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Economia | KYK.it
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Dossier Titoli Come Funziona?

Posted on : 22-09-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Dossier Titoli Come Funziona?

Per coloro che si occupano di investimenti azionari, il conto corrente dossier titoli è la migliore soluzione attualmente sul mercato.

In questa fase di recessione economica, gl investitori più attenti sui mercati nazionali non hanno smesso di occuparsi delle loro finanze cercando buoni tassi d’interesse attraverso la compravendita di azioni, obbligazioni, titoli di Stato, warrant.

Per agevolare queste operazioni, molti istituti finanziari hanno proposto al mercato dei correntisti investitori la formula del deposito titoli o dei dossier titoli, l’argomento di cui ci occuperemo in questo articolo.

Cosa sono i dossier titoli e come aprire dossier titoli bancari?

Entrambe le risposte sono estremamente semplici anche se necessitano di una piccola focalizzazione.

Dossier Titoli Cosa Sono?

I dossier titoli sono conti correnti speciali, dedicati proprio al target degli investitori, dei trader per essere specifici nelle terminologie, conti correnti dal costo superiore ai classici rapporti di risparmio perché utilizzati in forma attiva, quindi richiedono una maggiore partecipazione tecnica da parte degli operatori degli istituti di credito.

Il dossier titoli quindi rappresenta una sorta di ‘paniere’ dentro il quale l’investitore mantiene attive le sue necessità speculative in materia azionaria ed obbligazionaria, investimenti solitamente effettuati attraverso manovre di compravendita attraverso il web, da non dimenticare anche il forex.

Aprire dossier titoli è davvero semplice: basterà specificare questa esigenza nel momento dell’inizio di una contrattazione con gli istituti finanziari o ricontrattare un eventuale conto corrente in essere.

Gli istituti saranno poi singolarmente specifici in materia di costi di apertura, di costi di gestione e di bollo dossier titoli.

Costi Dossier Titoli

Quali sono i costi riferiti alla gestione e al pagamento fiscale del bollo per coloro che possiedono un conto dossier titoli?

Come aprire dossier titoli?

Se siete possessori di un conto corrente e decidete di richiedere alla banca l’aprtura di un dossier titoli, dovrete firmare un nuovo contratto autorizzando la banca a muoversi in tal senso dal punto di vista legale.

Nel caso siate in procinto di aprire un nuovo conto corrente, provate a comparare sul web i costi attivi di gestione scoprendo con estrema facilità che i conti online confermano anche in questo settore minori spese da parte del correntista investitore.

La domanda ora è immediata e conseguenziale: ‘se possiedo un conto corrente e lo amplifico contrattualmente richiedendo il dossier titoli, pagherò lo stesso bollo annuale?’.

Imposta di bollo Dossier Titoli

La risposta non ammette repliche perché regolata dai codici ministeriali in materia di finanze: l’imposta di bollo dossier titoli è esattamente la stessa di quella del conto corrente, cioè di 34,20 euro per ciascuno dei due settori, quindi il totale c/c più deposito titoli prevederà annualmente un bollo di 68,40 euro.

Trasferimento Dossier Titoli Intestatario Diverso

Ed in caso di trasferimento dossier titoli ad un intestatario diverso la procedura è immediata?

Non del tutto: a volte all’istituto di credito occorrono anche due mesi per regolarizzare dal punto di vista gestionale e legislativo il trasferimento dossier titoli ad intestatario diverso ed il costo, a volte, dipende dal rapporto di fiducia tra voi correntisti e le banche, può essere anche sostenuto, ma fattibile sempre ed in ogni caso.

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MSCI Europe Index: Guida completa

Posted on : 20-09-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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MSCI Europe Index: Guida completa

Il mondo della finanza è in grado di offrire buone possibilità d’investimento sui mercati europei. Attraverso il MSCI Europe Index si può accedere a un paniere rappresentante le realtà europee per quanto concerne i titoli d’investimento.

MSCI Europe Index: cos’è

L’MSCI Europe Index è un indice azionario europeo. Sotto la sigla MSCI si cela il gestore dell’indice, ossia la Morgan Stanley Capital International.

La dicitura Europe si riferisce al fatto che il paniere riproposto dall’indice occupa l’85% della capitalizzazione in borsa di ognuno dei 15 Paesi europei che ne fanno parte, comprendendo al suo interno 435 titoli aziendali.

Tra le azioni proposte non ci sono solo quelle dell’Eurozona, ma anche quelle di altri Paesi del blocco europeo (Inghilterra, Svizzera e i Paesi della penisola scandinava che non utilizzano l’euro).

In breve si può dire che l’MSCI Europe Index rappresenta il valore medio di un fondo d’investimento azionario appartenente al mercato europeo.

MSCI Europe Index: composizione

I 15 Paesi che compongono l’MSCI Europe Index sono Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito.

Il Regno Unito in particolare rappresenta da solo il 28% posizionandosi in prima posizione con un largo distacco dal secondo (la Francia con il 17%).

Sempre il Regno Unito in compagnia degli altri Paesi che non utilizzano l’euro come moneta corrente, insieme formano quasi il 50% del paniere.

Per quanto riguarda la composizione settoriale troviamo al primo posto con il 20% di rappresentanza, il settore finanziario, seguito a una certa distanza dai beni di consumo (13,28%), il settore industriale (poco sotto il 13%) e gli healthcare (al 12,5%).

Trova scarsa rappresentazione il settore tecnologico a differenza di altri panieri e altri blocchi economici come gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda i titoli azionari che ne fanno parte, tra i primi troviamo la Nestlé, Roche Holding, Novartis, SAP SE, ASML Holding e altre realtà molto solide.

Come detto il settore tecnologico non gode di una rappresentanza altrettanto buona, cosa che, negli ultimi anni, lo ha penalizzato un po’ rispetto ai suoi concorrenti.

MSCI Europe Index: ETF

Gli ETF sono fondi speciali composti da un capitale collettivo a gestione passiva, cioè che si regolano autonomamente seguendo l’indice benchmark.

Hanno due vantaggi: la gestione semplice, che avviene come normali azioni, e commissioni relativamente basse (sopratutto in riferimento ai normali fondi comuni d’investimento).

Investire con ETF sul MSCI Europe Index significa lavorare con un titolo che ne segue l’andamento e la composizione. Per farlo si può scegliere uno qualunque dei 10 attualmente disponibili.

L’utilizzo di ETF permette di diversificare in maniera intelligente gli investimenti abbracciando piccole quote di un numero maggiore di azioni, limitando i rischi e permettendo un respiro più ampio sulle proposte del mercato.

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Deposito Titoli: Guida Completa

Posted on : 18-09-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Deposito Titoli: Guida Completa

Deposito Titoli o Dossier Titoli: un conto dove vengono elencati tutti gli investimenti effettuati e che permette di effettuare transazioni finanziarie, ecco la nostra guida completa.

Stai pensando di aprire un conto deposito titoli ma vorresti saperne di più?

Hai intenzione di cominciare ad investire e vorresti maggiori informazioni? Ecco la nostra guida semplice e completa.

Cosa è un deposito titoli?

Si tratta di una forma di contrattazione bancaria che permette, attraverso un conto deposito, di mantenere stabile un conto corrente d’appoggio per consentire al risparmiatore di investire in warrant, titoli azionari, forex, quote di fondi ed altri prodotti bancari di tipo speculativo.

É un conto corrente a tutti gli effetti, con la possibilità di consentire alla banca di poter amministrare tutti i classici strumenti finanziari, ricevendo dal cliente la delega di amministrazione e compravendita titoli, nonché di eseguire e incassare interessi, dividendi in essere, effettuando ai sensi di legge la registrazione contabile degli strumenti.

Il web è un’ottima fonte di ricerca degli istituti finanziari che consentono questo servizio anche con l’offerta dell’assenza di spese annue nella gestione del rapporto per cifre superiori ad una soglia che può variare da banca a banca.

Questo è in poche parole la definizione finanziaria di conto deposito titoli; nelle prossime righe ci soffermeremo su alcuni aspetti inerenti a questa tipologia innovativa di conto d’appoggio, scelta da un crescente numero di investitori per la flessibilità negli interventi e la possibilità di ricevere assistenze bancarie mirate in ambiti finanziari.

Imposta di bollo deposito titoli

Come calcoliamo l’imposta di bollo sul dossier titoli?

Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulla definizione generale di un conto d’appoggio, un rapporto tra banca e cliente specializzato in materia di investimenti finanziari, il dossier titoli.

Tra le spese di gestione, anche se la vostra banca per cifre superiori a soglie che solitamente partono dai 10000 euro investiti, avrete in ogni caso l’imposta di bollo sul deposito titoli.

É un’imposta fissa?

Assolutamente no: l’imposta di bollo viene calcolata annualmente con un aliquota dello 0,20% sul valore totale degli strumenti all’inizio dell’anno finanziario.

Per essere più espliciti e chiari, se possedete un capitale azionario nel conto di 20000 euro, la vostra imposta finale sarà di 40 euro. Non dimenticate mai che vale il capitale azionario e fa fede l’estratto del capitale azionario al 31 dicembre per il calcolo dell’imposta nell’anno successivo come previsto dal decreto “Salva Italia” del 2012.

Quali tipologie di conto deposito titoli offrono oggi gli istituti finanziari?

Negli ultimi anni, per agevolare i propri clienti all’interno di un mercato finanziario e bancario dalle proposte molteplici, anche in ambito di dossier titoli abbiamo avuto un’evoluzione rapida e ricca nelle proposte.

Deposito Titoli PIR

Parliamo quindi di deposito titoli PIR (il cui acronimo sta a sottintendere i Piani Individuali di Risparmio), una tipologia di conto che, tra le altre opportunità, offre una significativa agevolazione fiscale se l’investimento azionario sia eseguito da una persona fisica residente in Italia (obbligo contrattuale non opinabile) che investa almeno il 70% del capitale in titoli italiani o da imprese europee con una presenza stabile, anche fiscale, in Italia.

Deposito Titoli Poste

Ciò viene applicato sia dai classici istituti finanziari così come è oramai realtà consolidata l’offerta di dossier titoli, con le stesse caratteristiche di agevolazioni e gestione, dalle poste: il deposito titoli Poste concede le stesse opportunità delle banche, anche i costi di gestione (quando richiesti) sono minimi se non nulli.

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Polizze Vita Ramo 1: Guida Completa

Posted on : 16-09-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Polizze Vita Ramo 1: Guida Completa

La polizza vita ramo 1 sono una modalità di investimento spesso utilizzata in Italia e semplicissima da capire: ecco una guida completa che ti aiuterà a scoprire come funziona, quali sono i vantaggi, quali gli svantaggi.

Polizze vita ramo 1 cosa sono

Le polizze sulla vita sono tra le più note e sottoscritte sul mercato assicurativo.

Tali assicurazioni consistono in contratti sottoscritti tra l’assicurato e l’assicuratore, con quest’ultimo che si impegna a versare a un beneficiario (nominato dall’assicurato) una somma di denaro, il tutto in cambio di un premio assicurativo.

La polizza sulla vita, è logico, si attiva nel momento in cui la persona assicurata viene a mancare.

Nel caso delle polizze vita ramo 1, le assicurazioni consistono in una polizza collegata appositamente a un fondo obbligazionario.

Da ciò ne deriva che la sottoscrizione di una simile assicurazione non è altro che un vero e proprio investimento finanziario, detenendo una gestione separata e offrendo una serie di garanzie accessorie.

Polizze vita ramo 1 Intesa Sanpaolo

Le polizze vita ramo 1 sono garantite da qualsiasi istituto bancario e assicurativo.

Nel caso di Intesa Sanpaolo, il catalogo “Vita” consente al cliente di optare per ben otto tipologie differenti di polizza: nello specifico, si passa dalla InFondi Stabilità Plus Insurance, caratterizzata dalla possibilità di mettere in sicurezza sino al 70% del capitale investito, alla polizza Penso A Te, che consente di destinare a un giovane una somma di denaro entro una data precisa.

Polizze vita ramo 1 Generali

Generali offre una polizza vita ramo 1 denominata Lungavita.

La polizza viene resa disponibile nella variante BASIC, in quella TOP NON FUMATORI e in quella SPECIAL NON FUMATORI, ognuna delle quali caratterizzata da condizioni differenti a seconda dello stato di salute (e delle abitudini) del soggetto assicurato.

Polizze vita ramo 1 imposta di bollo

Per quanto riguarda l’imposta di bollo, va specificato che le polizze vita di ramo 1, ossia polizze vita tradizionali, non prevedono il pagamento della tassa suddetta.

Ciò avviene in virtù del fatto che simili assicurazioni sono collegate alla cosiddetta “gestione separata”.

Inoltre, va considerato che sono esentate dal pagamento dell’imposta anche le polizze che siano state sottoscritte in una data antecedente al 31 dicembre 2000.

Polizze vita ramo 1 gestione separata

La gestione separata consiste in un fondo tipo pensionistico finanziato automaticamente dal versamento, all’interno dello stesso, dei contributi previdenziali.

Le polizze vita di ramo 1, note per essere polizze tradizionali, si basano proprio sul regime di gestione separata, e consentono di risparmiare denaro da investire per il futuro dei propri cari.

La formula della gestione separata è particolarmente vantaggiosa, poiché i risparmi vengono accumulati creando un patrimonio del tutto indipendente, incassabile esclusivamente da colui che ha sottoscritto l’investimento.

Polizze vita ramo 1 Reale Mutua

Infine, vi è la polizza vita ramo 1 proposta da Reale Mutua. La polizza è denominata appositamente Valore Vita Reale, e alla pari delle altre assicurazioni sulla vita consente di assicurare una somma optando tra sei differenti tipologie di polizze: Light, Standard, Top, Decrescente, Casa e Valore Vita Wellness, contraddistinti da formule estremamente personalizzate.

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