Terrazza o lastrico solare: è di tutti i condomini?

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Sul lastrico solare o sulla terrazza si possono installare verande, stufe, antenne o trarne altre utilità benché appartenga al condominio.

Cosa si può fare sulla terrazza del proprio edificio? Anche se essa appartiene al condominio, la legge consente a ciascun condòmino di utilizzare tale area per i propri scopi personali, purché non impedisca agli altri di fare altrettanto. È il cosiddetto principio di «pari uso e godimento» che regola gli spazi comuni del palazzo e che, purché non si modifichi la destinazione del bene, fa sì che ognuno possa liberamente utilizzarli. Ma quando la terrazza può dirsi davvero di tutti i condomini? Lo cercheremo di capire in questo articolo ispirato da una sentenza della Cassazione pubblicata ieri [1].

Cos’è il lastrico solare o terrazza?

Il tetto di un palazzo non è necessario spiovente. Anzi, sono più i casi in cui questo è costituito da una superficie piana, calpestabile, che può essere adibita a varie funzioni: dal deposito di oggetti a luogo ove stendere i panni, da semplice lavatoio a spazio ove creare un solarium, installare antenne o edificare verande. In tali ipotesi non si parla più di tetto, ma di lastrico solare, anche se, di solito, si usa comunemente il termine terrazza.

Questo spazio può essere condominiale, cioè di proprietà comune. Tuttavia, benché la sua funzione sia quella di fornire una copertura all’edificio e un riparo dalle intemperie climatiche, esso può anche essere destinato all’uso esclusivo di un condomino che, il più delle volte, coincide con il proprietario dell’attico.

Cos’è la terrazza a livello?

Il lastrico solare non va confuso con la terrazza a livello, cioè con la superficie scoperta destinata non tanto a coprire la verticale sottostante dell’edificio, quanto e soprattutto a dare un affaccio e ulteriori comodità all’appartamento cui è collegata e del quale costituisce una proiezione verso l’esterno. Per comprendere meglio tale situazione immaginiamo un palazzo a forma di scala, dove la parte superiore di ogni “gradino” è, nello stesso tempo sia la copertura per tutti gli appartamenti che vi si trovano al di sotto, sia l’affaccio per l’appartamento del piano di sopra. In questo modo si avranno tanti lastrici solari che, nello stesso tempo, fungono anche da terrazze.

Come stabilire se il lastrico solare o la terrazza è del condominio

Per stabilire se il lastrico solare è comune o di uso esclusivo – il che incide anche sulla ripartizione delle spese per la sua manutenzione – bisogna seguire questo ragionamento. In base al codice civile [2] sono oggetto di proprietà comune (tra le altre cose, anche) tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate. Questo non toglie, però, che il costruttore dell’edificio possa aver ceduto la proprietà della terrazza a un solo condomino (in genere il titolare dell’attico o dell’ultimo piano). Il risultato è che se non risulta alcuna diversa proprietà, il lastrico solare si considera di tutti i condomini. Bisogna dunque verificare gli atti di acquisto degli appartamenti: è da questi infatti che deve risultare una diversa destinazione dell’area rispetto alla proprietà condominiale che è la regola.

In sintesi, lastrico o terrazza hanno stesso regime: sono parti comuni a meno che non risulti una titolarità diversa.

Lastrico solare condominiale

Se il lastrico solare è comune la sua utilizzazione è consentita a tutti i condomini, che possono servirsene, salvo controindicazioni contenute nel regolamento (che deve però essere stato approvato all’unanimità o da tutti in condomini in sede di rogito). Ciascun condomino può fare ciò che vuole sul lastrico solare a condizione che:

  • non muti la destinazione dell’area: ad esempio, non si può usare il lastrico solare per creare un ristorante;
  • non impedisca agli altri condomini un pari utilizzo: ad esempio il lastrico solare non può essere ricoperto integralmente da pannelli solari rendendo impossibile l’accesso agli altri condomini.

Cosa è possibile fare sulla terrazza condominiale?

condizione di non pregiudicare il pari diritto degli altri comproprietari, per le finalità più disparate: per esempio per collocarvi un’antenna, stendervi biancheria, battervi tappeti, prendervi il sole. Il condomino non potrebbe invece “monopolizzare” il lastrico realizzandovi un vano [3] o trasformandolo in terrazza a livello da lui solo praticabile, neppure se la trasformazione dovesse essere parziale [4], perché in tal modo si verrebbe ad alterare l’originaria destinazione della cosa comune, sottraendola alle possibilità di utilizzo da parte degli altri condomini [5].

Come si dividono le spese della terrazza condominiale?

Alla spesa per la manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché per la ricostruzione del lastrico solare condominiale devono contribuire tutti i condomini in base ai rispettivi millesimi, anche se il lastrico funge da copertura soltanto ad alcune unità immobiliari [6].

Lastrico solare esclusivo

“Al condomino che abbia l’uso esclusivo del lastrico solare spetta il diritto di costruirvi di sopra altri manufatti (cosiddetta sopraelevazione), salvo che dal rogito non risulti il contrario. A riguardo il costruttore può, in sede di vendita frazionata dell’edificio, riservarsi la sola proprietà del lastrico solare per poter usufruire del diritto di sopraelevazione, ma è necessario uno specifico atto.

Cosa può fare il proprietario sulla terrazza esclusiva?

Il proprietario esclusivo del lastrico può apportarvi tutte le modifiche richieste da una sua migliore fruibilità, purché non pregiudichi la funzione di copertura e non ne derivino danni agli altri condomini. Egli quindi ha una libertà molto ampia.

Come si dividono le spese della terrazza esclusiva?

Alla spesa per la manutenzione ordinaria e straordinaria (anche al rifacimento della pavimentazione e impermeabilizzazione), nonché per la ricostruzione del lastrico solare condominiale devono contribuire tutti i condomini in base al seguente criterio: un terzo a carico del proprietario esclusivo, due terzi a carico degli altri condomini secondo millesimi.

Ape rosa social, arriva un nuovo anticipo pensionistico

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Ape social con sconto di 3 anni di contributi per favorire l’uscita anticipata delle donne.

Ape sociale agevolata per le donne, con uno sconto pari a 2 o 3 anni di contributi, per valorizzare il lavoro di cura della famiglia svolto dalle donne. È questa una delle ultime proposte in campo previdenziale, volta a consentire alle lavoratrici l’uscita anticipata dall’impiego nonostante la discontinuità della carriera: non sono poche, difatti, le donne che, per sostituirsi ad un welfare assente, hanno assistito i propri familiari penalizzando la continuità lavorativa.

La proposta, che attualmente è stata portata all’attenzione del premier Paolo Gentiloni e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, era stata rifiutata non molto tempo fa in quanto si pensava che le risorse economiche necessarie al nuovo anticipo pensionistico non fossero sufficienti: considerato, però, il numero di domande di Ape sociale presentate, inferiore a quello stimato, i margini per realizzare l’Ape social rosa ci sarebbero. La misura, tra l’altro, ha incontrato i favori delle parti sociali, ed in particolare del nuovo comitato Opzione donna social; più tiepida l’accoglienza del comitato per la proroga dell’Opzione donna al 2018, i cui membri preferirebbero un ampliamento della possibilità di richiedere l’opzione contributiva, ottenendo la pensione di anzianità a 57 o 58 anni.

Ma come funzionerebbe, nel dettaglio, l’Ape rosa social e chi sarebbero le beneficiarie?

Come funzionerà l’Ape rosa?

L’Ape rosa, o Ape rosa sociale, come l’Ape sociale sarà una prestazione a carico dello Stato, riconosciuta a chi possiede almeno 63 anni di età: gli anni di contributi necessari per accedere alla prestazione non saranno più, però, 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza, ma 27 o 33 anni (28 o 34 nel caso in cui lo sconto contributivo si limiti a 2 anni).

Il trattamento, in parallelo a quanto già stabilito per l’Ape sociale, spetterà fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia e sarà destinato ad alcune categorie di lavoratrici tutelate: disoccupate, invalide, caregivers (donne che assistono un familiare portatore di handicap grave) e addette a lavori faticosi e rischiosi.

L’Ape rosa sociale, nel dettaglio, come la cosiddetta Ape volontaria, sarà un anticipo pensionistico, cioè una prestazione erogata come un anticipo della pensione, che “accompagnerà” l’interessata dalla data di uscita dal lavoro (o, comunque, dalla data in cui si presenta la domanda per ottenere il trattamento), sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione . A differenza dell’Ape volontaria, o di mercato, però, la prestazione non costituirà un prestito bancario: l’Ape rosa social, difatti, come l’Ape social sarà erogata direttamente dallo Stato. Per questo motivo, non comporterà trattenute sulla futura pensione, in quanto l’interessata non dovrà restituire alcunché.

Chi saranno le beneficiarie dell’Ape rosa?

Le beneficiarie dell’Ape rosa saranno le stesse beneficiarie dell’Ape sociale. In particolare, si tratterebbe delle lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria Inps (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata, che avranno cessato l’attività lavorativa, purché non risultino titolari di pensione diretta.

Per quanto riguarda il requisito contributivo, le beneficiarie dell’Ape rosa sociale dovranno possedere almeno 27 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratrici che risulteranno disoccupate a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché le appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape rosa, dovranno aver terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
  • lavoratrici che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratrici che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Saranno invece necessari 33 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape rosa sociale, le addette ai lavori faticosi e pesanti: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa. L’attività rischiosa o pesante, nel dettaglio, dovrà far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

A quanto ammonterà l’Ape rosa?

L’assegno mensile che spetterà alle beneficiarie dell’Ape sociale verrà determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione:

  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 2011, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 1995, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: in questo caso parliamo di calcolo misto.

L’importo dell’Ape rosa social non potrà comunque superare i 1.500 euro lordi mensili, come già avviene per l’Ape social.

Euribor: che cos’è e come sta cambiando

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Si cerca di cambiare il modo in cui si decide il tasso di riferimento per mutui ed investimenti: non più una piccola cerchia di banche ma dati reali di mercato.

E’ una di quelle parole che sentiamo spesso nelle pagine economiche dei telegiornali o che leggiamo sui quotidiani specializzati in economia e finanza. Qualche volta la si sente in banca, quando si va a chiedere un mutuo e, parlando delle rate, viene pronunciata senza che il cliente abbia ben chiaro di che cosa si tratta. Euribor, ecco la parola magica. Di che stiamo parlando? E come cambierà l’Euribor con la riforma prevista dall’Emmi, l’European Money Market Institute, cioè l’Istituto dei mercati monetari europei?

Che cos’è l’Euribor

L’Euribor (acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate, cioè tasso interbancario di offerta in euro) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie tra le principali banche europee.

A che cosa serve? Viene utilizzato come tasso medio applicato da primari istituti di credito per operazioni a termine effettuate sul mercato interbancario (con controparte altri primari istituti di credito) con scadenza una, due e tre settimane, e da uno a dodici mesi. L’Euribor varia solamente in funzione della durata del prestito e non dipende dall’ammontare del capitale.

L’Euribor, quindi, è il principale tasso del mercato monetario per calcolare le rate di un mutuo variabile o di un finanziamento. Un tasso che interessa quasi tre quarti delle famiglie italiani, impegnate nella restituzione di un mutuo variabile, e oltre il 90% delle aziende che hanno chiesto un finanziamento. Cifre molto elevate, che presuppongono un flusso di denaro altrettanto importante: dall’Euribor dipendono in Europa qualcosa come 180mila miliardi di euro, mille miliardi dei quali riconducibili ai mutui.

L’Euribor, però, è anche il principale parametro di riferimento per le obbligazioni a cedola variabile su cui hanno investito gli italiani. Parliamo di bond bancari, di Cct, di Bot.

Come cambierà l’Euribor

Come anticipato, l’Emmi sta cercando di varare entro fine anno una riforma dell’Euribor. Ma perché occorre cambiarlo? L’impressione nelle «stanze che contano» è che questo tasso sia inadeguato, poco affidabile, in quanto stabilito da un gruppo di appena 20 banche europee che si consultano ogni giorno per decidere in materia. Un sistema che le normative europee vorrebbero abolire entro la fine del 2019.

Esclusa una riforma basata sulle sole transazioni di mercato, che potrebbe portare ad un’eccessiva volatilità, l’Emmi sta valutando di introdurre uno strumento ibrido, cioè: che, da una parte, abbia come riferimento le transazioni di mercato quando siano appropriate e disponibili e, dall’altra, permetta l’utilizzo di altri dati quando quelle transazioni non diano quelle garanzie.

Le intenzioni dell’Emmi, dunque, sono quelle di definire entro la fine del 2017 il nuovo volto dell’Euribor, per renderlo pienamente operativo entro la fine del 2019. Nell’arco di questi due anni ci sarà una fase sperimentale e un’altra di consultazione per poi avere il via libero definitivo dalle autorità di garanzia competenti e dare il tempo necessario alle banche per adattarsi alla nuova formula.

Che cosa può cambiare per gli investitori

Se la riforma dell’Euribor sarà portata a termine come nelle intenzioni dell’Emmi, questo tasso non verrà più deciso dalla volontà di una cerchia ristretta di banche ma si baserà su prezzi reali di mercato, cioè sulle transazioni che davvero sono state eseguite, sul denaro dato in prestito a famiglie o ad aziende. Questo avrà delle conseguenze sui mutui ma anche sul mercato dei derivati e, a cascata, sul funzionamento delle tesorerie delle banche. Positive o negative? Il tempo lo dirà.

Una legge che nessuno rispetta è ancora in vigore?

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Cosa sono l’abrogazione e la desuetudine. Se nessuno rispetta una norma, un articolo del codice o una legge, questa non si considera abrogata e le eventuali sanzioni sono ugualmente valide.

Che succede se nessuno rispetta la legge? Qualcuno potrebbe pensare che questa non sia più in vigore, dovendosi considerare abrogata. Così non poche volte, sotto la scusa del tradizionale «Lo fanno tutti», spesso si commettono illeciti come parcheggiare l’auto in divieto, sbattere i tappeti dal balcone facendo cadere la polvere di sotto, non dichiarare il contratto di affitto, gettare mozziconi di sigaretta dal terrazzo, scaricare un film o album musicali da internet, fingersi disoccupati per ottenere la Naspi quando invece si è assunti “in nero”. In tutti questi casi, il fatto che le autorità abbiano in passato chiuso un occhio più di una volta può far sembrare meno gravi condotte che, comunque, restano fuori legge. Ma che ne è della legge tutte le volte in cui questa non viene mai rispettata per molto tempo? Se, approfittando della latitanza o della tolleranza degli organi di controllo, una legge non viene più osservata da nessuno può considerarsi eliminata?

La risposta è negativa. Una norma scritta non può mai essere abrogata per mancato rispetto. Gli unici modi per eliminare una norma dall’ordinamento sono l’abrogazione (tacita, espressa o per referendum) o l’annullamento ad opera della Corte costituzionale. Ma vediamo più da vicino se una legge che nessuno rispetta è ancora in vigore.

 

La desuetudine

Il fenomeno dell’abrogazione di una legge per mancato rispetto da parte di tutta la collettività si chiama desuetudine. In Italia, la desuetudine non è contemplata dall’ordinamento come metodo per eliminare le norme e non renderle più vincolanti. Sicché una legge che nessuno rispetta è ancora in vigore. Ne consegue che, se la polizia non ha mai comminato una multa per una determinata condotta, che tutti i cittadini hanno da sempre posto in essere, quella eventualmente inflitta a un solo soggetto sarà ugualmente valida.

Come si cancella una legge

Come dicevamo gli unici modi per cancellare definitivamente una legge sono l’abrogazione e l’annullamento.

Abrogazione della legge

Di norma la legge non ha mai una “data di scadenza”; essa ha validità a tempo indeterminato, fino a quando non ne interviene un’altra che – in modo esplicito o implicito – la cancella. Questa cancellazione va sotto il nome di abrogazione. Solo di raro le norme nascono con una durata prefissata (è ad esempio il caso di qualche bonus fiscale che viene previsto limitatamente per uno o più anni).

L’abrogazione è dunque l’eliminazione di una legge attraverso l’approvazione di una norma successiva e, quindi, più attuale. Se non vi fosse questo meccanismo, si avrebbe in teoria un contrasto tra due norme, quella anteriore e quella successiva, regolando esse, in modo diverso, lo stesso oggetto. Per eliminare tali conflitti normativi si stabilisce dunque che la norma più recente prevale su quella più vecchia e quest’ultima perde automaticamente efficacia (cosiddetto «criterio cronologico»).

L’abrogazione può essere di tre tipi:

Abrogazione tacita

Si ha quando una norma più recente disciplina in modo diverso una materia già regolata da una precedente norma, senza però dire che la precedente è abrogata. È il semplice contrasto tra le due, sulla medesima materia, che fa ritenere la più antica come abrogata.

Abrogazione espressa

Si verifica quando una norma esplicitamente dichiara che devono considerarsi eliminato una o più norme precedenti. Attenzione però: l’abrogazione opera solo tra norme dello stesso “rango”; ad esempio una legge successiva non può cancellare la precedente costituzione.

Abrogazione per referendum

Si ha quando i cittadini vengono chiamati a decidere se vogliono o meno eliminare una certa legge o una parte di essa.

 

Annullamento della legge

Tutte le volte in cui una legge è contraria alla nostra Costituzione può essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale, la quale la cancella dall’ordinamento dichiarandola in tutto o in parte «costituzionalmente illegittima». Infatti nessuna legge può porsi in contrasto con le norme della Costituzione.

Se una persona perde una causa per effetto di una legge che, successivamente alla sentenza, viene annullata:

  • qualora la sentenza non sia ancora divenuta definitiva, il giudice dovrà tenere conto della eliminazione della norma;
  • se la sentenza è divenuta ormai definitiva il processo non potrà essere riaperto.

Unica eccezione è prevista per il caso in cui la legge annullata abbia determinato una condanna penale. In tali casi ne cessano l’esecuzione e tutti gli effetti. La ragione di tale eccezione è facilmente intuibile: sarebbe ingiusto che qualcuno continui a scontare una pena per fatti che non costituiscono più reato.

PortaleRifutiSpeciali | Clini: merci su rotaie per contenere l’impatto ambientale.

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : feed

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PortaleRifutiSpeciali | Clini: merci su rotaie per contenere l’impatto ambientale. «Il trasferimento modale sui grandi assi di scorrimento» è il tema della tavola rotonda che si è svolta nella sede del Corriere della Sera a Milano alla presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, del presidente dell’Autorità portuale di Trieste Marina Monassi, dell’amministratore delegato di Alpe […]

L'articolo PortaleRifutiSpeciali | Clini: merci su rotaie per contenere l’impatto ambientale. sembra essere il primo su WiKi Plastic.

Cibi Scaduti: Quali Alimenti si Possono Mangiare – Mr. Loto

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : feed

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Cibi Scaduti: Quali Alimenti si Possono Mangiare – Mr. Loto

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Cibi Scaduti e Data di Scadenza

Diciamolo francamente, provoca sempre un certo dispiacere dover gettare nell’immondizia i cibi scaduti. Ma è davvero sempre necessario dover buttare via i cibi conservati oltre la data di scadenza? Gli studi dimostrano che la maggior parte dei consumatori hanno le idee confuse riguardo ai cibi scaduti ed alle date di scadenza.

Cibi Scaduti: Quali Alimenti si Possono Mangiare

Un sondaggio condotto negli Stati Uniti ha scoperto che circa il 90% degli americani si sbarazza dei cibi scaduti nel giorno esatto della loro data di scadenza. Questo comportamento si traduce in un costo di circa 218 miliardi di dollari che l’America spende annualmente per i cibi scaduti.

Anche in Italia le cose non vanno diversamente. Sono in molti a non avere ancora le idee chiare in merito alla data di scadenza dei cibi. Vediamo quindi di fare chiarezza su questo argomento in modo da dissipare ogni dubbio.

Conservazione dei Cibi, Cosa Dice la Legge

La normativa italiana vieta la vendita di un alimento nel periodo successivo alla data di scadenza. A seconda poi del tipo di alimento, vi sono degli obblighi di etichettatura per quanto riguarda la deteriorabilità. La data di scadenza deve quindi informare il consumatore del tempo limite entro cui un alimento risulta commestibile. Ovviamente, affinché un alimento si mantenga commestibile fino alla sua scadenza, vanno rispettate le modalità di conservazione suggerite dal produttore.

Tipologie di Alimenti 

Prima di parlare dei cibi scaduti che si possono mangiare, vediamo di fare una distinzione tra i vari tipi di alimenti e la loro deteriorabilità.

Prodotti Freschi

I prodotti alimentari freschi che deperiscono molto velocemente devono obbligatoriamente riportare la dicitura da consumarsi entro seguita dalla data. Questi prodotti sono il latte fresco, i formaggi freschi, le carni fresche, il pesce fresco, la pasta fresca, la frutta e verdura tagliate, sbucciate e confezionate etc. Per tutti questi prodotti, sulla confezione devono essere riportate anche la modalità di conservazione.

Il consumo di questi prodotti dopo la data di scadenza può essere pericoloso a causa della proliferazione dei batteri.

Prodotti a Lunga Conservazione

Gli alimenti a lunga conservazione sono i cibi in scatola, il riso, la pasta, i legumi secchi, la farina, i biscotti, il caffè, il tè, i condimenti e le spezie nei barattoli, etc.

Alimenti scaduti che si possono mangiare - Cibi in scatola

Per questo genere di prodotti la dicitura sulla confezione è diversa dalla precedente. Infatti la scritta Da consumarsi entro viene sostituita con Da consumarsi preferibilmente entro. A questa dicitura fa seguito il Termine Minimo di Conservazione (TMC).

Il TMC indica la data fino a quando un alimento mantiene intatte le sue proprietà nutritive ed organolettiche. In questi casi dunque i prodotti possono essere consumati anche dopo la loro scadenza senza rischi per la salute. Vedremo in seguito la tipologia di cibi scaduti che si possono mangiare con i relativi tempi limite di consumo.

Prodotti che non Scadono Mai (o Quasi)

Oltre ai prodotti sopra menzionati, ne esistono alcuni che, se conservati nel modo corretto, hanno tempi di conservazione molto lunghi. Questi cibi sono:

  • Miele
  • Sale
  • Zucchero
  • Aceto
  • Olive
  • Tonno in scatola
  • Riso
  • Fagioli secchi
  • Liquori alcolici
  • Senape

Cibi Scaduti – Quali si Possono Mangiare 

Come abbiamo visto la differenza sta nella dicitura che troviamo riportata sulla confezione degli alimenti. La scritta da Consumarsi entro, seguita dalla data, di solito non ammette deroghe. Non è quindi possibile consumare i cibi scaduti con tale dicitura.

Il discorso invece cambia quando sulla confezione di un prodotto alimentare troviamo la scritta Da consumarsi preferibilmente entro, seguita dall’anno. In questo caso parliamo di cibi a lunga conservazione per cui di solito sulla confezione viene riportato l’anno di scadenza.

Come abbiamo già accennato prima, la data di scadenza su questi alimenti sta ad indicare solamente il termine entro il quale un determinato cibo conserva le sue proprietà organolettiche e nutrizionali invariate. Consumare uno di questi cibi scaduti non significa quindi correre dei rischi dal punto di vista della salute. Al massimo un cibo a lunga conservazione scaduto può perdere un po’ di gusto ed alcune delle sue proprietà nutritive.

La Lista degli Alimenti Scaduti che Puoi Mangiare

Cibi scaduti: Miele 

Cibi scaduti e data di scadenza, il miele

Anche se per questo prodotto la scadenza non esiste, la legge prevede che i produttori diano indicazioni sulla sua durata. In questo caso la dicitura è Da consumarsi preferibilmente entro. Tale indicazione è riferita al Termine minimo di conservazione, ovvero la data entro cui il miele conserva le sue proprietà.

Consumare il miele oltre il suo TMC non comporta nessun rischio per la salute. Il miele si conserva per moltissimo tempo. Le alte temperature e l’esposizione alla luce diretta ne accelerano l’invecchiamento, ma non diventa mai nocivo per la salute.

Olio di Oliva Scaduto

Cibi scaduti che si possono consumare - Olio di oliva

Anche per l’olio di oliva non si parla di data di scadenza ma di tempo minimo di conservazione o TMC. In questo caso la legge prevede che il TMC dell’olio di oliva sia di 18 mesi, a partire dalla data di imbottigliamento. Oltre tale data l’olio comincia a perdere alcune delle sue proprietà ma senza essere in alcun modo dannoso per la salute.

Quanto appena scritto vale per l’olio extra vergine di qualità. Per gli altri oli venduti a basso costo meglio non consumarli quando scaduti. Alcuni sono già.

Yogurt Scaduti

Cibi scaduti che si possono consumare - Yogurt

Anche lo yogurt è uno dei cibi scaduti che può essere consumato dopo la sua data di scadenza. Ovviamente a patto che venga conservato in frigorifero alla giusta temperatura e con la confezione integra. In questo caso lo yogurt può essere consumato fino a 5-6 giorni dopo la sua scadenza.

Cibi in Scatola Scaduti

Alimenti scaduti che si possono mangiare - Cibi in scatola

I pomodori pelati, il tonno, le sardine, lo sgombro, il mais, i fagioli, i ceci e molti altri prodotti alimentari in scatola possono essere consumati anche alcuni mesi dopo la scadenza. Le scatole però devono essere ancora integre e non esposte ad alte temperature. Questi prodotti sono confezionati in ambiente sterilizzato per cui possono venir consumati anche 3-4 mesi dopo la loro scadenza.

Formaggi Scaduti

Alimenti scaduti che si possono mangiare - Formaggi

Se per i formaggi freschi la data di scadenza va rispettata, per quelli stagionati e a pasta dura il discorso è leggermente diverso. Quest’ultimi possono venir consumati anche se hanno superato la data di scadenza. Nel peggiore dei casi, se sul formaggio è comparsa un po’ di muffa, è sufficiente rimuoverla per potere mangiare la parte rimanente.

Cereali

Alimenti scaduti che si possono mangiare - Cereali

I cereali hanno una durata molto lunga oltre alla data di scadenza. Come per altri cibi scaduti, se vengono conservati in modo corretto, possono durare anche 1 anno oltre la data stampata sulla confezione. Anche in questo caso la dicitura Da consumarsi preferibilmente entro non rappresenta un vincolo tassativo ma un suggerimento.

Pasta Secca 
Cibi scaduti - Data di scadenza

La pasta secca ha già una durata lunga di per sé che va da 1 a 2 anni. Malgrado questo, la sua durata può essere più lunga. Conservandola in un luogo fresco ed asciutto con la confezione integra, la pasta secca può durare anche alcuni anni oltre la data consigliata sulla confezione. Per la pasta fresca invece, a causa della presenza dell’acqua, meglio non andare oltre i 3-4 giorni di scadenza.

Cibi Scaduti: Panettone e Colomba

Cibi scaduti che si possono mangiare - Panettone e colomba

Passate le feste è possibile che tra i cibi scaduti che ci ritroviamo in casa ci sia qualche panettone. Niente paura. I dolci come i panettoni e le colombe possono venire consumati anche 2 settimane dopo la loro scadenza. L’unico inconveniente a cui potete andare incontro è la perdita di fragranza e di sapore.

Uova

Cibi scaduti che si possono mangiare - Uova

Anche le uova fanno parte dell’ampia gamma di cibi scaduti che si possono consumare anche dopo la data di scadenza. Dai test eseguiti risulta che dopo una settimana oltre alla scadenza il loro consumo è ancora sicuro. Ovviamente vanno conservate al fresco e con il guscio intatto. Per essere sicuri basta immergerle nell’acqua e vederle affondare. Se galleggiano non mangiatele.

Bibite Scadute

Cibi scaduti che si possono mangiare - Bibite

E le bibite scadute si possono bere? La risposta è si. Questo tipo di bevande gasate hanno una scadenza che va dai 18 ai 36 mesi. Se vengono conservare correttamente, lontano da fonti di calore, la loro durata si può estendere di altri 4 mesi. Una volta che vengono aperte però vanno poi conservate in frigo e consumate presto a causa anche della perdita di anidride carbonica.

Cioccolato

Cibi scaduti che si possono mangiare - Cioccolato

Il cioccolato è un alimento che si conserva a lungo. Stiamo però parlando del cioccolato fondente. Per quanto riguarda il cioccolato al latte e quello contenente frutta secca il tempo di conservazione diminuisce. Il cioccolato fondente scaduto, se conservato al fresco ed in un luogo asciutto, può comunque essere consumato anche 4 mesi dopo la data di scadenza.

Caffè

Cibi scaduti che si possono mangiare - Caffè

Anche il caffè fa parte della categoria dei cibi scaduti che si possono mangiare. Come per molti altri alimenti, sulla confezione è riportato Da consumare preferibilmente entro. Questo significa che il caffè può essere consumato fino a 6 mesi dopo la data impressa sulla confezione. In questo caso è probabile che il caffè abbia perso parte del suo aroma ma non è pericoloso per la salute.

Latte

Cibi scaduti che si possono mangiare - Latte

Il latte fresco per legge scade una settimana dopo il suo confezionamento. Può essere consumato anche dopo 1-2 giorni dopo la data stampata sulla confezione, a patto che sia stato conservato correttamente in frigorifero. Il latte UHT a lunga conservazione ha invece tempi maggiori. Se conservato in frigorifero, si può consumare fino ad 1 mese oltre la data di scadenza.

Cibi Scaduti: Surgelati 

Cibi scaduti che si possono mangiare - Surgelati

Tra i cibi scaduti che si possono mangiare non potevano mancare gli alimenti surgelati. Per questa tipologia di alimenti si può andare 3-4 mesi oltre la data indicata sulla confezione. Per non correre rischi però i cibi surgelati devono essere stati conservati correttamente e continuamente nel congelatore.

Biscotti

Cibi scaduti che si possono mangiare - Biscotti secchi

Gli ultimi cibi scaduti che si possono mangiare che vi presentiamo sono i biscotti secchi. Sulla loro confezione è riportata la dicitura Consumare preferibilmente entro. Anche in questo casa la data riporta il termine entro il quale è garantita la qualità del prodotto. È possibile quindi consumare i biscotti scaduti anche dopo 4 mesi, a patto che la confezione sia integra.

Dopo l’Apertura Che fare?

Sulla confezione di molte bevande oppure di molte salse compare spesso la dicitura: Consumare entro 3 giorni dopo l’apertura, oppure Conservare in frigorifero dopo l’apertura. In questi casi occorre osservare scrupolosamente le indicazioni. Infatti questi prodotti sono molto soggetti allo sviluppo di microbi e batteri.

Cibi Scaduti che si Possono Mangiare, Riflessioni

Sono molti i cibi che, come avete potuto vedere, possono essere consumati anche dopo la data di scadenza presente sulla confezione. Consumare i cibi scaduti in molti casi rappresenta una scelta ecologica. Dover buttare via il cibo è una brutta abitudine che va corretta.

Quando gettiamo del cibo nella spazzatura non è solo lo spreco inutile che ci dovrebbe far riflettere. Si pensi anche che per produrre il cibo che viene poi gettato nell’immondizia, vi è un grande impiego di materie prime sottratte alla terra. Senza contare l’inquinamento che si produce per la preparazione degli alimenti.

Siamo sempre di più su questa terra e le risorse sono sempre le stesse. Occorre più che mai che ci adoperiamo a ridurre al minimo gli sprechi. Quando facciamo la spesa cerchiamo di fare attenzione a quello che compriamo ed alle date di scadenza.

Se poi capita di trovare in casa dei cibi scaduti non affrettiamoci a buttarli nella spazzatura. Come avete potuto vedere molti cibi scaduti sono ancora commestibili senza rischi per la salute.

Cibi Scaduti: Quali Alimenti si Possono Mangiare dopo la Data di Scadenza

Disclaimer:

Questa non è una testata medica, le informazioni fornite da questo sito hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di altri operatori sanitari abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non consentono di acquisire la necessaria esperienza e manualità per la loro pratica o il loro uso. Se ti sono state prescritte delle cure mediche ti invito a non interromperle né modificarle, perché tutti i suggerimenti che trovi su www.mr-loto.it devono essere sempre e comunque confrontati con il parere del tuo medico curante.

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Fonte: Cibi Scaduti: Quali Alimenti si Possono Mangiare – Mr. Loto

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Festa della Birra Boccali e Bocconi | Itinerarinelgusto

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : feed

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Festa della Birra Boccali e Bocconi | Itinerarinelgusto

Nella fantastica ambientazione naturale del Cerro, uno spazio verde immerso nella tranquillità del parco termale di Telese Terme, dal 25 Agosto al 3 Settembre 2017 è in programma la Festa della Birra “BOCCALI E BOCCONI Food e Beer Fest”, all’interno della quale è possibile degustare birre artigianali accompagnate da prodotti tipici bavaresi e divertirsi con intrattenimento musicale e concerti.

L’evento si inserisce in un’estate 2017 ricca di eventi con Ospiti Nazionali e Internazionali in un ciclo d’incontri culturali, musicali e d’intrattenimento vario, per adulti e bambini.

All’interno dell’area Cerro sono presenti un bar per Food & Drink, Ampio Parcheggio, Area attrazioni, Lounge Area, Area Mercatini.
Apertura stand ore 20:00, a seguire gli eventi artistici. INGRESSO LIBERO
Seguici su Facebook Festa della Birra Boccali e Bocconi
Eventi a cura dei partner Terme di Telese, Cafè Volturno, Gruppo D’Abbraccio, Show Management.

Programma Completo a INGRESSO LIBERO:
Ven 25 Agosto : “Alla Bua” e le tradizioni musicali salentine
Sab 26 Agosto : “Farias”, duo italo-argentino da X Factor e Festivalbar. A seguire, Disco dance night
Dom 27 Agosto : “Trementisti” e la musica popolare
Lun 28 Agosto : Cover Night
Mar 29 Agosto : “Tony Tammaro” e l’umorismo della “tamarraggine”
Mer 30 Agosto : Anime Del Sud
Gio 31 Agosto : Simone Schettino da “Made in Sud”
Ven 1 Settembre : Esibizione di N.S.G. PROJECT in Dance rEvolution
Sab 2 Settembre : Enzo Avitabile e I Bottari. A Seguire, Disco Dance Night
Dom 3 Settembre : Evoe’ e la musica popolare

Info Organizzazione
3494242692 – 3480396673 – 3490733563
estatealcerro2017@gmail.com

Ingresso Pedonale e Auto: Piazza Minieri, 1 – Viale Europa – Telese Terme (BN)

Titolo dell’evento: Festa della Birra “Boccali e Bocconi”

Nella fantastica ambientazione naturale del Cerro, uno spazio verde immerso nella tranquillità del parco termale di Telese Terme, dal 25 Agosto al 3 Settembre 2017 è in programma la Festa della Birra “BOCCALI E BOCCONI Food e Beer Fest”, all’interno della quale è possibile degustare birre artigianali accompagnate da prodotti tipici bavaresi.

Luogo: Telese Terme (BN)
Indirizzo: Piazza Minieri, 1 – Telese Terme (BN)

Su Facebook: https://www.facebook.com/festadella…

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Fonte: Festa della Birra Boccali e Bocconi | Itinerarinelgusto

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Capodanno 2016: trekking tra Etna e Sicilia orientale

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : feed

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Capodanno 2016: trekking tra Etna e Sicilia orientale

La Sicilia orientale, terra di miti, antiche tradizioni e tracce di civiltà grandiose, custodisce una natura varia e a tratti primordiale, a cui i suoi abitanti sono profondamente legati. La Riserva di Vendicari, che ospita oltre duecento specie di uccelli migratori, è la manifestazione perfetta della macchia mediterranea, che qui governa, intatta, il panorama sulle antiche saline. E dove la vegetazione si dirada, l‘Etna comincia a dominare il paesaggio. La “bottoniera” dei Monti Sartorius, con le sue “bombe vulcaniche“, e la Valle del Bove, dai colori intensi e contrastanti, sono osservabili in tutto il loro splendore da punti strategici che saranno la meta delle escursioni di questo viaggio. Da lì vi porteremo, attraversando valli dal suolo ancora caldo per l’ultima eruzione, in vista del cratere sommitale a quasi 3000 metri di altitudine.

Il vulcano si spinge addirittura fino al mare, dove dà vita ai faraglioni della Riviera dei Ciclopi, “macigni” lanciati, secondo il mito, da un cieco Polifemo contro un Ulisse ingannatore e fuggiasco. Ed è sempre il vulcano il creatore del blocco di basalto che, spaccatosi durante un sisma, ha originato le meravigliose Gole dell’Alcantara. In una natura così predominante, però, a testimoniare la presenza dell’uomo restano le cittadine e i paesi, che ospitano le espressioni più belle dell’arte siciliana.
Taormina, dall’alto, appare come una terrazza sul Mediterraneo e il suo teatro del III secolo a.C. accoglie ancora spettacoli e spettatori. A Noto vi sembrerà di trovarvi “dentro” una scenografia, fra edifici dalle curve morbide e giochi di prospettiva. Nei paesini troverete la migliore cucina tipica e il fascino di un’isola che è tante isole e che vive in bilico fra natura e civiltà.
Programma:

1° giorno
VOLO/TRENO PER CATANIA
Ritrovo dei partecipanti con la guida e sistemazione in hotel. Introduzione alla conoscenza dell’Etna.

2° giorno
RISERVA NATURALE DI VENDICARI – NOTO

Vista della spiaggia nella Riserva di Vendicari

Mattina dedicata alla visita della Riserva, una delle più belle aree umide d’Europa dove regna, ancora intatta, la macchia mediterranea. Visiteremo, poi, le antiche saline, luogo d’incontro dei fenicotteri e degli uccelli migratori. Centinaia di specie, infatti, sostano qui prima di raggiungere le località di riproduzione. Pomeriggio dedicato alla visita della città di Noto, massima espressione del Barocco siciliano che ricorda, con i suoi giochi di prospettiva e di linee, una scenografia in rosa e oro. In serata rientro in hotel, cena e brindisi di mezzanotte sono d’obbligo per salutare il nuovo anno!
Dislivello: 50 metri; difficoltà: facile
3° giorno
TAORMINA – LE GOLE DELL’ ALCANTARA

Etna_Alcantara
Etna: vista sulle gole dell’Alcantara

Giornata dedicata alle bellezze della costa orientale. Visita di Taormina, città-terrazza sul Mediterraneo, che, con il suo teatro greco romano del III secolo a.C. attira appassionati, artisti e viaggiatori da tutto il mondo. Da qui proseguiremo per un’escursione alle Gole dell’Alcantara. Alto fino a 25 metri e largo 2 nei punti più stretti, il canyon naturale sembra sia stato originato da un sisma che ha provocato la spaccatura di un blocco di basalto. Qui, immerse in una rigogliosa vegetazione, si scoprono grotte e anfratti a strapiombo sulle acque del fiume Alcantara. In serata rientro in hotel e cena.

4° giorno
PIANO DEL VESCOVO E LA VALLE DEL BOVE

Veduta dall
Veduta dall’Etna su Catania

Escursione di un’intera giornata nella Valle del Bove. Cammineremo da Piano del Vescovo, in uno scenario di faggeti, radure di ginestre e macchie di castagni d’alto fusto, fino raggiungere il crinale, da cui si gode uno splendido panorama dell’Etna e della vallata sottostante. Qui la vista si apre su un paesaggio primordiale, a tratti lunare, che rende quasi tangibile il legame con una natura primitiva e predominante, con contrasti di colore e sensazioni che sarà difficile dimenticare. In serata rientro in hotel e cena.
Dislivello: 400 metri; difficoltà: media

5° giorno
I MONTI SARTORIUS E LA SERRA DELLE CONCAZZE
Escursione ai Monti Sartorius, catena di sette coni vulcanici allineati nella tipica formazione detta “bottoniera” e generati dalla colata lavica del 1865. Sarà possibile osservare le cosiddette “bombe vulcaniche”, formazioni ovoidali, anche di notevoli dimensioni, sparate dal vulcano durante le eruzioni. Ancora più coinvolgente sarà la seconda parte dell’itinerario, che sale tra le lave del 1971 fino ad arrivare alla Serra delle Concazze, punto panoramico che si spalanca sulla vallata. Rientro in hotel. Cena e pernottamento
Dislivello: 500 metri; difficoltà: media

6° giorno
LA COSTA DEI CICLOPI

Costa dei ciclopi. Propietà Wikipedia
Costa dei ciclopi. Propietà Wikipedia

Intera giornata dedicata alla scoperta di uno dei litorali più belli della costa ionica, caratterizzato dai faraglioni, lingue di roccia vulcanica che si spingono per decine di metri nel mare; secondo la mitologia greca erano i “sassi” lanciati furiosamente da Polifemo contro Ulisse in fuga. Seguirà un’escursione alla Timpa di Acireale, promontorio di 200 metri a strapiombo sul mare. Nel pomeriggio ci ristoreremo in uno dei paesi circostanti (Acireale, Aci Castello o Aci Trezza), gustando un buon latte di mandorla vicino ai pescatori che preparano le reti. Rientro in hotel e cena.

7° giorno
PARTENZA
Rientro verso i luoghi di provenienza e fine dei nostri servizi.

Link al viaggio: ETNA E SICILIA ORIENTALE

Per saperne di più:
Four Seasons Natura e Cultura
Sito: viagginaturaecultura.it
Mail: [email protected]
PUBLIREDAZIONALE

Fonte: Capodanno 2016: trekking tra Etna e Sicilia orientale

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Le feste di Natale e il Capodanno in Costiera Amalfitana

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : feed

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Le feste di Natale e il Capodanno in Costiera Amalfitana

La Costiera Amalfitana è conosciuta principalmente come località turistico – balneare eppure il connubio vincente tra bellezze paesaggistiche e artistiche con le numerose manifestazioni organizzate nel periodo delle festività natalizie la rendono una meta turistica interessante anche a fine dicembre.

AMALFI

Per quanto riguarda l’aspetto religioso, l’appuntamento principale è sicuramente la solenne Messa pontificale della mezzanotte presso la cattedrale di Amalfi. Quest’anno la lunga scalinata che dalla piazza Duomo porta all’edificio sacro , metafora della strada per il Paradiso, assume un significato diverso rispetto al passato perché il suo portale è stato scelto come Porta Santa per il giubileo straordinario voluto da papa Francesco.

SALERNO

Salerno, città capoluogo della provincia e porta di ingresso della Costiera è ormai famosa per le sue luci d’artista, giochi di luce e installazioni luminose che coprono ben 27 km di strade cittadine. Il lungomare principale della città ospita su una intera corsia (circa 2km di lunghezza) i mercatini di Natale, oltre 100 stands di espositori provenienti da tutta Italia dove si può trovare ogni tipo di prodotto tipico o dell’artigianato per regali fuori dall’ordinario.

I PRESEPI
Davanti al suo mare Amalfi ha installato una pista di pattinaggio. Il caratteristico borgo di Atrani si è trasformato in un presepe a grandezza naturale sostituendo le anonime lampadine dell’illuminazione pubblica e talvolta anche privata con lampade di diversi colori. Chi percorre la SS 163 nel periodo natalizio non può non restare sorpreso dalla somiglianza con i presepi della tradizione napoletana specie se avrà l’accortezza di transitare il 24 dicembre a mezzanotte quando in un tripudio di fuochi pirotecnici dal monte Aureo verrà fatta scendere la stella cometa.

CAPODANNO NELLA COSTIERA AMALFITANA
Il capodanno rappresenta uno dei giorni più “caldi” di tutto il periodo natalizio, ogni comune rivierasco festeggia con musica e fuochi pirotecnici l’arrivo del nuovo anno. La notte insonne per eccellenza viene conclusa, dai tanti che ancora dispongono delle energie necessarie, sulle spiagge quando l’alba del nuovo anno illumina l’orizzonte.
Concerti, zampogne, presepi viventi e presepi artistici, gruppi folkloristici, spettacoli teatrali, visite guidate ecc. costituiranno un valido antidoto contro la noia e la ricca tradizione gastronomica natalizia proposta dai ristoranti e dagli hotel delizierà il palato dei visitatori.

INFO: A questo indirizzo costadiamalfi.it  è possibile trovare l’elenco delle principali iniziative previste in Costiera Amalfitana per il periodo che va dal 23 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016

Fonte: Le feste di Natale e il Capodanno in Costiera Amalfitana

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Capodanno 2016 in Puglia: i trulli, le murge e gli ulivi di una terra antichissima

Posted on : 24-08-2017 | By : admin | In : feed

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Capodanno 2016 in Puglia: i trulli, le murge e gli ulivi di una terra antichissima

Situata tra l’Adriatico e lo Ionio, si trova l’affascinante Puglia, il ‘tacco dello stivale d’Italia’. Per secoli questo tratto di terra è stato la porta d’Oriente e ha ospitato numerose civiltà, tra cui Greci, Romani, spagnoli e turchi, che hanno lasciato un segno profondo nell’architettura, nel cibo e nei dialetti locali. La Puglia vi sorprenderà con il suo pittoresco paesaggio, fatto di bianche antiche città, acque color smeraldo, e terreni agricoli lussureggianti punteggiate da infiniti ulivi grigio-argenteo e vigne racchiuse da muretti a secco. I sapori della cucina, rustica e soddisfacente, con semplici, gustosi piatti come la pasta “orecchiette” servita con una salsa di cime di rapa o pomodoro fresco e ricotta di pecora, e “burrata”, riprendono i colori e la forza di questa terra. Un vero paradiso per gli amanti del cibo: benvenuti alla vostra “fuga perfetta”, benvenuti in Puglia! In un meraviglioso ambiente, accolti nella cornice di una stupenda masseria, festeggeremo il nuovo anno percorrendo alcuni tra i più belli itinerari della zona e visitando stupendi borghi dove infinite sorprese ci attendono appena dietro ogni angolo.

Programma:
1° giorno – 30 Dicembre 2015
MARTINA FRANCA

Incontro con la guida nel primo pomeriggio a Bari, stazione ferroviaria e trasferimento in Masseria, sistemazione nelle camere. Presentazione del viaggio e della guida, cena e relax.

2° giorno – 31 Dicembre 2015
DA MARTINA FRANCA A LOCOROTONDO E CISTERNINO: NEL CUORE DELLA VALLE D’ITRIA

Orecchiette puglia
Colazione in masseria. Partenza per Martina Franca, breve visita della città che domina dall’alto il panorama della Valle d’Itria, un esteso altopiano che rappresenta il cuore della Murgia dei Trulli, un caratteristico paesaggio in cui emergono il verde degli ulivi e delle vigne, il bianco delle tipiche abitazioni con il tetto a cono, dei muretti a secco, delle masserie, il rosso scuro della terra. Dopo una passeggiata fra le bianche stradine del centro storico si potranno visitare la barocca Collegiata di San Martino, la chiesa di San Domenico e i vari palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Ducale, sede del Municipio e del Museo naturalistico delle Pianelle. Dopo aver vagato tra chiese ed eleganti palazzi, inizieremo il nostro percorso tra i borghi più belli della Valle d’Itria, tra antiche masserie e olivi secolari disseminati sulle “murge”, altipiani di origine carsica. Arriveremo a Locorotondo, uno dei borghi più belli d’Italia, così chiamato per la caratteristica forma rotonda dell’abitato, con il suo centro storico composto da un insieme di piccole case bianche disposte su anelli concentrici. Dopo una visita della città, continueremo il nostro viaggio a piedi attraversando un mosaico di piccoli vigneti segnati da muretti a secco, macchie di bosco mediterraneo, argentei uliveti che circondano antiche masserie e migliaia di trulli sparsi nelle contrade, fino a raggiungere nuovamente Martina Franca. Nel pomeriggio spostamento col mezzo a Cisternino, un altro borgo ammantato di bianca calce. Rientro in masseria.
In serata cenone di Capodanno in Masseria con intrattenimento musicale per festeggiare insieme il nuovo anno.

Dislivello: 150m – Lunghezza: 16km – Durata: 5:00 ore

3° giorno – 1 Gennaio 2016
GROTTE DI CASTELLANA, POLIGNANO E OSTUNI

Puglia_Ostuni (2)
Dopo colazione partenza per Castellana, per visitare le famose grotte carsiche formatesi nel Cretaceo superiore, circa novanta-cento milioni di anni fa. La bellezza delle Grotte di Castellana si apprezza con una visita guidata che si snoda lungo un percorso di 3 km: una straordinaria escursione guidata, a circa 70 metri di profondità, in uno scenario stupefacente, dove caverne dai nomi fantastici, canyon, profondi abissi, fossili, stalattiti, stalagmiti, concrezioni dalle forme incredibili e dai colori sorprendenti sollecitano la fantasia dei visitatori. Ci aspetta una giornata costellata da piccoli gioielli. Ci si sposterà poi a Polignano a Mare, lo splendido borgo di pescatori sviluppatosi a picco di una falesia a strapiombo sul mare, nella quale si aprono numerose e interessanti grotte. La nostra giornata si concluderà con la visita di Ostuni, denominata “Città Bianca” o “Città Presepe” per via delle sue case imbiancate a calce, tradizione che origina storicamente nel XVII secolo, quando questo fu l’unico modo per evitare che la peste dilagasse nella cittadina. Oggi, la caratteristica imbiancatura a calce rende Ostuni riconoscibile a distanza e indimenticabile ai visitatori. Il borgo antico è ricco di monumenti e aspetti pittoreschi dovuti alla eccezionale conservazione delle caratteristiche costruttive del luogo e delle peculiarità urbanistiche. La cena avrà luogo in un ristorante tipico di Ostuni. Trasferimento in Masseria e pernottamento.

4° giorno – 2 Gennaio 2016
RISERVA BOSCO DELLE PIANELLE: I BRIGANTI, GLI OLIVI E LE MURGE

le murge
Una stupenda escursione per i sentieri del Bosco delle Pianelle, immersi tra boschi e gravine nelle cui grotte un tempo trovavano rifugio i briganti, tra cui spicca il famoso Sergente Romano. Il Bosco delle Pianelle è uno degli ultimi lembi boscati dell’altopiano pietroso della Murgia, vasto circa 1200 ettari, rivestito da una fitta lecceta e solcata da gravine. Le cronache parlano delle Pianelle sin dall’800, quando il bosco fu rifugio di temuti banditi. Il nostro itinerario, a sviluppo circolare, attraversa due porzioni del bosco fra le quali s’inserisce il tipico paesaggio agrario murgiano con masserie, muri a secco, campi di cereali e isolati patriarchi vegetali. Al termine dell’itinerario, in una masseria locale potremo degustare la loro produzione di formaggi e olio.
Dislivello: 120m – Lunghezza: 10km – Durata: 4:00 ore

5° giorno – 3 Gennaio 2016
ALBEROBELLO, MONOPOLI E RIENTRO

Puglia_Trulli
Dopo la colazione, partenza per Alberobello, famosa nel mondo per i suoi trulli, la cui origine è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano allora imposero ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione. Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi luoghi di provenienza. Lasciata Alberobello, ritorno ai luoghi di provenienza. A seguire breve visita di Monopoli, borgo marino per eccellenza, con il suo stretto dedalo di viuzze di origine alto-medievale, sovrapposto ai resti di un abitato fortificato già nel V secolo a.C., che si affaccia sul mare, circondato da alte mura. Pranzo in ristorante tipico. Ritorno verso i luoghi di provenienza.

Link al viaggio: Puglia

Per saperne di più:
Four Seasons Natura e Cultura
Sito: viagginaturaecultura.it
Mail: [email protected]
PUBLIREDAZIONALE

Fonte: Capodanno 2016 in Puglia: i trulli, le murge e gli ulivi di una terra antichissima

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