Da rifiuto organico a ‘benzina’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. – (Adnkronos) – Produrre biocarburante a basso impatto ambientale, impiegando tonnellate di rifiuti organici convertendoli in energia per veicoli, mezzi aziendali e trasporti pubblici. Questa è la sfida che la Città metropolitana di Milano si appresta a raccogliere nell’ambito della sua strategia di transizione energetica, per arrivare ad alimentare ben 39mila automobili, pari a due volte e mezzo quelle circolanti, riciclando la quasi totalità delle 200mila tonnellate di rifiuti prodotti sul suo territorio.

Camera: oggi Question time con De Micheli e Spadafora

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – Si svolgerà oggi, alle 15, il Question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, risponderà ad interrogazioni sulle iniziative volte a definire, d’intesa con le Regioni e gli enti territoriali competenti, un piano straordinario per la messa in sicurezza del sistema di collegamento viario e ferroviario di Piemonte e Liguria; sulle iniziative volte ad un’efficace programmazione e allo “sblocco” delle opere infrastrutturali attualmente sospese; sugli elementi e iniziative in relazione allo stato della manutenzione delle infrastrutture, con particolare riferimento alla sicurezza di ponti, viadotti e gallerie; sulle iniziative urgenti, d’intesa con la Regione Sardegna, in merito al bando di gara per il servizio pubblico di trasporto marittimo in regime di continuità territoriale; sugli intendimenti in merito alla messa in sicurezza dei ponti esistenti e alla realizzazione di nuovi ponti sul bacino del Po, con particolare riferimento all’adozione del decreto di ripartizione del relativo fondo di 250 milioni di euro; sul procedimento di revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia; sulle iniziative a tutela degli interessi nazionali in relazione alla decisione dell’Austria di introdurre divieti di circolazione che interessano il corridoio del Brennero.

Terapia anticancro: un nuovo studio per evitare danni al cuore

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed, Salute e Benessere

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Nel trattamento dei tumori, una ricerca ha dimostrato quali sono gli effetti dell’assunzione dei farmaci cardioprotettivi sui pazienti oncologici.

Oggi, è stato presentato all’EuroEcho 2019 di Vienna, un congresso scientifico della European Society of Cardiology (Esc), un nuovo studio che può aumentare la sopravvivenza dei pazienti oncologici sottoposti alle terapie anticancro. I malati di tumore che ricevono comuni farmaci per la protezione del cuore possono subìre meno danni cardiaci. In particolare, potrebbe essere evitato un caso di cardiotossicità ogni 10 pazienti con carcinoma mammario o ematologico trattati con questi medicinali.

In una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, l’autore dello studio Sergio Moral, dell’Ospedale universitario Josep Trueta e dell’Ospedale Santa Caterina di Girona, Spagna, ha sottolineato che “Il nostro studio fornisce supporto all’uso di routine di beta-bloccanti, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (Ace) o bloccanti del recettore dell’angiotensina II (Arb) in pazienti sottoposti a trattamento del cancro, ma la decisione dovrebbe essere presa caso per caso”.

I progressi nel trattamento dei tumori hanno portato a un aumento della sopravvivenza, ma allo stesso tempo le malattie cardiovascolari sono uno degli effetti collaterali più frequenti di queste terapie. L’incidenza di problemi cardiaci varia in base al farmaco, alla sua dose e alle caratteristiche del paziente, tra cui età e presenza di ipertensione. Il nuovo studio ha analizzato le migliori evidenze disponibili per esaminare se l’uso di beta-bloccanti, Ace-inibitori e/o Arb, fosse correlato a una ridotta incidenza di cardiotossicità in pazienti con carcinoma mammario o ematologico che seguivano una terapia oncologica.

La cardiotossicità è stata definita come declino della funzione della pompa cardiaca (calo della frazione di eiezione ventricolare sinistra al di sotto del 50%, o calo maggiore del 10%) e/o insufficienza cardiaca manifesta durante il primo anno di follow-up. La meta-analisiha incluso 9 studi randomizzati controllati.

Il principale trattamento del cancro in tutti gli studi era la chemioterapia con antracicline; in alcuni lavori era stato anche somministrato un trattamento adiuvante come trastuzumab. Sono stati arruolati 913 pazienti, di cui 534 hanno ricevuto farmaci per il cuore e 379 facevano parte di un gruppo di controllo. Fra i pazienti che prendevano i medicinali per il cuore, 337 assumevano un beta-bloccante, 152 un Ace-inibitore o Arb, 45 un beta-bloccante e un Ace-inibitore. Durante il follow-up di un anno, 108 pazienti (il 12%) hanno sviluppato cardiotossicità. I pazienti in trattamento cardioprotettivo avevano però un rischio significativamente più basso di cardiotossicità.

“I farmaci cardioprotettivi – sottolinea Moral – non sono prescritti abitualmente nei pazienti con cancro e il nostro studio suggerisce che dovrebbero invece essere considerati dai medici. Il cancro e le malattie cardiovascolari condividono fattori di rischio comuni che influenzano anche la suscettibilità alla cardiotossicità. Di conseguenza, si consiglia ai malati di cancro di mangiare in modo sano, di smettere di fumare, di controllare il loro peso e di fare esercizio fisico. Saranno ora necessarie ulteriori ricerche per identificare quali pazienti beneficiano maggiormente della terapia cardioprotettiva, quali farmaci sono più efficaci, a quale dose, oltre alla durata ottimale della profilassi”.

Ue: Di Maio, ‘Mes ci impegna per 50 anni, firmo solo se certo Italia al sicuro’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – “Sul Mes, siamo molto determinati. Per noi bisogna rinviare: così com’è non va bene, perché espone l’Italia e gli italiani a dei rischi troppo alti”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Il panettone solidale che aiuta la Croce Rossa Italiana

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. – (Adnkronos) – Se è solidale, il panettone è ancora più buono. Dal 2 dicembre acquistare il classico dolce di Natale può aiutare la Croce Rossa Italiana. Lidl Italia riporta sugli scaffali dei suoi 650 supermercati in tutta Italia il Panettone Classico solidale a marchio Deluxe e per ogni pezzo venduto, ne donerà uno alla Croce Rossa Italiana che, attraverso i propri comitati territoriali, lo venderà nelle principali piazze italiane per finanziare i suoi progetti di solidarietà.

Come non pagare il bollo sul conto corrente in banca

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Rendicontazioni alla clientela: l’imposta sugli estratti conto non si versa solo per i conti base e per i conti che non superano la soglia fissata dalla legge.

Dall’ultimo estratto conto ti sei accorto che una parte dei tuoi risparmi è stata trattenuta dalla banca per essere versata allo Stato a titolo di imposta di bollo conto corrente. Tutto sommato non si tratta di un grosso importo: equivale a poco più di una bolletta del telefono; tuttavia vuoi sapere se esistono modi per evitare l’odiato prelievo. Ti chiedi dunque come non pagare il bollo sul conto corrente in banca. 

Come per tutte le tasse, anche per quelle sul c/c lo Stato prevede delle esenzioni collegate al reddito del contribuente. Il principio infatti che regola il sistema impositivo italiano resta quello della capacità contributiva: chi più ha, più paga.

Nel seguente articolo, dopo aver ricordato a quanto ammonta la tassa in commento e quali sono i soggetti tenuti a versarla, vedremo tutti i casi in cui si può non pagare il bollo sul conto corrente in banca. Ma procediamo con ordine.

Imposta di bollo conto corrente: a quanto ammonta?

A ben vedere, la legge non prevede una tassa sul conto corrente: l’imposta di bollo è collegata invece agli invii degli estratti conto effettuati dalle banche e degli estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio anche postali.

Poiché però tali invii avvengono almeno una volta all’anno, la tassa finisce per essere, nella sostanza, un’imposta collegata al possesso del conto corrente. 

Non è possibile rinunciare all’invio dell’estratto conto per non pagare il bollo. La legge infatti prevede che l’estratto conto, il rendiconto o la comunicazione si considerano inviati in ogni caso almeno una volta nel corso dell’anno, anche quando non sussiste un obbligo di invio o di redazione (in base agli accordi conclusi con il cliente). 

A quanto ammonta l’imposta di bollo conto corrente?

L’imposta varia a seconda della tipologia del correntista.

Se il correntista è una persona fisiche (un privato o una ditta individuale), l’imposta è pari a 34,20 euro fin dall’origine.

Invece per tutti i clienti diversi da persone fisiche (società, associazioni, ecc.), l’imposta è di 100 euro fin dall’origine. 

Quando si paga l’imposta di bollo conto corrente?

L’imposta è applicata al 31 dicembre di ciascun anno. Non è il contribuente a dover fare il versamento ma è la banca che trattiene l’importo dal conto del proprio cliente e poi lo versa allo Stato.

Se però il tuo contratto con la banca prevede l’invio dell’estratto conto più volte nell’arco dello stesso anno (ad esempio una volta ogni tre mesi), l’imposta non si moltiplica ma viene frazionata in più rate, ciascuna versata al momento del singolo rendiconto. 

Marco ha acceso, presso la propria banca, un c/c richiedendo l’invio dell’estratto conto ogni tre mesi. Pertanto l’istituto di credito gli invia trimestralmente, tramite posta semplice, la rendicontazione. Sul conto di Marco appariranno tre addebiti, nell’arco dell’anno, di 8,55 euro ciascuno, il 31 marzo, il 30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre di ogni anno, per un totale quindi di 34,20 euro complessivi, pari cioè all’imposta di bollo annuale. Se Marco avesse richiesto l’invio mensile dell’estratto conto, allora avrebbe pagato delle minirate mensili, pari a 2,85 euro.

Conti correnti a cui non si applica l’imposta di bollo

L’imposta di bollo conto corrente non si applica: 

  • agli estratti conto e rendiconto inviati a soggetti diversi dalla clientela [1];
  • ai conti correnti postali con saldo negativo per 3 mesi consecutivi e chiusi d’ufficio;
  • ai conti correnti aperti per ordine dell’Autorità giudiziaria [2]; 
  • ai conti correnti  intrattenuti dalle Onlus, dalle federazioni sportive e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni [3]; 
  • ai conti correnti la cui giacenza media nell’anno solare non supera 5.000 euro;
  • ai conti base, che hanno le caratteristiche definite con la convenzione stipulata il 28 marzo 2012 fra MEF, Banca d’Italia, Abi, Poste e associazioni dei prestatori di servizi di pagamento, intestati a persone fisiche che hanno un Isee inferiore a 7.500 euro;  
  • ai conti intrattenuti da soggetti che non si considerano clienti, come i soggetti che svolgono attività di intermediazione finanziaria (es. Confidi) e le Amministrazioni dello Stato. In questi casi si applica la sola imposta di 2 euro quando la somma supera 77,47 euro (nei rapporti con lo Stato l’imposta è a carico dell’altra parte).

Quando non pagare l’imposta di bollo conto corrente

Da quanto appena detto sono sostanzialmente due le vie per il contribuente per ottenere l’agevolazione fiscale e non versare l’imposta di bollo sul c/c:

  • mantenere la provvista presso la stessa banca inferiore a 5mila euro in media nell’arco dello stesso anno;
  • aprire un conto base ed avere un Isee inferiore a 7.500 euro.

Alcune banche, per attrarre nuova clientela, possono offrire conti correnti a zero spese. In verità, anche su tali rapporti si paga l’imposta di bollo, senonché in tali ipotesi è la banca a versarla al posto del proprio cliente. Ciò può avvenire in due modi:

  • non addebitandolo l’imposta sul conto;
  • oppure addebitano l’imposta di bollo sul conto per poi stornarla nei giorni successivi. Il cliente quindi, nei movimenti del conto, visualizza il movimento di addebito e poi il successivo storno con accredito dello stesso importo. 

Come non pagare imposta di bollo sul conto corrente fino a 5mila euro

Analizziamo la prima ipotesi. Abbiamo detto che il conto corrente che non supera, alla fine dell’anno, una giacenza media di 5.000 euro non sconta l’imposta di bollo.

La giacenza media si calcola sommando tutti i saldi conto giornalieri presenti sul conto e dividendoli per il numero di giorni dell’anno (365). 

Il calcolo può essere particolarmente complesso, sicché può essere richiesto presso lo sportello della banca. In realtà, non è il contribuente a doversi preoccupare se la giacenza media supera o meno il tetto dei 5mila euro: è infatti la banca, non appena si verifica tale presupposto, ad effettuare il prelievo dal conto a titolo di imposta.

Nel calcolo della giacenza media si prendono a riferimento tutti i conti correnti intestati alla stessa persona ed accesi presso la stessa banca, con Poste italiane o emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti al termine del periodo rendicontato. 

Antonio ha acceso presso la propria banca due conti correnti: in uno ha 4.000 euro e nell’altro 2.000. Antonio pagherà l’imposta di bollo perché la somma tra i due depositi è superiore a 5.000 euro.

Se però i conti sono accesi presso banche diverse, le giacenze non si sommano tra loro.

Luigi ha un conto presso una banca, ove ha depositato 4.500 euro euro. Nel conto presso un’altra banca ha invece 1.500 euro. Luigi non pagherà, in entrambi i casi, l’imposta di bollo. Se invece un solo rapporto avesse superato i 5.000 euro solo quest’ultimo avrebbe scontato l’imposta. Se tutti e due i conti superano 5.000 euro di giacenza media, Luigi dovrà versare l’imposta di bollo per ben due volte nell’arco dello stesso anno.

Se il valore della giacenza media di un singolo conto è negativo, l’imposta non è dovuta e tale conto non concorre al calcolo della soglia di 5.000 euro.

Come non pagare imposta di bollo sul conto corrente base

Il secondo modo per non pagare l’imposta di bollo è accendere un conto corrente base. Si tratta di conti che consentono un numero minimo di operazioni allo sportello o tramite internet. Sono garantiti però solo a chi ha un Isee inferiore a 7.500 euro.

I titolari devono in proposito presentare apposita autocertificazione entro il 1° marzo di ogni anno [4].

Istat: occupazione in aumento

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Il mercato del lavoro registra un aumento dell’input di lavoro a ritmi superiori a quelli del Pil, mentre il tasso di disoccupazione segna un deciso miglioramento nell’anno corrente.

L’Istat conferma che, nel 2019, il mercato del lavoro italiano ha sperimentato un andamento analogo a quello dell’area euro, caratterizzato da un miglioramento dell’occupazione e una riduzione della disoccupazione.

Le unità di lavoro totali sono aumentate con un ritmo costante nei primi due trimestri (+0,2% la variazione congiunturale) per poi accelerare lievemente tra luglio e settembre (+0,3%), sostenute dalla crescita dei dipendenti (+0,3% in tutti e tre i trimestri). Secondo i dati più recenti della rilevazione sulle forze lavoro, anche ad ottobre la tendenza positiva è proseguita, con un aumento degli occupati (+0,2%) e una stabilità del tasso di occupazione.

Nei primi dieci mesi del 2019, il tasso di disoccupazione ha continuato a scendere, raggiungendo a ottobre un livello (9,7%) inferiore di un punto percentuale rispetto allo stesso mese del 2018. Anche i dati sulla domanda di lavoro si mantengono su livelli massimi del periodo. Nel terzo trimestre il tasso di posti vacanti destagionalizzato, che misura la quota dei posti di lavoro per i qualiè in corso la ricerca di personale, si è attestato all’1,1% nel complesso delle attività economiche e nei due settori aggregati dell’industria e dei servizi.

Nei prossimi mesi, come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, si prevede il proseguimento della fase di miglioramento del mercato del lavoro, ma con un’intensità più contenuta. Tale andamento rifletterebbe, con un lieve differimento temporale, il progressivo rallentamento del ciclo economico.

Nel biennio di previsione, l’occupazione, espressa in termini di unità di lavoro, è prevista crescere con un ritmo (+0,7%) superiore a quello dell’output, prefigurando un possibile proseguimento della fase di riduzione della produttività. Il miglioramento dell’occupazione sarà sostenuto dall’aumento delle unità di lavoro dipendenti.

L’aumento dell’occupazione si accompagnerebbe a una crescita del monte salari e a un miglioramento delle retribuzioni lorde per dipendente (+0,7% e +0,6% rispettivamente nel 2019 e nel 2020).

Governo: Renzi, ‘interesse Conte chiarire rapporto con Alpa’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – “Se quello che viene contestato a Conte fosse stato contestato a me, i 5stelle oggi chiederebbero le dimissioni e scatenerebbero i social contro di me. Hanno distrutto donne e uomini per bene con questo metodo barbaro. Noi non faremo lo stesso perchè siamo persone per bene, non populisti che agitano la gogna social. Io non so cosa sia successo tra Conte e Alpa. Penso che sarà il presidente Conte il primo ad aver interesse a chiarire per fugare ogni dubbio”. Lo dice Matteo Renzi, in un’intervista a ‘Il Messaggero’.

Prescrizione: Renzi, ‘senza accordo voteremo ddl Costa’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – Sulla prescrizione “se non ci sarà accordo voteremo il ddl di Enrico Costa, persona saggia e già viceministro alla Giustizia del mio governo. Bonafede può cambiare la sua legge, ma non può pretendere di cambiare le nostre idee”. Lo afferma Matteo Renzi, in un’intervista a ‘Il Messaggero’.

Governo: Renzi, ‘chi vuole rompere deve solo dirlo’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – “Votare a marzo “non è un timore del Pd, ma una loro (folle) speranza. Una parte del Pd sogna le urne, invocandola con lo stesso giubilo con cui hanno anticipato le elezioni in Umbria, condannandosi a una clamorosa sconfitta. Fosse per me si voterebbe nel 2023. Ma non l’ha ordinato il dottore di stare tutti insieme. Chi vuole rompere deve solo dirlo”. Lo afferma Matteo Renzi in un’intervista a ‘Il Messaggero’.