Come contattare Poste Italiane?

Posted on : 21-08-2017 | By : admin | In : Economia, feed

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Come contattare Poste Italiane?- Poste Italiane è l’organizzazione probabilmente con la presenza più capillare sul territorio italiano, parallelamente alle stazioni dei Carabinieri. Praticamente in ogni Comune se non trovi molto, un Ufficio Postale e una Stazione dei Carabinieri li trovi. Poste Italiane offre una miriade di servizi diversi oltre a quelli più prettamente postali e talvolta puoi avere bisogno di contattare Poste Italiane. Come fare? 

Sono relativamente lontani i tempi in cui alla posta si andava essenzialmente per i servizi di spedizione di lettere, pacchi, vaglia o per pagare le bollette o, al massimo, per gestire un libretto o per fare dei Buoni Postali. Oggi molto è cambiato, Poste Italiane si sono evolute e offrono una serie di servizi differenziati per molte diverse esigenze anche finanziarie.

Poste Italiane Cambia

Con l’avvento di Internet e con la moltiplicazione delle possibilità di contatto in tempo reale, con gli SMS poi con le Chat, Facebook, WhatsApp, Twitter e molte altre, sono in via d’estinzione come i Dinosauri le persone che scrivono lettere se non per motivi ufficiali e formali.

Aveva un fascino ricevere una lettera, quante storie d’amore sono legate a lettere in cui venivano scritte frasi appassionate, pensieri, esplicitati sentimenti che i timidi magari non riuscivano a confessare a voce. Oggi questo romanticismo non c’è quasi più, tutto è freddo, ci si prende e ci si lascia con un messaggio sui Social.

L’effetto su Poste Italiane

Tutto questo ha determinato anche la necessità per Poste Italiane di evolvere, cambiare e tenere il passo con l’avanzare della tecnologia diversificando anche i propri servizi, modernizzandosi.

Un primo segno di rivoluzione è stato il Conto Bancoposta che risale a meno di 20 anni fa, uno strumento che ha segnato l’avvicinamento di Poste Italiane ai servizi Bancari e finanziari che oggi sono decisamente sviluppati.

Come contattare Poste Italiane?

L’ampliamento dell’offerta di Poste Italiane con servizi finanziari, investimenti e la possibilità di tracciare raccomandate e pacchi resa possibile dalla tecnologia ha portato a opportunità maggiori, più flessibilità ma anche all’incremento delle necessità di informazioni e di contatti.

Se hai bisogno di capire dov’è finito il pacco che hai spedito che magari ritarda la consegna, se vuoi informazioni rispetto a prodotti finanziari sottoscritti o hai problemi con la tua Carta Bancomat o un’altra Carta di Poste italiane, con il tuo conto e così via, puoi contattare Poste Italiane in diversi modi:

  • Telefonicamente
  • Online sul sito di Poste Italiane
  • Presso un ufficio postale

Il contatto telefonico

Poste Italiane ha un numero verde che si può utilizzare per qualsiasi necessità di informazione. Al numero 803160 attivo dalle ore 8 alle 20 dal lunedì al venerdì risponde una voce guida che ti orienta all’informazione di cui necessiti oppure ti mette in collegamento con un operatore.

Il numero verde è gratuito per linea fissa mentre per chiamate da dispositivo mobile il numero è 199100160 a pagamento secondo le tariffe del tuo gestore telefonico mobile ma in genere resta al di sotto di 0,60€ al minuto cui si aggiunge uno scatto alla risposta di 0,15 €.

Il contatto Online

Puoi contattare Poste Italiane attraverso il sito ufficiale con il quale puoi avere informazioni di ogni genere, sulla tracciatura di un pacco o di una Raccomandata, su servizi finanziari, su procedure specifiche ma anche inviare reclami di ogni tipo.

Ti verranno richiesti i tuoi dati, tipo nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale e di inserire nel campo Oggetto il tema relativamente al quale hai necessità del contatto. Puoi lasciare la descrizione del motivo o dell’esigenza per il quale sussiste la necessità di contatto e la modalità di risposta che può essere tramite la tua Posta elettronica o telefonica, con richiamo al numero indicato da parte di Poste Italiane.

L’Ufficio Postale

Per qualsiasi necessità di informazione o di problemi da risolvere, il personale degli Uffici Postali è a tua disposizione per affrontare e dare risposta ad ogni tua esigenza. Nei grandi Centri molti Uffici Postali seguono un orario di apertura continuata fino alle ore 18 ma se cerchi l’Ufficio più vicino a te e gli orari, trovi tutto sul sito di Poste Italiane: (https://www.poste.it/cerca/index.html#/). nel quale troverai anche la possibilità di contatto per diversi servizi.

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Firma Digitale: Come Ottenerla?

Posted on : 19-08-2017 | By : admin | In : Economia, feed

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Firma Digitale: Come Ottenerla?- Con l’era digitale e lo scambio di documenti online e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione si è posto il problema di come certificare l’autenticità del dichiarante o comunque del sottoscrittore dei documenti. Non essendo proponibile inviare i documenti online e recarsi di persona successivamente per firmarli, è stata inventata la Firma Digitale.

Cosa è la Firma Digitale

Cosa è la firma digitale già a questo punto è chiaro, si tratta di un modo per certificare l’autenticità della firma del sottoscrittore in modo che colui che riceve il documento possa accertare l’identità del mittente (principio di autenticazione) e dall’altra dare la certezza al sottoscrittore che il documento non possa subire modifiche arbitrarie e di comodo (principio di integrità).

La Firma digitale consente, quindi, la trasmissione di documenti ufficiali online a diversi soggetti pubblici e privati in maniera sicura e con tutti i crismi dell’ufficialità al pari dei documenti cartacei con firma autenticata. Chiunque può ottenere la Firma Digitale attraverso diverse aziende che lo consentono o, se titolari di azienda o amministratore di un’azienda, anche attraverso la Camera di Commercio.

A Cosa Serve la Firma digitale?

Supponiamo che devi trasmettere un atto ufficiale ad un ufficio di un’Amministrazione Pubblica, una dichiarazione, un’autocertificazione, come può l’Ufficio ricevente che la dichiarazione sia resa veramente dalla persona interessata?

Se non c’è certezza dell’identità del sottoscrittore la dichiarazione non può avere alcuna validità poiché potenzialmente resa da chiunque si millanti per il sottoscrittore. Attraverso un processo online si codifica la firma stessa in modo che solo la persona interessata possa disporre di tale codice con la conseguenza che la firma apposta si può ricondurre con certezza alla persona identificata.

Questo vale non solo per l’Amministrazione Pubblica ma per qualunque atto ufficiale scambiato online tra diversi soggetti, ufficializzando e certificando l’autenticità della firma e dell’atto stesso in tutta la sua legittimità e validità.

Come ottenere la Firma Digitale?

Ottenere la Firma Digitale non è difficile ma occorre valutare i costi richiesti dalle Aziende che consentono di ottenerla e gestirla, costi che variano anche se fondamentalmente non di molto da un gestore e l’altro.

Le principali società che permettono di ottenere la Firma Digitale sono:

  • Aruba
  • Infocert
  • Poste Italiane

Solo per gli imprenditori e per gli Amministratori di Società, anche la Camera di Commercio permette di ottenere la Firma Digitale.

La Firma Digitale è apponibile con tre diverse modalità che corrispondono anche a tre diversi pacchetti acquistabili presso le società che rilasciano la Firma Digitale, anche con diversi costi.

La Firma Digitale è possibile:

  • Attraverso una Smart Card, un documento simile alla tessera sanitaria/codice fiscale che necessita di un lettore collegato al PC dato in uso o acquistabile direttamente dalla stessa Società oppure in siti Online, ad esempio Amazon.
  • Attraverso la Carta Nazionale dei Servizi, una card che certifica l’identità del possessore, valida e riconosciuta da tutti gli Enti pubblici in quanto equiparata ad un documento d’identità a tutti gli effetti dal punto di vista digitale.
  • Attraverso servizi di firma digitale remota, un servizio online che permette l’identificazione anche attraverso Smartphone e Tablet con l’emissione di un codice temporaneo in maniera simile a quanto è per alcune banche per la gestione dell’home Banking. tecnicamente il “Token“.

Per ottenere il Kit che si desidera, occorre contattare la Società emettitrice, Aruba, Poste Italiane o Infocert Online. Verrà richiesto di inviare una copia del proprio documento d’identità, una mail di contatto e l’indirizzo cui spedire il materiale. Si deve pagare il servizio al costo indicato con Carta di Credito oppure una Prepagata abilitata al pagamento online.

Una volta ricevuto il materiale avrai anche le istruzioni per scaricare il Software per abilitare la firma digitale dopo di che puoi da subito usarla.

Come detto, oltre a tali società, anche la Camera di Commercio fornisce la Firma Digitale nelle stesse forme ma a costi inferiori, solo a imprenditori e amministratori di Società.

Firma Digitale e Camera di Commercio

Per richiedere la Firma Digitale, imprenditori e amministratori di società si possono rivolgere anche alla Camera di Commercio della provincia in cui ha sede legale la Società medesima.

La Camera di Commercio potrà rilasciare la Firma digitale attraverso la Smart Card con lettore di card da collegare al proprio PC oppure con il Token per l’emissione di volta in volta di un codice temporaneo oppure con il rilascio della Carta Nazionale dei Servizi.

La CNS contiene anche il Certificato di autenticazione per l’accesso ai servizi Web dalla Pubblica Amministrazione e il Certificato di sottoscrizione per apporre la Firma Digitale.

La Carta Nazionale dei Servizi permette anche l’accesso alle proprie informazioni aziendali contenute nel Registro delle Imprese quali:

  • Visura Ordinaria, Storica, artigiana e la scheda società
  • Modelli di dichiarazione sostitutiva da Certificato del Registro Imprese
  • Lo Statuto della società, gli atti e i Bilanci depositati
  • La situazione dei pagamenti dei diritti annuali
  • Lo stato di pratiche in atto o concluse presso il Registro Imprese.

Il Certificato digitale rilasciato ha durata predefinita e alla scadenza occorre rinnovarlo.

I costi della Firma Digitale

I costi sono variabili in funzione della modalità della firma digitale e della Società che rilascia il Kit scelto ma non si discostano molto in base alla Società.

Infocert richiede un pagamento di 59€ +IVA, lo stesso prezzo richiesto da Aruba che, per la Firma Digitale attraverso il Token richiede solo 40€ +IVA e 10 € per la spedizione. In questo caso c’è anche un costo in base alle marche temporali, ossia alle firme digitali apposte, pari a 12,50€ fino a 50. 22€ fino a 100 per arrivare al massimo previsto di 500 al costo di 90€.

Sempre con Aruba il Costo della Smart Card è di 32€ cui si deve aggiungere il costo del lettore che devi acquistare a parte

Poste Italiane attraverso Postecert richiede 51€ +IVA; per la sola Smart Card richiede 32€ che diventano 43 se si sceglie il Kit con il Soft Box per la gestione. Tutti i costi riportati si intendono +IVA.

Abbiamo accennato al costo presso la Camera di Commercio che per il sistema attraverso il Token richiede 40€+IVA mentre per la prima emissione di Smart Card o di CNS emette per la prima volta in forma gratuita, per gli iscritti alla Camera di Commercio stessa.

Per il Token il rinnovo costa 70€, come per i non iscritti. La Firma Digitale ha una validità di 3 anni, dopo i quali è necessario rifare la procedura di autenticazione come per una nuova pratica.

E’ evidente che se non hai rapporti di una certa costanza che richiedono una firma certificata, per la Pubblica Amministrazione o per scambi di documenti certificati con privati, questi costi sono assolutamente evitabili, risultando decisamente più conveniente recarsi di persona presso i vari uffici, o far svolgere le pratiche da un Caf o un Patronato, se di loro competenza o approfittare del Professionista che si occupa di tali pratiche che ha certamente una Firma Digitale.

C’è anche da dire che la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione non è ancora completata, ragione per la quale per molte pratiche con la P.A. è ancora necessaria la forma cartacea e la presentazione presso gli sportelli, pertanto in questi casi il possesso della Firma Digitale non ha alcuna utilità.

Da quanto detto è evidente che il maggiore interesse per la Firma Digitale può essere da parte di professionisti che scambiano spesso documenti ufficiali con altri soggetti, sebbene anche un privato cittadino possa venirne in possesso.

I costi e le modalità indicate sono al momento in cui scriviamo ma data la dinamicità delle aziende si possono trovare condizioni diverse, di maggiore agevolazione o maggiormente gravose, come possono variare le modalità. Per questo ti conviene sempre verificare la condizioni al momento in cui desideri richiedere la Firma Digitale.

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Diritto d’Autore: Royalties Libri e Brani Musicali

Posted on : 17-08-2017 | By : admin | In : Economia, feed

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Diritto d’Autore: Royalties Libri e Brani Musicali- Scrivere un libro, comporre una canzone, un brano musicale, è il frutto della creatività personale, della fantasia, di una capacità intellettuale della persona ed è assolutamente giusto che questo venga riconosciuto fondamentalmente in due modi: il Diritto morale e quello patrimoniale.

Era il lontano 22 aprile del 1941 quando l’allora Governo fascista di Mussolini diede una forma giuridica alla tutela dell’ingegno, della creatività, della capacità letteraria ed artistica con la Legge n° 633 che ha introdotto il concetto di riconoscimento della paternità di opere artistiche e letterarie attraverso un riconoscimento morale e di guadagno per gli Autori in funzione della fruizione pubblica di quanto creato.

Il riconoscimento morale tutela la creazione fantastica e artistica e la scrittura di libri non consentendo la riproduzione di quanto realizzato senza l’espressa autorizzazione dell’Autore o di chi ne gestisce i Diritti. In questo modo l’Autore del Libro o del Brano Musicale viene riconosciuto come l’unico soggetto cui ricondurre la cosa creata e i benefici che ne possono derivare in termini di notorietà.

Il riconoscimento patrimoniale, invece, riconosce all’Autore stesso una remunerazione del lavoro fatto, come unico beneficiario avente diritto, in funzione della diffusione pubblica dell’opera. Tale beneficio economico è riconosciuto al fine di incentivare con una retribuzione la creatività ed è riconosciuto per tutta la vita dell’autore e per i 70 anni successivi alla sua morte, a beneficio degli eredi.

Cosa sono le Royalties?

Siamo ormai avvezzi ad aver a che fare con termini inglesi che sono entrati nell’uso corrente del lessico quotidiano, talvolta usandoli anche in modo improprio non sapendo con precisione il loro significato, forse è questo anche il caso delle “Royalties“.

Questo termine inglese pare prenda origine dal tributo che chiunque doveva versare al Re su ciascun guadagno realizzato in proporzione al guadagno stesso, in tempi passati, costituendo un Diritto Reale su qualunque lavoro realizzato, qualsiasi opera che generasse un guadagno.

Nei tempi moderni la Royalties ha assunto il significato di un diritto economico in riconoscimento di una proprietà intellettuale. Si parla di Royalties, ad esempio, nei Franchising, in cui un beneficiario sfrutta l’idea del creatore della formula di Franchising e il suo nome che riconduce a tale attività, attraverso un pagamento in percentuale o in cifra fissa per avere il diritto di usufruire del Franchising stesso.

In campo creativo tale diritto economico si riconduce all’autore o agli autori in caso di compartecipazioni all’opera e prende il nome di Diritto d’Autore. In campo musicale esiste anche il fenomeno delle Cover, ossia di canzoni di un Autore o cantante che vengono cantate da altre persone, incise e vendute.

L’Autore del brano originale ha Diritto al riconoscimento economico sullo sfruttamento della sua opera ma reciprocamente chi canta la Cover ha diritto ad un riconoscimento anche sulla vendita del brano originale. Questo in quanto si ritiene che la Cover riconduca anche alla vendita del brano originale, in una certa percentuale contribuendo alla sua conoscenza e diffusione.

Siccome non abbiamo nulla contro la lingua inglese ma ci piace la lingua italiana, la nostra lingua, una delle più ricche del mondo, non parleremo più di Royalties ma di Diritti d’Autore nel presente articolo, il lettore ci capirà.

La legge sul Diritto d’Autore

Il riferimento legislativo che regola il Diritto d’Autore è sempre la Legge 22/04/1941 n°633 anche se nel tempo si sono inserite modifiche ma non talmente sostanziali da modificare concettualmente l’impianto legislativo originale.

La Legge lega il riconoscimento remunerativo del Diritto d’Autore alla diffusione pubblica della cosa creata. La vendita di dischi, cassette, CD e altri supporti contenenti i Brani Musicali contiene, nel prezzo di vendita una quota che viene riconosciuta all’Autore per ciascuna vendita realizzata.

Allo stesso modo la diffusione via radio, televisione o comunque la riproduzione pubblica del brano, è soggetta al pagamento del Diritto d’Autore per ciascuna riproduzione. Sebbene il diritto sia economicamente limitato, basta pensare ai grandi successi o ai tormentoni estivi che senti in ogni momento e su ogni radio anche per lunghi periodi per capire, oltre alle vendite che possono arrivare anche a milioni di dischi, come un brano azzeccato e diventato ampiamente popolare possa portare alla ricchezza il suo Autore.

La raccolta dei Diritti d’Autore è affidata, in Italia, alla Siae che raccoglie tutti i Diritti d’Autore ai sensi di legge, essendo la sola Società che la Legge autorizza a tale scopo. Gli Autori devono essere iscritti alla Siae per avere il pagamento periodico dei Diritti.

Ogni prodotto materiale che possa essere ricondotto ad un Autore identificato, anche con pseudonimo, nome d’arte o sigla, sia esso musicale o letterario, deve essere dotato di un Bollino Siae che attesta il versamento in proporzione al prezzo di vendita come Diritto d’Autore che viene a sua volta riconosciuto dalla stessa Siae all’autore.

In caso di diffusione immateriale, come la trasmissione via radio, ad esempio, la stessa deve comunicare la scaletta alla Siae in via preventiva o consuntiva e pagare i Diritti d’Autore per i brani trasmessi.

I Diritti d’Autore per libri ed e-Book

I libri in forma cartacea sono stampati a cura di editori che attraverso uno specifico Contratto Editoriale assumono i Diritti di sfruttamento del libro scritto, assumendosi il carico della promozione, della distribuzione, della stampa, talvolta con un contributo dell’Autore se non di fama, riconoscendo per ciascuna vendita realizzata il Diritto D’Autore allo stesso.

Ogni libro edito ha un codice assegnato, il codice ISBN, che riconduce il libro stesso al suo Autore. Negli ultimi anni si è diffuso il fenomeno delle edizioni digitali, immateriali di libri, gli e-Book che si possono acquistare online attraverso un codice digitale che viene fornito a fronte del pagamento e abilita alla lettura.

Gli editori Online assegnano, nello stesso modo dei libri stampati, un Codice ISBN che riconduce all’Autore per il riconoscimento dei Diritti d’Autore, versando all’Autore stesso i Diritti raccolti al raggiungimento di soglie di vendita predeterminate. Si evince da ciò che per avere il riconoscimento dei Diritti d’Autore occorre che il libro, materiale o digitale, sia ufficialmente edito.

Come Dichiarare i Guadagni dalla vendita di Libri ed e-Book?

I Diritto d’Autore rappresentano una fonte di guadagno per gli Autori e dal punto di vista fiscale ogni guadagno realizzato viene sottoposto a tassazione. I Diritti d’Autore non fanno eccezione. Gli scrittori devono pagare le tasse sul guadagno relativo ai Diritti d’Autore nella misura del 20% sul 75% del guadagno ma se di età inferiore a 35 anni la tassazione deve essere calcolata sul 60% invece che il 75%.

I Guadagni che derivano da premi letterari sono esenti da tassazione. Ovviamente i redditi che derivano dalla vendita di Libri ed e-Book si vanno a sommare ad altri eventuali redditi prodotti e vanno dichiarati con il consueto mezzo di dichiarazione dei redditi normalmente messo in atto, 730 o altro a seconda dei casi.

Gli e-Book sono in un certo senso penalizzati nella vendita in quanto gravati da IVA al 22% contro il 4% dei libri cartacei. In caso che il reddito derivi da Vendita di e-Book, gli editori Online devono fornire agli autori una ricevuta relativa a quanto versato che diventa il documento dimostrativo del reddito da usare nella Dichiarazione dei Redditi.

Diritto d’Autore 2017 e Riforma Siae

Nel 2014 l’UE ha emanato una Direttiva agli Stati aderenti alla Comunità, con lo scopo di superare i monopoli nazionali di gestione e raccolta dei Diritti d’Autore: parliamo della Direttiva Bernier (l’attuale negoziatore UE per la Brexit), la Direttiva 2014/26, con la quale si determina la liberalizzazione delle Società di Collecting dei Diritti d’Autore che, in ritardo, è stata recepita a marzo del 2017 dal Governo italiano.

Nel Decreto convertito in Legge che recepisce tale Direttiva si è fatta la solita cosa all’italiana: La Siae continua ad essere l’unica Società abilitata alla raccolta dei Diritti d’Autore in Italia ma gli Autori hanno il diritto di iscriversi liberamente presso altre Società sul territorio Comunitario, in altri Paesi.

La Legge pone dei vincoli: tali società devono essere trasparenti nella gestione economica, dirette da organi collegiali che devono relazionare annualmente sulla gestione ed avere poteri decisionali, e informare puntualmente gli Autori sui Diritti spettanti sulle spese di Gestione. Gli Utili derivanti dai Diritti d’Autore devono essere redistribuiti entro 9 mesi dalla chiusura dell’anno finanziario.

Questa legge ha anche introdotto altre novità, con riduzioni ed esenzioni dal pagamento dei Diritti d’Autore in particolari casi. Tra questi la rappresentazione con un pubblico inferiore a 100 persone o la rappresentazione di opere di esordienti al di sotto dei 35 anni d’età. L’attività di vigilanza sul rispetto è affidato all’Agcom.

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Prestiti Per i Giovani

Posted on : 15-08-2017 | By : admin | In : Economia, feed

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Prestiti Per i Giovani- Siamo in un periodo complicato dal punto di vista economico: la BCE ha messo in atto ormai da tempo misure di sostegno all’economia delle Nazioni con l’obiettivo di agevolare il supporto in termini di credito all’economia reale da parte degli Istituti di Credito ma questo ha funzionato solo in parte. Che possibilità hanno i Giovani?

L’industria in generale ha registrato un calo dei finanziamenti all’impresa pari a 16 miliardi dallo stesso periodo del 2016, un po’ meglio il Credito alle PMI ma ottenere un finanziamento non è ugualmente semplice. Le Banche vivono una difficoltà per le enormi sofferenze che devono affrontare e che avvelenano i bilanci.

Questo porta inevitabilmente ad una cautela notevole nella concessione di credito, è difficile accedere a meno di non avere notevoli garanzie da offrire ma particolarmente per i giovani questo è ancora più difficile. Se parliamo di giovani al di sotto dei 35 anni, questi non hanno nemmeno avuto il tempo, la possibilità di costruirsi una solidità che possa fungere da garanzia, dunque difficilmente riusciranno ad accedere ad un finanziamento.

Agevolazioni Prestiti Per i Giovani

Sono molto variabili i casi in cui un giovane può avere bisogno di un Finanziamento. Se parliamo di prestiti personali, davvero le possibilità sono poche se non si ha un reddito dimostrabile che porti l’Istituto di Credito a valutare positivamente la solvibilità della persona che richiede il prestito.

Se non c’è la busta paga o un reddito dimostrabile, diventa davvero dura. Diverso è il caso di un giovane che desidera accedere ad un mutuo per acquistare la prima casa, per mettere su famiglia: In questo caso molte Banche aderiscono al progetto Fondo di Garanzia dello Stato.

In buona sostanza un giovane under 35 che non abbia garanzie sufficienti da offrire alla Banca, magari perché ha un lavoro precario, realtà enorme e drammatica in Italia, può chiedere alla Banca di accedere al Fondo di Garanzia che, se concesso, apre il credito da parte della Banca.

Sostanzialmente lo Stato si fa garante per il debitore, quindi la Banca sa che in caso di insolvenza della persona fisica avrà comunque la copertura dallo Stato, quindi il rischio si azzera, la banca non rischia nulla e concede il finanziamento.

Tutto si gioca, quindi, sul rischio che la Banca valuta e per questo in ogni caso è molto difficile ottenere un prestito per chi ha avuto qualche disguido, fosse anche solo dei ritardi di pagamento di qualche rata in passato.

Bisogna registrare una buona Agevolazione da parte di Intesa San Paolo che offre a giovani fino a 35 anni un prestito, il Prestito Giovani a condizioni particolarmente vantaggiose per importi fino a 30 mila Euro con l’opzione di posticipare o cambiare la rata, quindi fornendo una buona flessibilità nel prestito. Tutto si può sapere e fare in qualsiasi filiale oppure anche Online.

Come Richiedere un prestito senza busta paga

Tornando al problema di sofferenze delle Banche, dal momento che già sono strozzate da queste, come si può razionalmente pensare che una Banca accetti di erogare un Prestito senza avere un minimo di garanzia che il denaro prestato ritorni? Tu presteresti dei soldi ad una persona che già sai che probabilmente non te li restituirà mai?

Ecco, dunque il perché le Banche ma anche altri Istituti di credito esigono delle garanzie. Se non hai una busta paga puoi ottenere ugualmente un prestito se puoi offrire all’Istituto una garanzia di rientro della somma ottenuta in prestito. Se non hai nemmeno questa possibilità diventa dura.

Esiste ancora una possibilità: il Prestito Cambializzato. La Cambiale è un titolo di debito firmato dal debitore e depositato presso una banca con scadenze prefissate. Entro la scadenza determinata bisogna pagare la Cambiale presso tale banca e avere in restituzione la Cambiale stessa.

Se non avviene il pagamento la Cambiale viene mandata in Protesto e si avvia l’iter per il pignoramento dei beni. In questo modo l’Istituto di Credito ha una certa garanzia di ritorno almeno parziale del prestito erogato e può, di conseguenza, concederlo con maggiore facilità anche a chi non ha una busta paga o un altro reddito dimostrabile.

Finanziamenti sotto i 35 anni

Abbiamo visto come sia complicato ottenere un prestito senza adeguate garanzie da offrire all’Istituto di Credito e perché sia così difficile particolarmente per i giovani che nella grave situazione occupazionale giovanile attuale faticano a trovare un lavoro se non assolutamente precario, quindi con scarse garanzie di solvibilità.

Abbiamo anche visto che un giovane, sempre per gli stessi motivi, difficilmente può aver accantonato valori materiali che possano costituire una adeguata garanzia. Peraltro molti giovani hanno idee innovative, progetti interessanti che possono costituire una via imprenditoriale che offre una buona prospettiva futura.

Sarebbe un peccato cassare tanta inventiva, volontà, potenziale di crescita personale e sociale che può far bene anche all’economia nazionale. Per questo diverse Banche stanno mettendo in atto progetti di finanziamento di supporto all’inizio di una via imprenditoriale per i giovani, per consentire loro una possibilità di futuro e di crescita.

Tra le varie Banche ci piace segnalare il Credito Cooperativo che ha deciso di finanziare i giovani che desiderano mettere in pratica i loro progetti imprenditoriali. Il progetto si chiama Buona Impresa! e si propone di offrire il Credito necessario per avviare l’Attività, il primo e più grande ostacolo tra il sogno e la realtà.

Il progetto propone anche una rete di consulenti per guidare e agevolare il percorso imprenditoriale.Il Mutuo Buona Impresa! è pensato per le giovani Start up e copre le esigenze iniziali con un piano di preammortamento di 12 mesi e con una durata massima del finanziamento di 60 mesi oltre il preammortamento.

L’importo massimo finanziabile è di 100 mila Euro e offre supporto per:

  • Consulenza per lo sviluppo dell’idea
  • Guida per la redazione del Business Plan
  • almeno due incontri annui di verifica per due anni

Questi servizi non sono erogati direttamente dalla Banca ma da Associazioni Imprenditoriali, Camere di Commercio o altri Professionisti qualificati in convenzione con la Banca Credito Cooperativo.

E’ ovvio che la Banca non fa tutto questo per beneficenza ma per il duplice aspetto di supportare il progetto finanziato per farlo funzionare e creare futuro per i giovani e per uno scopo egoistico, se vogliamo, ma pienamente legittimo: Se l’iniziativa va bene, la Banca ha garanzia di rientro del capitale più interessi, se dovesse andare male e fallire, tutto verrebbe dirottato nel calderone delle sofferenze della banca.

Ogni tanto anche le Regioni emettono dei bandi per l’erogazione di finanziamenti a tassi zero o a fondo perduto per supportare l’imprenditoria soprattutto giovanile, misure di contrasto alla disoccupazione giovanile attraverso l’incentivazione di attività imprenditoriali.

Ovviamente, se si riesce ad accedere a tali agevolazioni sotto forma di finanziamenti sotto i 35 anni, è un gran bene perché nel peggiore dei casi si evitano interessi che vanno a finire nel passivo del risultato di impresa, erodendo i guadagni.

Avviando un’impresa è anche importante valutare attentamente anche la forma societaria che presenta diversi costi e diverse condizioni fiscali. Interessante sotto questo aspetto la forma del regime fiscale forfettario che comporta notevoli risparmi fiscali ma tutto questo rientra già nel passo successivo al finanziamento.

Se hai la fortuna di conoscere qualche imprenditore già avviato bene, prova a proporre un finanziamento, magari con una sua partecipazione societaria. In questo modo riusciresti ad evitare costi bancari e di interessi ed avviare rapidamente il tuo progetto ma deve essere una persona fidata, non il primo che trovi: il mondo è pieno di squali!

Mantieniti informato sulle agevolazioni previste e messe in atto nella tua Regione, le realtà locali sono parecchio variegate e le iniziative messe in campo numerose, bisogna solo essere informati e tempestivi per non perdere la possibilità di importanti finanziamenti.

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