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Economia | KYK.it
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Satispay Opinioni: Conviene?

Posted on : 27-02-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Satispay Opinioni: Conviene?

Tutti parlano di SatisPay, sempre più persone cercano informazioni su SatisPay, non una carta di pagamento, non un conto corrente bancario ma un sistema di pagamento innovativo, semplice da utilizzare e soprattutto gratuito.

Se stai cercando delle Opinioni su SatisPay sei nel posto giusto, in quest’articolo infatti scoprirai tutto ciò che c’è da sapere su SatisPay.

Satispay è l’innovativa app che permette di pagare in maniera semplice e veloce, monitorare le spese e risparmiare sugli acquisti presso i negozi convenzionati SatisPay, ma procediamo con ordine.

Satispay Opinioni

Purtroppo cercando recensioni online su SatisPay si trovano siti come Trustpilot dove sono presenti due tipologie di recensioni: gli utenti che lamentano problemi con l’assistenza clienti e utenti che invece inseriscono il loro famoso codice amico Satispay.

Proprio per questo abbiamo pensato di scrivere noi una Recensione di Satispay, dopo averla provata per diversi mesi.

L’app è semplicissima da utilizzare e completamente gratuita: gli unici costi per i privati sono quelli addebitati quando si effettua, tramite app, il pagamento di bollettini, ma in realtà questi costi sarebbero applicati anche pagando il bollettino in altro modo (ed anzi, a dirla tutta, il costo per l’operazione applicato da SatisPay è piuttosto conveniente, poiché è di 1 € per bollettino).

Come viene spiegato inoltre in una video recensione su YouTube, SatisPay conviene davvero:

Satispay Come funziona video

Opinioni Satispay Conviene?!?

Questo video è molto dettagliato e presenta in dettaglio tutte le caratteristiche di SatisPay.

Noi lo riteniamo uno strumento di pagamento semplice da utilizzare, pratico e conveniente: il sistema di cashback, attivo in tantissimi negozi convenzionati, permette infatti di ricevere degli sconti immediati sotto forma di riaccredito dei soldi sul nostro conto SatisPay!

Per spiegarti meglio come funziona, però, ho pensato di scrivere un paragrafo in cui creare una guida all’uso di SatisPay

SatisPay Come funziona?

Una volta effettuata la registrazione, dopo aver scaricato l’app (link per iOSlink per Android), dovrai seguire la procedura di registrazione (inserendo il numero di cellulare, l’IBAN di un conto corrente o di una carta prepagata con IBAN che accetta l’addebito diretto), l’indirizzo di residenza e la foto del documento.

Una volta verificato il profilo potrai dunque impostare un budget settimanale da utilizzare.

SatisPay è una app gratuita che permette di:

  • Effettuare pagamenti nei negozi fisici convenzionati ed online
  • Scambiare denaro con amici e contatti
  • Acquistare servizi
  • Pagare bollettini
  • Risparmiare in modo smart

Pagamenti in negozio: in tutta Italia ci sono più di 90.000 negozi convenzionati presso i quali potrai pagare in tutta sicurezza senza utilizzare la carta di credito, ecco un video dimostrativo:

Pagamenti Satispay

Scambiare denaro con amici: immagina di andare a cena con amici e dover dividere il conto: con SatisPay potrai saldare rapidamente il debito e scambiare i soldi con contatti e amici, ecco il video dimostrativo:

Scambiare denaro con SatisPay

Acquistare ricariche telefoniche: puoi ricaricare immediatamente il tuo cellulare direttamente tramite app, e potrai anche fare ricariche telefoniche ai tuoi contatti della rubrica in maniera semplice e veloce.

Pagare bollettini, MAV / RAV e PagoPA: ti basterà inquadrare il codice a barre ed in pochi istanti potrai pagare il bollettino direttamente dall’app di Satispay:

Risparmiare con SatisPay: con Satispay, oltre alla funzione Cashback, puoi anche creare un vero e proprio salvadanaio digitale dove conservare i risparmi o dove impostare di mettere da parte mensilmente una cifra per delle spese extra, per le tue vacanze, o per un tuo sogno nel cassetto!

SatisPay Cashback

Fai shopping in più di 90.000 negozi convenzionati con l’app Satispay e puoi avere un rimborso immediato sui tuoi acquisti!

È questa la frase che si può leggere sul sito ufficiale Satispay, dove viene spiegato come funziona il Cashback, un rimborso immediato di una percentuale della spesa effettuata che viene riaccreditato sull’app una volta completato il pagamento.

Il rimborso viene riconosciuto in automatico sotto forma di disponibilità su Satispay e può essere utilizzato sin da subito per effettuare nuovi acquisti o scambi di denaro.

Satispay Bonus

Abbiamo trovato online tantissimi utenti che parlano di bonus Satispay e che inseriscono di fatto il loro codice invita amico. Se conosci qualcuno che ha già SatisPay puoi farti invitare da lui, oppure puoi inserire il codice MONESATIS in fase di registrazione.

Alcuni utenti abbiamo letto lamentano il fatto di non aver ricevuto il bonus, in realtà è la stessa piattaforma a spiegare tramite il sito ufficiale che il bonus sarà accreditato una volta che l’account sarà attivo e verrà impostato il budget.

Per ottenere il bonus bisogna completare la registrazione entro 10 giorni, altrimenti il codice non sarà più valido, ma fortunatamente i tempi di verifica dell’account non incidono sulla validità del codice promo.

Speriamo che con quest’articolo tu abbia risposto alla tua domanda Satispay opinioni, se vuoi dire la tua lascia un commento, metti mi piace, oppure condividi l’articolo su Facebook!

Per visitare il sito ufficiale dell’Assistenza Satispay clicca su https://support.satispay.com/it/

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Alitalia di Nuovo in Vendita: 3 i Rami d’Azienda

Posted on : 27-02-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Alitalia di Nuovo in Vendita: 3 i Rami d'Azienda

Alitalia di nuovo in vendita, questa volta però non alla ricerca di un solo partner, e nemmeno di una cordata, visti gli scorsi insuccessi.

L’idea è quella infatti di vendere i tre rami d’azienda separatamente: così, dopo la liquidazione di Air Italy di pochi giorni fa, si diffonde la notizia di come, anche la compagnia di bandiera italiana sia nuovamente alla ricerca di acquirenti.

Il compito di redigere il bando di vendita è stato affidato dal commissario di Alitalia (Giuseppe Leogrande) ai consulenti di Rothschild.

Secondo le ultime indiscrezioni sembra sia stato richiesto di vendere l’azienda non in blocco ma nei suoi tre rami d’azienda, dei quali purtroppo solo uno sembra essere quello più “appetitoso”.

I tre rami di Azienda di Alitalia sono:

  • Aviazione, con flotta e diritti di volo (conta 6500 addetti)
  • Handling Aeroportuale
  • Servizi di Manutenzione

Il nuovo piano operativo, o meglio il nuovo business plan, sembra inoltre preveda una maggiore tutela per i lavoratori, ne sapremo sicuramente di più nei prossimi giorni.

A dirla tutta, già a novembre dello scorso anno si era diffusa la notizia che Alitalia, dopo gli esuberi, fosse alla ricerca di una nuova struttura, di una nuova forma più alleggerita e quindi più appetibile.

Se inizialmente si parlava di una cordata con FS – Atlantia – Lufthansa ed il Mef, ora le carte in gioco sono state nuovamente mescolate, ricordiamo infatti che a suo tempo Lufthansa aveva chiaramente chiesto di ridurre il numero di esuberi, passando dai 6000 ai 3500.

Sempre lo scorso anno, a settembre, il Mise aveva dato una proroga ad Alitalia proprio per definire il piano di rilancio della compagnia aerea.

Non bisogna infine dimenticare che Alitalia, la compagnia di bandiera italiana, ha preso dallo Stato grazie ai finanziamenti ed all’interesse dello Stato tantissimo denaro a fronte di utili praticamente inesistenti.

Uno dei maxi prestiti effettuati infatti dallo Stato nei confronti di Alitalia ammonterebbe a ben 900 milioni.

Alitalia di nuovo in vendita, cosa succederà dunque?

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Mercati al Ribasso e Coronavirus: Cosa succede?

Posted on : 26-02-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Mercati al Ribasso e Coronavirus: Cosa succede?

Mercati al ribasso a causa del Coronavirus: cosa sta succedendo? C’è chi lo chiama “Effetto Coronavirus”, e già il 24 Marzo Piazza Affari aveva chiuso la giornata con un calo del 5.43%, ma quali sono le cause?

Tutto il mondo è in allerta per il Coronavirus: quarantene, smart working, cancellazioni di prenotazioni e viaggi, chiunque sta cercando di prendere le dovute precauzioni per evitare il coronavirus.

Lato coronavirus si parla di un raddoppio dei contagi ogni sette giorni, ed il mondo scientifico è alle prese con lo studio degli effetti del coronavirus, ma come questo può influire sui mercati finanziari?

Qual è il collegamento fra questo virus e l’economia?

Prima di tutto bisogna considerare chiaramente i voli in entrata ed in uscita per i vari paesi, che incidono su turismo e su chi viaggia per affari.

Ma non bisogna dimenticare anche le ricadute sui consumi interni dei singoli paesi: blocchi alla circolazione hanno ripercussioni anche sul commercio internazionale, senza considerare che la Cina è oggi considerata la fabbrica del mondo (grazie alla manodopera a basso prezzo) e di conseguenza le quarantene portano ad un blocco totale, tanto che si parla persino di rischio recessione.

Proprio per queste motivazioni negli ultimi giorni è aumentata la paura dei mercati finanziari che hanno registrato importanti flessioni un pò in tutto il mondo.

Il COVID-19 ha un impatto dunque sia sulla salute che sulla popolazione e sull’economia globale: dall’andamento dei titoli (il coronavirus è stato classificato come un “cigno nero”, vale a dire come un evento la cui portata può crescere in maniera esponenziale).

Le fonti di rischio per i mercati finanziari sono dunque:

  • Che il Coronavirus diventi una pandemia globale
  • Il rischio che la malattia continui a diffondersi e che di conseguenza i governi adottino misure contenitive che porterebbero delle modifiche significative nel comportamento dei consumatori

Tutto questo si traduce dunque in annullamenti di vacanze, riduzione degli acquisti e dei viaggi, oltre che la riduzione degli spostamenti.

Secondo gli esperti basta che la diffusione del virus si protragga per alcuni mesi per modificare il comportamento di consumatori e di aziende.

Tu cosa ne pensi? Vuoi dire la tua? Lascia un commento!

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Revolut Raccoglie 500 Milioni di Dollari?

Posted on : 25-02-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Revolut Raccoglie 500 Milioni di Dollari?

Revolut, la fintech che sta facendo parlare di se da diversi mesi per la comodità d’uso e per le sue caratteristiche, diventa ancora più grande, dopo aver raccoloti in un nuovo round di investimenti 500 milioni di dollari.

È notizia di queste ore che Revolut, Fintech che ha rivoluzionato il modo di fare banca e di gestire diverse valute senza pagare commissioni di cambio, abbia raccolto 500 milioni di dollari durante un round di investimento di serie D.

Il totale degli investimenti raccolti raggiunge in questo modo gli 836 milioni di dollari, merito del fondo americano TCV e della partecipazione di altri investitori che avevano già creduto in Revolut.

Questa novità porta Revolut ad essere una delle aziende fintech con la più alta valutazione al mondo.

Ma come è possibile che Revolut sia riuscita a chiudere questo nuovo round di investimenti? Semplice, nel 2019 il numero di utenti è cresciuto del 169% ed il numero degli utenti attivi su base giornaliera è cresciuto rispetto all’anno precedente del 380%.

Numeri davvero degni di nota per Revolut, che è sempre più focalizzata su customer experience e sulla possibilità di offrire agli utenti sempre più servizi, come ad esempio:

  • Servizi di credito per utenti retail
  • Servici di credito per utenti business
  • Estensione di conti deposito con tassi di interesse vantaggiosi
  • il rafforzamento dell’assistenza clienti

Inutile dire che il messaggio divulgato da Nik Storonsky, fondatore e CEO d Revolut è più che positivo e rimarca come Revolut sia orientata alla costruzione di una piattaforma finanziaria globale attraverso la quale gli utenti possano gestire in maniera semplice e veloce tutti gli aspetti finanziari quotidiani.

Sembra che il valore dela fintech sia ore di 5 miliardi e mezzo, e che siano in arrivo anche i prestiti da smartphone grazie a Revolut!

La banca digitale nata nel 2015 in UK (Regno Unito) è ora una delle più grandi fintech community al mondo.

I nuovi finanziamenti saranno utilizzati per lo sviluppo del prodotto all’interno dei mercati esistenti e per lanciare operazioni bancarie in Europa al fine di aumentare ancor di più l’utilizzo quotidiano di Revolut.

Revolut si concentrerà nei prossimi mesi sullo sviluppo degli account Premium e Metal, che hanno dimostrato essere una fonte di ricavi efficace ed efficiente per il business con una crescita negli ultimi 12 mesi del 154% secondo quanto affermato da Revolut.

Fra i benefit degli account premium e metal ci sono il cambio valuta illimitato, gli accessi alle lounge aeroportuali e lo stock trading senza commissioni.

Complimenti Revolut!

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Coronavirus: come il virus dell’ignoranza uccide l’economia

Posted on : 25-02-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, Economia, feed

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L’isteria collettiva sta già avendo delle conseguenze sui mercati, sugli investimenti, sulla produzione e sull’export. Avanti così, si toccherà il fondo.

Di fronte a qualsiasi emergenza, il pericolo maggiore è quello di perdere la testa. Va da sé che la priorità assoluta è quella di tutelare i beni più preziosi e indiscutibili, cioè la vita umana e la salute dei cittadini. Ma è indiscutibile – e ne stiamo avendo già i primi evidenti segnali – che l’isteria collettiva piò comportare un prezzo molto alto anche quando l’emergenza sanitaria sarà finita (ci si augura che ciò succeda al più presto). E potrebbe essere troppo tardi per accorgersi di come il virus dell’ignoranza uccide l’economia dopo che il coronavirus ha ucciso delle persone.

Nei pochi giorni trascorsi da quando sono iniziati i contagi a catena (sarebbe meglio dire da quando si è avuto notizia dei contagi), c’è stato un preoccupante scossone nei mercati. Lo spread è tornato a salire in modo pericoloso: il lavoro fatto da fine gennaio per farlo scendere è stato banalizzato. I rendimenti di Btp a 10 anni sono aumentati, il tasso dei Bund tedeschi precipitato. Ce ne siamo occupati in questo articolo spiegando come il coronavirus danneggerà gli investitori in titoli di Stato. L’euro rispetto al dollaro è sceso ai livelli di maggio 2017. Insieme alla febbre del virus è arrivata quella dell’oro, il bene rifugio per eccellenza sul quale molti risparmiatori stanno mettendo di nuovo le mani.

A tutto ciò si aggiunge il comportamento di migliaia di persone terrorizzate dall’idea di restare con il frigorifero vuoto, di essere contagiati in qualsiasi modo ed in qualsiasi luogo. Ecco, allora, lo svuotamento delle città, delle aziende, delle scuole, di qualsiasi luogo di aggregazione. Tranne uno: il supermercato. Scaffali vuoti come le strade delle grandi metropoli, come se si attendesse che un attacco atomico dovesse costringere la popolazione a barricarsi in casa per mesi. I prezzi di mascherine e di disinfettanti (ammesso che si trovino) sono schizzati.

Il mondo della cultura e del tempo libero è chiuso fino a nuovo ordine. Il settore fieristico milanese doveva vivere in questi giorni uno degli appuntamenti più attesi (e, soprattutto, più proficui) dell’anno: la Settimana della moda. Triste vedere sfilare a porte chiuse le modelle di Armani, triste vedere con le serrande abbassate i locali che puntano su questo evento per riempirsi la sera. Altre fiere, come quella degli occhiali a Milano o il Cosmoprof a Bologna, sono state rinviate. Per non parlare degli effetti sul carnevale di Venezia, dove al posto delle maschere ci sono le mascherine. Milioni di euro uccisi dal coronavirus.

La gente osserva gli uffici pubblici con ingressi limitati (quando sono aperti). Vai dal medico di famiglia a fare una ricetta e trovi un cartello all’ingresso dell’ambulatorio: non possono entrare più di 5-6 persone, le altre devono attendere per strada. I cittadini commentano, amplificano il problema, arrivano alla conclusione che la situazione è davvero grave, che bisogna correre ai ripari.

È notizia di questa mattina che Ryanair sta valutando la cancellazione di voli da e per l’Italia. Entro sera, la compagnia aerea irlandese dovrebbe comunicare la sua decisione.

Il tutto risponde, appunto, ad una vertiginosa successione di chiacchiere e di disinformazione che rischia di avere degli effetti devastanti, come sempre succede quando, anziché la lucidità di fronte ad un evento straordinario, regna la confusione. E non solo tra la popolazione.

La confusione, infatti, arriva da chi dovrebbe rassicurare i cittadini e, invece, crea ulteriore caos. Succede quando chi guarda il telegiornale vede due eminenze della virologia italiana discutere su come deve essere affrontata l’emergenza sanitaria, rischiando che qualcuno dia più peso a ciò che qualche improvvisato «spara» su Twitter.

Il Governo non vuole allarmismi, ma non dà dei segnali molto rassicuranti. Il premier Giuseppe Conte, in prima persona, avverte che l’impatto economico può essere molto forte. Che il coronavirus avrà sicuramente degli effetti negativi ma che c’è spazio per il peggio, come nella legge di Murphy. Non sono soltanto i mercati a suonare il campanello d’allarme: ci si mette pure il Pil, che già negli ultimi tre mesi era sceso e che ora rischia di fare un salto indietro degno da un acrobata da circo. Ed insieme alla mancata crescita, l’Istat si attende un dato negativo anche sull’export. Siamo a cavallo, insomma.

Eppure, se c’è un libro che dovrebbe essere consultato più spesso è quello di storia. Senza voler sottovalutare in alcun modo le possibili conseguenze negative da un punto di vista sanitario del coronavirus, converrebbe comunque ricordare che cos’è successo anche in tempi recenti in situazioni simili e quale rapporto possa avere il Covid-19 con altre epidemie. Anche con quella della cosiddetta «banale influenza», che ogni anno uccide più persone in percentuale di quanto sia facendo il coronavirus. Ma nessuno svuota gli scaffali dei supermercati o corre a comprare oro ogni mese di febbraio, quando buona parte degli italiani è a letto con la febbre e qualcuno ci lascia le penne. La febbre suina di una decina di anni fa avrebbe dovuto portarsi via circa 150mila persone. La tanto temuta Sars uccise 800 persone in tutto il mondo, il doppio dell’Aviaria che fece smettere di comprare uova, polli e galline a tanta gente. E così via, andando a ritroso nel tempo: c’è un’emergenza, si scatena il panico, si buttano in giro delle stime catastrofiche ma, nell’arco di poco tempo, ci si accorge che erano, appunto, fin troppo catastrofiche. E tutti se ne dimenticano. Ignorando che se non è stato il coronavirus a ucciderli, potrebbero farlo le conseguenze economiche di un comportamento fuori luogo e fin troppo esagerato.

Perché molte delle responsabilità in tutto questo contesto ce l’ha, come si diceva, l’isteria collettiva, frutto quasi sempre dell’ignoranza. Intesa come disinformazione, mancanza di capacità di riflettere su quello che realmente sta accadendo adesso. Il famoso concetto del «mettere il carro davanti ai buoi»: una reazione sproporzionata alle dimensioni di un problema. L’allarmismo generato da chi, in mancanza di una guida concreta e credibile, si improvvisa scienziato, virologo, «tuttologo» sta generando il panico generalizzato e portando l’Italia e gli italiani a compiere delle scelte esagerate sulle quali, prima o poi, pagheranno il prezzo. Come suggerisce questa mattina sul Dole 24Ore Fabio Tamburini, «occorre prima che sia troppo tardi, capire che l’emergenza va governata senza catastrofismi. Soltanto così riusciremo ad evitare che questo Paese – il nostro Paese – si schianti con la velocità di una Ferrari contro un muro».

Rottamazione Ter 2020: Scadenza Rate?

Posted on : 24-02-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Rottamazione Ter 2020: Scadenza Rate?

Rottamazione Ter: più di un milione di contribuenti entro il 28 febbraio dovranno pagare la rata della rottamazione. L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha ricordato che il 28 febbraio 2020 è il termine ultimo per il pagamento della rata della rottamazione.

L’importo da versare per la scadenza di febbraio è quello comunicato nel piano dei pagamenti (comunque sempre disponibile per i contribuenti sul sito internet dell’ente di riscossione).

Sarà possibile pagare anche online la rata della rottamazione ter, e tutta Italia è mobilitata al pagamento, rispettivamente con:

  • 181.334 contribuenti all’interno della regione Lazio
  • 144.039 contribuenti all’interno della regione Campania
  • 137.555 contribuenti all’interno della regione Lombardia

A seguire ci sono la Puglia, la Toscana, l’Emilia Romagna, la Calabria, il Veneto, il Piemonte, la Sardegna, la Liguria, l’Abruzzo.

Attenzione – Chi non rispetterà i termini di scadenza delle rate perde tutti i benefici della rottamazione: secondo quanto previsto dalla legge, infatti, il mancato o tardivo ritardo nel pagamento anche di una sola delle rate determina l’inefficacia della definizione agevolata e di conseguenza il debito non potrà più essere rateizzato.

Sempre secondo la legge, fortunatamente, è previsto comunque un ritardo massimo di 5 giorni.

Rottamazione Ter Scadenza Rate

Per chi si chiedesse quali sono i termini delle rate della rottamazione ter riportiamo un pratico elenco:

  • 28 Febbraio 2020
  • 31 Maggio 2020
  • 31 Luglio 2020
  • 30 Novembre 2020

Fra le forme di pagamento disponibili, oltre alla possibilità di pagare online, ci sono:

  • Il pagamento presso gli sportelli delle banche
  • Pagamento agli sportelli bancomat abilitati al pagamento Cbill
  • Home Banking
  • Uffici Postali
  • Tabaccai aderenti a Banca 5 SpA
  • Circuiti Sisal e Lottomatica
  • App Equiclick
  • Piattaforma PagoPA

È inoltre possibile effettuare il versamento tramite compesnazione con i crediti commerciali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della PA.

Rottamazione Ter

La rottamazione-ter prevede la possibilità di estinguere tutti quei debiti c.d. iscritti a ruolo, vale a dire affidati dagli enti creditori all’agenzia di riscossione, versando le somme dovute senza sanzioni ed interessi di mora.

Per ottenere i benefici della rottamazione bisogna sempre rispettare i termini di scadenza delle rate.

Chi ha aderito alla rottamazione-ter può pagare quanto dovuto entro 5 anni in 18 rate, secondo la scelta effettuata in fase di adesione.

Le prime due scadenze sono state luglio 2019 e novembre 2019.

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Rimborsi IVA 2020: Pec Agenzia delle Entrate?

Posted on : 21-02-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Rimborsi IVA 2020: Pec Agenzia delle Entrate?

Rimborsi IVA 2020 ed è già polemica: proprio in questi giorni sono molte le aziende ed i liberi professionisti che hanno inviato la dichiarazione IVA 2020, ma l’Agenzia delle Entrate sembra stia inviando delle PEC per richiedere documentazione aggiuntiva.

La notizia è di queste ore: a molti dei contribuenti che stanno inviando la dichiarazione IVA al fine di avere il famoso rimborso dei crediti maturati durante il 2019 (questo rimborso in realtà consiste nella possibilità di utilizzare i crediti maturati in compensazione) stanno arrivando delle PEC proprio da parte dell’ADE.

L’Agenzia delle Entrate infatti sta richiedendo vari documenti, fra cui anche le copie delle fatture di acquisto/vendita.

Ma questi dati, considerata l’entrata in vigore della fatturazione elettronica dovrebbero già essere in possesso dell’agenzia, quindi come è possibile che vengano richiesti nuovamente i documenti ai contribuenti?

Proprio questo sta facendo scattare la polemica un pò in tutta Italia: dopo l’adeguamento dei contribuenti alla fatturazione elettronica, con il conseguente acquisto di software e strumenti che permettessero di inviare/ricevere/conservare le fatture elettroniche, ancora burocrazia per ricevere crediti versati???

Viene chiesto dall’ADE un campione delle fatture di vendita e di acquisto relative al 2019.

Sembrerebbe che la motivazione addotta sia semplicemente che l’Agenzia delle Entrate necessiti semplicemente di una “copia di cortesia” delle fatture di acquisto, il che ha davvero dell’incredibile per molti

Gentile contribuente, stiamo esaminando la sua domanda di rimborso IVA relativa all’anno d’imposta 2019 presentata il …. L’importo complessivo, pari a …. Euro è stato richiesto in liquidazione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Per completare la lavorazione della sua domanda abbiamo bisogno di alcuni documenti che dimostrano la natura del credito, pertanto la invitiamo a presentare la documentazione indicata di seguito entro 15 giorni dalla ricezione di questa comunicazione (numero di telefono ed indirizzo i posta elettronica, fatture di acquisto/vendita, …).

È più o meno questo il testo della PEC o della lettera ricevuta da numerosi contribuenti.

Sembrerebbe però che chiedere la copia di cortesia delle fatture di acquisto non sia corretto nei confronti dei contribuenti poiché viola il divieto di richiedere documenti e/o informazioni già in possesso delle PA.

Staremo a vedere l’evoluzione della vicenda!

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Di Maio: “Italia primo partner dell’Azerbaigian”

Posted on : 21-02-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, Economia, feed, Politica

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Il ministro pubblica su Facebook il suo intervento alla Farnesina nell’ambito del Business Forum: “Più di 100 aziende nostrane lavorano con il paese asiatico”.

“L’Italia è da anni il primo partner commerciale al mondo dell’Azerbaigian, con un valore totale degli scambi aumentato del 70 per cento in meno di un decennio”.

Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, postando su Facebook il suo intervento in occasione del Business Forum Italia-Azerbaigian. I lavori si sono svolti alla Farnesina, con la partecipazione del presidente azero Ilham Aliyev.

“Oggi – scrive Di Maio – lavorano con l’Azerbaigian oltre cento aziende italiane che prestano servizi, lavori e forniture in molti settori: dal design al turismo, dall’agroindustria alle tecnologie verdi alla connettività e logistica. Conto su questo Business forum perché sia un momento qualificante della reciproca conoscenza delle nostre comunità imprenditoriali. Sono certo che daremo un importante contributo alla crescita delle relazioni dei nostri paesi”.

Un rapporto di lungo corso, quello tra l’Italia e lo stato asiatico che, dal 2013 è il suo primo fornitore di petrolio. Per Di Maio, i rapporti tra Italia e Azerbaigian hanno avuto un “salto di qualità” con la firma del partenariato strategico in occasione della prima visita di stato nel nostro paese del presidente
dell’Azerbaigian Ilham Aliyev.

“I nostri sono paesi amici e i nostri scambi sono basati sul dialogo”, ha detto Di Maio, secondo una nota dell’agenzia di stampa AdnKronos. “L’Italia è il primo partner dell’Azerbaigian”, ha ricordato il titolare della Farnesina, sottolineando che vi sono “tutte le  condizioni” per un aumento della cooperazione in settori come infrastrutture, agroindustriale, agricoltura e rinnovabili.

Spese Mediche e Detrazioni con Pagamento in Contanti?

Posted on : 21-02-2020 | By : admin | In : Economia, feed

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Spese Mediche e Detrazioni con Pagamento in Contanti?

Spese mediche e detrazioni con pagamento in contanti: qual è la verità? Da inizio 2020 si è fatta tanta confusione e ci sono stati tanti cambi nelle regole che stabilivano quali fossero i metodi di pagamento da utilizzare per ottenere delle detrazioni sulle spese mediche.

Le ultime novità sembrano parlare della possibilità di utilizzare anche i contanti, ma come funziona realmente? Cosa sapere?

Spese Mediche e Detrazioni

Sappiamo che è possibile portare in detrazione le spese mediche effettuate, ma come devono essere pagate queste spese?

  • Carta di credito
  • Carta prepagata
  • Carta di Debito
  • Bancomat
  • Assegno
  • Bonifico
  • Contanti

Oggi esistono tantissime possibilità di pagamento, e, dall’inizio del 2020, la legge ha chiesto che le spese mediche debbano essere pagate con strumenti di pagamento tracciabili.

Si è subito pensato dunque ad un “addio al pagamento in contanti delle spese mediche”, ma forse non è così!

Secondo le ultime novità infatti, per quanto riguarda le spese sanitarie è infatti ancora possibile pagare in contanti per le spese effettuate in farmacia e per l’acquisto di dispositivi emdici.

Ci sono dunque una serie di eccezioni cui bisogna però prestare attenzione!

I contanti, secondo i commi 779 e 780 dell’art. 1 della Legge di Bilancio è possibile effettuare pagamenti in contanti per:

  • L’acquisto di medicinali
  • L’acquisto o il noleggio di dispositivi medici
  • Le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche
  • Le prestazioni rese da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale

Questo significa che potremo continuare a pagare in contanti o con carta presso le farmacie o i negozi di articoli sanitari, così come dagli ottici, senza alcun problema.

Secondo inoltre la legge 212/2000, nota anche come Statuto dei Contribuenti: le disposizioni tributaria non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza è fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore.

Detto in parole povere è possibile comunque applicare questa legge che prevede un periodo di 60 giorni dall’entrata in vigore delle nuove norme per la loro attuazione, e di conseguenza si hanno due mesi di tolleranza dall’entrata in vigore della nuova legge per non perdere comunque le agevolazioni anche nel caso in cui sia stato effettuato un pagamento in contanti quando andava fatto con un mezzo di pagamento tracciabile.

Speriamo, con quest’articolo, di aver chiarito una volta e per tutte la vicenda.

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