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Attualità e Società | KYK.it - Part 89
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Mafia: depistaggio Borsellino, Genchi ‘ho prove ciò che dice Boccasini non è vero/Adnkronos (2)

Posted on : 21-02-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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(Adnkronos) – Nella lettera scritta con il collega Fausto Cardella, nel 1993, durante le indagini, si dice invece “sorpresa per la decisione” del consulente informatico che dopo le stragi era stato chiamato per dare una mano al Procuratore Giovanni Tinebra. “Non mi piaceva questo suo atteggiamento – ha spiegato Boccassini al Tribunale – chiese di indagare anche su Giovanni Falcone, dopo la strage di Capaci, chiese di esaminare persino le sue carte di credito. Non mi piacque e lo dissi a Tinebra, gli spiegai: ‘Le analisi dei tabulati le può fare chiunque’. Insomma, non mi piaceva il suo modo di lavorare, così fu allontanato. Tinebra non voleva perdere la mia capacità lavorativa, quindi da quel momento Genchi non si è più occupato di stragi”. E ha definito “miserie umane” alcune dichiarazioni “fatte da Genchi sui giornali”. “Era una persona di cui non avevo fiducia e non credo di essermi sbagliata”. “Nei primi tempi eravamo convinti che Genchi lavorasse bene ma poi abbiamo capito che il suo apporto era stato nullo all’indagine”. “Se non sui computer analizzati non ha fatto nulla – dice – non era un investigatore ma era un tecnico, non poteva portare nessun apporto a un indagine cosi seria”.

Genchi al contrattacco: “Boccassini dice bugie, un documento inedito lo dimostra”

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Caltanissetta, 21 feb. (Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – “Ha sorpreso, molto sorpreso, il fatto che il dottor Gioacchino Genchi abbia improvvisamente deciso di non collaborare più alle indagini, adducendo giustificazioni generiche e non del tutto convincenti”. E’ il 25 maggio del 1993 e Ilda Boccassini e Fuasto Cardella, due dei pm che coordinavano le indagini sulle stragi mafiose del ’92 scrivono al Procuratore capo di Caltanissetta Giovanni Tinebra. Si dicono “sorpresi” per la decisione del consulente tecnico, l’ex vicequestore aggiunto della Polizia di Stato Gioacchino Genchi, di lasciare l’inchiesta condotta con il gruppo investigativo ‘Falcone e Borsellino’ guidato dall’allora dirigente della Squadra mobile, Arnaldo La Barbera. A distanza di 27 anni, però, Ilda Boccassini, dà una versione differente sull’addio di Genchi alle indagini che conduceva come informatico sulle stragi. E lo stesso Genchi dice all’Adnkronos “quelle dette da Boccassini che sono solo bugie, e questo documento inedito ne è la prova”.

Mafia: depistaggio Borsellino, Genchi ‘ho prove ciò che dice Boccasini non è vero/Adnkronos (4)

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(Adnkronos) –

Energia: regolatori nei Balcani per mercato unico Ue, a Sofia fase 3 del Kep

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Roma, 21 feb. (Adnkronos) – Con il primo seminario tecnico che si è tenuto oggi a Sofia ha preso il via la terza fase del progetto Kep (Know How Exchange Programme) finanziato dalla Cei (Central European Initiative) attraverso un fondo del governo italiano presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e dedicato al trasferimento di conoscenze tecnico – regolatorie ai Paesi dell’area dei Balcani. Il progetto implementato da Arera in cooperazione con Terna, Gme e il supporto di I-Com (Istituto per la competitività), vedrà nel 2020 anche la collaborazione del regolatore bulgaro (Ewrc), che ha ospitato l’incontro. Al seminario hanno partecipato regolatori, Tso e borse dei Paesi coinvolti. Quest’anno tra i beneficiari oltre ad Albania, Montenegro e Serbia ci sarà anche la Macedonia del Nord a dimostrazione dell’importanza di rendere sempre più integrata l’area.

Coronavirus, ministro Salute Ucraina in quarantena

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Kiev, 21 feb. (Adnkronos) – La ministra ucraina della Salute, Zoryana Slaletska, ha deciso di trascorrere i 14 giorni di quarantena con i suoi concittadini evacuati da Wuhan dopo l’emergenza . Lo ha annunciato lei stessa su Facebook dopo che l’arrivo degli evacuati è stato accolto da violente proteste nel villaggio di Novi Sanzhary, dove si trova il centro scelto dalle autorità per la quarantena. “Ho deciso di unirmi alle persone sotto osservazione. Assieme a loro trascorrerò 14 giorni nello stesso edificio, nelle loro stesse condizioni. Spero che la mia presenza calmerà sia chi si trova a Novi Sanzhary che il resto del paese”, ha scritto la ministra.

Prescrizione accettazione eredità: ultime sentenze

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Scopri le ultime sentenze su: accettazione dell’eredità; decorrenza del termine di prescrizione; termine decennale di prescrizione per l’accettazione dell’eredità.

L’accettazione dell’eredità

L’accettazione dell’eredità compiuta da un gestore di affari altrui può produrre effetti solo laddove intervenga la ratifica da parte dell’erede entro il termine decennale di prescrizione del diritto di accettare.

Cassazione civile sez. VI, 14/04/2017, n.9713

L’esercizio del diritto di accettazione dell’eredità

Al termine di prescrizione, previsto dall’art. 480 c.c. per l’accettazione dell’eredità, sono inapplicabili, salvo determinati specifici casi espressamente stabiliti da detta norma, gli istituti dell’interruzione e della sospensione; infatti, mentre il termine fissato dal giudice per l’accettazione dell’eredità, nell’ipotesi di cui all’art. 481 c.c., è un termine di decadenza, quello entro il quale il diritto di accettare si estingue per il mancato esercizio è un termine di prescrizione, tale essendo espressamente dichiarato dalla legge e, trattandosi di prescrizione, al di fuori delle previste cause di sospensione, non vi sono altri fatti impeditivi del suo decorso per quanto concerne l’esercizio del diritto di accettazione dell’eredità.

Cassazione civile sez. II, 10/04/2013, n.8776

Prescrizione del diritto di accettazione dell’eredità

Le domande, accessorie alla domanda principale di scioglimento della comunione, rientrano nella nozione di “contestazioni” rilevanti a norma dell’art. 785 c.p.c., in presenza delle quali il giudice è chiamato a decidere mediante sentenza. A norma dell’art. 785 c.p.c.: Se non sorgono contestazioni sul diritto alla divisione, essa è disposta con ordinanza dal giudice istruttore; altrimenti questi provvede a norma dell’art. 187 c.p.c..

Tra le contestazioni sul diritto alla divisione si annoverano: – innanzi tutto, le contestazioni sull'”an” dividendum sit, tra cui l’eccezione, in senso stretto, astrattamente sollevabile da un’ipotetica parte convenuta, di prescrizione del diritto di parte attrice di accettazione dell’eredità; – altre eccezioni in senso stretto; – le contestazioni sull’opportunità di procedere alla divisione in un determinato momento anziché in un altro (contestazioni pure e semplici); – le domande di parte attrice o riconvenzionali (e la stessa “reconventio reconventionis”) cumulate dirette a incidere sul quantum ossia sulla entità della massa da dividere poiché dirette ad includere ovvero ad escludere determinati beni (o in alcuni casi più precisamente il loro valore) dall’asse ereditario (nel caso della divisione della comunione incidentale tra coeredi) ovvero, in ogni caso, dalla massa da dividere.

Tribunale Massa, 02/03/2016, n.210

Termine decennale di prescrizione

L’accettazione dell’eredità è unica indipendentemente dal titolo della chiamata; il vigente ordinamento, infatti, non contempla due distinti ed autonomi diritti di accettazione dell’eredità, derivanti l’uno dalla devoluzione testamentaria e l’altro dalla legittima, ma prevede un unico diritto di accettazione che, se non viene fatto valere, si prescrive nel termine di dieci anni decorrente dal giorno dell’apertura della successione (nella specie, la Corte ha escluso che il rinvenimento di un testamento, dopo 21 anni dall’apertura della successione avvenuta con l’accertata scomparsa del de cuius, potesse far decorrere nuovamente il termine decennale di prescrizione per l’accettazione dell’eredità).

Cassazione civile sez. II, 08/01/2013, n.264

Rilevanza ai fini della decorrenza della prescrizione

In tema di accettazione dell’eredità, la pendenza di un giudizio volto all’accertamento del soggetto destinatario dell’istituzione di erede, sulla base della ricostruzione della volontà testamentaria, non rileva, in quanto impedimento di mero fatto, ai fini della decorrenza del termine di prescrizione di cui all’art. 480 cod. civ., trattandosi di diritto di natura potestativa, per il quale non operano gli atti interruttivi della prescrizione e che è soggetto unicamente alle ordinarie cause di sospensione ed agli impedimenti legali.

Cassazione civile sez. II, 14/10/2014, n.21687

Accettazione della eredità e applicabilità del termine più breve di prescrizione

A norma dell’art. 943 c.c. 1865, il diritto di accettare l’eredità era soggetto a prescrizione trentennale, a differenza di quanto disposto dall’art. 480 c.c. vigente, che prevede la prescrizione decennale. Tuttavia, l’art. 252 disp. att. c.c. dispone che – quando per la prescrizione di un diritto il codice stabilisce un termine più breve di quello fissato dalle leggi anteriori – il nuovo termine si applica anche alle prescrizioni in corso, con decorrenze diverse a seconda del libro del codice in cui il diritto è previsto; ne consegue che il diritto all’accettazione dell’eredità, previsto dal secondo libro del codice, è soggetto a prescrizione decennale, che inizia a decorrere dal 21 aprile 1940 (data in entrata in vigore del codice stesso), e che è sospesa per legge, per eventi bellici, tra l’8 settembre 1943 ed il 15 aprile 1946.

Cassazione civile sez. II, 15/10/2009, n.21929

L’eccezione di prescrizione

In merito al motivo di appello con il quale l’appellante censuri l’erroneità della statuizione con cui il tribunale, relativamente all’accettazione dell’eredità da parte dei germani, abbia ritenuto inammissibile l’eccezione di prescrizione sollevata dall’appellante perché formulata solo con comparsa conclusionale omettendo di considerare che la medesima eccezione fosse stata palesata anche con i precedenti scritti difensivi, non merita accoglimento la doglianza in forza della quale l’appellante sostenga che in ogni caso, il termine per l’accettazione dell’eredità, di cui all’art. 480 c.c. sarebbe di decadenza e non di prescrizione in quanto esercitatile una sola volta; in quanto tale, essendo la materia della delazione ereditaria sottratta alla disponibilità delle parti, il giudice avrebbe dovuto sollevare d’ufficio la decadenza.

La tesi dell’appellante non trova fondamento in quanto, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, il termine di cui all’art. 480 c.c. è un termine di prescrizione richiamando la norma l’estinzione dei diritti connessa all’inattività delle parti protratta per un determinato periodo di tempo. Peraltro, neppure trova fondamento la tesi sostenuta dall’appellante secondo cui la decadenza sarebbe dovuta essere rilevata “ex officio” in quanto la regola dell’eccezione prevista dall’art. 2969 c.c. non può ritenersi applicabile al caso di specie riguardante diritti disponibili.

Corte appello Napoli sez. II, 07/05/2009, n.1520

La data di accettazione dell’eredità ed il termine di prescrizione

Il termine decennale di prescrizione dell’azione di riduzione decorre dalla data di accettazione dell’eredità da parte del chiamato in base a disposizioni testamentarie lesive della legittima.

Cassazione civile sez. un., 25/10/2004, n.20644

Procedimento di accettazione dell’eredità: impedisce l’avvio del termine prescrizionale?

La dichiarazione di credito, presentata nell’ambito del procedimento di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, non impedisce l’avvio del termine prescrizionale, nè sospende il suo decorso.

Cassazione civile sez. II, 30/03/2001, n.4704

Decorrenza del termine di prescrizione del diritto di accettare l’eredità

Posto che il termine di prescrizione del diritto di accettare l’eredità decorre dal giorno dell’apertura della successione, qualora sussista una pluralità di designati a succedere in ordine successivo, si realizza una delazione simultanea a favore dei primi chiamati e dei chiamati in subordine, con la conseguenza che questi ultimi, in pendenza del termine di accettazione dell’eredità per i primi chiamati, sono legittimati a manifestare una accettazione (espressa o tacita) dell’eredità, con efficacia subordinata al venir meno, per rinuncia o prescrizione, del diritto dei designati di grado anteriore.

Cassazione civile sez. II, 22/06/1995, n.7073

La prescrizione del diritto di accettare l’eredità: a favore di chi opera?

In mancanza di limitazioni normative, la prescrizione del diritto di accettare l’eredità, ex art. 480 c.c., opera a favore di chiunque vi abbia interesse, anche se estraneo all’eredità: pertanto, il convenuto che sia nel possesso dei beni ereditari può, in virtù di tale sola circostanza e senza che sia necessario che in proprio favore si sia compiuta l’usucapione, opporre la relativa eccezione a qualunque chiamato all’eredità.

Cassazione civile sez. II, 23/04/2018, n.9980

Opposizione al chiamato all’eredità della prescrizione del diritto di accettazione

In materia di successioni, la prescrizione del diritto di accettare l’eredità, di cui all’articolo 480 del Cc, in mancanza di limitazioni normative, opera a favore di chiunque vi abbia interesse, anche se estraneo all’eredità. Di conseguenza, la relativa eccezione può essere opposta al chiamato all’eredità dal convenuto che sia nel possesso dei beni ereditari, senza che sia necessario che si sia compiuta l’usucapione in suo favore.

Tribunale Pordenone, 19/05/2017, n.365

Coronavirus: Renzi, ‘vicini a contagiati, si ascoltino esperti come Burioni che non sbaglia’

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Roma, 21 feb. (Adnkronos) – “Nella drammatica vicenda di Codogno tutto il nostro affetto a contagiati e famiglie. Una considerazione: in questa vicenda Roberto Burioni non ha sbagliato un colpo. La serietà di uno come Burioni fa sperare in un futuro di cultura e ricerca e non di populismo e ignoranza”. Lo scrive Matteo Renzi su twitter.

Coronavirus: Fontana, ‘non chiudiamo le città’

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Milano, 21 feb. (Adnkronos) – “Bisogna essere seri nell’affrontare l’emergenza ma non bisogna diffondere il panico. Nessuno pensa di chiudere le città, ma dovremo fare valutazioni sui locali pubblici e sugli eventi che si verificano in quel territorio. Già alcuni sindaci hanno sospeso le attività sportive. Bisogna essere prudenti e tranquilli, sono soltanto misure che hanno il significato di evitare ogni tipo di rischio”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervistato da Sky Tg24.

Coronavirus: Fontana, ‘nessun minore fra i contagiati’

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Milano, 21 feb. (Adnkronos) – I contagiati da coronavirus in Lombardia “sono tutti adulti” e non ci sono minori. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Sky Tg24. “Oggi pomeriggio avremo una serie di incontri con il ministro Speranza per cercare di capire se si debbano alzare ulteriormente le misure o le precauzioni o se possono essere sufficienti quelle prese. Abbiamo in mente certamente una serie di misure che andremo a proporre al ministro”, ha spiegato su eventuali misure per Milano.

Guida contromano: ultime sentenze

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Scopri le ultime sentenze su: violazione delle norme sul sorpasso e di quelle sulla mano da tenere; alterazione causata da stupefacenti; concorso di responsabilità del danneggiato; mancato rispetto dell’obbligo di precedenza da parte di un conducente.

Sorpasso in curva con invasione della opposta corsia

In materia di sanzioni amministrative per violazione delle norme sulla circolazione stradale, l’effettuazione di una manovra di sorpasso in prossimità di una curva con l’invasione dell’opposta corsia di marcia realizza al contempo sia la fattispecie del sorpasso vietato sia quella della circolazione contro mano, non sussistendo tra le due violazioni un rapporto di specialità, bensì di concorso formale.

(Nella specie la S.C.: ha confermato la sentenza di merito che, avendo ritenuto che la condotta integrasse entrambe le violazioni, aveva altresì ritenuto legittima l’irrogazione della sanzione accessoria della sospensione della patente, prevista per la guida contromano).

Cassazione civile sez. II, 28/09/2006, n.21083

Condotta di guida eclatante 

La condotta tipica della contravvenzione di cui all’articolo 187 del codice della strada non è quella di chi guida dopo avere assunto sostanze stupefacenti, bensì quella di colui che guida in stato di alterazione psicofisica determinato da tale assunzione e, pertanto, perché possa affermarsi la responsabilità dell’agente non è sufficiente provare che, precedentemente al momento in cui lo stesso si è posto alla guida, egli abbia assunto stupefacenti, ma altresì che egli guidava in stato di alterazione causato da tale assunzione.

Pertanto, è necessario, per la condanna, sia un accertamento tecnico- biologico, che dimostri l’assunzione delle sostanze, sia che altre circostanze provino la situazione di alterazioni psicofisica (nella specie, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna, sul rilievo che mentre l’analisi dei liquidi biologici vi era stata e aveva dimostrato l’avvenuta assunzione di cocaina, benzodiazepine e altre sostanze, non satisfattiva era stata la dimostrazione dello stato di alterazione, motivata sulle modalità dell’incidente che per come descritte: omessa precedenza a un veicolo proveniente dall’opposto senso di marcia, alle cinque del mattino, con traffico assai scarso non apparivano necessariamente ricollegabili a uno stato di alterazione psichica, potendo essere espressive di trascuratezza, distrazione, scarso rispetto delle norme in materia di circolazione stradale; secondo la Corte, le modalità della condotta di guida per attestare l’alterazione dovrebbero avere caratteristiche più eclatanti: imboccare una autostrada o una strada a scorrimento veloce contromano, impattare da soli contro un muro o uno spartitraffico, guidare a velocità elevatissima, operare sorpassi e inversioni di marcia particolarmente rischiosi).

Cassazione penale sez. IV, 14/01/2016, n.3623

Confine tra dolo eventuale e colpa cosciente

In tema di distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente e con riferimento ad eventi lesivi connessi alla circolazione stradale, occorre rifuggire dalla tendenza a ricondurre nel fuoco del dolo ogni comportamento improntato a grave azzardo, quasi che la distinzione tra dolo e colpa fosse basata su un dato “quantitativo” correlato alla maggiore o minore sconsideratezza alla guida (nel senso che alla maggiore sconsideratezza corrisponderebbe un maggiore tasso di rappresentazione e volizione), dovendo invece detta distinzione basarsi essenzialmente su un accurato esame delle specificità del caso concreto, attraverso il quale pervenire al dato differenziale di fondo, ossia l’attribuibilità o meno al soggetto attivo di un atteggiamento di volizione dell’evento lesivo o mortale, inteso (tale atteggiamento) in senso ampio, ossia comprensivo dell’accettazione consapevole della concreta eventualità del verificarsi di quell’evento in conseguenza della condotta posta in essere.

(Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha escluso che potesse sanzionarsi a titolo di dolo eventuale anziché di colpa cosciente la condotta di un soggetto che, avendo imboccato contromano e ad alta velocità, in ora notturna, una strada buia, così esponendosi a gravi pericoli anche per la propria incolumità, aveva investito un pedone, cagionandone la morte).

Cassazione penale sez. IV, 08/03/2018, n.14663

Causazione del sinistro

Deve ritenersi sussistente un concorso di responsabilità del danneggiato nella causazione del sinistro, ove la sua condotta di guida abbia violato l’art. 143, commi 1 e 11, e 170, comma 5, del codice della strada (nella specie, in quanto circolava contromano e non sulla parte destra della carreggiata e perché trasportava sul velocipede oggetti non saldamente assicurati).

Tribunale Arezzo sez. I, 21/10/2013

Scontro di veicoli: prova liberatoria

In tema di responsabilità civile derivante da scontro di veicoli ex art. 2054 comma 2 c.c., in caso di concorso tra condotte, di cui l’una integri la violazione dell’obbligo di precedenza e l’altra la violazione dell’obbligo di limitare la velocità, la seconda di tali condotte non è idonea, di norma, ad interrompere il nesso di causalità tra il comportamento di guida del conducente sfavorito e l’incidente.

Nondimeno, allorché risulti che l’altro conducente teneva una velocità doppia di quella ammessa in un centro abitato, ponendosi – oltretutto nella stessa area di incrocio – in illecito sorpasso di alcune vetture che marciavano regolarmente incolonnate, procedendo completamente contromano per ultimare tale manovra, così da non poter essere avvistato dall’automobilista impegnato nell’attraversamento dell’incrocio in prossimità dello “stop”, siffatto contegno può essere valutato come causa esclusiva del sinistro, con conseguente superamento della presunzione di concorrente responsabilità sancita dalla predetta disposizione del codice civile.

Cassazione civile sez. VI, 20/06/2013, n.15504

Percorrenza contromano dell’autostrada

Sussiste l’esigenza cautelare di cui all’art. 274 lett. c) c.p.p. nell’ipotesi in cui l’imputato, già condannato per guida in stato di ebbrezza, abbia dimostrato una personalità incline alla violazione delle regole sia amministrative (del Codice della strada) sia penali, mettendosi alla guida della propria autovettura malgrado avesse pesantemente abusato di sostanze alcoliche e provocando la morte di quattro persone percorrendo contromano l’autostrada.

Ufficio Indagini preliminari Alessandria, 17/08/2011

Incidente automobilistico

È configurabile il dolo eventuale in capo a chi cagioni la morte di una persona in un incidente automobilistico, allorché l’agente abbia previsto ed accettato il rischio di cagionare un incidente con conseguenze letali mediante la propria condotta di guida spericolata (nella specie, l’imputato aveva impegnato contromano una corsia autostradale per sfuggire all’inseguimento della polizia, andando a collidere frontalmente con l’autovettura sulla quale si trovava la vittima).

Non è invece configurabile l’ipotesi di tentato omicidio a danno degli altri utenti del traffico rimasti soltanto feriti, nè a danno dei conducenti che avevano corso il rischio di scontrarsi con la vettura dell’imputato, non essendo il dolo eventuale compatibile con il tentativo.

Ufficio Indagini preliminari Milano, 21/04/2004

Manovra di svolta a sinistra contromano

Integra un’ipotesi di colpa grave il comportamento del finanziere, il quale, alla guida di un’autovettura di servizio, effettua la manovra di “svolta a sinistra” contromano, entrando in collisione con altra vettura proveniente da opposta direzione.

Corte Conti sez. II, 27/09/1993, n.220

Segnali di emergenza

L’utilizzazione dei segnali di emergenza non esonera dal rispetto delle norme di comune prudenza poste a salvaguardia del fondamentale principio del “neminem laedere”; pertanto, va affermata la responsabilità dell’addetto alla guida di un’ambulanza il quale, dopo aver eseguito una svolta a sinistra, completamente contromano, si immetta sulla direttiva di marcia di altro veicolo venendo a collisione con lo stesso.

Corte Conti sez. II, 15/04/1993, n.98

Incidente nell’impegnare contromano un breve percorso

Poiché le attività di guida di autoveicoli in servizio di polizia giudiziaria comportano di norma l’uso di condotte anche altamente rischiose la violazione della colpa grave ex legge n. 1833 del 1962 va condotta alla stregua delle circostanze in cui si è svolto il servizio; per cui va mandato assolto l’agente della polizia di Stato il quale, nel corso dell’inseguimento di un’auto che non aveva ottemperato all’ordine di arresto, provochi un incidente nell’impegnare contromano un breve percorso avendo acceso il dispositivo luminoso di emergenza ed i fari.

Corte Conti sez. I, 09/10/1991, n.306


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