Trading online, è boom: qual è la piattaforma italiana più affidabile?

Posted on : 20-09-2019 | By : admin | In : Economia, feed

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L’evoluzione tecnologica avvenuta negli ultimi vent’anni ha modificato, radicalmente, i settori più importanti del mondo industriale ed economico. Ed anche la finanza, in tal senso, non ha fatto certo eccezione.

Anzi, questo ambito è stato forse fra i primi ad essere letteralmente trasformato, sia nell’operatività interna che nei servizi proposti all’utenza finale.

Un chiaro esempio, in tal senso, lo si ebbe già alla fine degli anni ’90 con l’esplosione dei conti correnti online, che, all’epoca, proponevano soluzioni decisamente più competitive rispetto allo sportello bancario, anche con promozioni a “costo zero” per il cliente.

Una soluzione, quella tecnologica, che a breve è stata traslata anche all’ambito che maggiormente sta a cuore a buona parte degli italiani: investire i propri risparmi.

Trading online: un indubbio vantaggio in termini commissionali

I cittadini italiani, d’altro canto, sono da sempre particolarmente attenti al risparmio: non è casuale che, grazie a questa virtù individuale, l’Italia possa vantare ancora un’ottima credibilità a livello internazionale in grado di fare da contraltare all’abnorme debito pubblico statale, il secondo al mondo – in termini percentuali rispetto al PIL – dopo quello greco.

E se gli utenti, fino a poco tempo fa, erano costretti a recarsi allo sportello bancario per allocare i propri risparmi in ambito finanziario, oggi, grazie alla tecnologia, possono effettuare operazioni di compravendita direttamente dal proprio smartphone, pc o tablet. Una rivoluzione che ha un nome ben preciso, ormai noto alla maggior parte degli italiani: trading online.

Una modalità operativa, quest’ultima, che incorpora grandi vantaggi, assolutamente tangibili per qualsiasi risparmiatore. Il primo, quello maggiormente percepito, riguarda il “portafoglio”: le piattaforme di trading, infatti, consentono di ottenere un significativo minor esborso economico in termini commissionali.

Recarsi ad uno sportello bancario per comprare o vendere un titolo azionario, ad esempio, comporta una commissione variabile – nella maggior parte dei casi – da 0,50% a 0,80%, che può risultare parecchio salata se si investe delle discrete somme sui suddetti titoli.

Nelle piattaforme di trading, viceversa, le commissioni applicate sono ridotte all’osso, qualche volta, grazie a mirate operazioni di acquisition clienti, azzerate per un determinato lasso di tempo.

E chi prova queste piattaforme, difficilmente, in seguito, torna ad utilizzare lo sportello bancario come punto d’appoggio per la propria operatività in ambito finanziario.

Trading online: le migliori piattaforme supportano gli utenti nell’investire consapevolmente

Oltre all’aspetto economico, le piattaforme di trading consentono un significativo risparmio in termini temporali. In un’agenzia bancaria, infatti, oltre al tempo che, inevitabilmente, si spreca per recarvisi fisicamente, spesso si deve attendere il proprio turno, talvolta con tempi d’attesa certamente non brevi, prima di essere accolti da un consulente.

Una perdita di tempo spesso superiore anche ai 30 minuti, che può riflettersi negativamente anche sul prezzo di acquisto o vendita di un titolo finanziario, indipendentemente dal mercato presso il quale è collocato: non è raro, infatti, che la quotazione di un titolo possa oscillare significativamente, rendendolo talvolta meno appetibile in un ristretto arco temporale, spesso di pochi minuti.

Privilegiare le piattaforme di trading, inoltre, consente di esplorare mercati ai quali, raramente, è consentito l’accesso tramite il tradizionale sportello bancario, come il Forex, sovrano assoluto del trading online, il mercato degli ETF e delle commodities.

Una pluralità di opzioni che può agevolare il risparmiatore nella diversificazione dei propri investimenti, cercando di minimizzare il rischio e massimizzare il guadagno, tenendo ben presente il grado di rischio che, ognuno, è disposto a tollerare.

Per agevolare l’utente nell’effettuare una scelta consapevole dei propri investimenti esistono alcuni chiari e semplici tutorial, oltre che il supporto guidato di alcuni validi professionisti del settore: la piattaforma leader in Italia è quella di Fineco spiegata su questo sito, la migliore in termini di assistenza e consulenza nei confronti dei propri clienti, ideale anche per coloro che, per la prima volta, si affacciano al mondo degli investimenti.

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Rescissione Contratto

Posted on : 16-09-2019 | By : admin | In : Economia, feed

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Rescissione Contratto

Nei termini legali occorre essere precisi perché un errore nei termini può facilmente portare a decisioni errate da parte del Giudice. Questo non certo sul piano legale ma tali nel senso che se il termine di richiesta è errato o improprio la decisione non potrà che essere conseguente. Il motivo di tale premessa è che spesso si confonde la Risoluzione di un Contratto con la Rescissione Contratto. Le differenze non sono soltanto lessicali ma sostanziali. Oggi ci occupiamo della Rescissione di un Contratto.

Rescissione Contratto

Un Contratto è la stipula di un accordo con alla base condizioni determinate in cui l’oggetto è un trasferimento di beni, servizi o denaro. Le parti stabiliscono le condizioni di tale operazione e si obbligano al rispetto delle stesse.

E’ possibile una Risoluzione del contratto se le regole che ne sono alla base non sono rispettate, se il bene trasferito non corrisponde a ciò che è determinato o se una delle due parti decide di non dare luogo all’attuazione del contratto stesso.

Legalmente vi sono anche altri casi in cui è possibile pervenire alla Risoluzione del contratto ma queste sono certamente le principali. Nella Rescissione Contratto, invece, si perviene all’annullamento del Contratto stesso a fronte di specifiche situazioni che vedremo.

Rescindere Contratto

La Rescissione di un Contratto è regolata dal Codice Civile, in particolare dall’articolo 1447 e seguenti. Tale articolo considera soprattutto il caso di contratto concluso in stato di pericolo.

In tale ipotesi il contraente sottoscrive un contratto a condizioni inique per via di uno stato di necessità, noto alla controparte, per salvare se stesso o altri dal rischio reale di danni alla persona. In questo caso la parte contraente può rescindere dal contratto.

Il Giudice nel pronunciare la Rescissione può determinare un compenso alla controparte, equa per l’opera comunque prestata. L’articolo 1448, invece, considera la sproporzione di una parte a danno dell’altra approfittando di uno stato di bisogno per trarre un iniquo vantaggio personale.

Definizione di un Bisogno

Le persone possono vivere stati personali di difficoltà, di necessità per le quali hanno il Bisogno di qualcosa per fronteggiare la situazione. Il Bisogno, quindi, può essere definito come uno stato di necessità particolare anche relativa ad una condizione di pericolo o di necessità impellente e irrinunciabile.

Chi si presta a soccorrere la persona in bisogno non può approfittare della situazione ponendo condizioni stringenti ed inique per proprio tornaconto come presupposto per prestare aiuto alla persona.

Per soccorso non intendiamo la classica situazione di emergenza che si immagina legata a tale termine ma in senso più generale il fornire un aiuto ad una persona che esprime una necessità primaria.

Rescissione Contratto
Rescissione Contratto

Rescindere Significato

Il termine deriva dal verbo Scindere, ossia separare, nel caso specifico stracciare il contratto. Di fatto Rescindere un contratto equivale legalmente a ritenerlo nullo e quindi è anche sinonimo di annullamento del contratto.

Con l’annullamento vengono meno le obbligazioni che hanno caratterizzato il contratto stesso, quindi è come se non fosse mai stato stipulato. Resta ferma la possibilità da parte del Giudice di riconoscere alla parte proponente un compenso relativo all’opera realmente prestata fino al momento della Rescissione.

Contratto Rescisso

Una volta che il Giudice si è espresso deliberando la Rescissione del Contratto, ogni effetto giuridico di questo è annullato. Il contratto è, quindi, annullato, come se non fosse stato mai sottoscritto, salvo il compenso di cui sopra a favore del proponente il contratto stesso.

Tornando all’inizio di questo articolo, si puntualizza ancora l’importanza dei giusti termini per formulare la richiesta al Giudice. Se intendi Rescindere il Contratto, a fronte della sussistenza delle motivazioni esposte, non devi richiedere il Recesso.

In questo caso, infatti, il giudice si troverà ad arrontare un tema che si fonda su altri principi di legge e la sua decisione non sarà conforme a ciò che intendevi realmente.

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