Mafia: arresto Nicosia, gip ‘gravissima infiltrazione Cosa nostra in apparati Stato’

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Palermo, 7 nov. (Adnkronos) – “Si deve sottolineare che nell’ambito del presente procedimento emergono elementi obiettivi in ordine a una gravissima infiltrazione di Cosa nostra nell’ambito degli apparati dello Stato, strumentalizzati per finalità apparentemente nobili, ma in realtà volti ad alleggerire il rigore della detenzione dei mafiosi e comunque a favorire i contatti tra i medesimi”. E’ quanto scrive il gip di Sciacca (Agrigento) nella convalida del fermo di Antonello Nicosia, l’assistente parlamentare arrestato per associazione mafiosa.

Congedo di paternità: potrà arrivare a 9 giorni

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Dagli attuali 5 giorni, ai 7 previsti nella manovra in arrivo, con l’estensione di altri 2 giorni proposta oggi dal ministro per la Famiglia. Il minimo raccomandato dall’Ue è 10 giorni.

Il congedo di paternità potrebbe arrivare a 9 giorni: lo ha dichiarato oggi il ministro per le pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a margine dell’audizione in Commissione diritti umani del Senato. La dichiarazione è riportata dall’agenzia stampa Adnkronos.

«In manovra c’è il congedo di paternità per sette giorni, misura completamente da finanziare di nuovo rispetto ai 5 giorni del 2019. Nelle nostre intenzioni da estendere di ulteriori due giorni. Si tratta di un inizio, perché dieci giorni è il minimo raccomandato dall’Ue e la questione va comunque affrontata in termini più ampi, offrendo alle donne modalità di lavoro come smart working, part time e ingresso nei campi legati al digitale, che sono potenzialmente più elastici».

«I congedi parentali – prosegue il ministro – sono uno strumento fondamentale per far maggiormente condividere la genitorialità e per incidere sulla divisione del lavoro, che è anche cura dei nuclei familiari». E chiarisce l’obiettivo: «Il mio auspicio da qui al 2022, anno in cui dovremmo arrivare a 10 giorni per il congedo di paternità, a quel punto si raddoppi arrivando a 15 giorni», ribadendo che per ora «in manovra c’è il congedo di paternità per sette giorni, misura completamente da finanziare di nuovo rispetto ai 5 giorni del 2019».

Per approfondire leggi anche: congedo di paternità e indennità per congedo di paternità.

Si può pignorare un telefono?

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Pignoramenti mobiliari: l’ufficiale giudiziario può pretendere la consegna del cellulare o dello smartphone del debitore?

Il debitore risponde, con tutti i suoi beni – presenti e futuri – delle obbligazioni contratte. Se anche è vero che, il più delle volte, il creditore pensa ad aggredire innanzitutto i conti correnti, gli stipendi, le pensioni e gli immobili, quando si tratta di un nullatenente ci si accontenta di mandargli a casa l’ufficiale giudiziario. La presenza del delegato del tribunale incute sempre un certo timore. E quando non c’è il timore, c’è l’imbarazzo. E quando manca anche il rossore in volto, c’è la speranza che il pubblico ufficiale possa pignorare qualche bene di valore. 

Il punto è che, nelle nostre case, non ci sono più argenterie e quadri preziosi; in pochi – e non certo i debitori incalliti – hanno tappeti persiani o gioielli di Bulgari. 

Gli appartamenti hanno l’indispensabile per le famiglie. E gran parte dell’arredo non è pignorabile. Ne avevamo già parlato in Pignoramento mobiliare: quali beni non sono a rischio? 

Ma una cosa abbiamo tutti, ricchi e poveri, lavoratori e disoccupati: lo smartphone. Ed allora, se l’ufficiale giudiziario dovesse trovare sul tavolo del soggiorno, in bella vista, il cellulare del debitore potrebbe “sequestrarlo”? Si può pignorare un telefono? 

Che ci crediate o meno, il telefono – per quanto viva di onde, raggi e connessioni all’etere – è un bene materiale, ossia un “mobile”. E quindi, in linea di principio, rientra tra gli oggetti su cui l’ufficiale giudiziario può apporre i “sigilli” (in termini virtuali, s’intende). 

Se così stanno le cose, ben potrebbe essere che l’Istituto Vendite Giudiziarie proceda all’asta dell’ultimo Samsung o del più costoso iPhone trovato a casa del debitore. Che poi, a ben vedere, non c’è neanche bisogno che l’ufficiale giudiziario si metta alla ricerca del cellulare, potendo limitarsi a chiederlo all’interessato il quale dovrà rispettare il comando ricevuto. 

A quel punto il bene verrebbe venduto al suo valore commerciale, tenendo conto del deprezzamento subìto per via dell’uso.

Ora, puoi immaginare cosa succederebbe se l’ufficiale giudiziario – al pari di un insegnante di scuola – dovesse pretendere la consegna dello smartphone, con tutte le foto, le email, le chat su WhatsApp, la rubrica dei contatti e le password di Amazon registrate.

C’è la privacy del debitore da rispettare – potrà dire – ma a quella pone rimedio la formattazione del dispositivo ed un backup per non perdere i dati. 

In verità, per stabilire se si può pignorare un cellulare dobbiamo partire proprio dall’elenco dei beni impignorabili e verificare se il telefonino può rientrare in una di queste categorie.

La lista delle cose mobili che l’ufficiale giudiziario non può portare via è tassativa, non può cioè essere interpretata in senso estensivo ad oggetti non specificamente indicati. E ciò perché le norme del codice di procedura civile, quale quella in commento, non sono suscettibili di applicazione analogica. 

Il punto è che, però, le definizioni fornite dalla legge sono sufficientemente generiche per poter ritenere che, in una di queste, rientri lo smartphone. 

Partiamo allora dall’articolo 514 del codice di procedura civile. Sono indicati come impignorabili innanzitutto le cose “sacre”. È vero, per molti il cellulare è sacro, ma non era questo il senso a cui pensava il legislatore. Passiamo avanti. Arriviamo all’articolo 515. Questo indica come pignorabili entro massimo un quinto gli strumenti indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore. Si deve tratta di beni il cui impiego (come per i caschi normalmente utilizzati dal parrucchiere) è usuale nella generalità delle persone che esercitano la medesima attività e la cui mancanza determinerebbe pertanto la perdita di clientela e l’impossibilità economica, quindi, di continuare l’attività. 

Premesso che la norma potrebbe applicarsi solo ai professionisti e artigiani, non quindi ai lavoratori dipendenti o ai disoccupati, si deve ritenere che il cellulare sia certo un mezzo per meglio svolgere il proprio lavoro, ma non anche indispensabile. Chi ha uno studio o una bottega può sempre ricorrere alla linea fissa.

Dunque, il risultato appare a questo punto ben chiaro: in linea teoria, il telefono si può pignorare. 

Senonché, da un punto di vista pratico, le cose si ribaltano. Il pignoramento non ha uno scopo afflittivo. Non serve per infliggere un castigo ma solo per realizzare le ragioni economiche del creditore. Per cui se il cellulare è vecchio, scheggiato o comunque difficilmente vendibile per via dell’anzianità o della lentezza causata dall’ultimo aggiornamento, l’eventuale pignoramento potrebbe essere configurato come un abuso di diritto.

Del resto, il fatto che non vi siano sentenze che abbiano affrontato il tema del pignoramento del telefono lascia intendere che il problema non si è mai posto e che l’ufficiale abbia preferito far finta non vedere il dispositivo in bella vista. 

Assosistema: “Green New Deal sanità parte da incentivi per imprese”

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 7 nov. (Adnkronos) – “La svolta Green per il settore dei servizi alla sanità si sta concretizzando con l’approvazione del provvedimento normativo dei Cam, Criteri Minimi Ambientali per gli appalti di Lavanolo (‘lavaggio e noleggio della biancheria’) in ambito sanitario che rappresenta un punto di partenza molto importante perché definisce i prerequisiti e un sistema premiale proprio per quegli attori che migliorano sempre di più i loro standard ambientali alzando la qualità del mercato e qualificando il settore”. Così Marco Marchetti, presidente di Assosistema Confindustria ad Ecomondo al convegno ‘Reuse, wash green, no waste’.

Obbligo sistemi antiabbandono, Altroconsumo chiede rinvio multe

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 7 nov. (Adnkronos) – “Genitori e mercato nel caos a causa dell’inaspettata entrata in vigore dell’obbligo, e delle relative sanzioni, di dotarsi di sistemi antiabbandono per coloro che trasportano in auto bambini di età inferiore a 4 anni. Su questi sistemi c’è ancora molta confusione, ecco perché Altroconsumo, subissata di richieste da parte dei genitori, ha inviato una lettera ai Ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere chiarimenti.

Ex Ilva: Capone, ‘no a macelleria sociale, ci dicano se c è piano B’

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 7 nov. (Adnkronos) – “Siamo preoccupati e vorremmo avere dal governo certezze sulle dinamiche e la volontà sia di portare a termine il piano industriale di ArcelorMittal, così come si era impegnata a fare, sia se esiste qualcun altro che vuole fare le cose che Mittal non vuole fare più. Se c’è in una parola un piano B”. Così Paolo Capone leader Ugl arrivando a palazzo Chigi per l incontro con il premier Giuseppe Conte sulla vertenza ArcelorMittal e l’ex Ilva. “Rischiamo altrimenti di arrivare alla solita macelleria sociale e di consegnare il territorio alla Sacra Corona Unità, alle mafie e alla deliquenza”, conclude.

Addio alla Nato? Sì della Francia

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed, Politica

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Divergenza di vedute con gli Stati Uniti di Trump e guerra in Siria senza solidarietà: questi i motivi che spingono Macron ad uscire dall’Alleanza Atlantica.

La Francia è pronta ad uscire dall’Alleanza Atlantica? Sembra di sì, stando alle parole di oggi del presidente Macron in un’intervista concessa all’Economist e riportate in Italia dall’agenzia stampa Adnkronos.

“Quello che stiamo vivendo è la morte cerebrale della Nato“Il presidente francese spiega che la crisi dell’Alleanza è dovuta al disimpegno del presidente americano Donald Trump e al comportamento della Turchia.

Macron s’interroga sull’articolo 5 del Patto atlantico, che prevede la solidarietà fra i paesi membri in caso uno di loro sia attaccato. E si chiede cosa succederà se la Siria attaccherà la Turchia, in risposta all’offensiva di Ankara nel nord del paese arabo.
“Se il regime di Bashar Assad decide di replicare alla Turchia, noi c’impegneremo? Questa è una vera questione. Noi ci siamo impegnati per lottare contro Daesh. Il paradosso è che la decisione americana e l’offensiva turca hanno avuto lo stesso risultato: il sacrificio dei nostri partner che si sono battuti contro Daesh”, ha detto Macron.

In vista del summit della Nato ai primi di dicembre a Londra, bisogna “chiarire le finalità strategiche” dell’Alleanza, prosegue Macron, sottolineando che da parte americana “non c’è alcun coordinamento strategico con i partner”, mentre un altro paese membro, la Turchia, conduce “un’aggressione” in una zona “dove i nostri interessi sono in gioco, senza coordinamento”.

Macron avverte che “L’Europa sparirà se non inizia a pensarsi come potenza mondiale”, , insistendo nuovamente sull’importanza di una difesa europea, di un Europa “con un’autonomia strategica e di capacità sul piano militare”, mentre il presidente Trump pone la questione della Nato come un progetto commerciale“. La sua idea, sostiene il presidente francese, “è un progetto in cui gli Stati Uniti assicurano una sorta di ombrello geostrategico, ma come contropartita c’è un’esclusiva commerciale. Bisogna comprare americano. La Francia non ha firmato per questo”.

Conflitto interessi: Brescia, ‘testo base in tempi brevi’

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 7 nov. (Adnkronos) – “Dopo aver raccolto i contributi istituzionali di Anac e Antitrust, si è aperta oggi una nuova fase del ciclo di audizioni sulle proposte di legge sul conflitto d’interessi. Anche associazioni e realtà della società civile sono state chiamate in commissione per scrivere insieme una nuova legge. Abbiamo ascoltato l’associazione ‘Riparte il Futuro’ che in due mesi ha raccolto più di 15mila firme per chiedere al Parlamento un intervento chiaro e efficace. Dal loro impegno arriva la spinta per superare i fallimenti del passato e frenare la corruzione”. Lo dichiara Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e relatore del provvedimento.

Ex Ilva: Orlando, ‘da Conte impostazione giusta’

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 7 nov. (Adnkronos) – “Ha ragione Conte, la sua impostazione giusta. Lo scudo è un falso problema e comunque va ripristinato solo se da parte di Mittal ci sono garanzie a voler adempiere al contratto. Garanzie che ieri, nell’incontro a palazzo Chigi, non ci sono state visto che sono stati messi sul tavolo 5000 esuberi e non vuole bonificare l’altoforno”. Lo dice il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, parlando con i giornalisti alla Camera.

Ex Ilva: Di Maio, ‘sovranisti stanno col paese o camerieri multinazionali?’

Posted on : 07-11-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 7 nov. (Adnkronos) – “In questi giorni ci sarà da far rispettare la sovranità dello Stato. E non lo potranno fare i camerieri delle multinazionali travestiti da sovranisti. Dovranno farlo le persone di buon senso. Unite e tutte dalla stessa parte, quella della città di Taranto, dei suoi cittadini e dei suoi lavoratori. Il Movimento 5 Stelle ci sarà”. Lo scrive Luigi Di Maio su Fb rivolgendosi alla Lega di Matteo Salvini.