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Attualità e Società | KYK.it - Part 20
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Coronavirus: Conte a Salvini, ‘Inps? Basta soffiare sul malcontento’

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 1 apr. (Adnkronos) – A quanto apprende l’Adnkronos, nel corso della riunione a Palazzo Chigi con i leader di opposizione, il premier Giuseppe Conte ha letto a Matteo Salvini il post sul sito dell’Inps in tilt, in cui il segretario della Lega invita i suoi follower a far pervenire commenti e segnalazioni. “Così stai soffiando sul malcontento…”, ha bacchettato il presidente del Consiglio l’ex ministro dell’Interno, richiamando un comportamento poco responsabile verso il Paese.

Coronavirus: Lollobrigida, ‘Tridico lavori e chiacchieri di meno’

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 1 apr. (Adnkronos) – “Ieri Tridico definiva atti di sciacallaggio quelli dei politici che attaccavano alcuni provvedimenti del governo, e oggi cerca giustificazioni attaccando lui stesso quei provvedimenti del governo che saturano la rete creando disastri. Pensi a lavorare e chiacchieri di meno”. Lo scrive su Twitter il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

Coronavirus: 250 dipendenti Roche affiancano operatori 1500 ministero Salute

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 1 apr. (Adnkronos Salute) – Roche Italia mette a disposizione del ministero della Salute una parte del proprio personale altamente specializzato per affiancare gli operatori di primo livello del numero verde 1500. Da questa offerta, nasce il protocollo di intesa siglato dal ministero della Salute e da Roche Italia che danno avvio al primo progetto di volontariato di competenza in tempi di Covid-19.

Rc auto: proroga validità fino a termine emergenza Coronavirus

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Un emendamento al decreto Cura Italia prevede l’estensione automatica del periodo di validità della polizza Rc auto sino a quando cesserà il lockdown.

Con la proroga delle misure di contenimento già decisa dal Governo fino al 13 aprile e che molto probabilmente durerà anche oltre, la maggior parte dei cittadini italiani sottoposti ai divieti di spostamento sta tenendo la propria autovettura ferma.

Nonostante questo, non c’è ancora la possibilità di sospendere l’assicurazione auto ma il decreto Cura Italia varato dal Governo lo scorso 17 marzo ha previsto una proroga del periodo di validità della polizza Rc auto a 30 giorni dopo la scadenza, anziché ai consueti 15 di “tolleranza” prevista dalle norme precedenti.

Un termine che però ora appare insufficiente, considerando che le restrizioni si prolungheranno ben oltre la data che era possibile prevedere quando il decreto è stato emanato. Ma è possibile intervenire con dei correttivi, prima della conversione in legge.

Proprio in questi giorni il decreto Cura Italia è all’esame del Senato, dove sono stati presentati numerosi emendamenti, uno dei quali riguarda proprio l’estensione della durata della proroga di legge per l’intero periodo di durata del lockdown.

Lo ha spiegato all’Adnkronos il senatore di Forza Italia e ex presidente del Senato Renato Schifani: “Un mio emendamento, condiviso da Maurizio Gasparri, prevede che la validità delle polizze Rca venga prorogata non di soli 15 giorni, come previsto dal Cura Italia, ma per tutta la durata del blocco delle attività“.

Schifani ha precisato che “non c’è alcun intento vessatorio verso le compagnie assicurative che anzi, sono sicuro, condivideranno la proposta all’insegna della solidarietà nazionale”. Ed ha concluso affermando: “vogliamo evitare che i cittadini titolari di una polizza Rca subiscano oltre al danno la beffa”, riferendosi al fatto di non poter circolare mentre la polizza assicurativa dell’auto continua a decorrere.

Coronavirus: Conte, ‘governo coraggioso e responsabile su politica finanziaria’

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 1 apr. (Adnkronos) – Il governo sarà “molto coraggioso” per la politica finanziaria ma “serve anche responsabilità perché c’è anche la questione della sostenibilità finanziaria”. Lo ha detto, a quanto si apprende da fonti presenti all’incontro, il premier Giuseppe Conte ai leader di opposizione riuniti a Palazzo Chigi.

Coronavirus, domanda bonus: sito Inps va in tilt

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Il click day per l’indennità da 600 euro per gli autonomi sta mandando in tilt il sito dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Da oggi, è possibile inoltrare online le domande per ottenere l’indennità di 600 euro prevista dal decreto Cura Italia per i professionisti e i lavoratori autonomi. L’indennità non concorre alla formazione del reddito e  “non si tratta di un click day“. Le domande potranno essere inviate anche nei giorni successivi al 1° aprile, collegandosi al sito e cliccando sul banner dedicato che compare sulla Home page.

L’enorme mole di richieste per accedere alle indennità, infatti, ha generato quasi un ‘crash’ informatico: secondo quanto denunciato da più utenti, infatti, entrando con i propri dati nella pagina dedicata del sito per presentare la domanda di bonus, si viene rinviati a una pagina in cui figurano nominativi privati, insieme a una serie di informazioni strettamente personali di cui è in possesso l’Inps ponendo quindi evidenti problemi di tutela della privacy. Sarebbero centinaia le schede di cittadini con dati sensibili che escono. Non solo: l’operazione a questo punto si blocca e la domanda di richiesta del bonus non riesce più a procedere. L’allarme sta circolando con un tam tam sui social, tra ironia e preoccupazione.

Coronavirus: da Fondazione Tatarella 100 libri per pazienti in isolamento a Bari

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Roma, 1 apr. (Adnkronos) – La Fondazione Tatarella ha deciso di donare 100 libri ai pazienti in isolamento e non in terapia intensiva del Policlinico di Bari, colpiti dal coronavirus. I cento libri -spiega un comunicato- vogliono essere un piccolo aiuto per sostenere i pazienti e accompagnarli nelle lunghe ore di solitudine, attesa e speranza. La donazione rappresenta anche un ringraziamento a tutti i medici per il lavoro straordinario che stanno svolgendo senza risparmiarsi. Dopo aver aderito con una donazione alla raccolta fondi promossa dalla Regione Puglia per sostenere il sistema sanitario pugliese, si tratta di un ulteriore e piccolo segno di vicinanza e sostegno dal mondo della cultura a medici, operatori sanitari e ai pazienti a cui è consentito poter leggere.

Coronavirus: Musumeci, ‘dispositivi cominciano ad arrivare ma li chiediamo da settimane’

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Palermo, 1 apr. (Adnkronos) – “Avremmo bisogno di una maggiore quantità di dispositivi che nelle ultime ore cominciano ad arrivare ma sono settimane che lanciamo appelli, e lo dico senza alcuna polemica. Abbiamo bisogno soprattutto di fare sentire al sicuro gli operatori sanitari, perché sono quelli che stanno in trincea”. Lo ha detto Nello Musumeci a Storie italiane. “Stiamo lavorando per i nuovi posti di terapia intensiva, speriamo che non ce ne sia bisogno”, aggiunge.

Coronavirus: Musumeci, ‘sono contrario alle passeggiate con i bambini’ (2)

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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(Adnkronos) – “Le passeggiate si faranno e si faranno per intere giornate ma solo quando sarà finita l’emergenza”, aggiunge poi il governatore. “Se ci sono casi particolarmente gravi di bambini che hanno non possono stare a casa tutto il giorno, si possono giustificare. E solo per dieci minuti. Ma se passa l’idea che il peggio è passato, è la rovina. Sacrifichiamo tutto quello che abbiamo fatto finora. E si rischia di avere un picco che potrebbe essere incontenibile”. “E’ una guerra e nelle guerre la libertà personale subisce tante mortificazioni – spiega ancora Musumeci – abbiamo il dovere di farlo”.

Perquisizione e sequestro nello studio legale

Posted on : 01-04-2020 | By : admin | In : Attualità e Società, feed

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Quando la polizia può entrare nello studio dell’avvocato, aprire gli archivi, i fascicoli, il computer, ispezionare le email e requisire gli hard disk? 

Non è affatto facile la vita dell’avvocato che difende persone con precedenti penali o sottoposte a indagini per gravi reati: il rischio che i controlli possano allargarsi al difensore sono tutt’altro che remoti. Se poi è in gioco un illecito penale commesso dallo stesso avvocato, allora la difesa diventa più complicata e i poteri delle autorità si allargano (si pensi all’evasione fiscale o all’autoriciclaggio). 

La Cassazione ha tuttavia fissato dei paletti ben precisi alla perquisizione e sequestro nello studio legale. Facciamo dunque il punto della situazione alla luce delle pronunce più recenti.

Ispezione e perquisizione nello studio legale

Nel caso di accessi della Guardia di Finanza, il T.U. sulle imposte sui redditi [1] stabilisce che, se il locale è adibito solo all’esercizio dell’attività professionale, è sufficiente l’autorizzazione del capo dell’ufficio da cui dipendono i verificatori che ne indichi lo scopo.

Se invece si tratta di casa-studio (ossia di locali ad uso “promiscuo”) è necessaria anche l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica.

Infine, per l’accesso all’abitazione del contribuente, l’autorizzazione del Pm può essere richiesta e rilasciata soltanto in caso di gravi indizi di violazioni delle norme fiscali.

Leggi sul punto Cosa può fare la Guardia di Finanza durante una verifica.

Nel caso di perquisizione della polizia giudiziaria, essa è ammessa solo per ricercare la prova del reato. La perquisizione può avvenire alla presenza del difensore della persona che la subisce e deve essere preceduta dalla consegna di un apposito mandato di perquisizione emesso dall’autorità giudiziaria.

Il problema della perquisizione nello studio legale è quello di contemperare due contrapposti interessi. Da un lato c’è il libero e incondizionato esercizio dell’attività di difesa tecnica, garantendo anche la privacy del cliente e il segreto professionale. Dall’altro lato c’è la necessità dello svolgimento delle indagini: l’attività difensiva dell’avvocato non può essere uno scudo che immunizza chi la esercita da eventuali condotte illecite. 

Pertanto l’ispezione e la perquisizione dello studio legale sono consentite solo in due casi: 

  • se l’avvocato è imputato, limitatamente all’accertamento del fatto contestato;
  • oppure per ricercare tracce o cose attinenti al reato, previamente determinate [2]. 

È vero: l’articolo 103 del codice di procedura penale stabilisce delle garanzie di liberà del difensore, prevedendo che le ispezioni e le perquisizioni negli studi legali sono ammesse solo quando essi o altre persone che svolgono stabilmente attività nello stesso ufficio sono imputati, oppure per rilevare tracce o altri effetti materiali del reato o per ricercare cose o persone specificamente predeterminate.

Ma tali garanzie non trovano applicazione nel caso in cui ispezioni e perquisizioni debbano essere compiute nei confronti di chi eserciti la professione legale in qualità di soggetto sottoposto ad indagine [3].

«In tema di perquisizione domiciliare nei luoghi attinenti all’attività professionale di avvocato, la Corte sottolinea che le garanzie di cui all’art. 103 c.p.p. non mirano alla tutela di chiunque eserciti la professione legale ma solo di colui che rivesti la qualità di difensore in virtù di un mandato legalmente conferitogli, in quanto funzionali alla garanzia del diritto di difesa dell’imputato. Tali garanzie non trovano dunque applicazione nel caso in cui le ispezioni e perquisizioni debbano essere compiute nei confronti di chi eserciti la professione legale in qualità di soggetto sottoposto ad indagine; con la conseguenza che, in tali ipotesi, il PM non abbisogna dell’autorizzazione del giudice per l’effettuazione della perquisizione».

Conclusioni diverse valgono invece per il sequestro di diversi atti e documenti relativi all’attività professionale svolta dall’avvocato, non costituenti corpo del reato ed essendo dunque tutelati dalle garanzie di cui all’art. 103 del cod. proc. pen. Tale operazione costituisce una indebita ingerenza nell’attività difensiva svolta a favore degli assistiti, pregiudicando il libero esercizio della professione forense.

Si possono sequestrare le carte della difesa?

Le carte o i documenti riguardanti la difesa non sono sequestrabili a meno che non si tratti del corpo del reato. 

Esistono in realtà diverse pronunce della Suprema Corte secondo cui, in tema di motivazione del decreto di sequestro probatorio, necessaria, ma anche sufficiente, per consentire l’esercizio del diritto di difesa, l’indicazione delle norme di legge che si assumono violate, la data e il luogo del fatto e le finalità investigative per le quali il vincolo è disposto. Tuttavia, più di recente la Cassazione [4] ha ritenuto, conformemente ad altro indirizzo, che l’obbligo di motivazione che deve sorreggere, a pena di nullità, il decreto dl sequestro probatorio, in ordine alla ragione per cui i beni possono considerarsi corpo del reato ovvero cose ad esso pertinenti e alla concreta finalità probatoria perseguita con l’apposizione del vincolo reale. Tale motivazione deve essere modulata da parte del pubblico ministero in relazione al fatto ipotizzato, al tipo di illecito cui in concreto il fatto è ricondotto, alla relazione che le cose presentano con il reato, nonché alla natura del bene che si intende sequestrare, non essendo sufficiente il mero richiamo agli articoli di legge, senza, tuttavia, descrivere i fatti, né la ragione per la quale i beni sequestrati dovessero considerarsi corpo del reato o cose ad esso pertinenti, né la finalità probatoria perseguita. 

Come chiarito anche in passato dalla Cassazione, sono sequestrabili soltanto quei documenti, anche se relativi all’oggetto della difesa, che costituiscono corpo del reato. Nessuna interpretazione estensiva, quindi, può consentire la deroga alle stringenti norme del codice poste a presidio della libertà dell’attività difensiva.

Lo stesso discorso vale per la corrispondenza tra imputato e difensore: anch’essa non può essere sequestrata se non è corpo del reato. 

In caso contrario, le prove così acquisite non possono essere utilizzate nel processo.

Come chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione nel 2017, l’avvocato può impugnare il provvedimento di sequestro illegittimo anche se l’oggetto materiale sequestrato gli viene restituito, previa eventuale estrazione di copia (con riferimento specifico ai documenti informatici). Per l’impugnazione è necessario dimostrare un interesse specifico, concreto ed attuale. In altri termini, chi intende impugnare il sequestro dovrà allegare elementi concreti dai quali desumere la lesione di «interessi primari conseguenti alla indisponibilità delle informazioni contenute nel documento».

Si può sequestrare la penna usb o l’hard disk dell’avvocato?

Il sequestro è illegittimo se non è motivato in modo espresso. Ma attenzione: mai sequestrare all’avvocato l’intero sistema informatico. Secondo infatti la Cassazione [5], va annullato il sequestro del materiale informativo dello studio legale qualora il provvedimento ecceda gli scopi dell’indagine e risultino riscontrabili interessi ulteriori all’integrale restituzione del materiale, in relazione ai diritti alla privacy di terzi e dell’indagato (nel caso di specie, gli organi istruttori avevano estrapolato l’equivalente di trent’anni di attività nel corso della professione di avvocato).

In relazione al tipo di reato contestato ed alle specifiche esigenze d’indagine, l’autorità giudiziaria può estrapolare una copia immagine – o copia clone – che costituisce duplicato dell’originale per ogni intrinseco elemento o dettaglio informatico – cioè, proprietà, valori binari e codici -, senza alcuna possibilità di corruzione del dato originario. Ovvero, l’autorità giudiziaria può operare la copia semplice dei dati informatici.

Perquisizione presso lo studio legale e avviso al Presidente del Consiglio dell’Ordine

Il citato articolo 103 del cod. proc. pen. stabilisce che  l’autorità giudiziaria, nell’eseguire un’ispezione, una perquisizione o un sequestro presso lo studio di un difensore, ha l’obbligo di avvisare il Presidente del Consiglio dell’Ordine forense del luogo affinché questi, o un assistente delegato, possa assistere a tali operazioni.  Il rispetto di tale obbligo è sancito a pena di nullità [6].


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