Russiagate: Procura Agrigento indaga su Mifsud, Gdf sequestra carte all’Università/Adnkronos (2)

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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(Adnkronos) – Sicuramente, nel maggio del 2018 Mifsud ha trascorso tre giorni nello studio di Zurigo del suo avvocato, Stephan Roh, durante i quali ha rilasciato una lunga deposizione. L’audio è stato consegnato da Roh al procuratore Usa John Durham, che sta indagando sulla genesi del Russiagate. In una porzione di trascrizione di quell’audio, ottenuta dall’Adnkronos, il professore maltese lascerebbe intendere di essere stato costretto a nascondersi, contrariamente alla sua volontà. In mano al procuratore Durham è anche la registrazione fatta recapitare nelle scorse settimane all’Adnkronos, nella quale una voce che sostiene di essere “Joseph Mifsud” nega invece di essere stato costretto da qualcuno a nascondersi e di non essere mai stato un “infiltrato” o di avere avuto rapporti con “servizi segreti”. Nessuna autorità, ufficialmente, ha confermato che quella sul nastro sia effettivamente la voce del professore maltese.

Russiagate: Procura Agrigento indaga su Mifsud, Gdf sequestra carte all’Università/Adnkronos (4)

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(Adnkronos) – Dopo l’arrivo di Di Maida le cose cambiano al Consorzio. “Abbiamo trovato quel buco enorme dice – e quindi ci siamo dovuti rimboccare le maniche. Noi per primi, del Cda, abbiamo rinunciato alle nostre indennità, cercando di rimettere i conti in sesto, almeno un po'”. Mifsud aveva anche eliminato le borse di studio per gli studenti meritevoli. “Ricordo che c’era un padre disperato perché nonostante la figlia fosse una studentessa modello, non riusciva a farle frequentare l’università perché non c’era più la borsa di studio, io ero mortificato, Il minimo che potessimo fare era eliminare le nostre indennità, con qualche sacrificio per le nostre famiglie”. Sono 1.300 gli studenti del Consorzio e una ottantina i docenti. “Adesso la situazione finanziaria si è sistemata – dice Di Maida orgoglioso – ma solo dopo tanti sforzi. Mifsud ha creato un danno enorme al nostro Consorzio”.

Russiagate, Procura Agrigento indaga su Mifsud

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Agrigento, 4 dic. (Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – Ripetuti viaggi in Russia. E poi Malta, Usa, Inghilterra, e anche Libia, Libano e Bulgaria, quasi sempre accompagnato “da sconosciute giovani donne dell’Est”, ma anche telefoni Blackberry, almeno cinque, comprati e poi spariti nel nulla, bollette telefoniche stratosferiche, anche da 4 mila euro al mese, per telefonate fatte prevalentemente in Russia e anche in altri paesi dell’Est. Il tutto con i soldi del Consorzio universitario di Agrigento. Il mistero su Joseph Mifsud, elemento chiave della controinchiesta voluta da Donald Trump sul Russiagate di cui si sono perse le tracce dalla fine di ottobre del 2017, si infittisce sempre di più e arriva fino all’Università di Agrigento che lo stesso Mifsud ha presieduto per tre anni, dal 2009 al 2012.

Puglisi a Cida: “Lavorare insieme e investire in formazione continua”

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Labitalia) – “Abbiamo bisogno di lavorare insieme e abbiamo bisogno del vostro contributo”. A dirlo Francesca Puglisi, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, rivolgendosi all’assemblea della Cida. “Questo – sostiene – significa aggiornare le competenze nel mondo del lavoro, altrimenti si rischia l’espulsione dal mercato. Serve un grande investimento in termini di formazione continua”.

Mes: slitta la firma del Trattato

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed, Politica

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Il trattato di riforma del Mes non sarà firmato entro dicembre: l’Eurogruppo oggi ha deciso che si farà all’inizio del 2020. Esclusi rinvii più lunghi.

Il trattato di riforma del Mes, il meccanismo europeo di stabilità noto anche come Fondo salva Stati, non sarà firmato entro dicembre ma “all’inizio dell’anno prossimo”. Lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, a margine della riunione dei ministri delle Finanze dei Paesi Ue svolta oggi a Bruxelles; la sua dichiarazione è stata riportata dall’agenzia stampa Adnkronos.

Nel corso dell’Eurogruppo di oggi “prenderemo atto” della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità, sulla quale “abbiamo lavorato molto quest’anno” e sulla quale “abbiamo preso una decisione in giugno”, con “la prospettiva di firmare i cambiamenti del trattato all’inizio dell’anno prossimo”, dichiara Centeno.

Non vediamo la necessità” di rinvii più lunghi dell’approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità per consentire di modificarla. “Stiamo lavorando sugli aspetti tecnici ora: l’accordo politico è stato raggiunto ed è importante che ci sia un dibattito politico in tutti gli Stati membri. Di certo i ministri lo sottolineeranno: non vedo spazio” per rinvii lunghi, aggiunge il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno.

Il fatto che la firma del trattato sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità venga prevista per l’inizio dell’anno venturo, a quanto si apprende da fonti europee, non comporta alcun rinvio rispetto alla tabella di marcia che era originariamente prevista: se anche oggi nell’Eurogruppo tutti i ministri concordassero sulla riforma in cinque minuti, non si riuscirebbe ad arrivare alla firma del trattato prima della fine del 2019, perché i singoli Paesi hanno procedure nazionali diverse che richiedono un po’ di tempo per essere completate.

Visco: ‘non si guardi a benefici nel breve, serve visione nel medio termine’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – “Ci deve essere una presa d’atto che abbiamo delle difficoltà di lungo periodo. Se ogni volta che veniamo eletti promettiamo benefici solo nel giro del tempo in cui siamo eletti e non si va più avanti”, con una visione di medio periodo, “allora abbiamo un difetto di credibilità”. Così il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso della sua audizione in Commissioni riunite Bilancio e Politiche Ue, presso la Sala del Mappamondo sul funzionamento del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) e sulle sue prospettive di riforma.

Dazi: Conte, ‘con Trump non ne ho parlato, non sono all’orizzonte’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – Di dazi “non se ne è parlato, dunque non sono all’orizzonte, mentre abbiamo parlato della possibilità di cooperare nel campo industriale e aerospaziale”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, dopo l’incontro bilaterale con Donald Trump. Ai cronisti che insistono sulla questione ribadisce che “non ne abbiamo parlato, quindi non mi aspetto affatto” una reazione come quella con la Francia.

5G: Conte ne parla con Trump, ‘Italia non si sfila, garantiremo sicurezza’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – “Ho chiarito a Trump che applicheremo la nostra legislazione, che è tra le più avanzate” il che “garantirà la protezione” da qualunque rischio. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, dopo l’incontro bilaterale con Donald Trump parlando dei possibili rischi legati alla tecnologia 5G.

Cosa succede se non cambio residenza?

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Quali conseguenze per chi si trasferisce, cambia casa e non lo comunica al Comune?

Hai cambiato casa. Sei andato a vivere in un’altra abitazione che hai appena acquistato. La precedente dimora resterà, al momento, vuota. 

Non hai ancora comunicato il trasferimento all’ufficio dell’anagrafe comunale e, prima di farlo, vorresti sapere quali potrebbero essere le conseguenze di un eventuale ritardo o, addirittura, di un’omissione. Sai che molta gente fa di tutto per restare irreperibile, specie quando deve scappare dal fisco o dai creditori. Così ti chiedi: cosa succede se non cambio residenza? La questione può essere riassunta nei seguenti termini.

Esiste l’obbligo di cambiare residenza?

Nel momento in cui si cambia dimora è obbligatorio spostare anche la residenza presso la nuova abitazione, ma solo se il trasferimento è definitivo. Non è pertanto necessario cambiare residenza quando ci si sposta per pochi giorni o per alcuni mesi, come nell’ipotesi delle vacanze estive o di una breve trasferta di lavoro.

Per legge, la residenza deve coincidere con la dimora abituale, quella cioè ove il cittadino vive per gran parte dell’anno. Quindi, ogni volta che si sposta la dimora abituale esiste l’obbligo anche di cambiare residenza. 

Ogni cittadino ha l’obbligo di essere reperibile: non solo al postino, ai creditori e al fisco, ma anche alla polizia e a qualsiasi altra autorità pubblica. Sicché non è possibile scegliere la propria residenza in base al luogo che più è congeniale, dovendo questa per forza coincidere con la dimora. 

È vietato dare al Comune una residenza diversa da quella effettiva ossia da dove si vive abitualmente. Sono quindi illecite le pratiche rivolte a sposare la propria residenza solo al fine di usufruire di benefici fiscali legati alla prima casa o alla cosiddetta «abitazione principale». 

Cosa si rischia a dare una residenza diversa?

Chi mente sulla propria residenza subisce una serie di conseguenze di ordine penale, amministrativo e civile.

Sanzioni penali per gli irreperibili 

Sotto un profilo penale, chi dà al Comune una residenza diversa da quella effettiva commette il reato di falso in atto pubblico. Egli infatti mente nel momento in cui rilascia la dichiarazione non veritiera al pubblico ufficiale e questi la trascrive nel registro dell’anagrafe che, appunto, è un atto pubblico. 

Poiché però il reato di falso richiede una condotta attiva, non è ravvisabile tale illecito penale nel momento in cui il cittadino si trasferisce da un luogo a un altro e non aggiorna la residenza da quella vecchia a quella nuova. In tal caso, quindi, chi non cambia la residenza al Comune subisce solo le sanzioni amministrative e civili di cui si parlerà nei seguenti paragrafi.

Sanzioni amministrative per gli irreperibili

Sotto un profilo amministrativo, il Comune che dovesse ricevere segnalazioni circa l’irreperibilità di un cittadino – ad esempio dal postino, dall’ufficiale giudiziario o da qualsiasi altro pubblico ufficiale – avvierà le indagini e, se non riuscirà a verificare l’effettiva dimora dello stesso, dopo un anno lo cancellerà dalle liste dell’anagrafe comunale. 

Il soggetto irreperibile non potrà, di conseguenza, ottenere né un documento di riconoscimento, né un certificato anagrafico. 

Egli inoltre perderà l’assistenza sanitaria: non potrà accedere alle prestazioni socio-sanitarie che richiedono, come condizione per l’ammissione, il deposito del certificato anagrafico. 

Altra sanzione amministrativa per i soggetti irreperibili è la perdita del diritto al voto. 

Sanzioni civili per gli irreperibili

Il soggetto di cui si ignora la residenza non può sfuggire così facilmente alle notifiche, alle raccomandate, agli atti giudiziari. La legge infatti prevede che, se il postino o l’ufficiale giudiziario non riescono a trovare il destinatario dell’atto nel luogo della sua ultima residenza, effettuate ricerche e assunte informazioni sul luogo stesso, provvedono al deposito del plico presso l’ufficio postale (se la notifica è curata dal postino) o presso la Casa Comunale (se la notifica è curata dall’ufficiale giudiziario). Se l’interessato non provvede al ritiro della busta nei termini di legge (30 giorni per gli atti giudiziari e 10 negli altri casi) scatta la cosiddetta «compiuta giacenza» e l’atto si considera come notificato correttamente; si presume quindi come conosciuto dal suo destinatario, a prescindere dal fatto che questi non ne abbia preso affatto visione. La notifica produrrà i suoi effetti rendendo definitivi gli atti (ad esempio multe, cartelle esattoriali, accertamenti fiscali, disdette di contratti, ecc.).

Approfondimenti

Chi dichiara una residenza falsa quali sanzioni rischia?

Cancellazione anagrafe per irreperibilità

Dichiarato irreperibile: conseguenze

Ue: Visco, Mes? ‘per Italia c’è un beneficio, siamo un paese creditore’

Posted on : 04-12-2019 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 4 dic. (Adnkronos) – Dal Mes, il fondo Salva Stati, “c’è un beneficio per l’Italia” perché “siamo un paese creditore. C’è un beneficio”. A ribadirlo è il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso della sua audizione in Commissioni riunite Bilancio e Politiche Ue, presso la Sala del Mappamondo sul funzionamento del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) e sulle sue prospettive di riforma. “Non credo ci sia una minaccia per la stabilità finanziaria”, sottolinea Visco.