inizio della terapia, con l’indicazione delle date in cui avverranno le prestazioni; una volta effettuate le cure, la struttura sanitaria deve rilasciare una dichiarazione che ne comprovi l’esecuzione, pena la perdita del diritto all’indennità.

I giorni che intercorrono tra una cura e la successiva, invece, se non debitamente certificati come malattia non sono indennizzabili.

Assenze per esami diagnostici correlati all’ernia discale

Gli accertamenti diagnostici relativi all’ernia del disco, se di breve durata, solitamente non sono assimilabili alle assenze per malattia, a meno che non si tratti di controlli:

  • urgenti e non effettuabili al di fuori dell’orario lavorativo;
  • talmente invasivi da richiedere una convalescenza.

Permessi per visite specialistiche per l’ernia discale

Se le visite mediche, le analisi o i trattamenti per l’ernia del disco non rientrano in nessuno dei casi esposti, l’assenza può essere comunque retribuita se lo prevede il contratto collettivo applicato: è il caso dei dipendenti pubblici.

Al di fuori delle ipotesi elencate, le assenze per visite mediche, analisi o terapie possono essere indennizzate o meno, in base a quanto disposto dal contratto collettivo, anche territoriale o aziendale. In particolare, la contrattazione collettiva o aziendale può concedere, per queste situazioni:

  • dei permessi retribuiti: in questo caso, per l’indennizzo dell’assenza, è necessario che il dipendente presenti un’attestazione, da parte del medico, che certifichi le prestazioni sanitarie effettuate e l’orario in cui sono state eseguite;
  • lo scomputo delle assenze, su base oraria, dal monte di ore di permessi retribuiti spettanti, come rol (riduzione dell’orario di lavoro) o ex festività;
  • la concessione di permessi non retribuiti.

Alcuni contratti collettivi, inoltre, possono indennizzare il tempo impiegato per recarsi sul luogo di effettuazione della visita.

Riconoscimento dell’invalidità per ernia discale

Le linee guida dell’Inps sul riconoscimento dell’invalidità non prevedono percentuali di riduzione della capacità lavorativa per chi soffre di ernia del disco, ma soltanto per chi soffre di ernia iatale, inguinale, crurale, ipogastrica, epigastrica e ombelicale: si tratta però di patologie differenti, che non riguardano la colonna vertebrale.

Se, comunque, l’ernia discale riguarda le vertebre lombari e il paziente viene sottoposto ad un intervento chirurgico di stabilizzazione del rachide lombare, la patologia può essere ricondotta all’anchilosi di rachide lombare e dar luogo al riconoscimento di un’invalidità dal 31 al 40%.

Inabilità per ernia discale causata da infortunio sul lavoro

Se l’ernia del disco si è verificata a seguito di un incidente durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, il medico curante deve denunciare all’Inail l’infortunio sul lavoro.

In questo caso, le cure e gli esami sono a carico dell’Inail e il lavoratore ha diritto alle assenze retribuite per l’infortunio. Una volta terminato il periodo di assenza da lavoro per infortunio, l’Inail valuta la permanenza della riduzione della capacità lavorativa. Può essere riconosciuto sino al 12% d’inabilità nel caso in cui si verifichi un’ernia discale del tratto lombare con disturbi trofico-sensitivi persistenti.

Malattia professionale per ernia discale

Nei casi in cui l’ernia del disco si sia verificata a causa dell’attività lavorativa svolta, ad esempio a causa dell’attività di movimentazione manuale dei carichi, il medico curante può fare domanda all’Inail di malattia professionale. L’istituto, a seguito della domanda, deve valutare la riduzione della capacità lavorativa dell’interessato: può essere riconosciuto, anche in relazione alla malattia professionale, sino al 12% d’inabilità, nel caso in cui si verifichi un’ernia discale del tratto lombare con disturbi trofico-sensitivi persistenti.

Con il riconoscimento della riduzione fino al 12%, il lavoratore ha diritto ad un indennizzo in conto capitale, cioè a un assegno riconosciuto una tantum, cioè una volta sola, non a una rendita.